A Cana di Galilea
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Ave Maria del Sì - Misteri della Luce
"Sì", dicesti allora,
quando la morte chiuse per sempre
le pupille care dell'uomo delle tue nozze:
e l'abbracciasti per l'ultima volta,
pregna solo di pianto e di speranza,
mentre lui taceva, come impotente,
bevendo la tua fede,
come il sole assorbe la rugiada
sui petali violacei della passiflora.

 
Ora siedi, vedova dolente e consolata
dalla comune gioia, gelsomino diCana,
e vibri come corda di un liuto gentile
sotto il tocco dell' "Ora".
Senti e previeni anche l'offuscarsi del giorno di festa.
Tu sai,
o ancella di Dio e dell'uomo,
ch'è tuo compito altissimo
far sbocciare i trionfi del cielo
per il soffio dolcissimo del tuo labbro materno.
"Come Lui vi dirà".

Oh, la dolce violenza
che inonda di nettare biondo e soave,
d'ebbrezze inaudite la terra.
L'era nuova è sbocciata per te, capinera di Nazareth
e le idrie ricolme scorrono
a saziare di gioia il timore di tutti,
il bisogno di festa e la sete d'amore.
"Lo dirà".
Tu conosci il suo cuore come rondine il nido:
perché canti la vita;
tu prudente e sicura,
rompi l'ultimo velo dell'uovo ormai nato.
Credettero in Lui e fu festa per tutti.
Per sempre!
Pure tu, madre, ebbra di fede,
nel silenzio cantasti sulla cetra del cuore il trionfo d'amore,
nella carne del tuo "Sì":
Uomo-Dio.
Io ti seguo alla sera di quel giorno di nozze
stretta a Lui
stretto a te...
nel silenzio profondo
di uno sguardo ch'è fuoco di un'unica fiamma.
E sorride al suo "Sì"
che hai strappato per noi.

 

 
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