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Caro Carlo,
come ben sai, ho finora volutamente evitato di inviare alcunché per il tuo bollettino per una serie di motivazioni qui peraltro inutili da elencare.
Ma il principale motivo credo sia da addebitare al fatto che desideravo aspettare con tenacia il momento di andare a conoscere di persona quel famoso giudice di Berlino e invitare alla gita tutti i lettori della tua email: forse adesso è arrivato il momento di andarci!
Nel frattempo , perdonami la brutalità, la categoria non perdendo il vecchio vizio di scriversi …sotto, si è esercitata però precipuamente nella poco nobile arte del piangersi addosso, facendo quasi morire di crepacuore la maestrina dal cappello (o dalla piuma?) rosso e provocando però gli sghignazzi e gli scorreggi degli immancabili Franti.
Sempre pronti peraltro tutti noi, mi pare ovvio, a mettere sul fuoco mezze parole, mezze verità, mezze minacce (mai o raramente un’intera: teniamo famiglia perbacco e a fine mese senza l’additivo degli ammennicoli che ognuno riesce vieppiù a portare a casuccia non si paga il mutuo della casa o l’università, con cellulare, del figlio).
Ci si è inaridita, perbacco, l’apparecchiatura dicotiledone o gineceica ( vedi tu a chi affibbiare la terminologia!) che prima tutto sommato (forse "meno sommato") qualche esemplare della specie aveva dimostrato di possedere.
Alcuni si sono rifugiati nel political correct " abbiamo già dato", nella speranziella di essere ignorati dal destino crudele ( così diceva mia madre , professoressa , allorquando notava una mia andatura mattutina di penoso trascinamento apud scholam consustanziale ad una robusta crisi di preparazione).
Altri nel machissimo o mucherissimo " non me ne frega un c…J .( o una f:::J ) , vedi nuovamente tu a chi affibiare la terminologia , nella convinzione ovvia che dopo quattro o cinque anni ci sarà una pensione comunque e dovunque.
Quasi tutti, ovviamente, esperti nel fare a gara ad evidenziare vizi e carenze del sistema e del meccanismo giuridico di recente invenzione , con un gusto ed un dettaglio di particolari al limite della perversione…. sessuale più truculenta: e mi pare che in modo molto banale a questi vada la palma dell’acume critico. Infatti non è chi non veda che, squillino le trombe , rullino i tamburi, ce l’Hanno Messa Nel C…. J nel modo più accurato!!!
Adesso però smettiamo di agiatarci disordinatamente altrimenti …. ( a tutti è noto il finale della battutaccia).
Mi domando : ma è mai possibile che tanta congerie di fini menti causidiche e di tortuosi frequentatori del diritto più sghimbescio che esista, quale quello amministrativo, non riesce a creare un network permanente (o transitorio : che nessuno si senta menomato nella sua libertà , Dio guardi!) tale da inondare financo la Croce Rossa Italiana di carta , cartaccia, carta igienica , carta da pesce , email, fax . telegrammi firmando
tutti i prodotti di tutti (previa ,mi pare ovvio,una opportuna verifica da parte di una nostra authority interna )?Mi spiego:
Tutti sanno e scrivono di ingiustizie di vario tipo che rasentano o travalicano non solo la decenza , ma il codice penale : ebbene raccogliamo tutte le notizie e spediamole, in modo molto educato, ma come meglio ci pare ,alle procure della Repubblica ( se penali) della Corte dei Conti ( se contabili; guarda quanto sono bravo, Carlo, per queste acrobazie sottilissime di diritto processuale : posso autopromuovermi in prima A metropolitana perbacco!!!!!!!) o al salumaio sotto casa , MA FIRMATE DA TUTTI QUELLI CHE ORA , ADESSO E NON DOMANI ,SONO PRONTI A SOTTOSCRIVERE
UN PATTO D’AMICIZIA COME SOPRA ABBOZZATO.E VENGO AL PUNTO.
L’Alta Corte di Giustizia Europea di Strasburgo.
Forse , caro Carlo quel giudice di Berlino di recente ha traslocato a Strasburgo , e allora andiamo lì. Ma , per favore, andiamoci tutti insieme.
Scriviamo a cento, duecento, trecento ,a mille mani il nostro atto d’accusa nei confronti di questi guitti del diritto CHE CI HANNO FATTO FESSI CON UN ARTICOLO PERALTRO NUMERATO IN MODO NOTORIAMENTE IETTATORIO.
Se su Der Spiegel una volta l’Italia è stata dipinta come un piatto di spaghetti insanguinato con sopra una pistola ;adesso non possiamo che dipingerla che con la tomba del diritto e delle garanzie dei diritti universalmente conosciuti.
Se davvero per potere mantenere mio figlio all’università (nonchè, lo confesso, anche e soprattutto per mantenere i miei vizi !) ogni mattina devo meschinamente venire a patti non solo con la mia coscienza di manovale del diritto ma anche e soprattutto con la mia coscienza di lettore di Seneca , Buddha e Cristo (o di chi altri mi pare e piace), allora l’Alta Corte di Giustizia Europea è la giusta dimensione e la platea ideale per gridare l’ingiustizia che ci ha COSI’ tanto rintronati ,che è già molto se riusciamo ora a balbettare.
I TAR ? Adesso ho veramente capito il concetto di TRIBUNALI SPECIALI DI ALTRI TEMPI !! Non spendiamo altre parole!
Ci hanno chiuso in gabbia (per alcuni però dorata : i famosi trenta denari dopo duemila anni giusti giusti hanno prodotto una svalutazione e rivalutazione monetaria non disprezzabile!)e come tanti sorci adesso ci rincorriamo sbecchettandoci e imprecando al fato rio e malvagio.
SCRIVIAMOLO TUTTI INSIEME QUESTO RICORSO A STRASBURGO E POI PORTIAMOLO ANCHE DI PERSONA: UNA BELLA GITA COLLETTIVA CI SERVIRA’ PURE DA SVAGO!
In fondo in ogni municipio appare ancora qualche ingenuo disincantato e disinformato che attacca solennemente il discorso affermando :" Mi rivolgo a Lei Segretario perché qui rappresenta la Legge , Lo Stato ….".
Mi si stringe il cuore (e taccio per pudore il resto) quando mi sento rispondere : " Mi spiace , Signore, ma vede un certo ministro BASSANINI…….": però mi (ci) fa un piacere enorme sentire di tanto in tanto una siffatta prolusione.
( A proposito, non ti sei accorto che da quando l’anzicitato è ritornato a fare il ministro della Funzione Pubblica ha più entrate giornaliere lui sulla stampa specializzata e d’opinione che un premier? : Impara, ministro PIAZZA, impara!! Mi pare di assistere alla celebre gag in crescendo di Petrolini nella parte Nerone che declama alla folla : Faremo Roma più bella e più grande che pria"
E dopo Strasburgo ci possiamo dare tutti insieme gli appuntamenti che vogliamo in qualsivoglia posto e davanti a qualsivoglia Entità.
NON VEDO ALTRE SOLUZIONI PERCORRIBILI PER SPOSTARE I MACIGNI CHE CI HANNO PIAZZATO SUL CAMMINO.
SOLO STRASBURGO POTREBBE FERMARE LE CAMARILLE-AGENZIA/E DEI SEGRETARI DIVENTATI SITI LUCROSI DA FREQUENTARE PER GLI AMICI DEL PRINCIPE.
QUALORA PERO’ ANCHE QUESTA PROPOSTA SORTISSE IN UNA FETECCHIA (COME DIREBBE IL DIVINO TOTO’) DA ORA IN POI , CARO CARLO, TI MARTELLERO’ SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CON QUESTA DOMANDA : quando ci mandano in pensione? ( E IO NON VORREI ANDARE IN PENSIONE!)
SOTTOSCRIVIAMO QUESTO PATTO D’AMICIZIA .
SCRIVIAMO ADESSO OGNUNO UN PEZZO DEL NOSTRO RICORSO COLLETTIVO ALL’ALTA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA.
GRAZIE ,COMUNQUE, E SEMPRE AD MAJORA.
Un abbraccio a te e a tutti i veri colleghi.
(Posso osare perciò di essere ospitato nel tuo mitico bollettino?)
Rosario
P.S .:
PER CHI VUOLE COMPLETAMENTE E IMMEDIATAMENTE DISINCAGLIARSI DALLE (VANE?) ELUCUBRAZIONI FIN QUI SVOLTE DAL SOTTOSCRITTO E RITROVARE COSI’ UN ANGOLO DI PACE E DI SAGGEZZA , MI PERMETTO DI CITARE I SEGUENTI VERSI DEL POETA BUDDISTA BUDDHAGHOSA:
LA SOFFERENZA ESISTE. MA NON IL SOFFERENTE.
L’AZIONE E’ FATTA. MA NON C’E’ UN FACITORE.
ESISTE LA PACE. MA NON IL PACIFICATO.
C’E’ IL SENTIERO. MA NON CHI LO PERCORRE.
VABBE’ , SCHERZAVO! COME NON DETTO.
Caro Anonimo Bocconiano,
ho letto la tua lettera con attenzione ed anche con piacere, in quanto mi è sembrata veramente significativa ed emblematica.
Il tuo intervento riassume in sé tutti i nuovi valori, a cui noi vecchi non vogliamo e non possiamo adeguarci. Noi che per anni abbiamo prestato servizio nel comunelli di cento o duecento abitanti, consapevoli che anche i comunelli hanno bisogno di cultura giuridica e di gente che se ne occupi seriamente.
Forse non ti è venuto in mente che se i colleghi che vi lavorano lo potessero fare con maggiori gratificazioni e con la consapevolezza di poter un giorno sperimentare altre situazioni, anche i rampanti come te sarebbero più liberi di saltellare da un comune all’altro fino a raggiungere le alte sfere. Infatti, se la qualificazione dirigenziale venisse data a tutti dopo un certo numero di anni, a prescindere dalla sede di servizio, tu avresti meno concorrenti e saresti libero di acquisire tutte le idoneità che vuoi e di anticipare i tempi di attribuzione della qualifica, ma, nel contempo, gli altri avrebbero una minima prospettiva di miglioramento e qualche gratificazione, pur restando dove sono.
Nonostante il tuo pseudonimo, si capisce benissimo che sei giovane, di sesso maschile e dove lavori. E perciò dimentichi, o comunque vuoi ignorare, che mentre tu "ti sacrifichi" a reggere segreterie di terza e comunità montane (gratuitamente, immagino!) e frequenti corsi alla Bocconi, qualcun altro probabilmente sta allevando figli, contemporaneamente allo svolgimento dell’attività lavorativa, o sta solo cercando di sopravvivere.
Non prendo in considerazione le altre indicazioni, che ritengo pleonastiche, in quanto voglio veramente sperare che tu non ti ritenga l’unico che si tiene aggiornato e che ha conoscenze legislative e telematiche, nonché capacità gestionali.
Alla base di tutto, mi sembra però che tu dimentichi un fatto fondamentale: come la mettiamo con il diritto di scelta dei sindaci, che spesso prescinde da considerazioni su anzianità o meno, su idoneità o altro? Ma tu probabilmente, per tale aspetto, hai già capito come si fa.
Caro amico, ti assicuro che, anche se non subito, rivedrai le tue posizioni nel corso degli anni, non appena qualche evento (anche positivo, perché no?) ti costringerà a fermare questa tua travolgente corsa. Personalmente ho solo un’altra certezza: comunque, prima o poi, sarai vecchio anche tu.
Maria De Zio