INCONTRO DI STUDIO
"La riforma dei Segretari Comunali e Provinciali e lo spoyl system nella pubblica amministrazione"
Venerdi 23 giugno 2000 h. 10
Milano, Via Corridoni N° 16 - Sala principale
(Metropolitana: San Babila)
Per chi arriva alla Stazione Centrale e vuole usare la metropolitana: prendere la linea verde 2 per Cologno Monzese o Gobba o Gessate; cambiare a Loreto e prendere la linea rossa 1 per Molino Dorino; scendere a San Babila.
Il programma completo è stato pubblicato sui Bollettini n. 201 e 202.
I Colleghi che lo desiderano, possono inviare un intervento, una memoria scritta su floppy disk o meglio via e-mail che sarà inserita nella cartella del materiale distribuito ai partecipanti. In questo modo anche coloro che, per ragioni di distanza o altro, non possono intervenire personalmente a questo primo Incontro, potranno dare il loro contributo e far sentire la loro opinione.
Credo di poter assicurare che gli atti di questo incontro saranno successivamente pubblicati da una rivista specializzata del settore.
Ricordo che, per contribuire alle spese organizzative (il Bollettino ne farà poi il rendiconto), è gradito l'invio di un libero contributo mediante vaglia postale indirizzato al Collega Sergio Pizzuti, Segretario Generale del Comune di Vimercate (MI), Piazza Unità d'Italia 1, che si occupa degli aspetti organizzativi in loco .
Ancora su principio di "separazione" tra politica e tecnica.
Implicazioni del principio della "separazione" al momento della "scelta", da parte del Sindaco, del Segretario Comunale e, in genere, degli "incarichi", sempre del Sindaco, ai dirigenti e ai quadri.
Principio di "separazione" che, in questa fase, viene di fatto annullato.
Quello che segue è un quesito fatto al Prof. Marco Cammelli, ordinario di diritto amministrativo all’Università di Bologna.
Il quesito, che si chiude con una serie di domande, segue una lezione del Professore in videoconferenza ai Segretari Comunali il giorno 9 giugno 2000 sul tema della "funzioni del Segretario Comunale". La lezione è stata fatta per conto della SSPAL nel Progetto "Merlino". Progetto finalizzato all’aggiornamento professionale dei Segretari Comunali con un sistema videointerattivo. Primo esperimento in Italia.
Non si sa che cosa risponderà il Prof. Cammelli. Quando risponderà e se risponderà si ne darà notizia. Nel frattempo, stante l’attualità del tema, sarebbe interessante se altri volessero dare una risposta. Ringraziando anticipatamente il Prof. Virga e i collaboratori del suo sito se vorranno aprirvi un "forum".
QUESITO AL PROF. MARCO CAMMELLI
La sua risposta al quesito sopra riportato, quesito che le sarebbe stato posto anche via fax da più colleghi tra i quali uno che è intervenuto dalla sede di Firenze in videoconferenza e da me percepito come fortemente equilibrato e puntuale di cui vorrei la trascrizione, è stata:
"le nomine fiduciarie (del Segretario, del Direttore e in generale della dirigenza e dei quadri) nascono non prima, ma dopo l’avvento della separazione dei compiti tra il politico e il tecnico". "Ed il perché è ovvio. Dal momento che il politico non interviene più nella fase gestionale è stato logico e conseguente che allo stesso si desse il potere, per il mandato elettorale ricevuto, almeno della nomina della dirigenza. Dirigenza a cui affida il programma elettorale con cui è stato eletto".
Ho aggiunto qualche parola, ma la sua tesi (ma anche del compianto D’Antona, di Bassanini, dell’ex Sottosegretario Vigneri, ecc.) è questa.
Ho riconosciuto la chiarezza e anche l’onestà intellettuale in molte sue risposte.
Compresa quella sulla contraddizione di una legge che dice che il Segretario "collabora" e "assiste" "gli organi", ma è "scelto" dal solo Sindaco. Lei fa bene a dire che i Consiglieri potrebbero non essere d’accordo con la scelta del Sindaco. Questo ancor più dopo la legge 265/99 che ha rafforzato il principio duale dei poteri politici locali: Sindaco e Consiglio. Attribuendo al Consiglio nuovi e importanti mezzi per i suoi compiti di "indirizzo e di controllo politico-amministrativo" (art. 32 l. 142/90).
Ma non posso riconoscere altrettanta onestà intellettuale nella sua risposta che ho sopra sottolineato.
Lei sa bene che tutta la riforma delle pubbliche amministrazioni, non solo di quella italiana, ma quella di tutti i paesi a democrazia avanzata (molti hanno avviato questo processo oltre 20 anni fa), è incentrata non solo e non principalmente sul principio della divisione dei poteri, ma su quella di una pubblica amministrazione di servizio; efficiente, economica e efficace. In breve una p.a. che mette al proprio centro il cittadino. Che alcuni, visto che va di moda il parallelo con le aziende, cominciano, finalmente, a considerare l’"azionista di riferimento", per parlare sempre in termini oggi in voga, dell’azienda Comune.
Ma il cittadino se non era tale ieri, non lo è, a me sembra, neppure oggi. Non poco, riferendoci ai Comuni, grazie a un Sindaco che sembra fare tutto lui. Compresa la scelta dei vertici tecnici del proprio Comune.
Se così fosse della centralità del cittadino, non ce n’è alcuno, io penso, che le direbbe di non tenere più al principio costituzionale della "imparzialità" della p.a.. E, dietro questo, al principio della imparzialità dell’operare del pubblico dipendente.
Lei mi dirà che se la dirigenza continuasse ad esser scelta in modo neutro il politico, che ora non può più gestire, ove imbattesse in una dirigenza che la pensasse diversamente sul piano politico, si troverebbe non poco inguaiato.
Le rispondo con le recentissime sagge parole dei nostri giudici costituzionali (sent. N. 1/99):
"in un ordinamento democratico, che affida all’azione dell’amministrazione, separata nettamente da quella di governo, il perseguimento delle finalità pubbliche, il concorso pubblico resta il metodo migliore per la provvista di organi chiamati ad esercitare le proprie funzioni in condizioni di imparzialità e al servizio esclusivo della Nazione. Valore, quest’ultimo, in relazione al quale il principio posto dall’articolo 97 della Costituzione impone che l’esame del merito sia indipendente da ogni considerazione connessa alle condizioni personali dei vari concorrenti".
Ma il saggio giudice costituzionale non si ferma qui. Prevedendo le ovvie obiezioni di chi giustamente tiene che si parli di efficienza anche in relazione alla macchina pubblica, prosegue ricordando le non poche nuove disposizioni normative e contrattuali che garantiscono: "il valore dell’efficienza, grazie a strumenti gestionali che consentano di assicurare il contenuto della prestazione in termini di produttività".
In breve, il giudice costituzionale ricorda non solo le nuove norme sui controlli dei risultati, ma anche quelle sulla dirigenza che, se non raggiunge i risultati posti dal politico, viene rimossa.
Chiudo facendole alcune domande:
07-06-00
Luigi dr. Meconi (a disposizione Ag. Segretari Comunali – Ancona)
Un forte documento dell'Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali
DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO NAZIONALE DEL
10 GIUGNO 2000
Il Consiglio Nazionale riunito in data 10 giugno presso l’Hotel Mediterraneo di Roma:
D E N U N C I A
l’estrema gravità della situazione di stallo delle trattative che lascia i Segretari, unica categoria, ancora senza il contratto di lavoro, tanto più grave per il fatto che costituisce il primo contratto dopo il nuovo ordinamento che deve introdurre gli istituti assolutamente necessari per assicurare il futuro dei segretari comunali e provinciali;
M A N I F E S T A
con la massima determinazione l’intollerabilità dell’ulteriore dilazione dei tempi di contrattazione che sta umiliando la dignità di una categoria particolarmente esposta nei processi di riforma e che ha dimostrato di accettare le sfide dell’innovazione autentica nell’interesse delle istituzioni;
E S P R I M E
la più grande denuncia per qualunque tentativo che portasse a ritardi e vedesse espedienti volti a non affrontare i veri nodi contrattuali nell’ottica del riconoscimento dell’impegno e del valore professionale dei segretari comunali e provinciali;
R I A F F E R M A
il valore della compattezza della categoria per assicurare i diritti contrattuali per un ruolo del massimo valore professionale;
tutto ciò premesso:
IL CONSIGLIO NAZIONALE
DENUNCIANDO tale situazione DICHIARA LO STATO DI MOBILITAZIONE GENERALE DELLA CATEGORIA. IMPEGNANDO gli organi nazionali e le organizzazioni territoriali per azioni di lotta che, partendo dalla DIFFIDA all’ARAN e dalla risoluta richiesta al GOVERNO, all ANCI e all’UPI per la ripresa delle trattative, sblocchino lo stato di stallo e diano il massimo di forza alle trattative e sfocino in una grande MANIFESTAZIONE NAZIONALE.
Sono presenti: SUSTA, PORPORA, NALDONI, SORTINO e TALARICO
Sono quindi assenti: D’ALESSIO, DI RONZA e MOFFA.
O m i s s i s
Sentite le OO.SS. di categoria, ai sensi del protocollo d’intesa, nella riunione del 24/5/2000
ad unanimità di voti
DELIBERA
1.di indicare come termine per la cessazione degli effetti della deliberazione del Consiglio Nazionale di Amministrazione n. 94 del 13 maggio 1999 la data di ultimazione dei corsi di specializzazione organizzati dalla Scuola Superiore, salvo l’entrata in vigore di una diversa disciplina contrattuale;
2. di formulare in ordine al numero dei segretari da ammettere ai corsi, il seguente indirizzo: partecipazione ai corsi di specializzazione di tutti i segretari non in possesso del requisito dell’idoneità di cui all’art, 14 d.p.r. 465/97 con la seguente distinzione:
3. di prevedere un corso di specializzazione specifico per l’acquisizione dell’idoneità a segretario generale di classe prima, così come previsto dal comma 2, art. 14 d.p.r. 465/97, ferma restando la possibilità , per i segretari che, ai sensi della disposizione transitoria di cui all’art. 12 d.p.r.465/97, risultano nominabili negli enti di classe I, di ottenere la nomina in tali enti.