

CITTA DEL VATICANO (CNN)
-- Giovanni Paolo II � sceso personalmente in
campo nelle polemiche sulle manifestazioni del World Gay Pride definendolo
"un affronto" e una "offesa ai valori cristiani". All'indomani del corteo
che ha percorso le vie di Roma nonostante l'opposizione della Chiesa, il
Papa ha ribadito solennemente non solo gli insegnamenti morali
sull'argomento (parlando di "disordine oggettivo"), ma ha anche segnalato
che sul piano politico la fine pacifica della manifestazione non ha chiuso
il discorso.
"A nome della Chiesa di Roma - ha detto il Pontefice all'Angelus - non posso non esprimere amarezza per l'affronto recato al Grande Giubileo dell'anno Duemila e per l'offesa ai valori cristiani di una citt� che � tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo".
In questi mesi di aspre polemiche il pontefice aveva infatti preferito affidare ad esponenti "minori" ma comunque illustri del Vaticano come il cardinale Jozef Ratzinger, il cardinale Camillo Ruini e il Vescovo emerito di Ravenna, cardinale Ersilio Tonini, il compito di chiarire che la chiesa cattolica � pronta ad accogliere "con rispetto, compassione e delicatezza" gli omosessuali, ma che non pu� assolutamente riconoscere come corretta "un'inclinazione oggettivamente disordinata".
Questa mattina, nel rivolgersi ai 30.000 fedeli assiepatisi in piazza San Pietro per il consueto appuntamento dell'Angelus domenicale, il Capo della Cristianit� non ha mai pronunciato espressamente il nome "Gay Pride", ma il riferimento alla settimana romana dell'orgoglio omosessuale e alla parata conclusiva di ieri per le vie di Roma di attivisti e simpatizzanti dei movimenti omosessuali ("le ben note manifestazioni che a Roma si sono svolte nei giorni scorsi") � risultato chiarissimo.
"La Chiesa", ha continuato il Pontefice, pi� volte interrotto dagli applausi di solidariet� della folla, "non pu� tacere la verit�, perch� verrebbe meno alla fedelt� verso Dio Creatore e non aiuterebbe a discernere ci� che � bene da ci� che � male".
Giovanni Paolo II � poi entrato nel merito del giudizio morale che la Chiesa cattolica esprime sulla pratica omosessuale. "Vorrei a tale riguardo limitarmi a leggere quanto dice il catechismo della Chiesa cattolica il quale, dopo aver rivelato che gli atti di omosessualit� sono contrari alla legge naturale, cos� si esprime: un numero non trascurabile di uomini e donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate".
"Questa inclinazione oggettivamente disordinata", ha proseguito il Pontefice, "costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perci�, devono essere accolti con rispetto, compassione e delicatezza. A loro riguardo si eviter� ogni marchio e discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volont� di Dio nella loro via e, se sono cristiane, a unire al sacrificio sulla croce del Signore le difficolt� che possono incontrare in conseguenza della loro condizione".
Il presidente della regione Lazio Francesco Storace, di Alleanza nazionale, ha prontamente manifestato la sua approvazione al discorso del Pontefice: "Spero che finalmente si capisca perch� molti consideravano inopportuna la sfilata", ha detto Storace, aggiungendo che "Papa Giovanni Paolo II � un papa straordinario".
Tra le reazioni dell'opinione pubblica cattolica alla parata di ieri e alla settimana del Gay Pride in generale, va ricordato il titolo dell'Avvenire "Gay Pride senza acuti". Il giornale cattolico intende con questo riferirsi alla stima della questura, che ha parlato di 70mila manifestanti, e differenziarsi da altri quotidiani italiani. In effetti l'area del Circo Massimo che ha raccolto i partecipanti alla parata per la cerimonia di chiusura e che pu� contenere un massimo di 150 persone, ieri risultava mezza vuota.