LA GIURISPRUDENZA SULLA RIFORMA DEI SEGRETARI COMUNALI

Cominciano a definirsi alcune linee di tendenza nella giurisprudenza amministrativa sul tema della riforma dei Segretari Comunali e Provinciali introdotta nell’ordinamento dalla legge 15 maggio 1997 n° 127, cosiddetta "Bassanini 2".

Per il momento si tratta solo di ordinanze, emanate in via di urgenza, in occasione delle richieste di sospensiva avanzate da numerosi Segretari che, spesso da un giorno all’altro, si sono visti non confermati nel loro posto di lavoro.

Un dato che comincia ad essere assodato è la necessità, per il Sindaco o il Presidente della Provincia, di motivare seriamente un provvedimento che è così gravido di conseguenze sia sotto il profilo dell’immagine di un pubblico funzionario, che rischia di essere pesantemente danneggiata, sia per i gravi disagi familiari che comporta l’allontanamento dal posto di lavoro, sia sotto quello propriamente economico, per le ingiuste decurtazioni che egli viene a subire, senza averne alcuna colpa.

Un altro aspetto è quello del danno "grave ed irreparabile" che i Giudici riconoscono prodursi immediatamente, allorché un funzionario, titolare di un determinato posto di lavoro, ne viene privato senza che nemmeno si senta il bisogno di individuare una qualsiasi "giusta causa".

Comincia ad emergere anche – come il TAR Brescia sull’art. 15, comma 6, ultimo periodo del d.P.R. 465/1997 - l’incongruenza di certe parti del regolamento di applicazione che sono in lampante contrasto con la stessa legge Bassanini 2.

Se una ordinanza significativa è quella del TAR Trieste (n° 198 del 23 ottobre 1998), già numerosi altri TAR si sono pronunziati tra i quali quello di Brescia ( n° 838 del 6 novembre 1998) - che ha modificato il suo orientamento rendendolo più favorevole alle istanze dei Segretari – quelli di Milano, di Catanzaro, di Lecce.

Lo stesso Consiglio di Stato ha già emanato ordinanze (vedi la n° 1561, del 29 luglio 1998 e le n° 1714, 1715, 1986, del 20 ottobre 1998) che - anche in riforma di alcuni TAR che si erano espressi in modo contrario - riconoscono la giustezza delle pretese dei Segretari.

L’angosciante situazione nella quale si sono trovati improvvisamente alcuni Segretari che – in dispregio alla stessa legge Bassanini – sono rimasti senza stipendio per mesi e mesi, lascia pensare che presto si vedranno le prime cause civili per danni.

La precipitosa, spesso pretestuosa, applicazione di una riforma – di per sé delicatissima, anche per il ruolo di garante della legittimità che l’opinione pubblica era abituata a riconoscere al Segretario – comincia quindi a mostrare i suoi limiti.

Il concreto rischio che si corre, come già più volte è stato denunciato, è quello di provocare un rigetto complessivo che finirebbe per colpire anche le parti positive di una riforma che gli stessi Segretari invocavano da decenni.

E’ urgente un momento di riflessione su questa riforma che, anche per le pressioni lobbistiche cui è stato dato troppo spazio, vede un’attuazione del tutto inaccettabile.

Carlo Saffioti

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