E' scontro tra due "culture": l'una afferma che le tasse sono un male in sè e vanno comunque eliminate.
Servono solo a foraggiare un esercito di nullafacenti (gli impiegati pubblici) ai danni dei veri lavoratori: gli imprenditori che rischiano del proprio. Dunque si proclama che si taglieranno le tasse (gia' sentito, ma vi siete davvero accorti che nei cinque anni passati sia accaduto?). Al tempo stesso si promettono regalini qua e la', e massicce opere pubbliche (che ovviamente costano).
E i soldi dove si prendono? MAI è stata data una sola indicazione seria e concreta in proposito. Si parla di tagli degli sprechi, ma di nuovo l�unica indicazione concreta che ho sentito "Abolizione degli enti inutili"(come l'Istituto Nazionale di Fisica della Materia? Una delle strutture di ricerca che cominciava a funzionare e che e' stata accorpata al carrozzone del CNR da una sciagurata riforma). Davvero cosi' recuperiamo tutti i soldi che servono?
In realta' questa "cultura" non ha altra scelta che sfasciare i conti pubblici, aumentando il debito, oppure tagliare i servizi.
Perche' non abolire anche la sanita' pubblica, tanto funziona male, e poi con i soldi risparmiati non pagando le tasse potremo permetterci le cliniche svizzere�
E poi, le riforme fatte: ci si dice che con le nuove scuole tutti saranno piu' preparati, i nostri figli parleranno perfettamente l'inglese al termine delle superiori (specie se vanno alla scuola privata, quella pubblica e' piena di comunisti, credo che al massimo impareranno il russo o il cinese). E comunque anche le scuole pubbliche sono ormai state "aggiustate": "abbiamo dato alle scuole tecniche la dignità dei licei, adesso abbiamo undici tipi di liceo". Già, tutto sta nel nome, l'aveva già detto Umberto Eco ne "Il nome della rosa".
L'altra cultura pensa che siamo una comunità che va gestita, che il debito pubblico deve CALARE ed essere messo sotto controllo, che non si possono tagliare i servizi senza infliggere dolore (perchè senza ricerca non c'è futuro, perchè senza la dignità dei docenti la scuola è allo sfascio, perchà senza la sanità pubblica i poveri muoiono, e se le classe media va nelle cliniche private in cui prima viene il profitto e poi la salute si svena, e forse muore lo stesso).
L'altra cultura almeno prova a proporre delle ricette. Sì certo, la lotta all�evasione fiscale è un pò una chimera, ma meglio provarci che premiare i furbi (tre condoni nella storia italiana: Craxi, Berlusconi 1, Berlusconi 2). E se occorrerà aumentare dal 12,5% al 20% le tasse su BOT e CCT pazienza. Non andremo in rovina per questo. Ci andremo, invece, se continueremo nella folle corsa verso il nulla che sono stati gli ultimi cinque anni, nei quali chi era ricco lo è diventato di più, e per gli altri pazienza.
Le ricette "cultura" berlusconiana (che si autodefinisce "liberale e liberista") sono fatte di aria: semplicemente non esistono. Mi piacerebbe molto un serio confronto tra una cultura (vera) liberale e liberista ed una socialdemocratica. Peccato che in Italia i liberali e liberisti (se ce n'è di veri) stiano allineati e coperti dietro le spalle di un "lider maximo" di stampo sudamericano, forse attendendone una eventuale fine per raccoglierne l'eredità. Per fortuna, con l'Euro, a nessun governo nazionale può venire in mente la semplice ed efficace misura di stampare carta moneta (non oso immaginare che cosa la finanza creativa di Tremonti saprebbe fare senza questo paletto).
Grazie Presidente, Lei è un bravissimo venditore di sogni. E sa, ha ragione: davvero la nostra intelligenza non ci permette di votare contro i nostri VERI interessi.