BOLLETTINO SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI

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n° 142

by Carlo Saffioti

Poichè tutti i cittadini sono eguali,

essi debbono poter accedere in modo eguale

a tutti gli impieghi pubblici, secondo le loro capacità

e senza altro criterio che quello delle loro virtù

e dei loro talenti.

Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino

(26 agosto 1789)

"4 Chiacchiere tra Colleghi "

Questa volta ho tentato la via del colore: che ne pensate? preferite una testata a colori oppure è meglio tornare a quella più seria in bianco e nero?

Assistenza legale

Molti lettori mi chiedono suggerimenti utili per trovare un legale al quale affidare la tutela dei nostri problemi. Considerando la difficoltà particolare - anche per il problema della competenza del Giudice Aministrativo e di quello del Lavoro - mi pare che una soluzione può essere quella di chiedere a tutti i Colleghi, che conoscono bravi avvocati, già specializzati nei nostri problemi, di comunicare i loro nomi, indirizzi, telefoni e fax. Il Bollettino potrebbe formare un elenco da tenere a disposizione di tutti coloro che lo richiedano. Spero che questa proposta incontri la vostra approvazione ed interesse.

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Modulistica

Ringrazio i Colleghi che hanno già inviato alcuni testi (relazione previsionale e programmatica etc). Sto preparando l'elenco dei testi disponibili che cercherò di inserire nel prossimo Bollettino. Sollecito ulteriori invii. Grazie

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Io, speriamo che me la cavo

Continuano ad emergere nuovi lettori che partecipano al dibattito fornendo contributi e riflessioni. Credo di poter dire che questa è una bella caratteristica del nostro Bollettino: riuscire a dar voce a chi, per un motivo o per l'altro, non trova mai una tribuna pacata dalla quale far conoscere le proprie opinioni.

Mi pare che, in questo modo, analizzando la realtà e contribuendo al suo divenire, si riesce a dare una mano per una crescita professionale e culturale della Categoria, che può così riuscire a superare quell'individualismo - feroce, assurdo ed esasperato - che, indotto da chi ne traeva vantaggio per sè, è tra le cause significative delle difficoltà odierne.

Riflessioni come quelle della lettera riportata qui sotto è augurabile che facciano riflettere i Colleghi, i Sindacati, gli stessi Sindaci ed amministratori degli Enti Locali, almeno quelli più avvertiti, lungimiranti, interessati al bene pubblico e non solo alle beghe personali e partitiche. L'attuale, grave crisi della politica non è certo da addebitare ai Segretari Comunali e Provinciali nè si risolve con l'autocertificazione, con qualche computer o con nomine fiduciarie.

Sul periodico "Giornalisti in Toscana", che ricevo come iscritto a tale albo, ho trovato in prima pagina un gran titolo "Gli editori cercano di ottenere rapporti di lavoro senza regole..." e nell'articolo frasi del tipo: "... difficoltà in cui si svolgerà la trattativa per la volontà degli editori di stravolgere del tutto l'impianto contrattuale, accelerando il processo di svuotamento delle redazioni e immettendo nel quadro dei rapporti di lavoro dosi sempre più massicce di "flessibilità" e di "deregolazione"; ... necessità di arrivare, parallelamente alla revisione del contratto, ad un accordo su una serie di regole-quadro ...".

Mi auguro che, anche da parte della stampa, maturi quindi una maggiore consapevolezza circa la necessità che l'innovazione e le riforme non possono correttamente ed utilmente realizzarsi in un sistema completamente privo di regole e conseguentemente arbitrario.

C.S.

Caro collega,

innanzitutto, tanti auguri per la tua salute.

Sono un collega che riceve e segue con estremo interesse il Bollettino sin dalla sua nascita.

E' la prima volta che però decido di scriverti, sia perchè desideravo augurati personalmente una prontissima guarigione, sia perchè voglio esprimerti un sentito ringraziamento per il notevole impegno da te profuso per il Bollettino. Credimi, aprire giornalmente la posta elettronica del mio PC per leggere il Bollettino è oramai divenuta una necessità quotidiana e, scusa per il paragone, quasi come prendere la tazzina di caffè la mattina. Entrato in carriera 10 anni fà, compresi immediatamente la estrema peculiarità della nostra professione e in altrettanto pochissimo tempo mi resi conto del drammatico isolamento umano e professionale che tale funzione avrebbe determinato. Dopo dieci anni, tale peculiarità e specificità professionale credo si sia trasformata in assoluta anomalia ordinamentale e l'isolamento umano e professionale, ho rilevato personalmente, si sia trasformato in lotta di sopravvivenza istituzionale.

Anomalia ordinamentale, perchè nella ricerca quotidiana di un senso logico e sistematico di tutte le norme, appartenenti a tutte le fonti del diritto amministrativo italiano e a qualsiasi ordinamento normativo sottordinato, la nuova funzione del Segretario Comunale ridisegnata dalle Leggi Bassanini, non solo risulta, a mio modesto avviso, stridente con tutto il sistema, anomala e in contraddizione con l'intero ordinamento ma, in modo ancora più inquietante, volutamente ritagliata e isolata con il resto del sistema normativo, tale da condizionarne strumentalmente il suo futuro, quale funzione inutile e non più coordinata con il nuovo sistema.

Infatti, una prima riflessione spontanea, leggendo l'art. 51 bis della legge 142/90 e confrontandolo con l'art. 17 della legge 127/97, è che quel senso di utilità istituzionale, di concretezza della propria attività e quasi oserei dire, quel sentimento personale di orgoglio per ricoprire una funzione, tanto delicata quanto di vitale importanza ed utilità per la vita amministrativa anche di una piccola e

sperduta comunità, sentimenti che io, come molti, ho personalmente provato il mio primo giorno di lavoro, credo che per chi legge oggi tali norme, sia impossibile comprendere. Chi non riesce, per tanti e disparati motivi, (suppergiù gli stessi che supportano le nomine), a farsi attribuire le funzioni di Direttore Generale, credo che vaghi all'interno del Municipio alla ricerca di un significato istituzionale da attribuire alla sua presenza. La consulenza, (verbale ed informale), giuridico-amministrativa agli organi di governo dell'Ente, la funzione rogatoria degli atti e contratti ed altre minori e residuali funzioni, credo che non risultino più sufficienti a mantenere in vita tale ruolo professionale. Allora la conseguenza credo che sia ben presto immaginabile.

Se a ciò aggiungiamo, un contratto collettivo che tutti aspettiamo, ma che credo non arriverà mai se insistiamo nel voler riformulare con esso il D.P.R. 465/97 e una assoluta "deregulation" nella gestione giuridica ed economica del personale da parte della Agenzia, allora temo che la strada che la categoria professionale ha, con complicità o meno, imboccato sia certamente una strada senza sbocco.

Credo poi che le esperienze personali che ognuno di noi in questi giorni vive, siano l'estrema conferma di ciò. Una mia personale esperienza che desidero raccontarti è accaduta alcuni giorni fà in occasione di una seduta di delegazione trattante, quando scambiando alcune considerazioni con un rappresentante sindacale della C.G.I.L. e argomentando sulla nuova figura del Segretario Comunale, nel concludere un ragionamento fatto sulle nomine e sull'istituto della disponibilità, non appena conclusi la frase "......... l'ottenimento da parte della nostra categoria della dipendenza organica dall'agenzia e l'istituto della disponibilità in caso di mancata nomina, credo che sia stata una forte garanzia costituzionale del diritto al lavoro................" mi sono sentito rispondere in maniera secca "..............non ancora per molto!".

Chiaramente dopo una tale brusca risposta, mi sono raggelato. E dopo giorni e notti di riflessioni su tale inquietante frase, credo di aver finalmente capito il generale disegno.

La lotta alla sopravvivenza istituzionale credo che si viva giornalmente e quotidianamente, la si legge sui giornali ed anche sul nostro prezioso Bollettino. Esperienze come quelle del collega e soprattutto amico Dr. M.P. della Regione Toscana, che conosco personalmente e stimo, anche se oramai siamo lontani, siano emblematiche.

Sono riuscito, personalmente, non so per quali reali motivi (spero professionali, perchè sono le uniche armi in mio possesso) ad "ottenere" la direzione generale dell'Ente ove presto servizio, e ciò soprattutto per dare pienezza e più senso alla mia attività quotidiana. Io nel passato e credo come molti altri colleghi, sono stato costretto, se c'è stata la necessità per mancanza di personale, anche a redigere una carta d'identità, compilare una lista elettorale, battere una delibera ecc....., e non mi sono mai trincerato dietro etichette professionali ma ho tirato sù le cosiddette maniche e mi sono dato personalmente da fare! Tutt'oggi non riuscirei a concepire il nostro lavoro senza comunicare, interagire, collaborare ecc. con i responsabili di servizio, e con altre figure, minuto dopo minuto, impostando tutte le procedure amministrative, riformulando le proposte regolamentari ove neccessario, predisponendo modelli organizzativi, proponendo forme di gestione dei servizi secondo soluzioni più efficienti ed economiche, gestendo personale,rapporti sindacali e contrattuali a livello decentrato, insomma lavorando a 360°, sia in altezza che in profondità.

Ora per la maggior parte di noi che quotidianamente, se posti anche nelle giuste condizioni, lavorano in tal modo,insomma lavorando come dal primo giorno dei miei dieci anni negli enti locali, tutto ciò amareggia ed inquieta.

Spero sinceramente che si rifletta sulla nostra figura professionale, anche se ha una attività che non incide così gravemente e pesantemente sulla serenità della vita di ogni onesto cittadino e di ogni altrettanto onesto politico, tanto da suscitarne continui e quotidiani dibattiti sia in Parlamento che nei maggiori mass - media, come categorie dei magistrati ad esempio. Intendo dire che anche la nostra categoria e la nostra attività merita dibattiti e discussioni più approfondite, soprattutto in sede parlamentare.E allora perchè chi tra di noi ha i giusti contatti politici non riesce ad ottenere la presentazione, tramite i giusti canali istituzionali, di quelle interrogazioni parlamentari che forse farebbero capire a tutti il nostro reale destino?

O forse era meglio sparire con un plebiscito referendario, evitato all'ultima ora ma perlomeno in una sola volta, da una fonte giuridica abrogativa di rango costituzionale, anzichè morire lentamente in agonia a colpi di decretazione d'urgenza, deliberazioni dell'Agenzia, circolari ministeriali e fra poco paradossalmente anche a colpi di deliberazioni della giunta!

Comunque che dirti.............io speriamo che me la cavo!

Cordiali saluti.

M.T.

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Caro Carlo,

sono felice di ricevere nuovamente tue notizie e, con esse, l'ormai "mitico" bollettino.

Volevo anche dirti che ho letto con piacere le parole della collega Francesca, parole che sottoscrivo al 100%. Pienamente condiviso è anche il rammarico per il senso di solitudine che anch'io sento, lenito solo dai contatti (frequenti) con i colleghi ormai divenuti "vecchi amici", sparsi un po' ovunque per l'Italia.

Chissà, forse a pensarla come Francesca e me, siamo rimasti in pochi...

G.d.N.

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"Specchio dei tempi"

Caro Carlo,
rallegramenti per la tua pronta guarigione e il ritorno "in famiglia", di cui sinceramente, da quello che leggo, sentivamo tutti il bisogno.
Leggendo l'accorata lettera di Nannipieri (v. Bollettino n° 141), continua a sorprendermi il fatto che ancora ci siano colleghi che "sono sorpresi" dal comportamento "anomalo" (?) dei sindacati ufficiali, i quali non battono un colpo nemmeno nel caso di massacro, da parte del branco politico, di un loro quadro. Ma quando mai abbiamo avuto un sindacato vero? Ma - si dirà, e
questo sì che è vero - il sindacato è lo specchio di chi rappresenta, quindi, parafrasando il noto detto, ogni categoria ha il sindacato che si merita.
Tant'è che - a mo' d'esempio - all'apertura, il 28 ottobre scorso, a Roma, della SSPAL (che non è la squadra di calcio, ma la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale, scherzo naturalmente), ex dirigenti sindacalisti a quattro stelle, unitamente ad altri notabili di lungo corso, hanno tanto curiosamente quanto smodatamente inneggiato alla riforma Bassanini - parlo della parte che riguarda i segretari, e non i certificati - forse ancor più di Bianco, Rutelli, Barbera ecc.! Basta leggere, nella prolusione distribuita a stampa e nella videocassetta data in omaggio, che "la Scuola è soprattutto, quindi non solo, la scuola dei
segretari comunali e provinciali: una figura professionale che, dopo quasi un secolo di immutata fisionomia ha subìto negli ultimi due anni una trasformazione radicale assumendo le caratteristiche di un "dirigente pubblico territoriale" caratterizzato da elevata professionalità ed a pieno titolo inserito nel sistema delle autonomie locali". Ammazza, dico, vallo a raccontare alle centinaia di colleghi cacciati dai comuni - altro che inseriti -, con la tartufesca-criminale formula della cosiddetta disponibilità (o revoca, che è ancora peggio), ove non si accenna per niente a una qualche valutazione, seppure affidata comicamente-tragicamente ai sindaci ed alle loro giunte.
Che anzi, aggiungo che nel caso della mia messa in disponibilità il sindaco mi ha attestato per iscritto la massima sua considerazione e stima! Sì, hai letto bene. Immagina quanta considerazione e stima per il collega da lui promosso segretario generale e direttore generale, pur se proveniente da un comune di tremila abitanti dopo più di trentacinque anni di servizio. Non
c'è nulla di strano quando non c'è più un limite alla decenza. Ma, ripeto, è quello che la categoria (ma c'è mai stata una categoria?) si merita, come è dimostrato nel sondaggio telematico in corso nel sito curato da Terranova, non da quel 71%, mi pare, di colleghi che "bocciano" la riforma - cosa naturale in un paese che D'Alema vuole "normale" -, ma dal 29% che applaude spellandosi le mani! Di questo c'è da preoccuparsi, anzi, visti i chiari di luna che ci attendono (la riforma l'hanno voluta tutti i partiti, non dimentichiamolo), da sgomentarsi.
Questo bollettino certo non può essere il toccasana al disagio, né può farsi promotore di altri improduttivi ed inutili sindacatini; già ce ne sono troppi per una "categoria" di appena qualche migliaio di individui, peraltro destinata all'estinzione, anche se è onesto riconoscere che tu sei forse l'unica persona che ha tutte le carte in regola per raccogliere il grido di dolore, insomma l'uomo giusto, al momento giusto, al posto giusto. Però, animato dalla insperata vitalità che dimostra giorno dopo giorno, questo foglio può farsi portavoce di qualche azione, forse lungimirante, ma certamente utile in concreto. Mi riferisco a una qualche forma di autotassazione per la promozione di una non isolata campagna di stampa che illustri alla gente ignara in buona fede come stanno realmente le cose. Mi auguro che si decidano a svegliarsi in tal senso anche i dirigenti, funzionari e responsabili di uffici e servizi comunali, che stanno già incominciando a provare sulla loro pelle le carezze della riforma, nonostante la sirena delle promesse indennità. Ma principalmente penso ad un reale ed efficace soccorso legale, al massimo livello (professor Virga, Scoca ecc.) per portare finalmente e quanto prima questa angosciante ed incivile vicenda all'esame della Corte Costituzionale, ultima speranza di
giustizia e certezza del nostro futuro. Forse qualche novello Formigoni o Bossi proporrà un nuovo referendum? E che problema c'è? Meglio che si pronuncino i cittadini che i sindaci e le loro congreghe.
Di nuovo auguri per la salute innanzitutto.
Savino Macario
P.S.: puoi, se vuoi, pubblicare nome e cognome. Non ci sono problemi, arrivati al punto in cui siamo.
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Notizie dal ed al sindacato

Le proposte unitarie di modifica al d.P.R. 465 - Incontro sindacale ad Avellino

La Collega Maria De Zio, dirigente sindacale FIST/CISL, ci trasmette il testo delle modifiche che le organizzazioni sindacali hanno presentato unitariamente al d.P.R. 4 dicembre 1997 n° 465 (in G.U.n° 3 del 5 gennaio 1998). Sappiamo tutti quanto sia importante - anche se naturalmente ha un costo - l'unitarietà del fronte sindacale. Il Bollettino si impegna a far pervenire a Maria del Zio, con la massima tempestività, le osservazioni che dovessero pervenire, utili anche per le successive trattative: raccomando la concisione e la concretezza.

C.S.

Caro Carlo,

ti invio il testo delle modifiche al 465 che le organizzazioni sindacali hanno presentato unitariamente.

Le proposte costituiscono già un punto di mediazione fra sindacati e, in qualche misura, fra sindacato e datore di lavoro: pertanto, salvo modifiche marginali, dovrebbero essere accettate in massima parte.

Ugualmente unitariamente sono stati chiesti incontri alla Funzione Pubblica, all'ANCI ed all'UPI per chiarimenti sulla interpretazione alla normativa in vigore (risposta all'ARAN).

Ti ringrazio della consueta e puntuale collaborazione.

Sabato alle ore 9,30, sarò presente con il dott. Romano (Agenzia Campania) e con il dott. Amendola (commissario FIST CISL Avellino) ad un incontro sindacale ad Avellino, presso la sede provinciale della FIST CISL in via Terminio 20/D.

Cordiali saluti. Maria De Zio

MODIFICHE REGOLAMENTO D.R. N°465

Art.1

1.Prima di "autonomia" (ultimo rigo) aggiungere "piena".

Art.3

Aggiungere il comma 5:

5. Ai componenti del consiglio di amministrazione nazionale nonché delle sezioni regionali si applicano, per l’espletamento del mandato, le disposizioni di cui agli articoli 24- 3°comma della legge 3.8.99 n.265 con oneri a carico dell’Agenzia.

Al presidente ed al vice presidente dei suddetti consigli di amministrazione si applica la disposizione di cui al comma 4° dello stesso articolo 24, con equiparazione rispettivamente alla fattispecie del sindaco e degli assessori con oneri a carico dell’Agenzia.

Art.6

Modificare nel seguente modo l’art.6:

1. Il consiglio di amministrazione provvede alla tenuta dell’albo , alla gestione dei segretari comunali e provinciali ed all’amministrazione dell’Agenzia.Il consiglio nazionale di amministrazione è inoltre organo di indirizzo e di controllo dell’attività delle sezioni regionali.

In particolare il consiglio nazionale di amministrazione:

  1. disciplina la tenuta dell’albo, le iscrizioni, le sospensioni, le cancellazioni, l’assegnazione dei segretari comunali alle sezioni regionali dell’albo, sulla base dei criteri stabiliti nel presente regolamento;
  2. ……….. ( rimane invariato il testo dell’ex lettera c);
  3. definisce i criteri per la tenuta e l’aggiornamento dei curricula degli iscritti all’albo, avvalendosi della Scuola superiore per la formazione e la specializzazione dei dirigenti della pubblica amministrazione locale o di altri soggetti specializzati;
  4. …………( rimane invariato il testo dell’ex lettera e);
  5. disciplina ……………….( dopo rimane invariato il testo dell’ex lettera f);

Il testo delle altre lettere del regolamento rimane invariato.

Il comma 2 rimane invariato;

3. Sulla base della disciplina e degli indirizzi stabiliti dal consiglio nazionale di amministrazione compete al consiglio di amministrazione delle sezioni regionali l’adozione dei provvedimenti e degli atti relativi alla gestione dei segretari iscritti alla sezione regionale dell’albo, non espressamente attribuiti al consiglio nazionale.

4. Per assicurare il regolare svolgimento delle funzioni attribuite ai consigli regionali, il consiglio nazionale provvede a trasferire annualmente adeguate risorse finanziarie.

Art.7

1. La dotazione organica dell’Agenzia è fissata con delibera del consiglio nazionale di amministrazione.

Eliminare l’inciso "a rotazione" del secondo periodo del primo comma aggiungendo subito dopo il seguente periodo:

"Analoga competenza è attribuita al consiglio di amministrazione regionale."

Rimane invariato l’ultimo periodo del 1° comma.

2. Rimane invariato.

3. Il testo del secondo periodo viene così modificato: Detta procedura si applica in via prioritaria nei confronti del personale dell’amministrazione civile dell’interno e dei segretari comunali e provinciali.

Il testo del terzo e quarto periodo del comma 3 vengono così modificati:

4. Rimane invariato.

5. Aggiungere il seguente periodo:

" L’Agenzia o le sezioni regionali, nell’ambito della dotazione organica massima consentita, possono procedere, a regime, a ordinarie forme di reclutamento anche mediante contratti a tempo determinato e con prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa, inoltre possono ricorrere alla stipula di contratti con società autorizzate a fornire prestazioni di lavoro temporaneo, con le modalità di cui all’articolo 36 comma 7 del decreto legislativo n. 29/1993."

6. Rimane invariato.

7.Il testo del primo e del secondo periodo sono così modificati: Il direttore generale adotta tutti gli atti di gestione delle risorse umane, materiali e finanziarie dell’Agenzia, compresa la gestione del fondo finanziario di mobilità, non espressamente attribuiti al consiglio di amministrazione, sulla base degli indirizzi stabiliti dallo stesso.

Rimane invariato il testo degli altri periodi.

Art.8

Aggiungere il comma :

5. Durante il periodo di astensione obbligatori e facoltativa per maternità, di cui agli artt. 4,5 e 7 della legge n. 1024 del 1971 ovvero di astensione obbligatoria e o facoltativa per adozione o affidamento di cui all’art. 6 della legge n. 903 del 1977, non possono essere attivate le procedure di revoca di cui all’art.17 , comma 71 della n.127 del 1997, né le procedure relative alla non conferma. In tali ipotesi le procedure suddette possono essere attivate con la ripresa del servizio del segretario con i termini e le modalità previsti dall’art,17, comma 70 della legge n.127 del 1997.Nelle stesse ipotesi, inoltre, vale quanto disposto dal comma 12 dell’art.19.

Art.10

1.Eliminare gli incisi contenuti nel primo periodo: "le cui sedi sono comprese nell’ambito territoriale della stessa sezione regionale dell’agenzia" e "anche nell’ambito di più ampi accordi per l’esercizio associato di funzioni"

Aggiungere in fondo: "la stipula della convenzione non costituisce una nuova sede di servizio".

1 bis. Le convenzioni possono essere costituite tra non più di tre comuni, che complessivamente non devono superare 15.000 abitanti, ovvero nel caso di unione di comuni costituita ai sensi della legge n. 265 del 1999 o nel caso di più ampi accordi per l’esercizio associato di servizi e funzioni.

2.Aggiungere il seguente periodo: " con lo scioglimento della convenzione il segretario rimane titolare della sede capo convenzione.

All’ultimo periodo aggiungere dopo …"dell’Agenzia" ", per la presa d’atto e la verifica della convenzione a quanto previsto nel presente regolamento."

2 bis. Per le convenzioni stipulate oltre il periodo di cui all’art.17 comma 70 della legge n°127 (120 gg.) la nomina del segretario sarà operata tra i segretari degli enti convenzionati. Il C.d.A. disciplinerà le modalità sulla base dei criteri in proposito stabiliti dal C.C.N.L.

  1. Rimane invariato.

Art.11

Deve essere eliminato ogni riferimento agli " elenchi aggiuntivi" rivelatisi inutili ed inefficaci. Vedere in proposito:

Comma 1- 2°, 3°, 4° cpv;

Comma 2

Comma 7 Eliminare dopo "fascia" la parola "immediatamente".

Art.13

  1. Rimane invariato.
  2. L’abilitazione di cui al comma 1 è rilasciata al termine del corso-concorso di formazione della durata di dodici mesi, seguito dal conferimento di un incarico per la durata di sei mesi in un comune vacante, con l’assistenza di un segretario in funzione di tutor individuato e retribuito dall’agenzia.
  3. Rimane invariato.
  4. Rimane invariato.
  5. Rimane invariato.
  6. Prevedere al secondo periodo una verifica " quadrimestrale" anziché " semestrale".Aggiungere all’ultimo periodo ", previo rilascio di idonea dichiarazione scritta, da parte dei partecipanti ai corsi, di accettazione della prima sede di nomina, a seguito della individuazione operata da parte di un sindaco. Il diritto alla permanenza dell’iscrizione all’albo per il periodo di quattro anni viene dichiarato decaduto con provvedimento dell’agenzia, nel caso in cui non si è ricoperta la sede di servizio.
  1. Eliminare il riferimento "semestrale" e sostituirlo con " quadrimestrale".
  2. Rimane invariato.
  3. Rimane invariato.
  4. Rimane invariato.

Art.15

  1. Rimane invariato.
  2. Aggiungere il seguente periodo" I segretari interessati alla nomina nelle sedi vacanti dovranno trasmettere in copia la dichiarazione di interesse alla nomina, oltre che al sindaco del Comune, all’agenzia nazionale o alla competente sezione regionale.
  3. In caso di vacanza della sede, salvo che sia in corso la stipula di una convenzione per l’ufficio di segretario, le funzioni di segretario sono svolte dal vice segretario , se previsto dall’ordinamento dell’ente , in possesso dei requisiti di cui all’art. 13, comma 1, del presente regolamento. La reggenza del vice segretario non potrà mai protrarsi oltre 120 giorni dalla vacanza della sede.
  4. In mancanza della figura del vice segretario o comunque decorsi i 120 giorni dalla vacanza della sede, le funzioni sono svolte dal dal segretario reggente inviato dall’agenzia ai sensi dell’art,19, comma2.

    La procedura di nomina del segretario titolare è avviata entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla data di vacanza della sede e deve obbligatoriamente concludersi entro 120dalla stessa data.

    Decorso inutilmente tale termine, l’agenzia nazionale o le sezioni regionali, inviano diffida scritta al capo dell’amministrazione locale ad avviare il procedimento di nomina del segretario entro il termine perentorio di giorni 15 dal ricevimento della diffida.

    Nel caso in cui l’inerzia si protragga oltre tale termine, il Presidente dell’Agenzia Nazionale o il Presidente della Sezione Regionale nominano, nella persona di un dirigente della struttura dell’Agenzia, un commissario "ad acta" per avviare il procedimento iniziando con la pubblicazione della vacanza della sede.

    Scaduto il periodo di pubblicizzazione della vacanza della sede, qualora il Sindaco o il Presidente della Provincia persista nell’inerzia il Commissario ad acta proporrà al Consiglio di Amministrazione competente, la individuazione e la conseguente nomina del Segretario.

  5. Rimane invariato.
  6. Il Segretario può essere revocato ai sensi dell’articolo 17, comma 71 della legge. Il provvedimento motivato di revoca è adottato da Sindaco o dal Presidente della Provincia su deliberazione della giunta, previo parere del comitato dei garanti, secondo le procedure previste dal D. lgs n. 80 del 1998, da nominarsi con le modalità previste dal CCNL. A tal fine, sono preventivamente contestate al Segretario per iscritto le gravi violazioni ai doveri di ufficio; il Segretario può presentare le proprie giustificazioni.

Art. 19

  1. Rimane invariato
  2. Rimane invariato
  3. Aggiungere il seguente periodo: "solo nel caso di impossibilità di utilizzare i Segretari in disponibilità, accertata dal competente consiglio di amministrazione, il Sindaco potrà ricorrere ad incarichi di supplenza, previamente autorizzati dal consiglio di amministrazione stesso.
  4. Rimane invariato
  5. Rimane invariato.
  6. Rimane invariato.
  7. Rimane invariato.
  8. I Segretari comunali e provinciali in posizione di disponibilità ed incaricati di reggenza o supplenza, hanno diritto alla stessa retribuzione spettante al Segretario che sostituiscono se più favorevole, rispetto alla retribuzione in godimento con oneri a carico dell’Agenzia fino a 120 giorni di durata dell’incarico. Gli oneri saranno posti a carico dell’Ente nel caso di incarichi di durata superiore a 120 giorni.
  9. Rimane invariato.
  10. Nel il primo periodo dopo le parole "tabellare" inserire: "così come definito dal CCNL,…"
  11. Eliminare "con le procedure di cui all’art.18". Aggiungere "Il segretario collocato in disponibilità può chiedere in qualunque momento di essere collocato in mobilità presso altre pubbliche amministrazioni, anche in posizione sovrannumeraria, con la garanzia della posizione giuridica ed economica acquisita e con le procedure previste dal CCNL"
  12. Rimane invariato.
  13. Eliminare dopo "professionale" la parola "immediatamente".
  14. Rimane invariato
  15. Rimane invariato

Art. 20

Aggiungere il comma 5 bis "L’indennità di reggenza o supplenza per le segreterie comunali e provinciali rette a scavalco contribuisce all’alimentazione del fondo di cui all’art. 17, comma 73, secondo il coefficiente stabilito dal consiglio nazionale di amministrazione, tenuto conto della classe demografica di appartenenza dell’ente, in conformità a quanto stabilito al quarto comma del presente articolo."

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