BOLLETTINO SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI
 
n°  198
 
di  Carlo Saffioti
 
Poichè tutti i cittadini sono eguali,
 essi debbono poter accedere in modo eguale
a tutti gli impieghi pubblici, secondo le loro capacità
e senza altro criterio che quello delle loro virtù
 e dei loro talenti.
Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino
(26 agosto 1789)
 
 Numero speciale
 
 
 
" Notizie dal ed al Sindacato "
 
... a proposito di riunioni sindacali
 
    In risposta al comunicato del Collega dell'ANSAL, pubblicato sul Bollettino n° 196, pgg. 3 e 4, la Collega Maria De Zio ha inviato la precisazione che segue, con preghiera di urgente pubblicazione onde evitare malintesi e disguidi.
    Accetto volentieri anche perchè ritengo l'unità della Categoria un valore prioritario che occorre salvaguardare nell'interesse comune.
    Naturalmente, eguale trattamento sarà riservato - per amor di correttezza - ad altre sigle che volessero intervenire sul punto.
CS
 

Il collega dell’ANSAL mi sollecita a raccontare quello che è accaduto nella riunione sindacale del 16 maggio scorso.

Ritengo opportuno intervenire non perché ci sia molto da dire, ma perché ho saputo che si stanno diffondendo cattive informazioni, forse volutamente.

Premetto che l’incontro sindacale è stato sollecitato da me e che l’invito è stato subito dagli altri sindacati, in quanto, dopo la pubblicazione della direttiva, era necessario verificare la piattaforma contrattuale unitaria, a suo tempo presentata all’ARAN, e specificarla ulteriormente, proprio in relazione a quanto risultava dalla direttiva stessa ed in vista dell’avvio della trattative.

L’incontro è stato concordato solo fra i rappresentanti sindacali ed in maniera informale, né ha interferito in alcun modo con le trattative in corso con l’ARAN, del tutto indipendenti da ogni tentativo di accordo che può essere ricercato fra i sindacati.

Nell’incontro del 20 aprile scorso, l’ARAN ha dichiarato che avrebbe presentato una bozza di contratto entro maggio; si è in attesa di questo, né ci sono impedimenti a tale presentazione da parte sindacale, tanto meno da parte della CISL.

Nel corso dell’incontro, di cui all’amico di Bergamo preme tanto di sapere, si sono registrate posizioni sindacali non uniformi, anche se, forse, analizzando ipotesi concrete e verificando le varie proposte, si sarebbe comunque raggiunto un risultato comune. Abbiamo preferito soprassedere ed abbiamo rinviato ad un incontro successivo, ed io mi sono adoperata perché ciò avvenisse, per dare tempo a tutti (segretari e non) di verificare le varie ipotesi e di confrontarsi con i propri iscritti.

Non ho ritenuto, né ritengo opportuno divulgare le posizioni di ciascuno, nonostante le sollecitazioni … e le voci denigratorie (gratuite).

Ho naturalmente fatto un sondaggio per verificare le esigenze e le aspirazioni di ognuno, ma non ho la necessità di ottenere gratificazioni personali divulgando piattaforme che poi, magari, alla prova finale, non ottengono l’esito sperato. Preferisco che si raggiunga, con l’aiuto di tutti, un buon contratto, che salvaguardi le posizioni di ciascuno e dia un po’ di tranquillità alla categoria.

 Saluti a tutti.

" Specchio dei tempi "

Contratto e norme derogabili

Caro Carlo,
    vorrei fare una brevissima chiosa all'intervento del dott. Meconi, che condivido in pieno, in quanto riprende alcune mie considerazioni riguardanti lo strano atteggiamento di rivendicare una funzione ed un trattamento dirigenziale, per poi chiedere la remunerazione per le frazioni di attività incombenti sul segretario, come fosse un funzionario gestionale o responsabile di procedimento. Tenendo, per altro, presente, che ai responsabili di procedimento non spetta mai alcuna retribuzione aggiuntiva, sicchè non si sa quanto contratti così formulati (se saranno approvati) possano anche contribuire a migliorare l'immagine dei segretari rispetto al resto dei dipendenti degli enti locali.
    E' perfettamente comprensibile che in vista di una precarizzazione del lavoro si rivendichino posizioni economiche maggiormente a tutela, ma, e qui il dott. Meconi ha completamente ragione, occorre capire se il principio di onnicomprensività della retribuzione sia operante o meno.
    E a questo proposito desidererei appunto chiosare quanto ha affermato il dott. Meconi rispetto alla possibilità che i contratti hanno di derogare alle norme di legge, perchè è una tesi che sempre più spesso si afferma.
    Ritengo che questa interpretazione non sia accettabile. La deroga (meglio dire con la dottrina più avveduta, disapplicazione) alle leggi opera solo per le norme emanate successivamente al D.lgs 80/1998 e non ha valore retroattivo. Lo si evince chiaramente dal testo dell'articolo 2, comma 2, secondo periodo, del D.lgs 29/1993 e successive modificazioni ed integrazioni, a mente del quale eventuali disposizioni di legge, regolamento o statuto che introducano discipline dei rapporti di lavoro la cui applicabilità sia limitata ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche possono essere derogate da successivi contratti o accordi collettivi...
    Pertanto il corpus normativo che disciplina il rapporto di lavoro, formato dal codice civile, dalla legge 421/92 (legge di delega) e dal D.lgs 29/1993 (legge delegata) non puo essere mai derogato, così come non possono essere derogate norme precedenti al D.lgs 80/98, ma solo leggi - future - che introducono NUOVE disposizioni sul rapporto di lavoro. Nello stesso senso si esprime anche autorevole dottrina (Valerio Speziale, in Il lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, ed. Giuffrè, Milano, 2000, pag. 302).
    Già il Dpr 465/1997 ha introdotto innovazioni alla legge 127/1997 andate chiaramente oltre la delega in essa contenuta; se si acconsente all'illegittima modifica di norme mediante la non corretta interpretazione della norma sul potere derogatorio dei contratti, davvero la certezza del diritto diventerà certezza del rovescio.
 Luigi Oliveri

 

 

 

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