La conferma di criteri di scelta dei Segretari comunali legalizzati dal Governo con D.L. n. 8 del 22/01/1999
Risibile, inopportuna, provocatoria, ancora una volta, quale atto di "terrorismi spicologico", quanto affermato dallOn. Vigneri (Italia Oggi di venerdì 20/01/1999) in merito allinterpretazione autentica contenuta nel D.l. n. 8/99 circa la durata dellincarico del Segretari Comunale nominato dal Sindaco ai sensi della legge Bassanini (commi 70 e 81 legge n. 127/97).
Non era il caso di continuare ad infierire nei confronti di una categoria che ha subito la riforma e che non ha mai fatto resistenza né ostruzionismo alla fase applicativa della legge per carenza assoluta di potere contrattuale e di interlocutori politici disponibili ad esaminare, senza riserve e pregiudizi, un tema così importante per la vita istituzionale degli enti locali qual è quella dello "status" dei Segretari Comunali.
In realtà il Governo, per superare lostacolo (della motivazione) derivante dallorientamento giurisprudenziale consolidatosi, con il Decreto Legge ha ritenuto di dover continuare lintrepida azione "demolitrice" di una categoria sempre e comunque impegnata, in modo consapevole, a svolgere in silenzio il ruolo di garante del principio di legalità (art. 97 della Costituzione) che negli ultimi tempi sembra sacrificarsi nel nome dellefficienza ed efficacia ignorando che la prima garanzia dellefficacia sta proprio nella conformità dellazione amministrativa alle norme che la regolano.
La scelta e la conseguente nomina del Segretario Comunale diventa così ampiamente discrezionale, insindacabile e non soggetta a nessun meccanismo improntato a criteri di professionalità o di capacità bensì soltanto allosservanza rigorosa dei criteri legalizzati implicitamente dal Parlamento e dal Governo la cui linea direttrice si riconosce nei seguenti "valori" prioritari:
Indubbiamente, con linterpretazione autentica resa dal Governo, il sistema normativo sulla nomina e revoca dei Segretari Comunali, messo seriamente in crisi definitivo relegando il Segretario Comunale ad un ruolo marginale, una sorta di "Optional" o di contenitore vuoto.
Daltro canto a quasi 2 anni dallentrata in vigore , della Legge Bassanini, applicata in modo distorto e selvaggio, ha evidenziato un fenomeno sommerso che molti avevano sottovalutato: una categoria allo sbando, divisa, governata da uomini con elevata "vision" di opportunismo politico e incapace di recuperare una reale unità di intenti a difesa del proprio ruolo istituzionale a servizio dello Stato di diritto e soprattutto a difesa della propria dignità professionale.
Non si può, infine, sottacere che il nuovo modello di amministrazione definito dalla riforma Bassanini in questi due anni di esperienza si è caratterizzato da un unico movente: colorare il tutto di politica anche le più banali scelte tecnico amministrative, ripristinando così da un lato la commistione o "complicità" di ruoli politico amministrativi che ha prevalso nel sistema previgente la legge 142/90 e, dallaltro, un sistema di immunità per gli organi politici non più responsabili degli atti di gestione.
Rebus sic stantibus, non ci resta che prendere atto del messaggio che il Governo con il D.L. n. 8/99 ha voluto nuovamente ribadire: "la migliore missione per la burocrazia è quella di essere servitore perfetto della classe politica".
Dott. Giovanni SANTOMAURO
Segretario Generale
Comune di Battibaglia