BOLLETTINO SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI

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n° 179

di Carlo Saffioti

Poichè tutti i cittadini sono eguali,

essi debbono poter accedere in modo eguale

a tutti gli impieghi pubblici, secondo le loro capacità

e senza altro criterio che quello delle loro virtù

e dei loro talenti.

Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino

(26 agosto 1789)

" Quattro chiacchiere tra Colleghi"

APPELLO URGENTE

Per uno scambio di informazioni utili alla tutela nella sede giurisdizionale, si pregano i colleghi della mailing list, a conoscenza di REVOCHE nella propria zona, di voler comunicare a stretto giro di e-mail il nominativo o l'indirizzo di posta elettronica o eventualmente l'ultima sede di servizio dei segretari destinatari di REVOCA (risulterebbero, da fonte attendibile, sino ad oggi una decina.
Il mio indirizzo è il seguente:

[email protected]

Concorsi alla Corte dei Conti e mancata ammissione

Caro Carlo ,

Intenderei sensibilizzare i lettori del Bollettino su una iniziativa che manderei avanti, sempre che ci sia il sostegno e il supporto anche economico della categoria . Anch'io non sono stata ammessa al Concorso per Referendario Corte Conti. intenderei ricorrerere al Capo dello Stato essendo spirati i termini per il Tar.Il legale mi ha spiegato che per sensibilizzare il Consiglio di Stato che deve esprimere il parere preventivamente occorrerebbe un coinvolgimento quanto piu' ampio possibile della categoria, la finalita' e' e videntemente non tanto l'ammissione al concorso quanto arrivare alla declaratoria di incostituzionalita' delle norme che ci riguardano .Quanti sono disposti a sostenere la mia iniziativa ?.Io ne ho parlato al mio sindacato , ma sarebbe opportuno un coinvolgimento di piu' soggetti sindacali . L'intervento del dott. Finati e' illuminante sul futuro della categoria se non verranno avviate autentiche azioni di lotta . La deliberazione n. 28 dell' AGENZIA contiene tutti gli elementi per potere contestare l'esclusione dei Segretari dal concorso suddetto. Esclusione fondata sul fatto che non siamo piu' ministeriali! Poiche' e ' stato bandito altro concorso gradirei conoscere quanti sono interessati a portare avanti questa azione e a sostenere economicamente il tutto visto che intenderei arrivare al giudizio ndavanti alla Corte Costituzionale .Un affettuoso saluto. Francesca V.([email protected])

Considerazioni di un Collega

Stimatissimo Carlo,
impossibile ormai fare a meno del Tuo Bollettino, che ospita interventi che surrogano ampiamente la latitanza in materia di diritto degli Enti Locali da parte dei grandi quotidiani nazionali, di uno, in particolare, che prima ospitava approfondimenti utili di seri professionisti, e seri dibattiti di questi seri professionisti, anche con posizioni antitetiche, ed ora ci propina grafici, statistiche e cronache (meglio, veline di corridoio, o di sottoscala: mi rifiuto infatti di pensare che si tratti di veline di regime, per il rispetto che ancora porto all’Italia, i cui governanti non possono scendere così in basso, almeno lo spero), relegando, e spesso sopprimendo, gli approfondimenti veramente utili a chi lavora negli Enti Locali. Forse chi ci impartisce lezioni, ahinoi, non ha mai lavorato, men che meno in un ente locale.
Eppure, qualche dubbio su chi dispone di noi comincio a coltivarlo.
Se non fosse periodo di carnevale (lo so perché in un Comune devo produrre un’ordinanza per una celebrazione "collegata", un po’ come i "Collegati alla Finanziaria"), dovrei chiedermi quale sia la ratio giuridica della deliberazione numero 28 del 03.02.2000, sollecitamente e pregevolmente contestata da Aldo Finati, da Te ottimamente ospitato, che l’Agenzia Nazionale ha sfornato, e che appunto un quotidiano ha riportato con una "velina" grondante malcelato compiacimento (che velina sarebbe, altrimenti?).
Confesso di avere letto molto malamente, forse per paura, il deliberato, tuttavia mi piace segnalare all’attenzione di chi legge, e senza intendimenti di riflessione giuridica, poche considerazioni epidermiche.
Il punto 2 non l’ho compreso a fondo, probabilmente per miei limiti intellettuali, laddove "…condivisibile è l’idea di una derogabilità della previsione normativa relativa al limite delle tre fasce professionali da
parte della fonte contrattuale" in ciò applicando l’art. 2 comma 2 del D.Lgs. 29/93: mi studierò più a fondo sia il D.Lgs. 29/93 sia l’art. 11 comma 8 del D.P.R. 465/97, ma, a prima vista, chiedo attenzione su cosa
nasconda questa ridefinizione delle fasce; che a qualcuno non venga in mente di sanare, contrattualmente, gli scandali delle promozioni "sindacali" e degli allegri "salti di fascia" che si sono tristemente manifestati, e che la giurisprudenza continua, regolarmente, a bocciare ? Parlo dei famosi segretari, magari senza laurea, o magari entrati fuori ruolo con sanatoria negli allegri anni ’80, magari raccomandati politicamente, magari …, che ora occupano piacevolmente sedi dirigenziali con relativo trattamento economico, senza avere mai sostenuto un esame di stato (per non parlare di concorso pubblico), senza avere mai provato cosa significhi studiare, e di cui il Bollettino ha già parlato ampiamente (mai a sufficienza, repetita iuvant);
che la giustificazione del "tengo famiglia", unita magari ad una generosa raccomandazione politica sia ritenuta sufficiente da un C.C.N.L. per apporre una pietra tombale sulle regole elementari dell’Ordinamento Giuridico ? Come si dice, chi vivrà vedrà.
Il punto 3, invece, mi desta curiosità, laddove, financo con pedanteria, severamente si ergono i paletti sui poteri di nomina, revoca, mancata conferma dei segretari, "in quanto concernente un profilo di organizzazione amministrativa riservato alla disciplina fissata in sede normativa, entro la quale si esercita il potere discrezionale di scelta da parte del sindaco …." ; che succede, qualcuno ha cominciato a studiarsi il diritto amministrativo ? E se lo è studiato solo per scoprire che il conferimento di un incarico è demandato alla sfera pubblicistica, mentre la determinazione di fasce e relativi accessi nelle fasce è demandato alla sfera contrattuale privatistica ? Se così stanno le cose, parlando da privatista, chiedo a costoro, come mai, nei relativi C.C.N.L., gli incarichi dei dirigenti statali, dei dirigenti locali, financo il conferimento degli incarichi di posizioni organizzative per i dipendenti non dirigenti degli enti locali (questi ultimi incarichi sono ben altra cosa dal decidere dell’acquisto o della perdita di un posto di lavoro come le nomine e le non conferme dei
segretari), siano severamente disciplinati da regole di garanzia. Parlando invece da pubblicista, richiedo sommessamente che, prima di usare allegramente termini quali "scelta discrezionale", almeno venga studiata la sezione del manuale di diritto amministrativo (vanno bene anche i famosi "sunti"), in cui è spiegato il concetto di discrezionalità amministrativa.
L’unico punto che mi trova d’accordo, comunque parzialmente, è il punto 4. Vero che le convenzioni di segreteria ineriscono scelte organizzative (si sono dimenticati di aggiungere "discrezionali"), rientranti nell’autonomia degli enti. Ricordo, tuttavia, da privatista, che la giurisprudenza anglosassone ha elaborato il concetto dell’abuso del diritto (non parlo della giurisprudenza amministrativa dell’eccesso di potere, perché sarei considerato un fautore dell’ancien regime, un napoleonico, più precisamente). Forse, nel lodare le mode anglosassoni (spoil system, city manager, e via dicendo), questi giuristi dell’ultimo minuto si dimenticano di piccoli, particolari istituti, forse trascurabili, del diritto anglosassone, quali l’abuso del diritto, i diritti della persona, il principio dei pesi e contrappesi, e bazzecole del genere.
La ragione per cui scrivo è tuttavia la parte finale, quella però che ho avuto paura, ed ora anzi mi rifiuto, di leggere, quella già commentata con fare compiaciuto dalla stampa di regime e criticata da Aldo Finati. Meglio che tutti la leggano: ognuno la commenti da sé.
Aggiungo solo questo da parte mia: la grottesca argomentazione giuridica fornita per fare sì che al segretario si tolga la gestione della dirigenza per contratto (!!!), è l’immagine di quale considerazione goda la categoria; manco l’art. 17 della Bassanini-bis si spinse a tanto, sottintendendo che se non è dirigente (e naturalmente pagato meno dei dirigenti), che potere può avere sui dirigenti stessi (non prendiamoci in giro), e, ulteriore ragionamento, che cosa (avevo in mente un altro lessema) ci sta a fare nell’ente locale. Tutto ciò è artistico: la legge non ebbe il coraggio di eliminare la figura; un decreto legge tacitò i giudici che limitavano i politici (pardon: la loro discrezionalità); un aborto deliberativo di una mostruosa creatura pubblica pronunciò una condanna; un contratto collettivo avrebbe eliminato la categoria (neanche i lemming scandinavi arrivano a tanto).
Poche considerazioni conclusive:
Ai politici va rammentato che il creare una macchina amministrativa a più teste, quale un comune con tanti dirigenti in assemblea, senza un direttore (c’era il segretario) che sia a loro sovraordinato, anche gerarchicamente, se, da un lato, permette una gestione del potere più diretta in capo al politico, libero di maneggiare il proprio dirigente determinandogli lo stipendio, alla lunga demolisce la macchina amministrativa, e si ritorce contro il politico stesso (ma forse, chi se ne frega, tanto la magistratura forse non arriverà mai).
Ai colleghi segretari, un segretario di tre comunelli con cinque anni di servizio chiede: perché siamo caduti così in basso?
Ai sindacati, e, si badi, non me la prendo con i Confederali di regime, i quali fanno il loro dovere, che hanno concertato allegramente la Bassanini, e fanno finta di non vedere (a proposito: si guardino i presenti e gli
assenti della delibera 28): non avrete la mia tessera. Al Legislatore: è per questo moloch, altrimenti detto Agenzia Autonoma, ridicolmente concepito come organo di garanzia e di autogoverno, che i Comuni pagano il contributo e la quota dei diritti di segreteria come previsto dal D.P.R. 465/97?
Grazie dell’ospitalità, a presto un’altra puntata, se lo riterrai, ma questa volta non sarò delicato.
Ciao, G. C. R.

... e quelle di un altro Collega

Carissimo Carlo,

ho colto una notizia che, seppur con la dovuta cautela, data l'assoluta mancanza di certezza, proviene da ambienti ministeriali, secondo la quale il Ministro Bassanini avrebbe allo studio un'ipotesi di estensione dell'Albo dei Segretari ai dipendenti degli enti locali collocati nella categoria D, i quali, pertanto, poterebbero chiede l'iscrizione per divenire Segretari seppur con la limitazione dei comuni sino a 10.000 abitanti.

Mi sembre che stiamo proprio toccando il fondo.

G.Z.

Forte dibattito in Agenzia per una Scuola SPAL davvero efficace

Caro Carlo, navigando sul sito dell'Agenzia ho scoperto che è stata inserita la trascrizione del verbale e del dibattito della seduta del CdA dell'Agenzia del 19/1/2000.
Te lo allego. Sarebbe interessante metterlo a disposizione di tutti gli utenti del Bollettino che non si sono accorti di questa strana intromissione (forse qualche hacker interno all'Agenzia?).

Ciao e grazie

Lettera Firmata

AGENZIA AUTONOMA
per la gestione
ALBO SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI

Consiglio di Amministrazione

Verbale dell’adunanza 19 GENNAIO 2000

L’anno duemila addì 19 del mese di gennaio alle ore 12.00 nella sala delle adunanze, regolarmente convocato, si è riunito, in II convocazione in ROMA, Via del Tritone, n.125, sede dell’Agenzia Autonoma per la gestione dell’Albo dei Segretari Comunali e Provinciali, il Consiglio di Amministrazione nelle persone dei Signori:

Presente

BIANCO Avv. Enzo

Presidente

NO

PORPORA Prof. Giuseppe

Vicepresidente

SI

D’ALESSIO Prof. Gianfranco

Consigliere

SI

DI RONZA Dott.ssa Anna

Consigliere

NO

NALDONI Dott. Luigi

Consigliere

SI

MOFFA Dott. Silvano

Consigliere

SI

SORTINO Edoardo

Consigliere

SI

TALARICO Dott. Carmine

Consigliere

SI

Presiede la seduta il Vice Presidente, Prof. Giuseppe Porpora.
Partecipa il Direttore Generale Avv. Moreno Morando, che svolge le funzioni di segretario verbalizzante avvalendosi della collaborazione del personale degli uffici.
E’ presente alla seduta il Collegio dei Revisori dei conti nelle persone del Presidente, Prof. Antonio Giuncato e del Dr. Stefano Varini.

Il Presidente, riconosciuta legale l’adunanza, dichiara aperta la seduta e pone in discussione gli argomenti all’ordine del giorno, per i quali vengono adottate le deliberazioni il cui testo è allegato al presente verbale per farne parte integrante e sostanziale.

Il presente verbale, redatto su n. pagine interne, esclusi gli allegati, è composto dalle seguenti deliberazioni:

N. Progr.

Oggetto

Da pagina

Allegati

8/2000

Adempimenti del Consiglio di Amministrazione ex art.14, COMMA 6, d.p.r. 465/97:numero dei segretari da ammettere ai corsi per il conseguimento dell’idoneità a segretario generale e criteri per l’ammissione.

   

9/2000

Esame ricorso proposto dal dott. Giuseppe Alemanno dinanzi al TAR per la Puglia – Sezione di Lecce. Provvedimenti.

   

10/2000

Dott. Roberto Conti rigetto istanza di iscrizione in fascia superiore ex art.12, comma 8, DPR 465/1997.

   

11/2000

Rigetto istanza di assegnazione.

   

Il Direttore generale comunica che la prof.ssa Margherita Poselli ha giustificato la propria assenza.

Punto 1 all’ordine del giorno

Lettura ed approvazione del verbale della seduta del 19 gennaio 2000.

Il Presidente introduce il primo argomento all’ordine del giorno ed invita i Consiglieri a leggere il verbale e a riferire eventuali osservazioni al termine della seduta, precisando che il verbale si riferisce a tre riunioni e precisamente del 22 dicembre 1999, 4 gennaio 2000 e 10 gennaio 2000. La lettura ed approvazione deve intendersi effettuata dai consiglieri presenti alla rispettive sedute.

I Consiglieri, data la complessità delle questioni trattate, si riservano di esaminarlo con attenzione e chiedono, pertanto, che l’approvazione sia rinviata alla prossima seduta.

L’argomento è, quindi, rinviato.

In via preliminare il Presidente Porpora ritiene di dover richiamare l’attenzione del Consiglio sui problemi relativi alla sede dell’Agenzia e della Scuola Superiore. Ricorda che i locali presi in affitto per l’attuale sede dell’Agenzia sono assolutamente insufficienti e che sono stati fatti numerosi tentativi per giungere all’acquisizione di idonei locali per la sede, con procedure di pubblicazione di annunci sui quotidiani e con trattative peraltro conclusesi negativamente.

Il Prof. Porpora ritiene che occorra seguire due strade. La prima è quella di insistere nella ricerca di idonei locali da acquistare; la seconda, più urgente ed immediata, è la ricerca di idonei locali da affittare per assicurare un minimo di funzionalità agli uffici. In tal senso è stato già dato incarico alla Direzione generale di provvedere.

Per quanto concerne la sede della Scuola Superiore è altresì noto che è provvisoriamente sistemata in locali presi in affitto e certamente non idonei alle funzioni da svolgere; anche per la Scuola sono stati esperiti tentativi per la ricerca di locali da acquistare, con esito negativo.

Poiché la normativa vigente all’art. 4, c.4, del D.P.R. 396/98 prevede la possibilità che la Scuola Superiore si avvalga, mediante convenzioni, di strutture già esistenti, quali la Scuola superiore dell’amministrazione dell’Interno, la Scuola superiore della pubblica amministrazione, le Università, il FORMEZ, nonché gli altri istituti, enti e società di formazione e di ricerca pubblici e privati, che presentino i necessari requisiti di organizzazione e qualificazione professionale, il prof. Porpora propone di invitare il Direttore della Scuola stessa ad utilizzare tale strumento per assicurare, con l’urgenza che il caso richiede, il minimo indispensabile di funzionalità alla Scuola.

Il Prof. Porpora informa il Consiglio che il Direttore ed il Vice Direttore della Scuola hanno chiesto di essere ascoltati.

Alle ore 12.05, su invito del Consiglio, entrano in seduta il Direttore della Scuola, Dr. Antonino Saija, ed il Vice Direttore, Ing. Salvatore Claudio La Rocca.

Il Prof. Porpora illustra la deliberazione n.2 del 10 gennaio 2000 avente ad oggetto l’approvazione Bilancio di previsione e riepiloga le decisioni assunte dal Consiglio.

Chiede la parola il Dr. Saija sottolineando la gravità del momento e le difficoltà della Scuola di fronte alle scelte assunte dal Consiglio di Amministrazione. Fa presente che i programmi sono stati inviati venti giorni prima del termine previsto. Ripercorre le fasi salienti che hanno portato alla predisposizione dei programmi. Rileva che il Consiglio di Amministrazione ha sempre assunto determinazioni provvisorie per quanto riguarda la Scuola e afferma che, in questa situazione, non potrà evitare di sospendere l’attività della Scuola. Ritiene uno provocazione lo stanziamento di due miliardi per l’avvio dell’attività delle Scuole regionali ed interregionali, per le quali non esiste una benchè minimo progetto di organizzazione, e solo L.1.150.000.000 per la Scuola che è una struttura già esistente e funzionante.

Alle ore 12.10 entra in seduta il Ministro dell’Interno, On. Enzo Bianco.

Il Prof. Porpora esprime all’On. Enzo Bianco, a nome di tutto il Consiglio, le felicitazioni e i rallegramenti per la Sua nomina e la grande soddisfazione per la nomina del Presidente dell’Agenzia a Ministro dell’Interno.

L’On. Binaco saluta e ringrazia il Consiglio per il notevole lavoro svolto, e lo invita a mantenere il giusto equilibrio sulle questioni aperte, conservando un attegiamento di grande rigore, di grande incisività, ma nello stesso tempo lasciando le autonomie gestionali che competono al Direttore dell’Agenzia ed al Direttore della Scuola. Auspica una netta separazione tra momento strategico ed operativo. Ritiene che per l’affermazione dell’Agenzia sia importante anche l’affermazione della Scuola.

L’Agenzia è una struttura che Egli ha nel cuore e che ritiene molto importante; come Ministro dell’Interno la sua sarà una vigilanza funzionale legata al raggiungimento degli obbiettivi. Ritiene che l’Agenzia potrebbe essere un modello di riferimento per tutte le autonomie locali ed invita i consiglieri a non sottovalutare l’importanza della missione che è stata loro affidata. Fa presente, che molto presto, il Consiglio sarà invitato ad un incontro al Ministero dell’Interno.

Prima di lasciare la seduta, l’On.le Enzo Bianco comunica al Consiglio le sue dimissioni da Presidente e componente del Consiglio di amministrazione.

Alle ore 12.30 Il Ministro lascia la seduta.

Riprende la parola il Dr. Saija, che informa il Consiglio di aver preparato una lettera da inviare al Ministro dell’Interno per comunicargli che la Scuola sospenderà le sue attività se il Consiglio non rivede le sue determinazioni, perché secondo la sua interpretazione con la delibera sul Bilancio si è voluto fermare l’attività della Scuola.

Fa presente che non c’è un’iniziativa nell’ambito del programma presentato che non riguardi l’attività istituzionale della Scuola, anzi nel programma era previsto che i corsi di idoneità iniziassero a febbraio, e se ciò non sarà possibile è solo perché il Consiglio non ha assunto una determinazione in merito.Ci sono competenzedegli organi della Scuola che non possono essere prevaricate; il Comitato tecnico scientifico e la Direzione della Scuola hanno proprie competenze: l’organizzazione ed il funzionamento della Scuola è esplicitamente demandato alla Scuola. Se fino all’anno scorso è stata accettata una situazione di transitorietà, adesso la Scuola è pronta a rivendicare la legittimità dei propri comportamenti. Il Comitato Tecnico scientifico ha chiesto formalmente un appuntamento, ma probabilmente la sua richiesta non è stata neanche portata all’attenzione del Consiglio. Riguardo all’attività del Collegio dei revisori, ritiene ch giusto che si occupi delle operazioni posta in essere dalla Scuola, sia perché con le sue osservazioni la Scuola potrà correggere comportamenti sbagliati, sia perché è intenzione della Scuola che la sua attività sia il più trasparente possibile.

Afferma che tutti gli atti necessari al funzionamento della Scuola saranno posti in essere e, se sarà il caso, saranno locati nuovi uffici. Sottolinea che la Direzione della Scuola non ha operato con "atti occulti", ma con scelte trasparenti e motivate. I locali in via della Scrofa continueranno ad essere occupati finchè la Scuola non avrà una sua sede. Rivendica la possibilità di confrontarsi con dignità con il Consiglio.

Il Dr. Saija conclude il suo intervento invitando il Consiglio a modificare la deliberazione del Bilancio, altrimenti sarà costretto a bloccare l’attività della Scuola.

Il Prof. Porpora, concluso l’intervento del dott. Saija, formula quattro considerazioni:

  1. Contesta la particolare durezza dell’intervento stesso e l’affermazione di responsabilità del Consiglio di Amministrazione, che possono facilmente essere respinte. Ritiene, però, anche nella sua attuale funzione di coordinatore dei lavori del Consiglio, di non replicare al riguardo.
  2. Ribadisce la legittimità e la opportunità delle determinazioni adottate nell’ultima seduta con l’approvazione del bilancio di previsione ed in particolare per la parte concernente la Scuola Superiore. L’accantonamento nel fondo di riserva delle somme da destinare al funzionamento della Scuola ed il proposito di esaminare con urgenza i singoli programmi preparati dalla Direzione della Scuola, garantisce la funzionalità della Scuola stessa.
  3. Dagli interventi odierni e dagli altri incontri appare evidente una diversa interpretazione dei ruoli e delle responsabilità tra il Consiglio di Amministrazione e la Direzione della Scuola. In sintesi il Consiglio ritiene che, a norma di legge e di regolamento, esso abbia ampia competenza nella approvazione dei programmi e delle modalità di funzionamento della Scuola. Viceversa appare, specie per gli atti già posti in essere, che la Scuola intenda attribuire al Consiglio solo una funzione di indirizzo, potendo provvedere direttamente all’attuazione dei provvedimenti anche essenziali per la Scuola (vedasi affidamento di incarichi e consulenze senza la preventiva determinazione di criteri da parte del Consiglio, utilizzazione di personale e locali, ecc.). In presenza di una tale diversa interpretazione, il Prof. Porpora ritiene sia utile un chiarimento chiedendo, ad esempio al consulente giuridico dell’Agenzia, un’interpretazione delle norme che regolano la materia e formulando apposito quesito al Ministero Vigilante e al Ministero della Funzione Pubblica.
  4. Per le evidenti difficoltà di avvio immediato dell’attività della Scuola, principalmente per la mancanza di idonea sede, prospetta la opportunità che su proposta del Direttore della Scuola, il Consiglio stesso si avvalga della facoltà prevista dall’art.4, c.4, D.P.R. 396/98, di concludere convenzioni con una delle Scuole o degli enti individuati nella normativa stessa per l’immediato avvio dei corsi di aggiornamento e specializzazione.

Prende la parola il Consigliere Talarico dichiarandosi d’accordo con quanto affermato dal Prof. Porpora. Le osservazioni sollevate dal Dr. Saija inducono ad una riflessione: ritiene che in una realtà istituzionale non si va allo scontro, ma entra in gioco il buon senso. Al di fuori del Consiglio, nel suo lavoro, quando sente dire che qualcuno se non ottiene ciò che vuole, cessa la sua attività, non si impressiona, ma si preoccupa, perché significa che c’è stata una interruzione dei rapporti. Ritiene che si debba ricostruire un rapporto con la Scuola, ma sottolinea che questo è possibile solo se c’è pieno rispetto dei ruoli, e quello del Consiglio di amministrazione non è stato rispettato. Propone un incontro con il Comitato tecnico scientifico per vedere quale contributo il Comitato può dare al Consiglio.

Chiede la parola l’Ing. La Rocca precisando che, nonostante tra lui ed il Direttore della Scuola ci sia un confronto molto serrato e che su alcune questioni hanno punti di vista diversi, condivide che il Direttore della Scuola debba mettere in atto ogni azione affinchè la Scuola funzioni.

Prende la parola il Consigliere Moffa dichiarando che non si aspettava che il Consiglio ritornasse su un punto già ampiamente discusso nel corso di precedenti sedute. E’ pienamente d’accordo con quanto affermato dal Consigliere Talarico, e conoscendo il Dr. Saija e avendo contribuito alla sua nomina a Direttore della Scuola, non risponderà alle accuse al Consiglio contenute nel suo intervento. La Scuola è molto importante per l’Agenzia, perché è consapevole che la riforma si basa proprio sul fatto che la Scuola funzioni, ma precisa che c’è un atto del Consiglio che non può essere messo in discussione, salvo poi approvare i programmi che il Direttore della Scuola presenterà. Sottolinea che il Consiglio non è un organo di mera ratifica delle decisioni della Scuola, ma è un organo che guida e partecipa alla riforma. Non accetta il tono ricattatorio del Direttore della Scuola, si richiama al deliberato e chiede il suo rispetto in toto, in quanto il Consiglio di amministrazione ha il dovere di mantenere nei fatti ciò che è stato deciso con l’assunzione della delibera sul bilancio.

Prende la parola il Consigliere D’Alessio, facendo presente che la delibera sul bilancio va letta come un decisione interlocutoria. Era necessario approvare il bilancio e si è dato atto che nel Consiglio non è emerso un indirizzo univoco sui programmi presentati dalla Scuola. Ora si tratta di prendere in mano quei programmi sui quali non è maturata una convinzione e con il Direttore della Scuola econ il Comitato tecnico scientifico, rivederli per arrivare ad una approvazione complessiva, chiarendo cosa non appare convincente, tagliando o rinviando a successiva approvazione ciò che ha bisogno di approfondimento.

Prende la parola il Consigliere Sortino ed esprime apprezzamento per il fatto che il Direttore della Scuola sia stato ascoltato e dichiara che dovrebbe sempre essere così quando il Consiglio discute di argomenti che riguardano la Scuola. Evidenzia che il Direttore della Scuola non è stato invitato alla Conferenza dei Presidente delle sezioni regionali, svoltasi in mattinata. Chiarisce che i programmi della Scuola devono essere fatti dalla Direzione della Scuola e dal Comitato tecnico scientifico.

Chiede la parola il Consigliere Naldoni osservando che non a caso il D.P.R. 465/97 ed il D.P.R. 396/98 prevedono un unico consiglio di amministrazione. IL Bilancio è stato approvato per poter consentire i pagamenti, l’importante è che adesso i programmi vengano discussi ed approvati il prima possibile.

Al termine degli interventi, il Prof. Porpora riassume ed evidenzia le considerazioni emerse e raccomanda il sollecito esame delle singole proposte formulate dalla Direzione della Scuola.

Viene concordemente affidato al Prof. Gianfranco D’Alessio l’incarico di relazionare in una prossima seduta, presentando concrete proposte, in collaborazione col Direttore della Scuola stessa.

Punto 2 all’ordine del giorno

Adempimenti del Consiglio di Amministrazione ex art.14, comma 6, D.P.R. 465/97: numero segretari
da ammettere ai corsi per il conseguimento dell’idoneità a segretario generale e criteri per l’ammissione (relatore Prof. D’Alessio).

Il Presidente Porpora introduce l’argomento ed invita il Prof. D’Alessio a relazionare in merito.

Il Prof. D’Alessio riferisce che il parere del consigliere giuridico dell’Agenzia, dr. Carlo Chiappinelli, è in sintonia con il parere a suo tempo espresso dal Dr. Luigi Giampaolino. Avendo adesso la Scuola comunicato di essere in grado di organizzare i corsi di cui all’art.14, D.P.R. 465/97, cessa la fase transitoria ed eccezionale che aveva portato all’adozione della deliberazione n.94 del 13 maggio 199 e dai dati forniti dagli uffici, si evince che circa tremila segretari dovrebbero partecipare ai corsi. Fa comunque presente, per doverosa informazione, la preoccupazione, espressa dai sindacati durante una riunione, che si venga a creare una disparità di trattamento tra i segretari che sono stati automaticamente assegnati e nominati in una segreteria di II e I classe e i segretari ammessi a partecipare ai corsi di idoneità. Condivide poi le considerazioni formulate dal consigliere giuridico che esclude ogni illegittimità al riguardo.Inoltre propone di individuare una soluzione tecnica che permetta ai segretari che già operano presso enti, di partecipare anche essi ai corsi senza essere distolti dai loro compiti d’ufficio.

Chiede la parola Naldoni che dichiara di non condividere il parere del Dr. Chiappinelli, in quanto in questo modo si verrebbe a creare una grande disparità di trattamento tra chi ha fatto la domanda di passaggio in fascia superiore dopo i nove anni e sei mesi e chi invece non l’ha presentata.

Prende la parola il Consigliere Sortino ricordando al Consiglio che già all’epoca del parere del Consulente Giampaolino aveva dichiarato di essere contrario, e che già in quell’occasione aveva distribuito una nota in cui riassumeva le sue motivazioni.

Sul punto si apre un’ampia discussione, al termine della quale, il Consiglio di Amministrazione a maggioranza dei voti – quattro favorevoli e due contrari (Naldoni, Sortino) – decide di:

  1. Dare atto del verificarsi della condizioni indicate al punto 3 della delibera dello stesso Consiglio di Amministrazione n.94 in data 13 maggio 1999 nel senso che, essendo ora in grado la Scuola di organizzare i corsi di idoneità di cui all’art.14 del D.P.R. 465/97 e non essendo entrata in vigore una diversa disciplina contrattuale al riguardo, cessa la eccezionale procedura, dettata da imprenscindibili esigenze di funzionalità, prevista dalla deliberazione medesima con l’automatica iscrizione nella fascia superiore, la assegnazione e conseguente nomina presso segreterie di II e I classe in carenza dei requisiti di cui allo stesso art.14 del D.P.R. 465/97.
  2. Siano organizzati con urgenza i corsi di specializzazione previsti dall’art.14 del D.P.R. 465/97.
  3. Con riferimento alla nota n.1186/99 in data 13 ottobre, del Direttore della Scuola Superiore con la quale, tra l’altro, si chiede al Consiglio di Amministrazione, di formulare gli indirizzi per lo svolgimento dei corsi e ciò a norma dei commi 4, 5 e 6 dell’art.14 del D.P.R. 465/97, il Consiglio formula i seguenti indirizzi:
  1. Indicare l’opportunità, a norma del comma 4 predetto, che i corsi siano svolti a livello regionale o interregionale, eventualmente a mezzo di convenzioni con strutture esistenti. Sul punto si chiede urgente proposta da parte del Direttore della Scuola Superiore.
  2. Come previsto dal comma 5 predetto, ammettere al corso di specializzazione, di cui al comma 1, i segretari comunali in servizio da almeno 4 anni, esclusi i segretari che hanno usufruito della delibera n.94/99, ed al corso di specializzazione di cui al comma 2, i segretari in servizio decorsi tre anni dalla data della nomina a segretario generale.
  3. Incaricare la Direzione generale dell’Agenzia di indicare il numero dei segretari che possono partecipare rispettivamente ai due corsi predetti.

  4. Appare facilmente presumibile che il numero dei possibili partecipanti ai corsi sia particolarmente elevato, pertanto il Consiglio di amministrazione, anche con riferimento alle motivazioni ampiamente indicate nel parere del consulente giuridico Chiappinelli, ritiene di avvalersi delle facoltà di formulare l’indirizzo che i corsi siano, per l’anno in corso e per quello successivo, limitati ad un periodo di tre mesi o, in alternativa, articolati in un arco temporale più lungo, impegnando i segretari 2 o 3 giorni ogni settimana. Per la precedenza all’accesso dei corsi ritiene di individuare il criterio dell’anzianità.
  5. Chiede, pertanto, al Direttore della Scuola S.P.A.L. di formulare con urgenza un piano operativo che tenga conto degli indirizzi predetti.

  6. Con riferimento alla nota n.1306/99 in data 27 ottobre u.s. del Direttore della Scuola S.P.A.L. che ha trasmesso il progetto ed il piano di studi per il corso di specializzazione previsto dagli artt. 1 e 3 lett. B del D.P.R. 396/98 già approvato dal Comitato tecnico scientifico della Scuola stessa, il Consiglio di Amministrazione ritiene il progetto ed il piano condivisibile in relazione agli indirizzi precisati al punto c), si richiede al Direttore della Scuola di adeguare nei contenuti e nei termini temporali predetti il progetto ed il piano stesso.

Viene, pertanto, assunta con i voti contrari dei Consiglieri Naldoni e Sortino, la deliberazione n.8/2000.

Il Consiglio decide di trattare insieme i seguenti punti:

Punto 22 all’ordine del giorno

Ricorso proposto dal Dr. Salvatore Alemanno dinanzi al TAR Puglia. Proposta nomina difensore.

Varie ed eventuali

  1. Esame istanza iscrizione in fascia superiore, art.12, c.8, D.P.R. 465/97, del Dr. Roberto Conti: eventuali provvedimenti.
  2. Relazione in merito alla situazione della Provincia di Lecce.

Su invito del Presidente, il Direttore generale relaziona in merito agli argomenti posti all’ordine del giorno.

Il Consiglio, al termine della discussione sul punto, condivide la proposta della Direzione generale in merito al ricorso proposto dal Dr. Salvatore Alemanno dinanzi al TAR Puglia, di impugnare i provvedimenti in esame affidando eventualmente ad un avvocato esterno l’incarico per la difesa e la rappresentanza in giudizio dell’Agenzia.

Viene, pertanto, adottata la deliberazione n.9/2000.

Il Consiglio decide, inoltre, di rigettare l’istanza di iscrizione del dr. Roberto Conti in fascia superiore per mancanza dei requisiti previsti dall’art.12, c.8, D.P.R. 465/97.

Viene, quindi, adottata la deliberazione n.10/2000.

In merito alla situazione della Provincia di Lecce, il Consiglio decide di rigettare formalmente l’assegnazione del Dr. Antonio Scarascia alla Provincia di Lecce per mancanza dei requisiti previsti dall’art.11, c.5, D.P.R. 465/97.

Viene, pertanto, adottata la deliberazione n.11/2000.

Il Consiglio, inoltre, decide di affidare le questioni relative a predetti segretari all’ufficio per l’istruttoria dei procedimenti disciplinari, affinchè sensibilizzi le rispettive sezioni regionali circa la possibilità di promuovere, sussistendone i presupposti, ad appositi procedimenti disciplinari.

Alle ore 14.10 il Presidente dichiara chiusa la seduta.

N.8

OGGETTO: ADEMPIMENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE EX ART.14, COMMA 6, D.P.R. 465/97: NUMERO SEGRETARI DA AMMETTERE AI CORSI PER IL CONSEGUIMENTO DELL’IDONEITA’ A SEGRETARIO GENERALE E CRITERI PER L’AMMISSIONE.

L’anno duemila addì 19 del mese di GENNAIO alle ore 12.00 e seguenti nella sala della adunanze, regolarmente convocato, si è riunito, in II convocazione, in ROMA, Via del Tritone 125, sede dell’Agenzia Autonoma per la gestione dell’Albo dei Segretari Comunali e Provinciali, il Consiglio di Amministrazione nelle persone dei Signori:

 

PRESENTE

BIANCO Avv. Enzo

Presidente

NO

PORPORA Prof. Giuseppe

Vicepresidente

SI

D’ALESSIO Prof. Gianfranco

Componente

SI

DI RONZA Dott.ssa Anna

Componente

NO

NALDONI Dott. Luigi

Componente

SI

MOFFA Dott. Silvano

Componente

SI

SORTINO Edoardo

Componente

SI

TALARICO Dr. Carmine

Componente

SI

Presiede la seduta il Vicepresidente, Prof. Giuseppe Porpora.

E’ presente alla seduta il Collegio dei Revisori dei conti nelle persone del Presidente Prof. Antonio Giuncato e del Dr. Stefano Varini.

Partecipa il Direttore generale Avv. Moreno Morando, che svolge le funzioni di segretario verbalizzante avvalendosi della collaborazione del personale degli uffici.

DELIBERAZIONE N.8

DEL 19 GENNAIO 2000

OGGETTO: ADEMPIMENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE EX ART.14, COMMA 6, D.P.R. 465/97: NUMERO SEGRETARI DA AMMETTERE AI CORSI PER IL CONSEGUIMENTO DELL’IDONEITA’ A SEGRETARIO GENERALE E CRITERI PER L’AMMISSIONE.

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Vista la legge 17 maggio 1997, n.127;
Visto il D.P.R. 4 dicembre 1997, n.465;
Visto in particolare l’art.14 del D.P.R. 4 dice,bre 1997, n.465;
Visto l’art.4, c.4. D.P.R. 396/98;
Visto il parere del consulente giuridico dell’Agenzia, dr. Carlo Chiappinelli;
Sentita la relazione del Prof. Gianfranco D’Alessio;
Considerato che la Scuola ha comunicato di essere in grado di organizzare i corsi di cui all’art.14, D.P.R. 465/97;
Ritenuto, pertanto, che cessa la fase transitoria ed eccezionale che aveva portato all’adozione della deliberazione n.94 del 13 maggio 1999, che confermava la validità dei provvedimenti di passaggio di fascia, di assegnazione e conseguente nomina e successiva attribuzione della qualifica presso segreterie generali di II e I classe avvenute in difetto dei requisiti di cui all’art.14, D.P.R. 465/97, al fine di garantire il funzionamento delle numerose segreterie generali;

Con quattro voti favorevoli e due contrari (Consiglieri Naldoni e Sortino):

DELIBERA

  1. Di dare atto del verificarsi delle condizioni indicate al punto 3 della delibera del Consiglio nazionale di Amministrazione n.94 del 13 maggio 1999 nel senso che, essendo ora in grado la Scuola di organizzare i corsi di idoneità di cui all’art.14 del D.P.R. 465/97 e non essendo entrata in vigore una diversa disciplina contrattuale al riguardo, cessa la eccezionale procedura, dettata da imprenscindibili esigenze di funzionalità, prevista dalla deliberazione medesima con l’automatica iscrizione nella fascia superiore, la assegnazione e conseguente nomina presso segreterie generali di II e I classe in carenza dei requisiti di cui allo stesso art.14 del D.P.R. 465/97.
  2. Di richiedere che siano organizzati con urgenza i corsi di specializzazione previsti dall’art.14 del D.P.R. 465/97.
  3. Di formulare, con riferimento alla nota n.1186/99 del 13/10/99 del direttore della Scuola Superiore, i seguenti indirizzi per lo svolgimento dei corsi e ciò a norma dei commi 4, 5 e 6 dell’art.14 del D.P.R. 465/97:
  1. Indicare l’opportunità, a norma dell’art.4, D.P.R. 465/97, che i corsi siano svolti a livello regionale o interregionale, eventualmente a mezzo di convenzioni con strutture esistenti, come previsto dall’art. 4, c.4, D.P.R. 396/98. Sul punto si chiede urgente proposta da parte del Direttore della Scuola.
  2. Ammettere, come previsto dal comma 5 predetto, al corso di specializzazione di cui al comma 1, i segretari comunali in servizio da almeno 4 anni, esclusi i segretari che hanno usufruito della delibera n.94/99, ed al corso di specializzazione di cui al comma 2, i segretari in servizio decorsi tre anni dalla data della nomina a segretario generale.
  1. Di formulare, in ordine al numero dei segretari da ammettere ai corsi, il seguente indirizzo: i corsi, per l’anno in corso e per quello successivo, siano limitati ad un periodo di tre mesi o, in alternativa siano articolati in un arco temporale più lungo, impegnando i segretari per 2 o 3 giorni settimanali.
  2. Di individuare quale criterio per la precedenza all’accesso ai corsi, quello dell’anzianità di servizio.
  3. Di incaricare la Direzione generale dell’Agenzia di indicare il numero dei segretari che possono partecipare ai due corsi di specializzazione previsti dall’art.14, D.P.R. 465/97.
  4. Di chiedere al Direttore della Scuola S.P.A.L. di formulare con urgenza un piano operativo che tenga conto degli indirizzi predetti.
  5. Di ritenere, con riferimento alla nota n.1306/99 del 27/10/99 del Direttore della Scuola S.P.A.L. che ha trasmesso il progetto ed il piano studi per il corso di specializzazione previto dagli artt.1 e 3 lett.B) del D.P.R. 396/98 già approvato dal Comitato tecnico scientifico della Scuola stessa, il progetto ed il piano condivisibile in relazione agli indirizzi precisati al punto 4 del presente deliberato.

Interessante corso di aggiornamento

LA NUOVA GESTIONE DEI DIRITTI DI SEGRETERIA IN BASE ALLA LEGGE BASSANINI BIS ED AL SUO REGOLAMENTO ATTUATIVO

(DPR n.465/1997)

PROGRAMMA

La normativa di riferimento

Parere del C.d.S., sez. I, n 892/1987

La registrazione dei diritti di segreteria

La quota dei diritti spettanti al segretario comunale

La tenuta dei registri. Il rendiconto

Esemplificazione di casi concreti.

RELATORE

Dott. Giuseppe PERNICE, Segretario Generale del Comune di Montevarchi

SEDE E LUOGO DEL CORSO

Bologna, Grand Hotel Baglioni, Via Indipendenza 8, tel. 051/225445

Venerdì 7 aprile 2000 ore 09.00/13.00-14. 30/16.30

QUOTE DI PARTECIPAZIONE

(versamento su c/c postale 13474556 intestato alla scuola S.A.L.):

£ 420.000 per persona; essa è ridotta a:

£ 380.000 cad. per l’iscrizione di n.2 dipendenti da parte di uno stesso ente.

La quota comprende l ‘iscrizione al corso, il materiale

didattico, il coffee break e la colazione di lavoro.

Inviare le richieste di iscrizione a:

SAL- SCUOLA DELLE AUTONOMIE LOCALI VIA GUERRAZZI 8- 55049 VIAREGGIO

FAX 0584/388912 TEL 0584/388910 P.IVA 01458940465

Il problema del doppio lavoro: continua la lotta di Giulia Intrevado

CAMPOMARINO, 4 marzo 2000

Agenzia Autonoma per la Gestione dell’Albo dei comunali e prov.

Via del Tritone nr.125

Fax: 06/42012078 ROMA

RR

DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA - ISPETTORATO

Dr. Ugo Braico

presso il Consiglio dei Ministri

Fax:06/68997377 ROMA RR

Alla sez.Regionale dell’Agenzia Autonoma per la Gestione

dell’Albo dei segretari Comunali e prov.li

Via Garibaldi n.46 Campobasso

Fax. 0874/494266

Al MINISTERO DELL’INTERNO

SERVIZIO SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI

PIAZZA DEL VIMINALE

ROMA

e.p.c. - ALLA CORTE DEI CONTI

Via Ciccaglione n.22 CAMPOBASSO

RR

- Alla PROCURA DELLA REPUBBLICA

P.zza Vitt.Eman.II , CAMPOBASSO

Oggetto: Atto di diffida per annullamento parere espresso dal Direttore dell’A. A .Nazionale .del 2.6.99,prot.11172 e per l’annullamento deliberazioni della sez.regionale A.A.del Molise di incarichi e scavalco e di quello espresso in data 26 novembre 1999,prot.n.23.330. ATTO DI DENUNCIA.

La scrivente, D.ssa Giulia Intrevado, nata a Ururi il 21 Ottobre 1950 e residente in Campomarino alla via Favorita nr.89/A,telefono 0875/538351- Fax 0875/530923, segretario generale in disponibilità,

PREMETTE ED ESPONE

- Che con nota del 12 Ottobre e del 2 Novembre 1999, inviata agli Organi in indirizzo, ha chiesto l’annullamento del parere del Direttore Generale dell’Agenzia Autonoma Nazionale del 2 giugno 1998,prot.11172 e le delibere della sez.regionale dell’agenzia con le quali , appunto, riferendosi al citato parere, si affidavano gli incarichi a scavalco presso le Comunità Montane a segretari in servizio a tempo pieno;

- Che le motivazioni dell’atto di diffida facevano riferimento :

1° alla incompetenza dell’AGENZIA NAZIONALE a conferire incarichi ai segretari in servizio, essendo consentito solo a quelli in disponibilità. ( art.6,lett.f) ed art.19 del D.P.R. 465/97 );

2° al divieto per i segretari comunali in servizio a tempo pieno, come ogni altro pubblico dipendente , ad assumere incarichi per altre attività, le quali quant’anche fossero autorizzabili potevano essere espletate saltuariamente ed occasionalmente.

Invece gli incarichi di reggenza e di supplenza presso sedi di segreteria generale delle COMUNITA’ MONTANE DEL MOLISE, per i quali occorreva la qualifica di dirigente e forme di accesso disciplinate dalla legge, venivano svolti in base ad UN PARERE, del Direttore dell’Agenzia Morando ( del 2.6.98,prot.nr.11172) ed in base ad una delibera della sez. regionale dell’agenzia autonoma dei segretari comunali di Campobasso;

3° CHE tali provvedimenti, autorizzati dall’Agenzia nazionale e regionale, venivano svolti al di fuori del normale orario di servizio e facevano riferimento all’art.58,comma 10 del decreto 3 febbraio 1993,n.29, ritenuto applicabile per l’espresso richiamo fatto dal 1° comma dell’art.16 del D.P.R.465/97;

4° CHE L’ATTIVITA’ DI SEGRETARIO GENERALE NELLE COMUNITA’ MONTANE NON ERA una attività consulenziale e non era prestata da soggetti in part-time .

Di quanto esposto l’Agenzia Autonoma dei segretari Comunali, ha adottato provvedimenti contraddittori, infatti:

Ha affermato che , e si riporta testualmente,:

" OVVIAMENTE L’ART.58 del D.Leg.vo 29/1993 non può assolutamente rappresentare lo strumento con cui eludere il divieto previsto dall’art.16,comma 3,del D.P.R. 465/1997 che vieta ai segretari di accettare la nomina a direttore genrale di un ente locale diverso da quello di appartenenza ovvero di stipulare un contratto a tempo determinato,ai sensi dell’art.6,del comma 4,della legge 127/1997.

" Gli INCARICHI DI REGGENZA O DI SUPPLENZA A SCAVALCO RAPPRESENTANO,INFATTI, una eccezione motivata dalla necessità di non poter garantire in altro modo il corretto funzionamento delle sedi di segreteria; ED IN QUANTO NECESSITATI ED URGENTI DEVONO ESSERE LIMITATI NEL TEMPO".

" DI CONSEGUENZA TUTTI I SEGRETARI che utilizzino lo s strumento previsto dall’art.58 del D.Lg.vo 29/1993 per stipulare contratti a tempo determinato ELUDENDO IL DIVIETO PREVISTO DALL’ART.16 del D.P.R.465/1997 incorreranno nelle relative sanzioni".

IN MERITO ALL’ATTO DI DIFFIDA del 12 ottobre 1999, la scrivente ha ricevuto risposte.

- dalla procura della repubblica che non ha ravvisato ipotesi di reato di cui all’art.323 c.p.:

1° Preliminarmente che l’attività di segretario generale presso le Comunita’ Montane non è annoverabile tra quelle autorizzabili, di cui al comma 10 del dell’art. 58 del D.Leg.vo 29/93 integrato e modificato dal D.leg.vo 80/98;

2° che la competenza a provvedere alle autorizzazione ad assumere incarichi di cui all’art.1,comma 60 della Legge 23 dicembre 1996,n.662, E’ in virtù di quanto disposto dal secondo comma dell’art.16 in trattazione, del SINDACO O DEL PRESIDENTE PRESSO CUI IL SEGRETARIO PRESTA SERVIZIO;

3° CHE l’art.16 del D.p.r. 465/97, intitolato INCOMPATIBILITA’ ED INCARICHI, nel comma 1 estende la portata dell’art.58 del D.Leg.vo 29/93, ai segretari comunali, nella sua interezza dispositiva.

Il fatto che l’art.26 del D.Leg.vo 80/97 introduce disposizioni che possano apparire più permissive nei confronti di pubblici dipendenti , non comporta la possibilità di ELUDERE IL DIVIETO del CUMULO DI IMPIEGO.

Nel caso segnalato, in conformità delle Circolari della Funzione Pubblica n.3 e 6/97, trovano ancora applicazione le disposizioni contenute nell’art.1,cc.60 e 61 della Legge 23 dicembre 1996,n.662, e configurano CUMULO DI IMPIEGHI .

Inoltre quant’anche fosse autorizzabile una doppia attività per i segretari comunali presso le COMUNITA’ MONTANE occorre:

  1. quale presupposto per il rilascio di una qualsiasi autorizzazione ( del Sindaco o dell’Agenzia) una fonte normativa che lo preveda o lo consenta.
  2. Un regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi, adottato in conformità dello STATUTO che preveda la possibilità ed i limiti per lo svolgimento di altre attività ( in riferimento al Comune di provenienza del segretario) o di affidamento delle FUNZIONI PUBBLICHE mediante INCARICHI DI DIRITTO PRIVATO ( per quanto concerne le Comunità Montane.

Questo in quanto l’autonomia statutaria delle Comunita’ Montane, di cui all’art.4 della legge 142/90,modificata dalla legge 265/99, è riconosciuta sempre nell’ OSSERVANZA DELLE DISPOSIZIONI CONTENUTI NELLA LEGGE. Allo statuto ha l’obbligo di uniformarsi il Regolamento di organizzazione degli Uffici e servizi di cui all’art.5 della Legge 142/90.

Quindi autonomia non significa anarchia. Come l’osservanza della legge non è invadenza alla libertà di azione negli enti locali.

VIGENDO anche per i segretari comunali il principio di carattere generale di esclusività della prestazione , NON SEMBRA dedursi che la DEROGA sia stata giustificata dalla necessità ed urgenza di assicurare per un periodo a tempo determinato IL CORRETTO FUNZIONAMENTO della Comunità Montana del Matese e di Molise Centrale.

TALE DEROGA, che potrebbe valere per altre categorie di pubblici dipendenti, non può trovare applicazione per i segretari comunali, stante il DIVIETO ESPLICITO contenuto nel comma 3 dell’art.16 del D.P.R.465/97, che sanziona con la cancellazione dall’albo i segretari comunali che stipulano CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO, AI SENSI DELL’ART.6,COMMA 4 DELLA LEGGE 127/97.

Nelle Comunita’ Montane del Matese e di Molise Centrale, dove è prevista la dirigenza, per avere incarichi dirigenziali occorre stipulare i contratti nell’ambito della Pianta organica o extra pianta organica.

Per la funzione di segretario generale il contratto viene all’interno della dotazione organica essendo questo un posto vacante insopprimibile.

L’incarico, comporta di conseguenza l’assunzione delle responsabilità di cui all’art.51,comma 3 della legge 142/90,modificato ed integrato dalla legge 265/97.

LA DEROGA ,comunque, non era necessaria in quanto ci sono stati sempre segretari comunali in disponibilità iscritti alla III fascia ai quali SI POTEVA affidare gli incarichi nell’anno 98 ,e nell’anno 99 ANCHE A VOLER SOSTENERE CHE NON FOSSE RICHIESTA LA QUALIFICA DI SEGRETARIO GENERALE.

La deroga e l’applicazione dell’ISTITUTO DELLO SCAVALCO , ORIGINARIAMENTE disciplinati dall’art.39 della legge 8 giugno 1962,n.604 e la precedente normativa , RISULTA ILLEGITTIMO IN QUANTO abrogato dalla legge 15 maggio 1997,n.127 e dal D.P.R.465/97 che in merito disciplina con l’art.19.

MA NEL 2000, e dopo aver provocato tanto interesse e definito tanti aspetti della vicenda che si trascinava forse anche nel disinteresse di molti, si ha che in detti enti COME SE NIENTE FOSSE SUCCESSO, come se la volontà dell’esecutivo disponente fosse FONTE PRIMARIA, CONTINUANO ad essere applicati i due segretari comunali di cui quello nella Comunità Montana MOLISE CENTRALE con un rapporto di CONSULENZA.

Infatti la Comunita’ Montana MOLISE CENTRALE con atto n.154 del 20 dicembre 1999, quindi in costanza di rapporto del precedente incarico, ha affidato un incarico di ASSISTENZA GIURIDICO AMMINISTRATIVA E COLLABORAZIONE NEI CONFRONTI DEGLI ORGANI allo stesso soggetto che svolgeva IN DEROGA ED IN CONDIZIONI DI NECESSITA’ ED URGENZA LE FUNZIONI DI SEGRETARIO GENERALE.

In virtù di tale incarico consulenziale,autorizzato solo dal Sindaco del Comune di provenienza ( E NON DALL’AGENZIA ), svolge anche le Funzioni di segretario generale.

E’ accaduto ciò che il parere di Morando con la nota citata del 26 Novembre 1999, ha DIFFIDATO………….. " DI CONSEGUENZA TUTTI I SEGRETARI CHE UTILIZZINO LO STRUMENTO PREVISTO DALL’ART.58 DEL d.Leg.vo 29/93 PER STIPULARE CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO ELUDENDO IL DIVIETO PREVISTO DALL’ART.16 DEL d.p.r. 465/97.."

E’ stata estrapolata una attività tipica della funzione del segretario generale; è stata fatto oggetto di contratto consulenziale al solo fine di continuare il rapporto con il citato professionista, quale però viene richiesto di continuare a prestare l’attività di SEGRETARIO GENERALE DELL’ENTE con funzione di verbalizzazione delle sedute, rogante ,di direzione dell’ente, di responsabile dei procedimenti di gare ecc.ecc.

Compiti questi di natura gestionale, propri della funzione pubblica di segretario generale incardinato nella Pianta organica dell’Ente.

Se questo non configura un raggiro al divieto della norma e al divieto imposto dall’Agenzia Nazionale, si dica chiaramente!.

QUESTO incarico non sarebbe stato necessario se si fosse coperto il posto di segretario nella Comunità Montana di Campobasso.

Non si puo’ riconoscere alcuna esimente alla responsabilità dell’organo esecutivo che ha conferito l’incarico consulenziale a chi ricoprendolo configura UN CUMULO DI IMPIEGHI, stavolta senza la scusante della deroga, in perfetta coscienza di ledere la norma anche perché trattasi di attività che rientrano nei compiti istituzionali della FUNZIONE DEL SEGRETARIO ( Corte dei Conti, sent.sez.II,centrale,del 2 giugno 1998,n.160).

Il conferimento è avvenuto sapendo di ledere un divieto preciso, sapendo che il presupposto della mancanza di idonea professionalità all’interno dell’Ente era voluta e precostituita allo scopo, sapendo che esisteva la continuità dell’incarico.

Tutta questa situazione se rende la scrivente profondamente avvilita e impotente vanifica la competenza del legislatore; la competenza della funzione ispettiva della Funzione Pubblica; la competenza di tutti gli Organi che intervenendo in merito hanno AMMONITO di far cessare una situazione anomala .

Ora se le leggi non servono più; se le circolari non hanno più valore; se l’anarchia impera impunita è il caso di dare ampia diffusione e convincere chi come la scrivente ancora crede che siamo in uno STATO DI DIRITTO,dove la Costituzione ha un valore nei suoi articoli 1,3 e 4,per lo specifico caso!!!!!!!!

P.Q.S

DENUNCIO QUESTO STATO DI COSE E DIFFIDO OGNI FORMA DI TOLLERANZA VERSO COMPORTAMENTI IN PALESE VIOLAZIONE DI LEGGE , AFFINCHE’ PER LO MENO CIO’ CHE VIENE AMMONITO SIA SANZIONATO.

COSI’, essendo notorio che i due segretari comunali continuano ad essere applicati presso LE COMUNITA’ MONTANE MATESE E MOLISE CENTRALE, DIFFIDO L’AGENZIA NAZIONALE AD ADOTTARE GLI ATTI DI CANCELLAZIONE DALL’ALBO DEI SEGRETARI COMUNALI Il DR. MURGOLO GIUSEPPE Ed il Dr. PAOLO D’ANELLO dell’albo dei segretari comunali di Campobasso.

LE ALTRE AUTORITA’ CUI LA PRESENTE è INVIATA ad adottare gli atti di propria competenza

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