

BERLINO (CNN) --
Nel giorno del Gay pride, che celebra l'orgoglio
omosessuale, migliaia di persone si sono riunite nelle strade di diverse
citt� europee. A Berlino, dove la "Love parade" � un evento dal 1979,
500.000 gay e lesbiche sono scesi in piazza per il Christopher Street Day,
in segno di protesta contro ogni discriminazione sessuale.
Ottanta carri sono sfilati per il centro partendo dal Kurfuerstendamm, il grande viale di Berlino ovest, fino alla Siegessaeuble, la colonna della vittoria. Durante la sfilata sono stati lanciati centinaia di profilattici.
Solo pochi giorni fa il borgomastro di Berlino, Klaus Wowereit, aveva dichiarato di essere gay. E' stato il primo "outing" di un personaggio politico in Germania e ha segnato una svolta nella prassi politica nazionale.
Decisamente meno persone, circa 30.000, hanno partecipato al corteo milanese. La marcia � partita da Porta Venezia e si � aperta con uno striscione con la scritta: "Diritti Civili anche per lesbiche, gay e trans".
"Non condividiamo i contenuti della manifestazione", ha detto il vice sindaco di Milano, Riccardo De Corato, spiegando perch� il Comune non ha concesso il patrocinio al Gay pride. "Tutti hanno il diritto di esprimersi liberamente - ha aggiunto il vicesindaco - ma noi non ci riconosciamo, non condividiamo i contenuti di questa manifestazione".
Nel corso della manifestazione un centinaio di partecipanti si � tuffato nella fontana che si trova vicino al Castello Sforzesco. Nel lungo serpentone che si � snodato per le strade del centro della citt� c'erano bandiere e striscioni di associazioni, centri culturali e organizzazioni che raggruppano gli omosessuali, ma anche quelli di Ds, Verdi, Rifondazione Comunista, Camera del Lavoro, Lista Bonino, Partito Umanista e anche quella dei Liberalsocialisti, forza politica che a Milano ha assunto una posizione autonoma rispetto ai due poli.
Presenti anche alcuni parlamentari e i vertici milanesi dei partiti di centro sinistra.
Un record di presenze per la festa a Parigi: mezzo milione di persone ha sfidato il sole, superando le ben pi� magre previsioni degli organizzatori.
Il corteo parigino, ricco di carri allegorici, gruppi musicali, pupazzi giganti ed estremamente colorato � partito al suono della tradizionale musica tecno dall'estremo Est della capitale per raggiungere a met� pomeriggio Place de la Republique.
Per ricordare la situazione dei Paesi che pi� degli altri violano i diritti degli omosessuali, c'era pure un carro di Amnesty International, con gli altoparlanti che diffondevano ritmi afro-cubani.
In testa ai manifestanti c'era il sindaco di Parigi Bertrand Delanoe, omosessuale dichiarato, il segretario comunista Robert Hue, il candidato dei Verdi alle presidenziali Alain Lipietz e altri esponenti della sinistra.
A Parigi gli omosessuali hanno presentato diverse richieste: la parit� sul posto di lavoro, quella familiare, con tanto di accesso alle tecniche di procreazione assistita e all'adozione.
Anche a Zurigo migliaia di gay e di lesbiche hanno manifestato per la parit� dei diritti in occasione del Christopher Street Day (Csd), in un raduno al quale ha partecipato il presidente svizzero Moritz Leuenberger.
"Per la prima volta al mondo - ha rilevato l'associazione Csd Gay Pride - un capo di Stato ha partecipato a una manifestazione nell'ambito del Christopher Street Day".
Nel suo discorso, il presidente Leuenberger, socialista, ha promesso ai dimostranti entro l'anno un progetto del governo per il riconoscimento legale di unioni tra persone dello stesso sesso. Ha per� chiesto comprensione per una "politica dei piccoli passi".
Mentre omosessuali tedeschi, francesi, svizzeri e italiani hanno sfilato chiedendo meno discriminazioni, quelli belgi hanno aperto la loro festa con un notizia per loro molto importante. Sui giornali belgi di questa mattina si parlava della legge che il governo sta per varare e che consentir� loro di sposarsi, come gi� avviene solo in Olanda.
"Gli omosessuali potranno sposarsi", annunciano in prima pagina i due maggiori quotidiani francofoni del Paese, sottolineando per� che gay e lesbiche non potranno adottare bambini, n� riconoscere legalmente eventuali figli nati da uno dei due partner.
La legge potrebbe entrare in vigore gi� all'inizio del 2002, ma la coalizione di centro-sinistra belga ha compiuto un passo meno coraggioso rispetto all'Olanda dove dall'aprile scorso sono ammessi matrimoni-gay con adozione.