ROMA - Una dirigenza statale di qualità- aperta al ricambio, con un forte grado di autonomia dalla politica e in possesso degli strumenti necessari per far marciare con speditezza tutto il processo di riorganizzazione della pubblica amministrazione. Almeno su: questo punto ministri del Governo D'Alema, presidenti di enti pubblici, city manager, esponenti dell'opposizione si sono dichiarati, nel corso di un convegno sulla dirigenza pubblica organizzato dall'Associazione «Amici, di Mario Rossi», tutti d'accordo.

Il sottosegretario alla Presidenza del.Consiglio, Franco Bassanini, si è detto favorevole anche a un ricambio della classe dirigente per favorire l'attuazione della riforma della Pa che è «ancora metà del guado».Una trasformazione giudicata opportuna pure dal ministro della Funzione pubblica, Angelo Piazza, che, dopo aver rimarcato le sue preoccupazioni per il forte ritardo accumulato nel riordino della dirigenza, ha sottolineato come «la delicata questione del ricambio» debba essere affrontata con gradualità «per evitare che si cominci a parlare di epurazioni».

Anche Bassanini ha sottolineato che «non vi è alcun pericolo di epurazioni».Il sottosegretario alla Presidenza ha però detto che il ricambio dei vertici amministrativi sarebbe auspicabile soprattutto nel caso «di quei dirigenti che per età o formazione sono irrimediabilmente chiusi a qualsiasi cambiamento

Un'operazione da condurre evitando «qualsiasi, discriminazione politica, ha affermato Bassanini dopo aver ribadito che con Piazza non ci sono divergenze d'opinioni ma «una dialettica, anche vivace».Secondo il ministro della Funzione pubblica, infatti, il tema del ricambio della dirigenza va gestito con cautela :"Non serve giudicare su criteri predeterminati ,come età o formazione , ma tutti i dirigenti devono avere una chance. La professionalità - ha aggiunto Piazza - va verificata in relazione alla capacità di assorbire le nuove regole. Solo dopo questa verifica saremo in grado di capire chi è capace e chi no».

Lo stesso Bassanini, del resto, ha affermato che la riforma della dirigenza è ancora incompiuta soprattutto sul versante delle verifiche dell'attività svolta dal personale e dei risultati conseguiti. Il decreto legislativo sui controlli interni alla Pa è comunque quasi in dirittura d'arrivo: sarà varato dal Governo nelle prossime settimane. E sempre a breve .diventerà operativo il regolamento attuativo sul nuovo ruolo unico della dirigenza previsto dal decreto legislativo 80/98 con cui è stato modificato il decreto legislativo Amato - Sacconi (29/93) sul riordino del pubblico impiego. Proprio Maurizio Sacconi, padre della prima riforma del personale pubblico, ha segnalato - intervenendo al convegno al quale hanno partecipato, tra gli altri, Franco Frattini (Fi), Stefano Parisi, city manager dei Comune di Milano, Gianni Billia, presidente dell'Inps e Guido Bolaffi capo del dipartimento per gli Affari sociali della Presidenza del consiglio - il pericolo di uno spoils system «su larga scala» in conseguenza dell'entrata in vigore delle riforme Bassanini. Ma proprio il sottosegretario alla Presidenza ha replicato sostenendo che non esiste alcun rischio di spoils system: «Tranne il 5% dei dirigenti da reclutare all'esterno ha detto Bassanini - si accederà alla dirigenza solo per concorso».Frattini, da parte sua, ha posto l'accesso sulla necessità di innescare un meccanismo che resti immune dai cambi di maggioranza nel Governo. Billia, infine, ha sottolineato la necessità di intensificare gli sforzi sull'automazione, indispensabile anche per riqualificare la dirigenza-

Da Il Sole 24 Ore - 20.1.1999

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Riforma p. a., i tempi s’allungano.

I tempi per la conclusione della riforma della pubblica amministrazione sono ancora molto lugnhi e le aspettative dei cittadini sono state per ora disattese.

Il grido d’allarme è partito ieri dal ministro della funzione pubblica , Angelo Piazza, intervenuto a un convegno sul ruolo della dirigenza della pubblica amministrazione .

Secondo Piazza "è necessario dare alla nostra dirigenza una chance. Non si puo’ parlare di ricambio dei dirigenti senza aver verificatola loro capacità di assorbire le nuove regole".

Il ministro ha voluto evidenziare una differenza di vedute rispetto al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Franco Bassanini, che poco prima aveva auspicato " un parziale ricambio nella dirigenza pubblica per chi non ha la cultura dell’innovazione ed è chiuso all’innovazione stessa".

Piazza e Bassanini sono invece d’ accordo, per quel che riguarda il ritardo sui tempi di attuazione della riforma.

" Su molti versanti" , ha detto Franco Bassanini, " siamo ancora in mezzo al guado. In particolare sulla definizione dei meccanismi per valutare i risultati dei dirigenti e delle amministrazioni, sulla messa punto del nuovo contratto dei dirigenti e sull’ aspetto delle nuove tecnologie".

Da Italia Oggi – 20 Gennaio 1999 – pg 3

 

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