Egregio dott. Terranova,
nell'esprimere apprezzamenti per il Suo interessante sito, la PREGO VIVAMENTE DI VOLER PUBBLICARE LA MIA SEGUENTE LETTERA APERTA.
Non sono un segretario comunale, ma ha avuto modo di percepire il disagio di alcuni amici (quasi tutti meridionali) che svolgevano la predetta attività nel Nord Italia, ove ho vissuto per un breve periodo all'inizio degli anni '90, per ragioni di lavoro e di studio.
Ho avuto l'impressione che fossero avversati dalla classe degli amministratori locali, che, anche nel caso in cui non era espressione di "formazioni politiche dichiaratamente antimeridionalistiche", in realtà era, comunque, portatrice di quel substrato culturale "antimeridionalistico" trasversale, per cui il predetto elemento quasi- razzistico serpeggiava, più o meno sotterraneamente, fondendosi con altri elementi quali, primariamente, l'esigenza di autonomia, l'esigenza di "sganciamento" dai residui di un'amministrazione nazionale burocratica ancora in parte "centripeta", ma soprattutto, l'esigenza di svincolarsi da qualunque tipo di controllo (in particolare da quello riconducibile al Ministero dell'Interno), che, talora, straripava verso richieste di "decisionismo" e persino di "autoritarismo", legittimate da una pseudo-cultura aziendalistica molto provinciale, particolarmente diffusa nel Nord Italia.
Ho, quindi, l'impressione che le profonde innovazioni recentemente introdotte nelle vostre carriere (ovviamente mi riferisco a quelle rivenienti dall'art.17 della legge n.127/97) , in qualche modo abbiano dato (volutamente o meno nelle intenzioni del legislatore) ampio spazio (forse troppo) alle "motivazioni" della classe politica locale di cui sopra.
Per cui mi permetto sottoporre alla Sua cortese attenzione la proposta di aprire un dibattito dedicato ai problemi affrontati dai segretari comunali meridionali svolgenti (o che hanno svolto) la propria attività professionale nel Nord Italia, e, particolarmente, nelle zone più segnate da un certo tipo di cultura: se molti vorrano rendere note e scambiare le loro esperienze personali..forse..si potrebbe far emergere un aspetto di realtà....molto significativa..sulla quale ancora aleggiano luci ed ombre...
Sarebbe inoltre interessante verificare il rapporto fra il numero globale dei segretari comunali messi in disponibilità e la percentuale, sul totale, di quelli ..di origine meridionale..nelle zone di cui sopra..
Forse i dati potrebbero darmi ragione....
Ciò non per fare inutili polemiche "di campanile", nè tanto meno per aprire un dibattito sul fenomeno del leghismo, ma esclusivamente, perchè sento doveroso per la mia coscienza di cittadino (che conosce i disagi che i meridionali istruiti , come anche gli insegnanti, sopportano al Nord) che venga data voce ad una categoria (nella categoria) di lavoratori prevalentemente onesti che, oltre ai noti disagi affettivi, economici e personali, spesso devono sopportare anche di essere insultati gratuitamente ed ora..ciliegina sulla torta...persino di essere "messi in disponibilità" senza alcuna motivazione, per il loro incarico divenuto improvvisamente "fiduciario": così almeno si è data l'opportunità alla suddetta classe politica locale di attuare la "cacciata del terrone"...senza avere l'onere di dover inventare qualcosa... per poterla giustificare...
So già però che molti sindaci risponderanno...che non è così...che mi sto sbagliando..che sto facendo del vittimismo... che i meridionali sono accolti bene nel Triveneto...e persino qualche meridionale forse risponderà..che essendo egli soggetto corretto (a differenza degli altri conterranei o conterroni?)...per lui.. tutto va bene...

Ometto la firma per ragioni di riservatezza.

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