BOLLETTINO SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI

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n° 166

di Carlo Saffioti

Poichè tutti i cittadini sono eguali,

essi debbono poter accedere in modo eguale

a tutti gli impieghi pubblici, secondo le loro capacità

e senza altro criterio che quello delle loro virtù

e dei loro talenti.

Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino

(26 agosto 1789)

" Quattro chiacchiere tra Colleghi"

Miscellanea

Arretrati - Recapiti telefonici e fax: Se c'è un salto nella numerazione del Bollettino che ti arriva, scrivimi o telefonami: provvederò ad inviare gli arretrati. Verifica accuratamente gli indirizzi e-mail: l'informatica non consente alcuna flessibilità!

Se non dispongo del tuo telefono, meglio il fax, quando c'è un problema di posta elettronica non posso prendere contatto. Ecco perchè suggerisco di mandarmi telefono e fax, che naturalmente restano riservati.

Link utili: La sezione dei link sul sito è molto ricca: chiedo altre segnalazioni per arricchirla.

Assistenza legale: Il Bollettino dispone di un elenco di avvocati particolarmente specializzati nei problemi di Categoria. Chi è interessato, può chiederlo. I Colleghi sono pregati di continuare a segnalare, per completare la copertura del territorio nazionale.

Modulistica ed altri materiali: modulistica, giurisprudenza e altro materiale sul sito del bollettino possono essere liberamente copiati ed utilizzati. Invito ad intensificare l'invio di materiali da mettere in comune.

" Specchio dei tempi "

A proposito della nomina dei Segretari Capo in sedi dirigenziali

Stimato Carlo,

sul quotidiano il Sole 24 ore del 24.01.2000 ho letto l'articolo del Langiu inerente i così detti passaggi di fascia dei segretari comunali.

Il problema era quello delle nomine dei segretari capo nominati in segreterie generali in fase di prima attuazione del Dpr n.465/97 e cioè dal 06.03.1998 al 06.05.1998. L'Agenzia con propria delibera n.94/99 aveva sanato a ritroso questa situazione.

Alcuni Segretari Generali avevano impugnato la detta delibera al TAR Lazio e lo stesso con ordinanza di rigetto della richiesta di sospensiva del 28.10.1999 ha deciso provvisoriamente della questione.
Vorrei sgombrare il campo dagli equivoci.

Lo scrivente non vuole sostenere che i segretari capi non possano diventare dirigenti.

Vuole invece sottolineare che esiste l'art.14 del detto dpr, che prevede una certa metodologia da seguire per divenire segretari generali.

Ora, permettere che alcuni fortunati segretari capi scelti dai sindaci diventino, senza averne i requisiti nè i titoli, dirigenti per merito... politico, come fa la delibera n.94/99 dell'Agenzia è un'altra questione.

Vuole poi sottolineare che il Tar Lazio Latina con sentenza del 02.12.1999 ha ritenuto invece tale discorso (la nomina di un
segretario capo in segreteria generale) assorbente di tutti gli altri motivi formulati da chi scrive in merito alla sua non conferma.

Forse neanche il contratto riuscirà a dipanare la matassa. Un fatto è certo: nell'ancien regime per divenire segretari generali oltre agli anni di servizio bisognava superare delle prove scritte ed orali (ben quindici). Oggi invece, grazie alla giurisprudenza in materia altalenante, per meriti politici.

Domani invece, seguendo il dettame dell'art.14 del detto dpr, per corso concorso e selezione. Mah!

Antonio

Mi permetto di aggiungere qualche parola a quelle di Antonio.

Spero che l'articolista Langiu - tutto preso dal desiderio di seguire la linea osannante del Sole 24 Ore - sia incorso in una sbadataggine.

Infatti l'ordinanza citata nell'articolo è, appunto, solo un'ordinanza - che pertanto non entra nel merito - ed e del 28 ottobre 1999.

La sentenza recentemente pronunziata dal TAR Lazio Sez Latina (un estratto è disponibile nel sito internet del Bollettino, nella sezione apposita) e invece una sentenza, che quindi entra nel merito facendo giustizia di certe tesi - ed e del 2 dicembre 1999, dunque molto successiva.

Sarebbe auspicabile che un quotidiano così autorevole evitasse imprecisioni che possono indurre in errore molte persone e rischiano di far nascere dubbi persino sulla buona fede.

CS

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Qualche domanda che aspetta risposta

Caro Carlo,
la lettera del collega M.S. (vedi il Bollettino n° 163 n.d.r.) la giriamo per competenza ai padri della grande riforma con un invito pressante a darci qualche risposta ed agli interrogativi del collega vi aggiungo qualche altro, anche se so che nessuno ci risponderà.
1) Perchè i Segretari comunali non possono gestire il loro albo?
2) Perchè con un regolamento dell'ultima ora, di fatto, è stata data la facoltà solo ai Sindacati di presentare proprie liste per la elezione dei rappresentanti nel Consiglio di amministrazione?
3) Sempre a proposito di disparità di trattamento. Perchè il Segretario che accetta la nomina a direttore generale di un ente locale diverso da quello di appartenenza è cancellato dall'albo, mentre per il direttore generale della scuola di formazione è stato previsto il collocamento fuori ruolo?
4) Perchè, caro Stato, debbo osservare le tue regole se tu per primo non le rispetti?


Un'antica massima recitava "PACTA SUNT SERVANDA"; dateci almeno una giustificazione della vostra unilaterale inadempienza per poter capire, per continuare a sperare, per poter dire a tutti: c'era una ragione, magari non condivisibile, ma c'era una ragione.
Un cordiale saluto.
A. C.

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Azioni di lotta

Caro Carlo,

Ti scrivo per proporre alla sempre più ampia platea dei Tuoi lettori una forma di protesta clamorosa in occasione del nostro rinnovo contrattuale.

Qualora, come penso, lo sciopero del 24.01 non raggiunga gli effetti desiderati, sarebbe forse necessario attuare forme di lotta più significative.

E se provassimo a scioperare dal 10 febbraio in poi, nel periodo in cui la stragrande maggioranza dei Comuni approverà il Bilancio 2000?

Il risultato sarebbe clamoroso, se la partecipazione fosse compatta!

Sarebbe gradito un cenno di riscontro anche da parte dei Sindacati.

CIAO

M.S.

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Aderisco sin d'ora alle azioni di lotta sindacale ad oltranza proposte da R.N. nell'ultimo numero del bollettino.

Sono, inoltre, pienamente favorevole all'utilizzo dello strumento del referendum abrogativo ed all'istituzione del Coordinamento Nazionale.

M.Sp.

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Lo spoyl system è alle corde?

Caro Carlo,

sul quotidiano Italia Oggi del 19.01.2000 è riportato che alcuni sindacati hanno strappato al Ministro della Funzione pubblica non solo il fatto che i dirigenti generali ministeriali siano inseriti nella contrattazione ma sopratutto che siano stabilite regole
e tutele per le mancate conferme.

Io penso che è arrivato il momento per i segretari comunali di chiedere attraverso i sindacati un decreto legge che abolisca lo spoil sistem anche per loro (nomina degli stessi affidata al Sindaco) e si sposi il d.d.l. del sen. Cortelloni che aveva ricevuto parecchie adesioni anche fra coloro che avevano votato la legge n.127/97. Questo a mio parere - oltre il contratto - dovrebbe essere il motivo dello sciopero dichiarato per il 24.01.2000 insistendo con la lotta fin quando non si ottiene. A.M.

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IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO

Riusciranno i nostri eroi a rimanere a galla?! Riusciranno cioè i segretari comunali e provinciali, legati alle sorti della politica e pertanto al "rischio elezioni amministrative" a rimanere "ancorati al proprio posto di lavoro" e non andare alla deriva con la procedura dello spoil-system?! "Io speriamo che me la cavo" è il titolo di un famoso libro, poi tradotto in film ed interpretato egregiamente da Paolo Villaggio, ed è la speranza di ognuno di noi, nel senso di augurarci che non succeda a noi ciò che è successo ad altri colleghi: la conseguenza di rimanere al palo, cioè "in disponibilità", in una situazione che nessuno di noi auspica, se c’è passato dentro.

Il fatto triste è che nella nostra categoria, così emarginata, è sempre valsa la regola "mors tua, vita mea", nel senso di essere sempre stati individualisti, mai uniti in una lotta di categoria. Se si è scioperato, mai lo si è fatto ad oltranza ed in modo tale da bloccare l’approvazione dei bilanci o dei consuntivi, o da evitare la partecipazione alle sedute di Giunta o di Consiglio.

Ora per la prima volta emerge una proposta di lotta, nel senso di proporre un referendum abrogativo, che cancelli la norma - per me incostituzionale - espressa dal comma 70 dell’art. 17 della legge 127/97, cioè la nomina del segretario da parte del sindaco ad ogni tornata di elezioni amministrative, salvo il caso di riconferma del precedente segretario comunale o prov.le.

Dovremmo investire il popolo di tale potere di abrogazione, creando un comitato coordinatore nazionale dei segretari comunali e provinciali per la promozione del referendum abrogativo.

Saremo capaci di fare ciò? Io ne dubito fortemente, perché molti di noi che, come me, non hanno ancora subito il dispiacere della non riconferma, pur sentendo molto il problema, non lo hanno ancora sperimentato sulla propria pelle. O dobbiamo per sempre rimanere segretari "compiacenti" per salvarci il posto di lavoro?! O addirittura dobbiamo "sponsorizzarci politicamente" per rimanere a galla su quella nave con quella bandiera di parte? Noi, la grandissima maggioranza, abbiamo sempre fatto il nostro dovere, prescindendo dalle bandiere. Bianche, rosse o verdi che fossero, abbiamo agito da imparziali e neutrali funzionari o dirigenti, rispettando i principi dell’art. 97 della Costituzione. Perché ci vogliono far cambiare mentalità, rinunciando alla nostra dignità?! Pertanto aderisco alla proposta di lotta, riguardante la creazione di un coordinamento nazionale dei segretari comunali e provinciali per la promozione di un referendum abrogativo della suddetta norma. Così almeno uscirà il problema allo scoperto al livello nazionale, anche perché la gente non addetta ai lavori non conosce questo problema, pensando ancora che il segretario comunale è nominato dal prefetto.

Spero che così facendo qualche partito, qualche cittadino la pensi come noi.

UN SEGRETARIO GENERALE IN SERVIZIO DA PIU’ DI DIECI ANNI

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Vogliamo sentire la Corte dei Conti?

Sono Giulia Intrevado ed ancora ti informo dell'annosa vicenda che seguo da mesi in ordine all'utilizzo di un segretario capo, in servizio a tempo pieno presso un comune del Molise, come segretario nella Comunità Montana di Campobasso.

Dopo che l'agenzia nazionale con parere di rettifica del 26 novembre 1999 ha precisato che i segretari comunali possono svolgere incarichi di reggenza e/o supplenza nelle segreterie delle Comunità Montane, previa autorizzazione della A.A. nazionale, purchè per atti e tempi limitati e necessitati, la Comunità montana di CB INVENTA una strategia: affida un incarico di consulente e collaborazione al segretario ( sempre lui) prescelto indicando il corrispettivo oltre il ristoro e l'indennità viaggio.

Ho letto su Comuni d'italia,nr.4/99 ,pag.571 il tuo articolo sugli incarichi di consulenza esterna senza necessità e trovo che si addice anche al problema da me seguito in quanto anche in questo caso le funzioni affidate sono tipiche del segretario generale ed impropriamente ed illegittimamente sono state scorporate per essere affidate all'esterno.In più, una volta assunto sotto spoglie di consulente, l'incaricato in effetti svolge le funzioni di segretario generale, partecipa ai lavori della giunta e roga i contratti.

Condividi con me che è ancora il caso di sottoporlo alla Corte dei Conti?

Ti ringrazio e ti saluto.

La sospensione dello sciopero

Penso che sia positiva la sospensione dello sciopero.

Non tanto perché ci siano prospettive, poiché per ora le parole di Bassanini sono solo parole e se non vado errato ne aveva già in precedenza spese molte. (è proprio una caratteristica dei politici dire x e fare y).

Il fatto è che secondo me ci siamo sottratti all'ennesima brutta figura, dato che non so quanto lo sciopero avrebbe avuto adesioni e non so neanche se un giorno di sciopero possa dare qualche effetto in un caos simile.

So che io ero presente (ero a Roma in quel periodo) ad una manifestazione tenutasi nell'ormai lontano 1997 davanti a Montecitorio e abbiamo fatto ridere perché eravamo quattro gatti. Quindi non conto molto nella "passione" dei segretari comunali e nell'inclinazione alla lotta.

Piuttosto conto più sul fatto che quello che è venuto fuori da quell'aborto di riforma concepito da Bassanini, fa talmente ridere che forse loro stessi pur non potendolo ammettere cominciano a rendersene conto.

P.s. non credo comunque che ci siano solo Basssanini e la Vigneri dietro a questo mostro, dato che in confidenza ti dirò che nutro forti dubbi sul fatto che solo due menti abbiano concepito tutte assieme queste ............!!!

Bada che non mi riferisco solo ai Segretari comunali. Ci sono disposizioni qua e là che gridano vendetta.

Mi piacerebbe sapere cosa pensano i cittadini di alcuni Comuni dove è stato nominato il Direttore Generale ( che per lo più, ove non si tratti di un ex segretario, non sa cosa sia un Comune) e per pagare questi ed altri aggravi di spesa derivati dalla Riforma ( e ce ne sono ..oh se ce ne sono) gli è stata imposta l'addizionale comunale IRPEF, aumentata l'aliquota di base dell'ICI e così via. Non parliamo poi di quei Comuni dove, al fine di coprire al 100% la spese per la raccolta rifiuti, hanno portato le tariffe a livelli lunari. Bastava fare i conti giusti e non sarebbe servito per lo più.

Il problema è che i vari dirigenti tra loro non comunicano, l'organizzazione della macchina comunale è spesso andata in malora, perché a guidarla c'è qualcuno che non ha iniziato dalla bicicletta per poi arrivare al Tir, ed alla fine i cittadini pagano.

Noi due volte perchè defenestrati e perchè paghiamo sempre di più tributi che trovano il proprio fondamento negli sprechi dell'Amministrazione "riformata".

Qualche Direttore generale guadagna 400.000.000 annui se non vado errato. Assomigliamo sempre di più agli U..S.A.; là un attore di film western è diventato Presidente, qui stante il trend, Leonardo Pieraccioni o Carlo Verdone, più modestamente potrebbero fare i Direttori generali di qualche grande Comune, dato che per diventarlo non serve altro requisito se non essere nelle grazie di chi ha vinto le elezioni.

Ciao

G.

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" De jure condendo "

Un succoso intervento del Collega Oliveri - che continua l'antica tradizione del "castigat ridendo mores" - dovrebbe far riflettere sul prezzo che tutti i cittadini sono chiamati a pagare (ed i funzionari come noi, due volte!) per una prassi normativa che è difficile aggettivare senza rischiare di scomodare il giudice penale (e, di questi tempi, si sono viste richieste ... scoraggianti!)

CS

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La regolamentazione del sistema di qualificazione delle imprese

La regolamentazione del nuovo sistema di qualificazione delle imprese appaltatrici ha visto nascere trionfalmente una nuova fonte giuridica: il decreto legge <<usa e getta>>.
Anni addietro avevamo conosciuto il fiorire dei decreti leggi <<a lunga conservazione>> o <<lunga reiterazione>>, poi qualche tempo fa, a giusta ragione, considerati dalla Corte Costituzionale <<fuori mercato>>.
Il decreto legge 502/99, invece, ha inaugurato la nuova era dei decreti <<McGoverno's>>, da consumare velocemente, con un po' di ketch up e un'abbondante bevanda gasata.
In una recente sessione di convegni riguardanti la legge 265/99, il professor Claudio Mazzella nel commentare lo stato attuale della legislazione in Italia aveva richiamato alla mente l'imbonitore della commedia <<Le nuvole>> di Aristofane, che ai convenuti nella pubblica piazza annunciava di essere li per commerciare in decreti. Un paragone che poteva sembrare realistico ma forse azzardato, e che, invece, dopo il d.l. 502/99, si e rivelato acuta osservazione di una cronaca futura ma reale.
Il decreto legge sulla qualificazione, infatti, sostanzialmente non ha avuto alcuna funzione pratica, visto che neanche 20 giorni dopo la sua entrata in vigore il Governo ha adottato il regolamento sulla qualificazione (che avrebbe dovuto adottare mesi e mesi prima) la cui mancanza era stata la motivazione della <<straordinaria necessita>> e della <<urgenza>> alla base del d.l. 502/99.
E' facile porre mente a come gli amministratori locali debbono penare per trovare le motivazioni di necessita ed urgenza - perfino ormai nei procedimenti espropriativi - che effettivamente esistono, al fine di adottare i propri provvedimenti amministrativi senza rendere conto alla magistratura contabile o penale.

Per il Governo è straordinaria urgenza, invece, una situazione creata da un'inadempienza alla legge (la 109/94, come modificata dalla 415/98 che imponeva di adottare il regolamento attuativo del sistema di qualificazione entro il 1999) ovviamente
imputabile allo stesso Governo ed ai ministeri coinvolti dall'articolo 8, comma 2, della legge 109/94 come modificato dalla legge 415/99.
Non ci si duole certo della prematura morte del d.l. 502/99, norma convulsa, sgrammaticata ed imperscrutabile. Viene, pero, spontaneo porsi alcuni perche e chi abbia potuto trarre vantaggio da un decreto legge ponte inapplicabile. Inapplicabile perche incomprensibile: quanti funzionari sono ancora oggi al lavoro per capire ed interpretare (privi di stele di Rosetta) i geroglifici in esso contenuti. Ed e chiaro (ed auspicabile) che mentre ancora si tentera una disperata traduzione ed attuazione, il regolamento (per fortuna) soppiantera con le sue regole, per grazia di Dio un po' piu chiare, quelle del d.l. 502/99.
Perche, dunque, sapendo che il regolamento era alle viste, emanare un decreto legge di tal fatta? Perche mentre le societa organismi di attuazione (le cosiddette Soa, gli organismi di certificazione previsti dal regolamento) possono avere un oggetto sociale specifico ed essere dotate di personale altamente specializzato alla bisogna, si e chiesto ai comuni, che per la maggior parte sono privi sia di tempo, sia del personale esperto in qualificazione delle imprese (del resto fin ora mai nessuna legge o
contratto aveva chiesto questa professionalita) di improvvisarsi subito soggetti qualificatori per fare le proprie opere pubbliche?
Perche non si e compiuta la scelta piu logica e semplice, ovvero la proroga (che stavolta sarebbe stata di pochi giorni) del sistema dell'Anc?
Forse che i tecnici redattori del regolamento esitato in ritardo avrebbero perso qualche incentivo economico in presenza di una proroga?
E perche, ancora, immobilizzare sostanzialmente gli appalti che si sarebbero potuti svolgere nei mesi di gennaio e febbraio 2000? Forse che la mancata effettuazione degli appalti aiuta a stare in Europa, contribuendo a patti di stabilita o vari altri codicilli?
Sono tutte domande retoriche, percio prive di risposta. Di certo nessuna, se non poche coraggiose o super competenti amministrazioni, in presenza di un regolamento attuativo contenente una disciplina piu semplice e chiara, osera svolgere appalti nel regime gia morto del d.l. 502/99.
Si ripete: nessun rimpianto per una norma che da un lato con una formula di stile del tutto priva di contenuto consente alle ditte di dichiarare il possesso di requisiti, che d'altro lato invece lo stesso d.l. impone di comprovare con bilanci, certificati ed altri atti assolutamente non sostituibili con le dichiarazioni o autocertificazioni. Tanto che le disposizioni del regolamento relative alla fase transitoria, con maggiore umilta correggono il tiro prevedendo che il possesso dei requisiti e dichiarato dalle imprese ed accertato dalle stazioni appaltanti secondo non meglio precisate <<disposizioni vigenti in materia>>, con una formula
generica ma almeno meno vincolante e contraddittoria di quella un po' spocchiosa del d.l. 502/99.
D.l. usa e getta sulla qualificazione: ma chi non si e sentito - invece - squalificato ed avvilito da una cosi convulsa ed incontrollata produzione normativa?
LUIGI OLIVERI

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