BOLLETTINO SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI
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n°  187
 
di  Carlo Saffioti
 
Poichè tutti i cittadini sono eguali,
 essi debbono poter accedere in modo eguale
a tutti gli impieghi pubblici, secondo le loro capacità
e senza altro criterio che quello delle loro virtù
 e dei loro talenti.
Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino
(26 agosto 1789)
 
 
 
 

da Italia Oggi, 29.3.00

AGENZIA SEGRETARI: SUSTA NUOVO PRESIDENTE

Nuovo presidente per l'Agenzia autonoma segretari comunali e provinciali. Si tratta del sindaco di Biella, Gianluca Susta, che è anche vicepresidente nazionale dell'Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci). Susta, 43 anni, avvocato, prende il posto di Enzo Bianco, che aveva rassegnato le dimissioni a seguito dell'incarico a ministro dell'interno. L'elezione di Susta, già presidente della sezione regionale dell'Agenzia del Piemonte, è avvenuta ieri, nel corso della riunione del consiglio di amministrazione. Il sindaco di Biella è stato indicato all'unanimità, quale membro in rappresentanza dell'Anci in seno al consiglio d'amministrazione dell'Agenzia, dal comitato direttivo dell'associazione.

 

Buon Lavoro a tutti i Colleghi impegnati sabato e domenica a lavorare per le elezioni!
 
 
 
" Quattro chiacchiere tra Colleghi"
 
 
 
I ritardi nel contratto di categoria - documento CISL
Federazione
Lavoratori
Pubblici
e dei Servizi

CISL F.P.S.

Comparto Regioni Autonomie Locali

  COMUNICATO STAMPA

 La CISL FPS, denuncia i ritardi ingiustificati dall'ARAN ad affrontare le trattative riguardanti il rinnovo del contratto di lavoro per il Biennio economico 2000/2001 del personale degli Enti Locali e delle regioni e dell'area separata della Dirigenza (650mila dipendenti); la definizione di aspetti contrattuali rinviati a specifica trattativa che riguardano il personale docente delle scuole Materne e degli Asili Nido, della Formazione Professionale; della Polizia Locale, nonché la disciplina dello straordinario elettorale al personale con responsabilità di gestione, oltre agli istituti inerenti la conciliazione e l'arbitrato; la previdenza complementare; la disciplina del TFR; le forme di lavoro flessibili e gli aspetti normativi legati all'organizzazione del lavoro (turno, mensa e reperibilità).

Ritardi non più tollerabili riguardano la specifica trattativa per il rinnovo del contratto dei Segretari Comunali e Provinciali scaduto il 31/12/97, legata agli aspetti economici e all'unicità della Funzione.

La CISL FPS, a parere del Segretario Nazionale Velio Alia, ritiene gravi le responsabilità dell'ARAN d'affrontare la trattativa se si considera poi che la Presidenza del Consiglio ed il Comitato di settore hanno emanato le specifiche direttive in merito.

Ulteriori ritardi si registrano sempre da parte dell'Agenzia nel definire l'accordo per il passaggio dei 73mila dipendenti degli enti Locali alla Pubblica istruzione (personale ATA).

Roma 11 aprile 2000

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Contratto: documento del Coordinamento del Veneto

 

A TUTTI I COLLEGHI ADERENTI ALLA FPS CISL

 

0ggetto.- Comunicato sindacale sulle prospettive per il rinnovo del CCNL

Cari colleghi,

 emessa in data 30 marzo l'integrazione alla direttiva all'ARAN per l'apertura delle trattative, finalmente dovrebbero esserci le condizioni per avviare la non facile trattativa per il rinnovo del nostro CCNL.

Qualcuno, ad arte, diffonde ottimismo sulle prospettive economiche e di carriera per tutti i segretari, come se le trattative fossero già in via di conclusione e coronate da folgorantì successi.

Da informazioni venute in nostro possesso, risulterebbe invece, che la trattativa per il rinnovo contrattuale sia strettamente legata a pregnanti ed urgenti modifiche regolamentari, che ancora una volta incideranno sullo status giuridico dei segretari comunali e provinciali.

A due anni dal decollo della riforma, infattì, le modifiche al regolamento sono dìventate urgenti ed inevitabili, perché le gravissime carenze e contraddizioni di tutta la disciplina riguardante la categoria si sono rivelate nei fatti concreta causa dì gravi ingiustizie e sperequazioni nel trattamento, che da una parte ha generato molteplici vertenze in tutte le sedi giarisdizionali e dall'altra fulgenti e fulmìnanti carrìere dei soliti "predestinati".

Alcune delle modifiche più rilevanti che interessano più che altro le nostre controparti, riguardano:

Per quanto riguarda invece, gli obiettivi che il sindacato di categoria dovrebbe perseguire, la dirigenza per tutti i segretari dovrebbe costìtuire una conquista effettiva e non essere assoggettata a limiti dimensionali e demografici, od a corsi di idoneità, che nelle concrete condizioni attuali la scuola, per carenze economiche e strutturali, non è in grado dì garantire.

Da parte di chi non ha accettato la critica dì aver promesso cose (la dirigenza per tutti) sapendo di non poterle poi mantenere, oggi viene prospettata, una soglia di dirigenza, solo per i colleghi in servizio presso enti con popolazione superiore a 3.000 abitanti, subordinatamente al superamento di un corso di idoneità alla dirigenza, che dovrebbe organizzare, per migliaia di colleghi, una scuola che, per carenze economiche e strutturali, non appare, oggi, in grado di far fronte a tale incombenza.

Sempre chi pretende di rappresentare la maggioranza dei colleghi, SA BENE che il contratto, per circa l'85% dei colleghi, difficilmente potrà superare ì vincoli e le compatibilità imposte a livello nazionale, mentre a livello locale dovrà affrontare i rischi e le difficoltà di una trattativa decentrata con sindaci che vogliono risparmiare anche sull'aria che respirano i segretari comunali poiché afflitti da bilanci limitati.

La prospettiva di ottenere lauti guadagni con l'incarico di Direttore Generale, infatti, può interessare i "soliti predestinati" che prestano servizio nelle poche centinaia di enti forniti di adeguate risorse finanziarie (il 10 - 15%).

Solo con una piena consapevolezza da parte dei colleghi delle reali difficoltà da affrontare e superare, con una mobilitazione effettiva e, all'occorrenza, azioni dimostrative, si potranno ottenere risultati significativi, anche con riguardo a:

Con questo auspicio ci accingiamo alla trattativa contrattuale, impegnativa ma non impossibile se i colleghi resteranno uniti suglì obiettivi da conseguire, senza lasciarsi incantare dalle solite sirene che tanto promettono e tanto poco mantengono.

CORDIALITA'

 

Il coordinamento regionale Veneto FPS CISL

Romito, Zaccaria, Iandolo

 

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Qualche foglia si muove?

Caro Carlo,
sul quotidiano Il Tempo di oggi 11 aprile è stata pubblicata la lettera, che ti allego, dell'on. Learco Saporito, responsabile di A.N. per la
Pubblica Amministrazione, di risposta alla mia nota - che ti avevo già inviato e pubblicata sul Bollettino n° 186 - di commento al suo articolo di amara analisi sullo stato attuale della riforma della Pubblica Amministrazione, che per comodità del lettore trascrivo in allegato.
So bene che non è molto, comunque sembra che qualche piccola foglia si muova.

Savino Macario

da Il Tempo del 4.4.2000

N.d.R. Mentre ringrazio il Collega, ne approfitto per scusarmi per l'inconveniente intervenuto nel numero scorso del Bollettino, nel quale l'immagine dell'articolo non era stata riprodotta per le mie note carenze informatiche.

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Le "agenzie" di Visco? Sono illegittime

ROMA - Il principio dell'autonomia dei dirigenti rispetto alla direzione politica dovrebbe ispirare il processo di riforme dell'attività amministrativa o di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione anche per rispondere alle necessità di snellezza e professionalità richieste dall'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea. In tale quadro la pur criticabile privatizzazione del rapporto di pubblico impiego avrebbe dovuto consentire una più efficiente gestione dei servizi destinati ai cittadini.

Il governo, interpretando a modo suo la riforma, anziché premiare esperienze e professionalità esistenti nei pubblici uffici le ha completamente mortificate sostituendole, nei posti di responsabilità delle strutture dello Stato, con amici "politici". Utilizzando infatti poteri regolamentari e decreti ministeriali adottati spesso in dispregio del contrario parere delle Camere il Governo o i singoli ministri hanno riempito i vertici delle pubbliche amministrazioni con persone spesso incapaci, ma sempre simpatizzanti della loro aria politica.

Basti pensare a ciò che ha fatto Visco, sostituendo le strutture del suo ministero con apposite Agenzie presiedute da sue "persone di fiducia" in spregio alla considerazione che la materia dei rapporti fiscali tra Stato e cittadini è molto delicata perché presuppone una dialettica di garanzia tra Ministero e contribuenti che assume anche una valenza politica tenuto conto che il settore tributario non può essere oggetto di iniziative referendarie. Per queste motivazioni ritengo costituzionalmente illegittime le Agenzie. Infine va ricordata la messa in liquidazione di circa 400 quadri pubblici del Provveditorato generale dello Stato per la sciagurata decisione del ministro Amato di affidare la ricerca di fornitori di beni e servizi per tutte le pubbliche amministrazioni a una SPA (si tratta di un affare di qualche centinaio di miliardi con un decreto nemmeno sottoposto al controllo degli organi competenti). L’operazione oltre a costare di più allo Stato mortifica tanti pubblici servitori che hanno acquisito negli anni una specifica professionalità svolta con onestà e dedizione nell’interesse generale. Sono soltanto esempi di ciò che la pubblica opinione chiama ormai "regime".

Learco Saporito, responsabile nazionale di A.N. per la Pubblica Amministrazione

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Da Il Tempo 11.4.2000

Segretari comunali, una vicenda ai limiti dell’assurdo

Commentando il mio intervento – comparso su queste colonne martedì scorso – sul malcostume nelle nomine all’interno della Pubblica Amministrazione, un lettore, il sig. Savino Macario, segnala l’insostenibile situazione dei Segretari del piccoli e grandi Comuni, che la legislazione Bassanini ha voluto porre nella cosiddetta Agenzia-Albo, facendo perdere a tale benemerita categoria la posizione di funzionari dello Stato. Confermo quanto detto pubblicamente a proposito della legge in questione. Si tratta a mio parere di un gravissimo errore ridurre i segretari a componenti dello staff del sindaco o del presidente della Provincia in quanto non accresce l’autonomia dell’Ente locale ma lo priva di un servitore dello Stato che svolgeva la funzione di aiutare le Amministrazioni locali a rispettare il principio di legalità salvaguardandole da possibili errori nell’applicazione delle leggi e indirizzando l’azione amministrativa verso la realizzazione dei bisogni e delle esigenze delle comunità amministrate.

Non ho mai condiviso la falsa privatizzazione della categoria dei Segretari comunali e provinciali nemmeno quando motivata in nome dell’efficienza di una maggiore managerialità. Ogni attività amministrativa che comporta l’utilizzo di risorse pubbliche ha bisogno di funzionari che assicurino per dovere di ufficio e non per una scelta di amicizia del titolare del potere politico l’imparzialità, l’efficienza, la legalità e il buon andamento della Pubblica Amministrazione. Anche in questo settore molte cose dovranno essere riviste in nome di false riforme che hanno scomposto ordinamenti esistenti senza migliorare la qualità del servizio reso ai cittadini.

Learco Saporito, responsabile a di A.N. per la Pubblica Amministrazione

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Un piccolo epistolario di Categoria

    Il Bollettino, come ho già avuto modo di chiarire, cerca di offrire - a tutti coloro che lo desiderano - una piattaforma dalla quale parlare, senza censure nè limitazioni se non quelle che derivano dal buon gusto e dal diritto penale. E' in questo senso che si offre ai lettori una raccoltina di lettere pubblicate recentemente dal quotidiano Italia Oggi.

da Italia Oggi, marzo e aprile 2000

 

 

BREVE EPISTOLARIO DI CATEGORIA, PUBBLICATO RECENTEMENTE DA ITALIA OGGI

 

1/4/00

 

Nessun rapporto di fiducia tra Sindaco e Segretario Comunale

 

La fiducia è un'entità spirituale o un moto dell'anima che proietta in una persona diversa dalla propria o, anche, in se stessi la convinzione che certe aspettative vengano portate avanti e realizzate.

Per avere fiducia bisogna conoscere, sperimentare nel tempo il modo di essere e di comportarsi di una persona. Per collaborare, per convivere ecc. è molto importante avere un rapporto di fiducia, cioè una parte deve riporre nell'altra la convinzione di avere un partner leale, valido e utile per raggiungere i suoi scopi e viceversa (questo "viceversa" è importante al fine di avere un rapporto ampio e completo che si circoscrive nella "bilateralità"). Ha queste caratteristiche il cosiddetto -rapporto di fiducia" tra sindaco e segretario comunale? 0 non piuttosto è un rapporto a senso unico del sindaco verso il segretario, rapporto fra persone non uguali nella scala gerarchica e funzionale, perché il segretario dipende dal sindaco.

In definitiva, non c'è rapporto di fiducia fra sindaco e segretario perché:

1) non c'è conoscenza nel tempo;

2) non c'è parità fra l'uno e l'altro;

3) non c'è flusso di fiducia o di valori positivi dall'uno all'altro e viceversa;

4) non c'è, di solito, neanche conoscenza o rapporto fra l'uno e l'altro prima della scelta e dell'individuazione.

Il rapporto di fiducia, così, che non è tale perché non esiste e non può esistere, in realtà è una scelta o estrazione dall'Albo, come vuole la legge 127/97 e suo regolamento attuativo n. 465/97, per raccomandazione, segnalazione, pressione politica, compromesso, asservimento di una persona all'altra, non essendovi regole per la scelta, che è arbitraria, immotivata e insindacabile.

Ma è mai possibile che un'intera classe politica, nonostante le leggi sulla trasparenza e sulla motivazione degli atti amministrativi, sull'imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione, si sia andata a cacciare in un aborto giuridico di questo tipo, che viola ogni principio di buona amministrazione e di rispetto della Costituzione e leggi conseguenti?

Certamente, questo obbrobrio non può durare a lungo, ma prima che si rinsavisca quanti danni produrrà, quante carriere spezzerà e quante promozioni facili, ingiuste e illegittime regalerà ai favoriti dei sindaci?

Aver dato ai sindaci poteri illimitati di nomina e di scelta, senza regole e senza criteri, è come aver dato a chi piace il vino (=potere) una cantina senza chiavi di accesso. Il potere, a chiunque viene dato, va regolato e va suddiviso; il potere attuale del sindaco è accentrato e da questo discendono le potestà dei dirigenti o dei responsabili degli uffici. L’equilibrio e la saggezza di una sana legge esigono una nuova impostazione della materia, in cui ogni persona abbia compiti, responsabilità e dignità separate e integrate, senza le attuali sudditanze staliniane.

 

Dott. Giovanni Chiofalo - Comune di Monforte San Giorgio (Me)

 

 

5.4.2000

 

Segretari Comunali, qui si cambiano le carte in tavola

 

L'art. 52 comma 1 della legge 816/1990 n. 142 attribuisce al segretario comunale la qualifica e lo status di "funzionario statale, iscritto in apposito albo".

L'art. 17 comma 67 della legge 15/5/1997 n. 127 attribuisce al segretario comunale la qualifica e lo status di "funzionario pubblico dipendente da apposita agenzia... e iscritto all'albo".

Il dipartimento della Funzione pubblica nella direttiva del 27/3/2000 rivolta all'Aran definisce quello dei segretari comunali uno status professionale, e quindi sono definiti dei "professionisti a contratto".

Il segretario comunale passa così da "funzionario statale" a "funzionario pubblico" in forza di legge, e in forza di una semplice direttiva applicativa, o meglio, disapplicativa della legge a "professionista a contratto".

Ma così si cambiano le carte in tavola in senso peggiorativo per la categoria silente dei segretari comunali.

E’ un vero spoil system: il segretario comunale non è più segretario del comune, ma diventa segretario particolare e uomo di fiducia del sindaco e della giunta comunale, non gli è permesso di essere imparziale e legale del comune, ma deve difendere e sposare i colori e le scelte del sindaco, qualunque esse siano, deve diventare uomo di parte e avvocato difensore del sindaco, se vuole restare al suo posto. A questo punto il consiglio comunale non deve sentirsi più tutelato, per cui si parla già di "segretario consiliare" diverso dal "segretario comunale".

E’ questo un lento, continuo e illegale cambiamento della configurazione dei segretari comunali, perché piccole e incisive interpretazioni modificano la realtà giuridica, cosicché si arriva a chiamare doccia quella che è invece una camera a gas.

Si è arrivati, infatti, a togliere potere al segretario comunale per restituire, in cambio, solo responsabilità; è diventato il capro espiatorio delle disfunzioni del comune. Mi spiego: da un lato, abbiamo il sindaco che detiene il potere di nomina del segretario, dei dirigenti e dei responsabili degli uffici; e questo potere continua a esercitarlo intervenendo in ogni scelta e nella gestione del comune, controllando e spadroneggiando, fermandosi solo dove vuole e se lo decide lui stesso. Dall'altro lato, vi sono i cosiddetti responsabili pagati con indennità e il segretario comunale, i quali rispondono effettivamente di fronte alla legge, se qualcosa va male.

E’ quello che volevano i sindaci: comandare e decidere senza responsabilità di fronte alla legge; scegliere per fiducia persone che diventano i responsabili delle disfunzioni. Non si poteva trovare una parola migliore per fare i comodi propri che la parola fiducia, ove nessuno può indagare, perché la fiducia ognuno la dà a chi vuole: può trattarsi di un colpo di fulmine o di pressione di qualsiasi tipo; di fronte alla parola fiducia chiunque deve fermarsi e non può più indagare. Dietro questa parola, si può nascondere qualsiasi patto scellerato o solo semplice simpatia.

E’ stata una trovata, che apre tutte le porte, perché permette di fare ciò che si vuole senza alcun controllo; tramite la parola fiducía si può chiamare doccia quella che è invece una camera a gas.

Ma siamo forse tornati indietro, con la variante che la nostra è una Gestapo addomesticata, fatta solo di sorrisi e implicite intimidazioni: o fai quello che ti dico o perdo la fiducia e ti mando a casa?

E’ tempo di uscire dagli stati d'animo, di mettere regole certe e chiare, a cui tutti devono sottostare, abbandonando striscianti interpretazioni modificative delle leggi e modificando in senso razionale le stesse leggi; è tempo di prendere coscienza che tutti gli uomini sono uguali, e che non vi sono superuomini, investiti da misteriose ispirazioni, che decidono della vita degli altri con semplici moti dell'animo, quali la fiducia.

dott. Giovanni Chiofalo

segretario comunale, Milazzo (Me)

 

12.4.00

 

Segretari Comunali, astensione democratica

 

Un commento serio e disinteressato al decreto legislativo n. 8/99, convertito in legge venerdì 26 marzo 1999, porta inevitabilmente alle seguenti conclusioni: "Iacta alea est" e "Pacta non servanda sunt". Con queste frasi che cosa si vuole affermare? La risposta è molto semplice. Il parlamento è noncurante della Carta costituzionale, ha voluto trasformare la categoria dei segretari comunali in semplice merce da mettere in mostra su una bancarella, come avviene per quella esposta nei supermercati, nei mercatini rionali. Il segretario comunale non è più il funzionario al di fuori e al di sopra delle parti e delle beghe locali, non è più un punto di riferimento per i cittadini, bensì un soggetto insignificante, un dipendente gradito a pochi e al servizio dei partiti perché, pur avendo superato un concorso pubblico, cessa automaticamente con la scadenza del mandato amministrativo del sindaco. E ciò, naturalmente, in barba ai seguenti principi della nostra Costituzione: l'art. 3 che sancisce l'eguaglianza sostanziale dei cittadini, l'art. 4 comma 1 che riconosce a tutti il diritto al lavoro, l'art. 51 comma 1 che permette a tutti i cittadini di ambo i sessi di accedere agli uffici pubblici in condizione di eguaglianza, l'art. 97 comma 1 e 3 che stabilisce l'accesso agli impieghi mediante concorsi, infine l'art. 120 che sancisce il diritto dei cittadini a esercitare, in qualunque parte del territorio nazionale, la loro professione o impiego.

E se la Corte costituzionale sostiene che la copertura dei posti deve avvenire con bandi aperti a tutti e non ammette, se non in misura limitata, i concorsi interni, perché allora tanta libertà di azione ai sindaci e ai presidenti delle province?

Forse i nostri politici non vogliono capire che il segretario comunale è un funzionario apartitico e non un organo elettivo; perché, allora, deve scadere contestualmente alla scadenza del mandato elettorale del sindaco? Perché il sindaco neo eletto tra il 60' e il 120' giorno può nominare un nuovo segretario comunale senza l'obbligo di motivare il suo provvedimento? Perché tanto potere?

dott. Antonino Gennaro,

Segretario generale - Comune di Sirmione

 

13.4.00

 

SEGRETARI COMUNALI MEDIA E TV TACCIONO

N.d.R. La Collega De Rosa ha trasmesso la copia integrale della sua lettera perché fossero resi noti anche i pezzi non pubblicati da Italia Oggi e sostituiti dai puntolini: tali pezzi sono qui trascritti ed inseriti in corsivo.

Dietro alla mia scrivania d'ufficio mi trovo nella grande difficoltà dì trasferire sulla carta bianca, che mi è davanti, l'enorme problematica che sta investendo, sì, i segretari comunali, attraverso la riforma cosiddetta "Bassanini", ma anche la società intera. Per la categoria dei segretari si è trattato di un terremoto, con tutti gli aspetti dannosi che conseguono a tale evento calamitoso: tra i più vistosi è stato ed è lo sciacallaggio. Grave, molto grave per una società civile. Ma l'aggravante è che i media televisivi nazionali hanno sottaciuto l’evento e le sue conseguenze, tranne qualche giornale, a carattere economico o specifico degli enti locali, il quale ha offerto, occasionalmente, piccoli spazi per le notizie (..." Come vede, in maniera molto strana e contrariamente al mio comportamento solito, non invoco leggi e Costituzione, perché già da anni, quei segretari che non hanno ritenuto costituzionale detta riforma hanno invocato, meglio ragliato come asini nel deserto, tutte le violazioni di principi costituzionali, dottrinari, di legislazione, nonché diritti quesiti e consolidati, che sono stati violati e lesi, senza avere alcuna risonanza, tra l’indifferenza istituzionale e il timore reverenziale per le scelte e le decisioni governative.

Un certo tipo di politica, che rende tutto possibile e tutto giustifica, ha preso il sopravvento.

Le chiedo quale sia l’attuale organizzazione statuale italiana; di certo non mi sembra una Repubblica democratica, ma un tipo di organizzazione che si avvicina ad un feudalesimo improvvisato, becero, squallido, fondato sui favoritismi e benefici concessi graziosamente ai vassalli dai signori; facendo poi passare, tale stato, come un tipo avanzato di democrazia statunitense.

Abbiamo perso il ben dell’intelletto.

Ci rendiamo conto che la nostra natura è romana e latina e che dovremmo cambiare il nostro dna per realizzare una società di tipo statunitense?

Globalizzazione, new economy, sono le nuove idee (di quantistica: quanti voti porti o quanti soldi hai) che stanno permeando la società e a causa delle quali l’individuo con la propria dignità ed esistenza è fagocitato dalla massa.

In questa, poi, è individuato qualche punto di riferimento, sul quale ricadrà l’onore di essere il capo prescelto, senza averne alcun requisito, se non quello di rispondere alla logica del potere.).

Questa lunga premessa per dirle che la riforma riguardo ai segretari comunali si inserisce in un periodo di trasformazione, voluta, della mentalità sociale e statuale. Ed ecco che la massa dei segretari ha subito, inerme, una riforma che ha riguardato solo, soltanto e unicamente il cambio dei quadri e nulla più.

(" … Subitaneamente siamo stati testimoni e vittime di un’indiscriminata diaspora di funzionari non rispondenti ai desiderata del potere e di megabalzi di altri giovani, aitanti funzionari che, da paesini sperduti tra le colline sono svettati alla ribalta di città, anche prossimi capoluoghi di provincia, senza imbattersi in difficoltà alcuna e senza che gli stessi si siano distinti manifestamente per particolari carismi; anzi, per andare a riciclare vecchie, raccogliticce funzioni.

Poi sono assurti alle luci della ribalta nuovi funzionari con la qualifica di Direttore Generale, che evidentemente, hanno le idee d’oro.

E’ il caso di uno di essi, remunerato centoventi milioni l’anno, in part time ed in assenza di precise incombenze lavorative, in una cittadina di appena 20.000 anime.

Ciò vuol dire che, full time, detto funzionario, senza qualifica professionale a svolgere le mansioni di Direttore Generale e senza esperienza, costerebbe alla popolazione duecentoquaranta milioni.

Contemporaneamente, nella stessa cittadina, viene remunerato anche il Segretario il quale, nella sua qualità di consulente, è destinato, come tutti, a non far nulla o quasi (a qualcuno non si fa visionare neppure la posta) giacchè, da che mondo è mondo, il politico non chiede consulenze giuridiche, per non trovare un limite alla sua azione nella legge.

Dunque, oltre l’accaparramento delle posizioni, non v’è null’altro.

Qual è stata la riforma riguardo alle funzioni?

Solo e unicamente caos, disordine, dequualificazione, accaparramento delle posizioni migliori, moltiplicazione della titolarità delle mansioni, ma principalmente sperpero del denaro pubblico, in assenza di qualsivoglia controllo, a spese della popolazione subissata di tasse per fronteggiare il delirio di onnipotenza dei politici."

 

Teverola, 6/4/2000

Dott. Lucia De Rosa - Segretaria del Comune di Teverola

 

 

14.4.2000

 

SEGRETARI COMUNALI, QUALE FUTURO?

 

Alcuni colleghi segretari comunali addebitano la modifica del proprio status all’atteggiamento ostile della Lega nord sfociato nella proposta di abolizione referendaria, dimenticando in verità che anche prima il mondo della Politica (la sinistra in primis) non ha mai amato la categoria. Al di là di questi aspetti di folclore non va taciuto che, nel nostro paese, in questi ultimi anni, si svolge un processo riformatore a largo raggio che ha investito gli assetti istituzionali. Tutt'al più l'errore è stato quello di essersi adoperati per evitare il referendum, sia per quelli che ormai sono gli esiti degli ultimi tempi (un'impresa il raggiungimento del 50%) sia perché la soppressione della categoria per morte costituzionale sarebbe stata tutt'altra cosa sotto l'aspetto della dignità che nell'odierna situazione a noi viene sovente irrisa o addirittura negata. (…) In questa situazione di evidente disagio, non sarebbe il caso di fare invece un discorso più onesto? Cari segretari comunali, avete fatto il vostro tempo, i nuovi assetti istituzionali non prevedono la vostra figura, in questo momento storico l'esigenza di terzietà non è un valore apprezzabile né privilegiabile, per cui abbiamo esigenza non di neutrali, ma di soggetti schierati, grazie (facoltativo), non c'è più bisogno di voi; la categoria viene eliminata e transitata fino al collocamento a riposo in altri incarichi (indicando quali); in questo modo se non altro cesserebbe questa lenta e umiliante (non solo per chi la subisce) agonia. Vorrà il legislatore optare per una scelta di onestà culturale? E qualora la praticasse, siamo certi che non troverebbe bastoni fra le ruote da coloro che dalla riforma hanno comunque guadagnato qualcosa?

 

dr. Michele Camero segretario generale del Comune di Terlizzi

 

 

14.4.2000

 

UN’AZIONE COMUNE DI TUTTI I SEGRETARI

Condividiamo pienamente quanto espresso dal collega dottor Giovanni Chiofalo, segretario generale del comune di Monforte S. Giorgio, nell'articolo apparso su ItaliaOggi l'8 marzo recante considerazioni sulla riforma dei segretari comunali. Siamo consapevoli del grande travaglio che sta attraversando la nostra categoria che, come espresso, deve in sé trovare la forza e il coraggio di uscire dall'ingannevole soluzione dettata più dal panico che dalla ragione, del "si salvi chi può", che soddisfa solo momentaneamente la ragione strumentale della propria sopravvivenza, mentre avvicina sempre più lo spettro di una prossima fine, magari maturata nell'ígnominia di aver partecipato e avallato scelte politiche non solo di dubbia legittimità, ma addirittura di ovvia illegalità. L'agenzia non sta gestendo la nostra vicenda in maniera chiara e univoca, perché è lasciata volutamente in difficoltà e sottoposta alle svariate pressioni di coloro che, pur di salvare qualcosa o approfittando del clima di sbandamento, vogliono solo guadagnare posizioni che altrimenti non avrebbero ottenuto per loro meriti (vedasi sospensione effetti della delibera n. 8, nonché l'autorevole parere espresso dal presidente del Tar Calabria) (... ). Chiediamo la disponibilità dei colleghi a un'azione comune.

 

Il coordinamento regionale di Vicenza, presso

l'agenzia regionale. Vicenza

 

 

22.3.2000

 

PERI I SEGRETARI NUOVI COMPITI ESALTANTI

 

Questa rubrica sembra essere diventata il muro del pianto dei segretari comunali, dove sono rappresentati tutti i drammi e le difficoltà di una categoria destinata a un imminente, prossimo genocidio. Non tutti i segretari comunali hanno gli stessi stati d'animo. Le grandi riforme sono sempre difficili da digerire perché modificano piccoli assetti di potere e grandi posizioni acquisite che possono però dare solo apparenti quanto insignificanti e illusori privilegi. Non voglio fare nessun riferimento alla figura del segretario comunale nella precedente legislazione ma è difficile esimersi dal ricordare che la bestia nera dell'istituto della nomina (scelta) del sindaco offre oggi molte più garanzie di quante non ne avesse nell'ancien regime il "trasferimento d'ufficio" che era sempre i destinato a esaudire le richieste dei sindaci che avevano scelto un segretario comunale di fiducia, sganciando tale procedura da ogni regola.

Credo invece che il nuovo assetto sia un grande passo avanti sulla strada della costruzione di una figura nuova e moderna all'interno dei comuni: i soli portatori di novità in una palude generalizzata fatta di immobilismo e acqua .stagnante. Un dirigente, il segretario comunale, che scrollatosi di. dosso l'aureola di santo protettore della legittinútà degli atti e provvedimenti amministrativi, si trasformi nel protagonista di azioni concretamente utili all'amministrazione comunale; il punto di snodo tra politica e gestione, diventi il costruttore di idee gestionali e grande risorsa critica del nuovo assetto politico-amministrativo degli enti locali. Il futuro del segretario comunale non è quello di piangere su un passato meraviglioso (leggasi nostalgia) ma quello di sapersi offrire a chi dirige la politica nei comuni, come grande conoscitore di meccanismi che regolano la vita degli enti locali.

Angelo Cippitelli, segretario e direttore generale, Comune di Monte Urano (AP)

 

30.3.2000

 

I SEGRETARI COMUNALI NON SONO PIAGNONI

 

 

ItaliaOggi di mercoledì 22 marzo riporta la lettera di Angelo Cippitelli, segretario e direttore generale del comune di Monte Urano (Ap), che dissente dal "muro del pianto" costruito, a suo dire, dai segretari che hanno scritto lamentando le condizioni nelle quali è ridotta la categoria, insieme alla pubblica amministrazione.

Dissentire è lecito ma non sarebbe male un minimo di modestia, dal momento che personaggi del calibro di Sabino Cassese sono più volte intervenuti per denunziare i rischi connessi con la politicizzazione della dirigenza e il cosiddetto spoil system, meravigliandosi anzi per il silenzio degli interessati.

Cippitelli non me ne vorrà se gli pongo qualche domanda.

a) Quali sarebbero le garanzie offerte dal sistema di "scelta e non conferma, totalmente immotivate, con scadenza automatica" nei confronti del precedente "trasferimento d'ufficio, che pure era inserito in un (complicato) procedimento? Ha provato a dare un'occhiata alla giurisprudenza che si era formata in proposito?

b) Con quale certezza può affermare che il segretario (presumo quello "nuovo") è il "solo portatore di novità in una palude generalizzata fatta di immobilismo e acqua stagnante ... "? Sindaci, dirigenti, funzionari stanno lì giusto per fargli da paravento?

c) Dove vede le reali condizioni per il segretario (sempre che non voglia essere un Don Chisciotte )di essere, "... grande risorsa critica del nuovo assetto politico-amministrativo degli enti locali ... "?

d) E’ proprio sicuro di potersi offrire " ... come grande conoscitore di meccanismi che regolano la vita degli enti locali ... "?

Verrebbe da pensare che tanta sicurezza possa derivargli dal fatto di essere stato nominato direttore generale, figura che esiste solo nei comuni superiori a 15 mila abitanti, mentre Monte Urano dovrebbe essere sui 7 mila...

Carlo Saffioti

Segretario comunale - Siena

 

N.d.R. Scusandomi per l’autocitazione, devo riconoscere di avere equivocato a proposito dei "soli portatori di novità" : la frase si riferiva non ai Segretari bensì ai Comuni: evidentemente, per il felice Collega, il Governo e le Regioni sono da parificare ad Enti inutili!

Al momento non ho visto alcuna risposta da parte del Collega che peraltro invito, se vuole, a partecipare liberamente al dibattito anche sul Bollettino ove naturalmente avrà tutto lo spazio necessario e senza alcuna censura.

 

  

9 ottobre 1998

 

N.d.R. Ancorchè datata, mi è sembrato utile riportare una presa di posizione sindacale – chiara quanto purtroppo rimasta isolata – uscita all’epoca del famigerato D.L. n° 8 e del noto commento della Signora Vigneri uscito sulla stampa.

 

Segretari Comunali

 

    Con riferimento alla posizione espressa dal sottosegretario all'interno, Adriana Vigneri, ritengo doveroso precisare che il segretario comunale e provinciale, ai sensi dell'art. 17, comma 68, della legge n. 127/97, svolge "compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto e ai regolamenti".

    In buona sostanza non sembrano esserci i presupposti per ritenere tali compiti di natura fiduciaria, anzi la collaborazione dovrebbe essere prestata in modo assolutamente svincolato da possibili pressioni da parte del sindaco o del presidente della provincia. Né si tratta di compiti dirigenziali o di gestione delle risorse umane e finanziarie, a meno che al segretario non vengano conferite le relative funzioni di direttore generale.

    Inoltre non va sottaciuta la pratica posta in essere in alcuni enti, nei quali non è prevalsa la professionalità del segretario, peraltro mai messa in dubbio, ma valutazioni politiche che hanno deciso per la nomina di "sconosciuti" segretari provenienti da altre regioni. D'altro canto per un segretario legato ai capricci di alcuni amministratori non si creerebbe mai una forma di stabilità nel rapporto di lavoro. Né credo che un'eventuale caducazione della legge di riforma o una corretta applicazione dell'istituto della revoca/nuova nomina (il Consiglio di stato ritiene che il provvedimento vada motivato) possa far ritenere che l'Italia non sarebbe riforrnabile. Sono ben altre le riforme che i cittadini italiani aspettano con ansia da svariati lustri e che l'attuale classe politica non riesce assolutamente a far decollare.

Fioravante Bosco

Segretario generale Uil Enti locali - Benevento

 

 

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