FULGOR, sala Venere (microscopica), Via Maso Finiguerra, Firenze (tel. 055.2381881)
DATA: 24 NOVEMBRE 1999 (spettacolo delle 20.30)
CRIMINI COMMESSI: Insufficiente isolamento acustico
VITTIMA: "Onegin" di Martha
Fiennes
Segnalazione di Vera Gheno.
Da boicottare per due motivi: sonoro ridicolmente basso (per non
parlare dello schermo ridicolmente piccolo e delle sedie, poche e
disposte in piano e non a scalare) e soprattutto noiosissime
interferenze dalla sala sottostante, dove mi sembra proiettassero
Sixth Sense. Non solo si sentivano brani della conversazione
dell'altro film, ma le poltrone e la sala intera tremavano a ogni
esplosione o suono violento nell'altra sala. Qui si tratta di un
problema strutturale, non certo risolvibile con una semplice lavata di
capo al personale. L'unica cosa da fare e' evitare il suddetto cinema,
o almeno la suddetta sala, come la peste.
VITTORIA, Via Pagnini, Firenze (tel. 055.480879)
DATA: 16 SETTEMBRE 1999
CRIMINI COMMESSI: Millantato THX
VITTIMA: "Guerre Stellari Episodio I - La minaccia fantasma" di George Lucas
Post su IACine di Enrico Pacciani.
FULGOR (sala Venere), Via Maso Finiguerra, Firenze (tel. 055.2381881)
DATA: 15 SETTEMBRE 1999 (spettacolo delle 22.45)
CRIMINI COMMESSI: Proiezione sfocata
VITTIMA: "Go - Una notte da dimenticare" di Doug Liman
Segnalazione di Enrico Pacciani.
Secondo tempo (atroce abitudine italiana, spezzare il film a meta'):
la pellicola parte ed e' fuori fuoco.
Prima di urlare "fuoco!" aspetto di vedere se il proiezionista se ne
accorge, ma avendo notato all'ingresso i monitor dei proiettori
automatici dubito che ci sia qualcuno in cabina.
Niente, non succede niente.
Mi alzo e sono gia' incazzato.
Vado a controllare in cabina, non c'e' nessuno. Potrei entrare in
cabina e mettere a fuoco da solo, ma non e' compito mio...
Cerco intorno, non c'e' nessuno.
Scendo le scale, attraverso la hall, e trovo i due proiezionisti (o
presunti tali: uno potrebbe essere anche solo una maschera) seduti su
un divano a chiacchierare.
Chiedo se per cortesia uno di loro puo' salire a rimettere a fuoco il
film.
Insisto, vista la loro scarsa predisposizione ad ammettere che la
proiezione possa andare storta. Uno dei due sostiene che e' colpa
della copia, che sarebbe stampata male.
L'altro finalmente si decide a salire.
Entra in cabina.
Cazzeggia col proiettore.
Il film e' ancora fuori fuoco.
Il tizio se ne va.
Il film continua a essere inesorabilmente fuori fuoco.
Mi rialzo. Riscendo le scale maledicendo di dover essere io quello che
si perde un pezzo di film per conquistare una proiezione decente.
Ritrovo i due sul divano. Ripeto la richiesta, spiegando che il primo
tentativo non ha sortito risultati positivi.
Quello che era rimasto seduto continua a sostenere che e' la copia che
e' cosi'. Gli chiedo se questo vuol dire che da quando hanno il film
in programmazione (almeno da venerdi' scorso) stanno proiettando una
copia fuori fuoco. "E il pubblico non se ne sarebbe accorto?" chiedo.
Risposta: "Accorto di che? Non c'e' nessun problema, lei e' il primo
che si lamenta"
Resisto alla tentazione di dargli dello stronzo, oltre che un destro.
Insisto perche' qualcuno risalga a mettere a fuoco il proiettore.
L'altro tizio, quello che era gia' salito una volta, si decide a
ritentare. Ricazzeggia col proiettore e dopo un po' riesce a
migliorare leggermente la proiezione.
Io intanto mi sono perso minuti interi del film.
All'uscita ritrovo i due e chiedo come e' possibile che fosse la copia
a essere fuori fuoco, visto che poi era possibile ottenere un'immagine
piu' nitida... Il parlatore, quello che non era neanche salito a
verificare la proiezione, si rivolge all'altro e inizia a parlare di
tutt'altro argomento, cercando ostentatamente di ignorarmi. Non lo
meno ma continuo a parlargli fino a che quello non si decide a
spostare su di me la sua attenzione. Non lo sto massacrando di insulti
come meriterebbe, con grande autocontrollo sto invitandolo a prendere
in considerazione quelle strane creature che entrano nelle sale e che
sono convenzionalmente chiamate spettatori paganti.
Cazzo, voglio solo sentirmi dire che la prossima volta che qualcuno
chiede una verifica sulla proiezione loro saranno un po' piu'
solleciti. Voglio sentire la parolina magica "scusa". Niente da fare.
Il tipo risponde di non essere interessato alla discussione e mi
invita a reclamare con la direzione, se proprio voglio.
Sono basito. Domani reclamero' con la direzione, anche se a malincuore
(so che in quelle condizioni il film poteva partire fuori fuoco:
sarebbe bastato avere un po' piu' di voglia di lavorare e non ci
sarebbero stati casini. Ora mi tocca fare la parte del rompiscatole
per lamentarmi di quello che all'inizio era un problema perfettamente
comprensibile - si son voluti smerdare inutilmente).
Intanto, per la lista nera di Alberto e per tutti quelli che bazzicano
da Firenze, segnalo l'infame delitto.
Domani a mezzanotte al Fulgor proietterebbero l'anteprima di Guerre
Stellari, ma a questo punto non so se tentero' di rientrare nello
stesso cinema.
Sono veramente stanco di sorbirmi proiezioni di merda in sale
trascurate dai gestori. Finora mi son limitato a protestare nelle
sale, ma non serve a niente.
Una cronologia delle mie precedenti disavventure nelle sale
fiorentine:
- Nel 1997 al cinema Odeon di Firenze il proiezionista ha sbagliato
l'ordine della parti di Hamlet di Branagh. Anche allora la maschera ha
fatto lo gnorri sostenendo che non c'era nessun problema. Ora,
l'Amleto e' un testo abbastanza conosciuto perche' uno spettatore
mediamente istruito possa accorgersi se nel film manca piu' di un atto
rispetto a Shakespeare...
- Nell'agosto 1998 ho pagato 12.000 lire per una proiezione in un
cinema (il Gambrinus) che - giurava la maschera - avrebbe avuto l'aria
condizionata, pero' rotta.
Da fonti affidabili ho saputo che quel cinema l'aria condizionata
proprio non ce l'ha (o almeno non l'aveva all'epoca).
- All'inizio del 1999 ho visto "Everafter: a Cinderella Story" al
cinema Astro. Il proiettore usato per il secondo tempo aveva una
lampada vecchissima che mostrava i colori troppo scuri e con uno
sgradevole sfarfallio. Protesto con l'uomo che stacca i biglietti, un
uomo di una certa eta' che rimane impermeabile alle lamentele.
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