Oggetto: linee interpretative dei ccnl del 6.7.'95 e 10.4.'96 del comparto Autonomie Locali
 
Verbale della riunione del 23/09/98 del tavolo di coordinamento dell'Aran in ordine alle linee di indirizzo su alcuni quesiti posti.
 


Riunione del 23/09/98

 

LINEE INTERPRETATIVE DEI CCNL DEL PERSONALE

E DEI DIRIGENTI DEGLI ENTI LOCALI


ISTITUTI NORMATIVI

PERSONALE DELLE QUALIFICHE I-VIII

1. In caso di dimissioni dal servizio presentate da dipendente con rapporto di lavoro a tempo parziale verticale, come si quantifica l'indennit� di mancato preavviso ?
La disciplina del preavviso contenuta nell'art. 39 del CCNL ha carattere generale e trova applicazione anche nei confronti dei dipendenti a tempo parziale. Occorre per� aver presente che mentre per i dipendenti a tempo parziale orizzontale non si pongono particolari problemi applicativi, visto che il termine di preavviso � identico a quello previsto per i dipendenti a tempo pieno e solo l'indennit� sostitutiva subisce un riproporzionamento dovuto al fatto che la retribuzione del dipendente in part-time orizzontale � minore rispetto a quella del dipendente a tempo pieno, qualche problema si pone, invece, nel caso dei dipendenti a tempo parziale verticale. Si ritiene che in tale ipotesi l'indennit� di mancato preavviso possa essere pretesa e quantificata solo con riferimento al periodo in cui il dipendente avrebbe dovuto lavorare e non ha lavorato. Ad es.: in caso di part-time verticale al 50% con prestazione concentrata nei primi sei mesi dell'anno, se il preavviso contrattuale dovuto � di due mesi e il dipendente si dimette in tronco il 1 giugno, l'indennit� di mancato preavviso va pretesa e quantificata solo con riferimento al periodo 1-30 giugno perch� comunque a partire dal 1 luglio il dipendente non avrebbe dovuto lavorare, circostanza questa gi� nota al datore di lavoro.

2. L'art. 14 del CCNL del 6.7.1995 prevede che all'atto della stipulazione del contratto individuale il dipendente debba dichiarare di non avere altri rapporti di impiego. In alternativa, il dipendente deve optare espressamente per la nuova amministrazione. Se letta unitamente all'art. 14 bis comma 9 dello stesso CCNL, questa disposizione potrebbe dare l'impressione che in caso di applicazione dello stesso art. 14 bis, comma 9, non sia necessario dare le dimissioni. E' corretta questa interpretazione ?
Si � gi� chiarito nel verbale del 25.7.1996 che in caso di applicazione dell'art. 14 bis, comma 9, il rapporto con la precedente amministrazione si estingue e qualora il dipendente, non avendo superato il periodo di prova, chieda di rientrare nel profilo e qualifica di provenienza si deve aprire un nuovo rapporto. La norma funziona, in sostanza, come la riammissione in servizio prevista dal T.U. impiegati civili dello stato ma � obbligatoria e non discrezionale.

3. E' possibile variare l'articolazione dell'orario di lavoro senza consultare le organizzazioni sindacali ?
L'art. 17 del CCNL del 6.7.1995 prevede espressamente che l'articolazione dell'orario di lavoro sia definita previo esame con le organizzazioni sindacali. Tale procedura deve essere seguita anche in caso di successiva variazione dell'articolazione stessa.

4. L'art. 1 del DL 375/97 prevede che i dipendenti pubblici possano revocare le dimissioni presentate prima dell'entrata in vigore dello stesso decreto ed "accettate" dall'amministrazione. In materia di dimissioni, lo stesso decreto prevede, inoltre, un preavviso di almeno un anno. Come si concilia questa disciplina con quella del CCNL ?
Il D. L. 375/97 � stato abrogato dall'art. 63 della L. 449/97. Pertanto, non si pone pi� alcun problema di compatibilit� tra le disposizioni del D. L. citato e le clausole del CCNL relative alle dimissioni ed ai termini di preavviso.

5. L'art. 6 del CCNL quadro transitorio sui permessi sindacali consente la fruizione di permessi sindacali non retribuiti in misura non inferiore a 8 giorni all'anno. Esistono dei casi in cui l'amministrazione pu� negare tali permessi ? Qual'� il relativo trattamento previdenziale e contributivo ?
In base alla disciplina del CCNL quadro transitorio, il permesso poteva essere negato solo nel caso in cui il richiedente non fosse il rappresentante di una struttura sindacale avente titolo alla contrattazione decentrata o la richiesta riguardasse attivit� diverse da quelle espressamente indicate nell'art. 6 del CCNL quadro transitorio. Al di fuori di tali ipotesi, il permesso doveva essere concesso. Circa il trattamento dell'assenza, trattavasi a tutti gli effetti di assenza non retribuita. La disciplina � stata sostanzialmente confermata con il CCNL quadro stipulato il 7.8.1998, avente per oggetto la stessa materia. Si tenga presente, per�, che in base ai rinvii contenuti nell'art. 12, comma 2, di tale ultimo CCNL, hanno ora diritto ai permessi non retribuiti tutti i dirigenti sindacali indicati nell'art. 10, comma 1, dello stesso.

6. Come si individuano le OO.SS. maggiormente rappresentative alle quali richiedere la designazione dei componenti dei Comitati per le pari opportunit� previsti dall'art. 28 del DPR 333 del 1990 ?
L'art. 28, comma 2, del DPR 333/90 prevedeva che una parte dei componenti dei comitati per le pari opportunit� fossero designati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative di cui all'art. 2 del DM 30.3.1989. Tale DM, per�, � stato successivamente superato dai DM dell'1.12.1994 e dalla successiva legislazione in materia (si veda da ultimo il D. Lgs. n. 396/97 e il D. Lgs. n. 80/98). Di conseguenza, anche se, formalmente, l'art. 9 del CCNL del 6.7.1995 richiama "...tutte le disposizioni .... dell'art. 28 del DPR 333/90..." sarebbe del tutto illogico ritenere che esso abbia voluto rinviare, per l'individuazione delle organizzazioni maggiormente rappresentative ad una normativa non pi� attuale. Si ritiene, pertanto, che la designazione dei componenti dei Comitati per le pari opportunit� debba essere richiesta alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative in base alla normativa attualmente vigente. Tali organizzazioni sono individuate nel CCNL del 7.81998 citato nel punto precedente.

7. Il personale che fruisce dei permessi per il diritto allo studio pu� fruire, in aggiunta alle 150 ore annue individuali, anche dei permessi per esami previsti dall'art. 19 del CCNL ?
In assenza di una diversa indicazione contrattuale, non sembra che vi siano ragioni per negare la possibilit� di cumulare i permessi per esami previsti dall'art. 19 del CCNL del 6.7.1995 con le 150 ore annue individuali del c.d. "diritto allo studio".

8. Personale con rapporto di lavoro a tempo parziale orizzontale. Gli istituti economici previsti negli artt. 31, 33, 34, 35, 36 e 37 del CCNL del 6.7.1995 devono essere ridotti proporzionalmente alla prestazione ?
Gli istituti economici che devono essere riproporzionati sono quelli legati esclusivamente alla durata della prestazione. Si rinvia alle indicazioni di massima rinvenibili nella tabella n. 1 allegata al CCNL del 6.7.1995.

9. In caso di passaggio a regime orario di settimana corta, le ferie fruite in una giornata destinata al rientro pomeridiano possono essere rapportate ad ore al fine di stabilire il residuo ferie ? Le ferie eventualmente maturate in regime orario di settimana lunga e non ancora godute al momento del passaggio al nuovo orario devono essere riproporzionate ?
La risposta al primo quesito pu� essere rinvenuta nella circolare del Dipartimento per la Funzione Pubblica n. 8 del 1993 in base alla quale "... eventuali giornate di assenza per qualsiasi causa .... sono da considerarsi nel loro intero esplicarsi anche se esse vengono a verificarsi in un giorno della settimana stabilito per il rientro pomeridiano... . In sostanza, quindi, in dette eventualit� non si deve procedere ad alcun recupero, atteso che trattasi di normali assenze in normali giorni di lavoro." Circa il secondo quesito, � evidente che non � possibile riproporzionare le ferie, in quanto maturate in relazione ad un periodo lavorato in regime orario di settimana lunga. Una diversa soluzione si tradurrebbe in un pregiudizio per il dipendente.

10. Mobilit� interna. Tra i criteri generali di programmazione della mobilit� previsti come oggetto di informazione preventiva dall'art. 7 del CCNL del 6.7.1995 possono essere ricompresi anche quelli relativi all'attuazione della mobilit� interna ?
Dal tenore letterale dell'art. 7, comma 2, lettera e) del CCNL del 6.7.1995, sembra desumersi uno stretto collegamento tra mobilit� e riorganzzazione degli uffici. Pertanto, i criteri generali di programmazione della mobilit� previsti come oggetto di informazione preventiva dallo stesso art. 7 sembrano essere proprio quelli concernenti la mobilit� interna.

11. Le mansioni proprie del personale ausiliario dipendente dagli enti locali ma in servizio presso le scuole statali sono quelle previste dal CCNL della scuola, come sostenuto dal TAR della Lombardia con sentenza n. 168 del 27.2.1996 ?
Le conclusioni cui perviene il TAR nella pronuncia citata non sembrano del tutto condivisibili. Infatti, per individuare le mansioni del personale ausiliario dipendente dagli enti locali ma in servizio presso le scuole statali occorre fare riferimento, fino a quando non sar� entrato in vigore il nuovo sistema di classificazione del personale, all'allegato A del DPR 347/83 (v. in particolare III q.f. - Area dei servizi scolastici.). Il personale in questione, infatti, � a tutti gli effetti destinatario delle norme che regolano il rapporto di lavoro dei dipendenti degli enti locali.

12. In caso di dipendenti assunti in corso d'anno i permessi retribuiti previsti dall'art. 19 del CCNL vanno riproporzionati ?
Il CCNL non contiene alcuna espressa indicazione circa una eventuale maturazione progressiva del diritto ai permessi previsti nell'art. 19. Si ritiene, pertanto, che non debba essere operato alcun riproporzionamento, essendo la loro fruizione collegata all'evento.

13. Trattamento di maternit�. Ulteriori chiarimenti.
Ai fini dell'applicazione dell'art. 19, comma 8, del CCNL, si dovr� fare riferimento all'et� del bambino e non all'anno solare. Quindi, per fare un esempio, se il bambino � nato il 10.5.1996, il suo secondo anno di vita va dal 10.5.1997 al 9.5.1998 ed � in questo periodo che potranno essere fruti i 30 giorni di permesso retribuito previsti dal CCNL. Analogamente, il terzo anno di vita andr� dal 10.5.1998 al 9.5.1999.
Circa le modalit� applicative dell'art. 19 in caso di parto gemellare o in caso di parti successivi a distanza di un anno si ribadisce quanto gi� precisato nel verbale della riunione del 25.7.1996, con qualche ulteriore precisazione. Parto gemellare. I periodi di astensione facoltativa e obbligatoria sono unici. In caso di malattia del bambino, a partire dal secondo anno di vita, resta sempre il limite di 30 giorni complessivi per anno di vita dei bambini senza possibilit� di duplicazioni. Parti successivi. Spettano due distinti periodi di astensione obbligatoria in relazione a ciascun parto e, teoricamente, anche due distinti periodi di astensione facoltativa. Teoricamente, perch� potrebbe capitare una sovrapposizione tra il primo periodo di astensione facoltativa e il secondo periodo di astensione obbligatoria e in questo caso si deve presumere che la dipendente opti per il trattamento pi� favorevole. E' ovvio
che eventuali periodi di astensione facoltativa non goduti si perdono con il compimento del primo anno di vita del primo bambino. I permessi per malattia del bambino non potranno essere goduti contemporaneamente ai periodi di astensione obbligatoria o facoltativa. Al di fuori di tali ipotesi potranno essere comunque goduti, in relazione a ciascun bambino, trenta giorni di permesso retribuito al 100 % (dopo il primo anno di vita e fino al terzo anno). Ovviamente, per la parte in cui il secondo e il terzo anno di vita del primo bambino si sovrappongono al secondo e al terzo anno di vita del secondo bambino, spetteranno trenta giorni complessivi indipendentemente dal numero dei bambini: in tal caso l'et� di riferimento sar� quella del maggiore."

14. La malattia inizia dal giorno del rilascio del certificato o dal giorno in cui il dipendente dichiari al medico di essersi ammalato ?
Il CCNL non ha modificato la previgente disciplina. Pertanto, nel caso in cui il certificato medico attesti che il dipendente dichiara di essersi ammalato dal giorno immediatamente precedente il suo rilascio, il certificato copre, comunque, anche tale giorno di assenza. Per il calcolo della prognosi, il conteggio partir� non dalla data di rilascio del certificato ma da quella (precedente) attestata dal medico, dalla quale il dipendente ha dichiarato di essersi ammalato (in tal senso Pretore di Lecco sentenza del 30.4.1988) . Esempio: dipendente che si assenta dal 20.4.1998; certificato rilasciato il 21.4.1998 con la precisazione "dichiara di essersi ammalato dal 20.4.98" e con tre giorni di prognosi; il periodo coperto dal certificato sar� dal 20 al 22.4.1998; la data di rientro al lavoro sar� il 23.4.1998.

15. E' possibile stipulare polizze assicurative a favore dei segretari generali del Comune di VIII qualifica funzionale ?
Tale possibilit� non � prevista dalla normativa vigente.

16. Un dipendente collocato a riposo per inabilit� assoluta con decorrenza 1.10.1995 ha diritto all'indennit� di preavviso come previsto dall'art. 21, comma 4 del CCNL del 6.7.1995 ?
La nuova disciplina della assenza per malattia, e quindi anche il regime previsto per la risoluzione del rapporto ed il relativo trattamento economico in relazione a tale evento, decorre dalla data del 6.7.1995 , data di efficacia del CCNL, e quindi ricomprende nel suo ambito anche il caso di cui trattasi. La circostanza che alla data del 1 ottobre 1995, quando il dipendente � stato collocato a riposo, non era stato superato il periodo massimo di conservazione del posto non costituisce impedimento all'applicazione della previsione dell'art.21, comma 4, del CCNL. Infatti, tutta la nuova disciplina si muove nell'ambito della finalit� di fondo rappresentata dall'esigenza di tutela del lavoratore in presenza dell'evento malattia. Ma ci� non impedisce la risoluzione anticipata prima del decorso dei 18 mesi quando sia lo stesso lavoratore a chiedere l'accertamento della sua inidoneit� assoluta a qualsiasi proficuo lavoro che, convalidata dagli appositi organi, determina conseguentemente la cessazione del rapporto di lavoro. La norma, cio�, ha voluto escludere solo che, in caso di malattia debitamente certificata, l' accertamento anticipato potesse essere chiesto autonomamente dall'amministrazione. Nulla vieta, per�, all'amministrazione di procedere alla risoluzione del rapporto nel caso in cui le pervenga un certificato medico che attesti l'assoluta e permanente inidoneit� al lavoro del dipendente. Pertanto, in caso di accertamento, anche anticipato, dell'assoluta e permanente inabilit� allo svolgimento di qualsiasi proficuo lavoro va corrisposta all'atto della risoluzione del rapporto l'indennit� sostitutiva di preavviso ai sensi dell'art.21, comma 4, del CCNL. Per il calcolo della stessa si deve far riferimento all'art. 39 del CCNL cosi come rivisto dal CCNL integrativo del 13.5.1996.
Tale ricostruzione trova conferma nella dichiarazione congiunta n 5 del CCNL relativo al biennio di sola parte economica relativo al periodo 1996 - 1997, sottoscritto il 12.6.1996.

17. Le festivit� cadenti in giorno non lavorativo danno luogo a riposo compensativo ?
Non esiste alcuna disposizione che consenta di assegnare una giornata di riposo compensativo a "ristoro" di festivit� cadenti in giorno non lavorativo. La risposta � dunque negativa, in quanto sarebbe necessaria una espressa disposizione.

18. Il regime transitorio previsto per la retribuzione delle assenze per malattia dall'art. 21, comma 15, del CCNL del 6.7.1995 quando scade ?
L'art. 21, comma 15, del CCNL del 6.7.1995 utilizza un'espressione ("...fino alla scadenza del presente contratto...") che, in assenza di diversa indicazione, non pu� che riferirsi alla data di scadenza della parte normativa del CCNL. Il regime transitorio previsto, per la retribuzione delle assenze per malattia, dall'art. 21, comma 15, del CCNL del 6.7.1995, � dunque scaduto il 31.12.1997.

19. E' possibile procedere alla risoluzione anticipata del rapporto in caso di inidoneit� assoluta al lavoro dovuta a causa di servizio ? Il relativo accertamento medico pu� essere chiesto dall'amministrazione ?
Si � gi� precisato al punto .... che la risoluzione anticipata del rapporto, rispetto al periodo massimo di conservazione del posto previsto dal CCNL, pu� essere operata solo nel caso in cui sia lo stesso dipendente a richiedere l'accertamento della sua inidoneit� assoluta o nel caso in cui all'amministrazione pervenga, dal dipendente o da una struttura sanitaria competente, un certificato medico che attesti l'assoluta e permanente inidoneit� al lavoro del dipendente stesso. Il CCNL, in altri termini, esclude solo che, in caso di malattia debitamente certificata, l' accertamento anticipato possa essere chiesto autonomamente dall'amministrazione. Questi principi si applicano anche quando la malattia che ha determinato l'inidoneit� assoluta � dovuta a causa di servizio.

20. Ai fini della determinazione del termine di preavviso l'anzianit� � solo quella maturata presso l'ente di servizio ? In caso di dimissioni dovute a vincita di concorso si pu� rinunciare al preavviso ? Le ferie maturate e non godute si pagano ?
Ai fini della determinazione del termine di preavviso, l'anzianit� non pu� che essere quella maturata presso l'ultimo datore di lavoro, salvo nei casi di passaggio con conservazione dell'anzianit� di servizio (v. ad esempio art. 27 bis, comma 9 CCNL 6.7.1995). Circa il secondo quesito, il CCNL non ha disciplinato, nel dettaglio, la materia: la soluzione va quindi ricercata dall'ente nell'ambito della previsione dell'art. 39, comma 5 del CCNL. Per quanto riguarda, infine i casi in cui � possibile monetizzare le ferie maturate e non godute, si ricorda che, in generale, tale possibilit� deve ritenersi esclusa tutte le volte in cui il mancato godimento delle ferie sia imputabile al dipendente.

PERSONALE CON QUALIFICA DIRIGENZIALE

21. Un dirigente sospeso obbligatoriamente dal servizio ai sensi dell'art. 29, comma 1, del CCNL ha presentato le dimissioni senza rispettare i termini di preavviso. Le ferie maturate e non godute gli vanno pagate ?
In linea di principio, si ritiene che la possibilit� di monetizzare le ferie sussista tutte le volte in cui il loro mancato godimento non sia imputabile al dipendente.
Ci� premesso, sembrerebbe che nel caso di specie il mancato godimento delle ferie derivi non da oggettiva impossibilit� o da particolari esigenze di servizio, ma dalla volont� del dipendente di troncare immediatamente il rapporto di lavoro, facolt� che egli � libero di esercitare in qualsiasi momento . Infatti, il dirigente in questione, cessato lo stato di restrizione della libert� personale che ha dato luogo alla sospensione obbligatoria, avrebbe anche potuto riprendere il servizio, chiedere le ferie e successivamente dare le dimissioni.

22. Alla cessazione del rapporto, i giorni di ferie non goduti per cause di servizio vanno monetizzati in base al loro valore alla data di cessazione del rapporto o in base al loro valore nell'anno di maturazione ?
I casi in cui � possibile procedere alla monetizzazione delle ferie maturate e non godute sono piuttosto limitati (v. punto precedente). Si osserva, inoltre, che dovrebbe essere regola di buona amministrazione imputare al residuo ferie dell'anno precedente, fino al suo esaurimento, le ferie fruite nell'anno successivo. In questo modo si evita di dover monetizzare, all'atto della cessazione del rapporto, ferie maturate in epoche molto risalenti nel tempo e si riduce sensibilmente l'incidenza del problema.
Ci� premesso, sembra comunque corretto monetizzare ciascuna giornata di ferie maturata e non goduta con riferimento al suo valore all'atto della cessazione del rapporto. Una diversa soluzione si tradurrebbe in un ingiustificato pregiudizio per il dipendente, posto che la monetizzazione delle ferie non pu� avvenire in costanza di rapporto.
Nel caso che le ferie siano state maturate (e non godute) in una qualifica funzionale diversa (inferiore) da quella posseduta alla data della cessazione del rapporto, la monetizzazione (alla data della cessazione del rapporto) dovr� prendere come riferimento il valore attuale della giornata di ferie della qualifica posseduta dal dipendente nell'anno di maturazione del diritto. Ci� al fine di evitare un ingiustificato vantaggio per il dipendente.

 

ISTITUTI ECONOMICI


PERSONALE DELLE QUALIFICHE I-VIII

23. In caso di rapporto a tempo parziale l'indennit� di direzione di struttura prevista dall'art. 37, comma 4, del CCNL del 6.7.1995 deve essere riproporzionata ? E l'assegno per il nucleo familiare ?
Dopo le modifiche introdotte in materia di rapporto di lavoro a tempo parziale dalla L. 662/96 e successive modifiche ed integrazioni, anche i dipendenti di VIII qualifica funzionale incaricati della direzione di una struttura possono chiedere il part-time. In tal caso, per�, l'indennit� prevista dall'art. 37, comma 4, del CCNL del 6.7.1995 deve essere riproporzionata.
L'assegno per il nucleo familiare, invece, non pu� essere riproporzionato, perch� non ha natura retributiva.

24. Dipendenti transitati da un Comune ad un Consorzio di Comuni a seguito di accordo di mobilit� ai sensi dell'art. 27 bis del CCNL degli enti locali. Ai fini del LED l'anzianit� maturata presso il Comune si conta o no ?
Lart. 27 bis, comma 9, del CCNL del 6.7.1995 prevede che in caso di accordi di mobilit� "il rapporto di lavoro continua senza interruzioni con l'amministrazione di destinazione e al dipendente sono garantite la continuit� della posizione pensionistica e previdenziale nonch� la posizione retributiva maturata in base alle vigenti disposizioni". Le parti hanno sostanzialmente voluto affermare il principio che il rapporto prosegue con la nuova amministrazione senza soluzioni di continuit�. Pertanto, si deve ritenere che l'anzianit� di effettivo servizio di ruolo nella qualifica maturata presso l'ente di provenienza sia utile a tutti gli effetti, compresa la collocazione nella graduatoria per il LED.

25. Il Led � revocabile ?
Il LED, una volta attribuito, non � revocabile. Il dipendente che ne sia titolare, anche se concorre a determinare il contingente della qualifica di appartenenza, non pu� pi� essere inserito nella relativa graduatoria.

26. L'indennit� di rischio pu� essere corrisposta ai videoterminalisti indipendentemente dalla qualifica ?
L'art. 31, comma 2, lett. b) del CCNL del 6/7/1995, richiamando l'art. 34 del DPR 268/87, ha inteso limitare le ipotesi di rischio retribuibili a quelle espressamente previste nello stesso art. 34, limitando con ci� il potere discrezionale degli enti.

27. Il fondo previsto dall'art. 31 del CCNL pu� essere incrementato dalle somme derivanti dalle sanzioni amministrative (art. 208, comma 4, codice della strada).
Sul punto ha gi� avuto modo di pronunciarsi il Dipartimento per la Funzione Pubblica con nota n. 2985/11.3 del 28.4.1998. Il Dipartimento ha escluso la possibilit� di incrementare il fondo previsto dall'art. 31 del CCNL con i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie. Tali somme sarebbero infatti destinate ad iniziative per la realizzazione di opere e strutture intese a nigliorare la circolazione stradale nonch� a studi, ricerche, aggiornamenti professionali e simili pure intesi a rendere pi� efficiente il servizio.

28. Le economie di spesa realizzate negli anni 1992/95 sul FES possono incrementare il fondo di cui all'art. 31 del CCNL ?
Il fondo di cui all'art. 31 del CCNL del 6.7.1995 pu� essere incrementato unicamente con le economie indicate nell'art. 32 dello stesso CCNL e nell'art. 3 del CCNL relativo al biennio economico 1996/97.

29. Possono essere considerate economie di gestione i risparmi dovuti alla diminuzione di personale ?
Sia l'art. 32 del CCNL del 6.7.1995, sia l'art. 3 del CCNL del 16.7.1996 precisano che le economie di gestione sono determinate a consuntivo sulla base della minor spesa per il personale riferita alle date ivi indicate. Non vi � alcun dubbio, pertanto, che i risparmi dovuti alla diminuzione di personale derivante dalla soppressione di posti di organico possano essere considerati economie di gestione: si ricordi che la spesa per il personale va calcolata, infatti, secondo i criteri di cui all'art. 3, comma 19, della L. 537/93 e tenendo conto di quanto stabilito dal comma 6 dello stesso articolo nonch� dall'art. 39, comma 19 e dall'art. 49 della L. 449/97.

30. Calcolo del fondo per lo straordinario per il 1998: si prende come riferimento il numero dei dipendenti in servizio nel 1997 o nel 1993 (superiore) ?
Per il calcolo del fondo in questione si prende come riferimento l' importo determinato per il 1997 in applicazione dell'art. 31 del CCNL del 6.7.1995. Non vi sono, infatti, nuove regole per ricalcolarlo.

31. Il limite del 40% del personale previsto dall'art. 35 del CCNL vale anche per i Comuni ?
L'art. 35 del CCNL del 6.7.1995 si applica esclusivamente alle Regioni. Agli altri enti del Comparto si applica l'art. 36 dello stesso CCNL, che non prevede limitazioni percentuali ma solo un limite di spesa.

32. Art. 38 CCNL 6.7.1995 . L'espressione "...sono riassegnate nell'esercizio dell'anno successivo" va intesa nel senso che tali risorse debbano essere utilizzate per le stesse finalit� cui erano state originariamente destinate o, pi� genericamente, nel senso che debbano essere utilizzate per il finanziamento del trattamento accessorio ?
Lo scopo della norma non � solo quello di evitare la "perdita" delle risorse non impegnate ma anche quello di favorire una pi� razionale utilizzazione delle stesse. Si ritiene, pertanto, che essa comporti semplicemente un obbligo di destinazione al finanziamento del fondo complessivo per il trattamento accessorio.

33. Le ore di straordinario non pagabili (monte ore esaurito) possono essere recuperate con riposi compensativi?
Tale possibilit� � espressamente prevista dall'art. 16, comma 7, del DPR 268/87, disposizione ancora vigente.

34. I progetti obiettivo possono avere durata oltre il 31.12 dell'anno di riferimento ?
In linea di massima tale possibilit� deve ritenersi preclusa dalle regole sul finanziamento del trattamento accessorio. Tuttavia, se ci� fosse necessario per la natura del progetto, � sufficiente che l'ente articoli il progetto in due distinte annualit�.

35. Le valutazioni del nucleo di valutazione sono da considerare essenziali per liquidare ai dipendenti le somme dei progetti ?
Il CCNL non lo prevede espressamente. Tuttavia sul problema, ferme restando le competenze dei dirigenti, si tenga conto di quanto disposto dall'art. 33, ultimo comma, del CCNL del 6.7.1995, il quale prevede che "... i risultati raggiunti... in termini di maggiore produttivit� ... sono oggetto di monitoraggio e valutazione da parte ... del nucleo di valutazione..." e dall'art. 5, comma 4, dello stesso CCNL il quale subordina l'erogazione dei trattamenti incentivanti "... alla necessaria verifica a consuntivo dei risultati totali o parziali raggiunti" si potrebbe effettivamente ritenere essenziale il giudizio del nucleo di valutazione.

36. E' possibile portare ad 8 le 6 giornate previste per il servizio di reperibilit� dall'art. 28 del DPR 347/83?
La disposizione citata deve considerarsi tassativa. Pertanto, il dipendente non pu� essere messo in reperibilit� per pi� 6 giorni al mese. Si conferma, inoltre, la vigenza dell'art. 49 del DPR 333/90.

37. Comune che abbia ridotto nel 1997 il personale rispetto al 1996. E' possibile ridurre il fondo ex art. 31 delle somme corrispondenti ma considerare tale riduzione economia di spesa che pu� incrementare il fondo medesimo ? (art. 2 e 3 ccnl secondo biennio ).
I fondi stanziati per il trattamento accessorio dal CCNL non sono riducibili da parte delle singole amministrazioni ma solo dalle parti che hanno stipulato il contratto per un diverso utilizzo delle stesse o, in sede di contrattazione decentrata, nei casi in cui il CCNL prevede la possibilit� di uno spostamento di risorse tra fondi.
Sulle economie di gestione si rinvia alla risposta contenuta nel punto 30.

38. In caso di passaggio di dipendenti dal comparto degli enti locali a quello del SSN � possibile cumulare il LED con l'indennit� di qualificazione professionale ex art. 45 del CCNL dei dipendenti del SSN ?
In tale ipotesi il dipendente, in analogia con quanto previsto dall'art. 6, comma 5, del DPR 268/87, conserva la posizione giuridica ed economica acquisita all'atto del trasferimento e quindi anche il Led. Si ritiene tuttavia che detto beneficio non possa essere cumulato con altri analoghi benefici previsti presso la nuova amministrazione, come l'indennit� di qualificazione professionale di cui all'art. 45 del CCNL del SSN. Il Led andr�, pertanto, riassorbito in tale indennit� sino a concorrenza. In caso di ulteriore differenza, sar� mantenuto come assegno ad personam.

39. Vigile urbano obiettore di coscienza al quale il Prefetto abbia negato le funzioni di agente di pubblica sicurezza. Gli spetta l'indennit� prevista dall'art. 37, comma 1 ? Nelle more dell'attribuzione delle funzioni di p.s. � corretto corrispondere solo tale indennit� ? E dopo l'attribuzione l'indennnit� piena da quando decorre ?
L'integrazione tabellare prevista dall'art. 37, comma 1, del CCNL del 6.7.1995 spetta a tutto il personale dell'area di vigilanza inquadrato nella V q.f., indipendentemente dall'esercizio delle funzioni di p.s. e quindi pu� senz'altro essere corrisposta nel caso in esame. L'indennit� prevista nella prima parte del citato art. 37, comma 1, lettera b) legata all'esercizio delle funzioni di cui all'art. 5 della L. 65/86, pu� essere corrisposta, invece, solo in caso di esercizio di tali funzioni, con effetto dalla data di attribuzione delle stesse.

PERSONALE CON QUALIFICA DIRIGENZIALE

40. L'indennit� di pubblica sicurezza spetta anche al comandante della polizia municipale inquadrato nella qualifica dirigenziale ?
L'articolazione della retribuzione del personale con qualifica dirigenziale � quella stabilita, per tutti i dirigenti, dal CCNL del 10.4.1996. Le particolari responsabilit� gravanti sul comandante della polizia municipale saranno valutate dall'amministrazione ai fini della graduazione delle funzioni dirigenziali e della determinazione della corrispondente retribuzione di posizione, cos� come previsto dagli artt. 39 e ss. del citato CCNL, tenendo conto del fatto che l'art. 37, comma 1, lettera d) prevede che le risorse gi� previste nell'art. 45, comma 8, del DPR 333/90 confluiscono nel fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato.

41. Dirigenti ASL transitati ad una Regione. Conservano l'indennit� prevista dall'art. 53 del CCNL SSN ? Se s� tale indennit� spetta come assegno ad personam riassorbibile? � indipendente dal conferimento di un incarico ?
L'art. 53 del CCNL dei dirigenti amministrativi del SSN prevede che la retribuzione di posizione si articoli in due parti, una fissa e una variabile.
La parte fissa, derivando da indennit� che nel previgente sistema del comparto di provenienza erano fisse e ricorrenti ne mantiene le caratteristiche ed � pertanto considerata utile ai fini del trattamento di quiescenza e di previdenza (comma 4). Essa vien inoltre garantita, nella misura in atto goduta, anche in caso di trasferimento (comma 5) tra enti del comparto del SSN.
Sembra, pertanto, che la parte fissa della retribuzione di posizione dei dirigenti ASL, essendo indipendente dall'incarico e rappresentando la trasformazione di somme fisse e ricorrenti delle quali conserva le caratteristiche, sia sostanzialmente legata alla qualifica e debba, quindi, essere conservata anche in caso di trasferimento del dirigente alla Regione (come assegno ad personam, non essendo paragonabile alla retribuzione di posizione prevista per i dirigenti regionali). Naturalmente, la Regione liquider� al dirigente trasferito, a titolo di retribuzione di posizione, solo la differenza tra l'importo previsto per l'incarico affidatogli (secondo quanto applicato nell'ente) e l'importo della retribuzione fissa ex art. 53 del CCNL del SSN che gli viene mantenuta come assegno ad personam.
La parte variabile della retribuzione di posizione prevista dal citato art. 53, invece, non pu� essere conservata in nessun caso.

42. Qual'� la reale portata della norma sulla copertura assicurativa dei dirigenti ?
L'art. 7 del CCNL del 27.2.1997 consente alle amministrazioni, nei limiti delle risorse gi� destinate all'applicazione dell'art. 67 del DPR 268/87, di assumere iniziative per la copertura assicurativa dei dirigenti, comprensiva degli oneri di assistenza legale in ogni grado e stato del giudizio. Il rischio assicurabile, per�, � solo quello per i danni causati a terzi in conseguenza di fatti ed atti connessi all'espletamento del servizio e agli obblighi d'ufficio, con esclusione dei fatti e delle omissioni commesse con dolo e colpa grave.

43. Qual'� il trattamento economico da corrispondere ai dirigenti nel periodo necessario per graduare le funzioni se tale ente comunque aveva gi� realizzato al 31.12.1995 le innovazioni previste dal D. Lgs. n. 29 del 1993.
Nel caso in cui l'ente abbia gi� realizzato tutte le innovazioni previste dal D. Lgs. n. 29 del 1993, durante il periodo necessario alla graduazione delle funzioni si potranno confermare gli importi gi� percepiti a titolo di indennit� di funzione ex DPR 333/90, salvo per la parte utilizzata nella determinazione dei nuovi stipendi di cui all'art. 34 del CCNL del 10.4.1996, incrementandoli del 3%. Non sarebbe, infatti, logico che a tali amministrazioni si applichi un trattamento deteriore rispetto a quello stabilito nell'art. 39, comma 5, del CCNL. Una volta conclusa la procedura di graduazione delle funzioni ed individuate le nuove retribuzioni di posizione, che in questo particolare caso potranno avere effetto 1.1.1996 visto che l'ente aveva gi� realizzato, al 31.12.1995, tutte le innovazioni previste dal CCNL, si proceder� poi ai relativi conguagli.

44. Ente che solo successivamente ha realizzato le innovazioni previste dall'art. 38 del CCNL. Gli incrementi previsti dall'art. 4, 3 comma lettera a) e b) del CCNL del secondo biennio economico spettano anche dopo che l'ente abbia realizzato le condizioni previste dall'art. 38 ed incrementano la nuove retribuzioni di posizione o sono riassorbiti in esse ?
La disciplina individuata dall'art. 39, comma 5, del CCNL del 10.4.1996 e dall'art. 4, commi 5, 6 e 7 del CCNL del 27.2.1997, ha carattere transitorio e prevede l'accantonamento di una quota di risorse da utilizzare, nel momento in cui l'ente abbia realizzato le innovazioni previste dall'art. 38 del CCNL del 10.4.1996, per dare piena applicazione alle norme sul finanziamento del trattamento accessorio dei dirigenti. Al verificarsi delle condizioni previste dal citato art. 38, l'ente dovr� procedere alla costituzione del fondo previsto dall'art. 37 del CCNL del 10.4.1996, alla graduazione delle funzioni dirigenziali ed alla attribuzione della relativa retribuzione di posizione che "assorbe" gli incrementi previsti dal combinato disposto dei commi 3, lettere a) e b), e 6 dell'art. 4 del CCNL del secondo biennio economico, ove sia attribuita dopo le rispettive decorrenze, in quanto le relative risorse sono gi� comprese all'interno del fondo complessivo.

45. Un consorzio fra Comuni (bacino 61.000 abitanti) non previsto fra le tipologie degli enti di cui all'art. 2 del DPR 347/83 pu� essere equiparato ad una comunit� montana detinataria dell'art. 40, comma 2 lettera B del ccnl del 10.4.1996 ? Essendo un ente di nuova istituzione pu� individuare il fondo senza fare riferimento al comma 5 dell'art. 37 non esistendo precedenti parametri di riferimento ?
L'art. 40, comma 2, lettera B del CCNL del 10.4.1996 ha carattere eccezionale e, dunque, non � applicabile ad amministrazioni diverse da quelle espressamente indicate in tale disposizione. Pertanto, trattandosi di un Consorzio tra Comuni (e quindi tra enti necessariamente previsti dall'art. 2 del DPR 347/83) sembrerebbe preferibile fare riferimento alla disciplina prevista per la tipologia di enti in cui � compreso il Comune di massima dimensione tra quelli aderenti al Consorzio.

46. Fondo per il trattamento accessorio. Gli artt. 2 e 3 del CCNL del secondo biennio usano una terminologia diversa: il primo dice "con decorrenza dal ..." il secondo dice "per il ...". Nel calcolare il fondo del 1998 si deve tener conto delle integrazioni previste dal solo art. 2 ?
La terminologia utilizzata dall'art. 3 del CCNL del 27.2.1997 dipende dal fatto che tale CCNL non poteva disporre che per il biennio 1996-1997. Tuttavia, le risorse individuate per il 1997 devono ritenersi confermate anche per il 1998, salvo quanto sar� previsto nel prossimo CCNL 1998-2001, in virt� dell' art. 2, comma 4, del CCNL del 10.4.19996 che prevede che in attesa del rinnovo del CCNL disdettato le sue disposizioni restino in vigore fino alla loro sostituzione.

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Si � ritenuto di non entrare nel merito dei seguenti quesiti, trattandosi di questioni non attinenti ai CCNL o applicative di norme non modificate dai CCNL o modificate da leggi ad essi successive.

- Le risorse previste dall'art. 18 della L. 109/94, come modificato dall'art. 6, comma 13, della L. 127/97, sono al netto degli oneri previdenziali ed assistenziali a carico dell'amministrazione?
- Trattamento economico personale di VIII q.f. incaricato a termine di funzioni dirigenziali.
- L'integrazione tabellare prevista dall'art. 37, comma 1, del CCNL del 6.7.1995 deve essere computata al fine di determinare l'I.I.S, la tariffa del lavoro straordinario e la 13 ^ mensilit� ?
- Pu� essere negato il permesso per diritto allo studio al dipendente cui sia stato cambiato il turno in modo da consentirgli la frequenza del corso ?
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