Montoya: “E ora vorrei vincere”
14 settembre 2002 Fonte: Gazzetta dello Sport
Il colombiano felice per la pole di Monza: “La media record? Bella, ma tra un anno si potrà già migliorare”. Poi svela di aver fatto la pace con Schumi a cena.
MONZA, 14 settembre 2002 - Nella F.1 delle certezze, lui rappresenta l'anomalia. Nella stagione, cioè, in cui la Ferrari sta facendo man bassa di vittorie e record c'è un Juan Pablo Montoya che si è specializzato a dominare ugualmente. Solo quando è possibile, naturalmente, vale a dire il sabato. Con la settima pole position della stagione, il colombiano della Williams ha stupito ancora. E anche lui può dire di essere nella storia. Sabato ha infatti migliorato la miglior media sul giro di una pole che apparteneva a Keke Rosberg. Nelle prove del GP d'Inghilterra il finlandese girò a 258,983 km/h. Montoya ha rovinato la festa ai ferraristi con una tornata da 259,897. Ma siccome è un'anomalia, non si può non ricordare che nelle altre sei occasioni in cui è partito davanti a tutti il colombiano non ha mai vinto.
Ed è proprio per questo che Juan Pablo pensa già a domenica: “È stata una lotta avvincente con Michael e Ralf e sono felice di essere in pole - dice il colombiano - spero di riuscire a vincere per la prima volta questa stagione, la seconda qui a Monza e anche della mia carriera in F.1”. Tutto ha funzionato alla perfezione e il pilota lo ammette: “Sapevamo dall’inizio che saremmo stati forti su questa pista e non abbiamo avuto bisogno di cambiare molto la vettura durante il fine settimana. Le gomme sono molto valide e abbiamo trovato un ottimo bilanciamento per la macchina. Il record? Bello, ma sono fatti per essere battuti, magari tra un anno sarà ritoccato anche il mio”.
Il colombiano ha tra l'altro svelato un importante retroscena sui mutati rapporti con Michael Schumacher, decisamente migliorati. Al Nurburgring il 23 giugno scorso i due sono usciti a cena con fidanzata, moglie e figli al seguito. “La sera del GP d'Europa - racconta il pilota della Williams - sono andato a cena con Michael. Abbiamo parlato molto a lungo, ma soprattutto l'ho visto con i figli e ho capito che è una persona a modo, diversa da quella che pensavo. È vero, non posso dire che siamo proprio amici ma i nostri rapporti sono più cordiali e rilassati”. E con l'altro Schumacher, Ralf, come vanno le cose? “C'è lotta, è normale visto che siamo nella stessa squadra. Ma dietro non c'è nient'altro”.
“Molto, molto bravo”