L’INIZIO DELLA BATTAGLIA
Una landa desolata,
fatta di semi spiriti umani che camminavano verso la bocca di Ade in cerca
forse della fine alle loro sofferenze… o incoscienti di trovarne altre
maggiori.
I dodici santi dorati erano
stupefatti di vedere quei mondi che solo a Kharma ed a Yago erano concessi di
vedere… fu proprio quest’ultimo a prendere parola, essendo egli abituato a tali
visioni.
“Non lasciate che il sentimento
della pietà o della comprensione vi punga il cuore… questo mondo è solo una transizione;
non badate ai dannati, concentratevi sulla battaglia adesso.”
“Si Yago, lo faremo, andiamo ora,
sento il cosmo del Sacro Sigillo affievolirsi di istante in istante.”
“Andremo uniti!”
A questa affermazione di Lamax,
Kharma rispose con tono deciso:
“Non sono d’accordo cavaliere del
Capricorno..”
“E per quale motivo?”
“Il fatto è che se procedessimo
tutti insieme saremmo sicuramente più forti, ma facili bersagli… dobbiamo
tenere presente il numero assai maggiore del nostro degli Spectre, e se ci
trovassero insieme, non so quante possibilità di vittoria potremmo avere…”
“hmmm… forse hai ragione, ma
allora che proponi di fare?”
“Ci divideremo, il cosmo del
Sigillo è comprensibile a tutti noi, non avremo difficoltà a trovarlo… ma al
primo attacco di uno di noi nemmeno gli Spectre avranno la stessa difficoltà di
trovarci.”
“Quindi dici di confonderli,
facendogli sentire i nostri cosmi in posti differenti?”
“Esattamente”
Shion, allora lo guardò e disse:
“Bene cavalieri, ci ritroveremo
al sigillo di Athena, almeno uno di noi deve arrivarci per riapporlo
nuovamente.”
Si diedero tutti la mano, si
guardarono negli occhi in quel momento, in quegli occhi così determinati… forse
in cuor loro erano già consci di non rivedersi forse mai più; cercavano con
ogni mezzo di imparare a memoria ogni volto mai come ora così amico, sarebbero
stati, nei loro cuori, i compagni di tutta la vita ed oltre.
“Al sigillo!”
Ognuno prese una sua strada, e si
diressero dove sentivano che il Simbolo della Dea stava ancora pulsando.
Agli occhi del cavaliere
d’Ariete, le lande della disperazione sembravano proprio il luogo adatto dove
combattere una guerra. Era una vasta pianura fatta di sabbia e terra nera, il
cielo era oscuro, se cielo si poteva chiamare… nonostante tutto ci vedeva come
se fosse giorno.
“Chissà quanto ci metteranno gli
Spectre a trovarci…”
Questo era il pensiero che
attanagliava la sua mente, mentre camminava verso un’enorme monte davanti a se.
“Cavaliere! Voltati!”
Shion si voltò e vide un
avversario in fronte a se… egli gli chiese:
“E tu saresti uno Spectre?”
“Chiamami come vuoi, il mio nome
comunque è Giant, tu devi essere un cavaliere d’oro di Athena… Rhadamantis mi
aveva accennato del vostro arrivo nell’Ade.”
“Di nuovo questo nome… pazienza,
vorrà dire che ci affronteremo!”
Shion espanse il suo cosmo, e lo
Spectre ne fu intimorito… ma il suo dovere era di fermarlo…
“Bene, cavaliere, alle armi
dunque! Pugno di Titano!”
il colpo terribile di Giant
arrivò dritto al bersaglio, ma senza nemmeno toccarlo.
“Come è possibile?”
Shion sorrise:
“Come puoi non pensare che io non
sia prevenuto agli attacchi, miserabile! Stai affrontando un cavaliere d’oro,
un cavaliere che non ha rivali tra i cavalieri! Esecuzione delle Stelle!”
Giant, venne prepotentemente
sollevato in aria e fatto ricadere, non avendo nemmeno il tempo di accorgersi
dell’accaduto… si ritrovò giacente a terra privo di vita.
“Se fossero tutti così gli
Spectre avremo sicuramente una facile missione, ma certamente questi sono solo
in avanscoperta, comunque non ho potuto testare la reale potenza di Giant,
avendo usato il Muro di Cristallo… vedremo… continuiamo la ricerca.”
Pisces stava camminando anch’essa
verso quel monte, quando d’improvviso…
“Ma che succede?”
Distingueva benissimo dei movimenti
sotto terra che si dirigevano verso di lei… li evitò ad uno ad uno, finchè non
sentì una voce:
“Sei abile per essere una donna…
brava, ma saprai difenderti da me?”
“Fatti vedere soltanto, e avrai
modo di trovare la risposta da te cavaliere!”
Dalla terra uscì quindi uno
Spectre con una stranissima armatura, era composta da lunghi arti simili a
serpenti.
“Eccomi biondina… sono Laimi del
Verme, e sono il tuo rivale”
“Mai nome fu più adatto quindi…”
Pisces rispose con la sua
sarcastica ironia di sempre…
“Tu credi? Groviglio di Vermi!”
Partirono alla volta del
cavaliere d’oro dei Pesci, e uno degli arti la colpì sull’elmo che cadde a
terra. Laimi andò sotto terra per riaffiorare a pochi centimetri dall’angelico
viso di lei.
“Allora… cosa intendi fare
ragazzina?”
Pisces, con un movimento fulmineo
trafisse armatura e cuore dello Spectre, che cadde a terra morente, negli
ultimi istanti della sua vita l’unica cosa che vide fu lei che disse:
“Questo!”
Riprese con la sua freddezza il
suo elmo da terra e si voltò verso il monte oscuro…
“Troppo facile… è stato troppo
facile, non possono essere questi i nostri avversari, un oscuro presagio ci è
ancora nascosto.”
E riprese il suo cammino verso il
Sacro Sigillo di Athena.
Nelle vicinanze intanto anche
Lamax aveva di fronte una avversario, ma questa volta era diverso. Lo scontro
era già cominciato, ed il cavaliere del Capricorno, nonostante colpisse con
rara potenza, veniva continuamente respinto dai colpi di questo Spectre… non
era normale, aveva due grandi ali sull’armatura e la sua grazia in battaglia
era grande.
“Prima o poi cadrai cavaliere!
Excalibur colpisci!”
Ma lo Spectre si levò in volo ed
evitò il colpo con grande maestria.
“Non ti sarà facile battere Myu
della Farfalla, cavaliere!”
“Questo lo credi tu, le mie
risorse non sono di certo finite qui cavaliere!”
Askara sentì il cosmo do Lamax
espandersi continuamente:
”E’ la prima volta che sento il cosmo del cavaliere del Capricorno così
intenso, devo vedere che succede, la situazione mi preoccupa.”
Si diresse alla volta di Lamax e
qui vide il cavaliere combattere con Myu.
“Serve aiuto Lamax?”
“Stai indietro Askara, questo
Spectre è molto abile, ma ha un punto debole che ho appena scoperto!”
“Cosa? Stai forse delirando
cavaliere? Si… dev’essere così io non ho punti deboli, al contrario di te…”
“Ti dimostrerò che la tua
arroganza e presunzione è frutto solo della tua convinzione Myu… col tempo ho
forgiato un’altra spada identica ad Excalibur… ed ora, la sacra croce di Lamax
ti colpirà senza pietà alcuna.”
“Ti aspetto cavaliere! Avanti, io
non temo rivali!”
Lamax espanse ulteriormente il
suo cosmo.
“Colpite Sacre Spade di Athena!”
Partirono due colpi diretti verso
lo Spectre, che ancora una volta si elevò in aria per riatterrarvi poco distante.
“Te l’avevo detto cavaliere! Io
non ho punti deboli, nemmeno il tuo colpo più forte è riuscito a scalfirmi!”
“Questo lo pensi tu, hai perso
Myu, ora indietreggia e cedi il passo se non vuoi morire”
“Cosa vai blaterando, sei forse
pazzo?”
Ma in quel mentre le due grandi
ali di Myu si frantumarono in mille pezzi…
“Ma che diamine….”
“Te l’ho detto Myu, hai perso, il
tuo segreto sta nelle ali, con quelle ti muovi a scatti maggiori della velocità
della luce ed attacchi con le tue farfalle della morte… ora sei solo un uomo,
la tua Surplice è inutilizzabile e ti reca solo danno… ora.. cedi il passo.”
“Mai, io ho un dovere di rispetto
verso i generali di Hades e lo attuerò anche donando la vita che il Dio
dell’Ade mi ha donato.”
“Come vuoi cavaliere, io ti ho
avvertito…”
Myu corse incontro a Lamax che lo
attendeva con la mano destra sospesa in aria. Un secondo, un vincitore, uno
sconfitto… una mano abbassata. Il corpo di Myu giaceva ora a terra privo di
vita, Askara era rimasto allibito di fronte alla freddezza del cavaliere suo
pari, tanto che Lamax stesso lo noto.
“Non stupirti cavaliere del Toro,
abbiamo una missione da compiere per il mondo intero… altre vittime cadranno…
alcune anche per mano tua.”
Senza cambiare la sua espressione
e senza proferire parola i due si avviarono verso il Sigillo. Incontrarono poco
dopo Fulgore.
“Cavaliere, anche tu stai bene e
mi compiaccio di notarlo.”
“Si Askara, ho fatto fuori una
decina di cavalieri, ma erano tutti stranamente deboli, che sia tutta qui la
loro forza?”
“No Fulgore, ho lottato con uno
Spectre molto superiore ai tuoi e sono convinto che ci sia una scala tipo
gerarchica negli Spectre.”
“Che intendi cavaliere della
decima casa?”
“Man mano che ci avviciniamo al
sigillo la loro forza aumenta, sarà presso il simbolo d’Athena che i più forti
ci attenderanno per cercare di prendere tempo.”
“Ho capito, tu pensi che la
troveremo anche Rhadamantis?”
“Ci starà aspettando, hanno
giocato d’astuzia più di noi, non è servito dividerci, anzi, dovremmo cercare
di riunirci tutti e di giungere da loro… vogliono solo aspettare del tempo…
tempo utile allo spezzarsi del Sacro Sigillo.”
“Andiamo dagli altri dunque.”
Partirono alla volta dei santi
dorati, finchè non si erano riuniti tutti anche grazie ai poteri telepatici di
Shion. Erano ormai ai pressi del Monte Oscuro, la avrebbero trovato il Simbolo
della Dea della Giustizia. Si fermarono per un attimo.
“Non so cosa ci aspetti
cavalieri, ma dobbiamo essere pronti a tutto”
“Trakis, ho sentito parlare da
Caronte, uno Spectre da me sconfitto, che tre grandi Generali difendono
strenuamente il sigillo sacro.”
“Chi sono Kharma, sai dirci
qualcosa in più?”
“Il primo lo avete già sentito
nominare: Rhadamantis, poi con lui ci sono Aiace e Minosse; essi sono i custodi
ultimi del Limbo Oscuro dov’ora Hades si trova.”
Al che Glacius tuonò:
“Tre? Solo tre e noi ci
preoccupiamo?”
“Calma la tua ira Glacius, ti
ricordo che Rhadamantis ha ucciso Dugar nostro Grande Sacerdote.”
Il cavaliere d’Acquario si placò
immediatamente; ma Pisces stessa aggiunse:
“Si, hai ragione Kharma, ma
comunque noi siamo dodici, vuol dire che quattro cavalieri possono fronteggiare
uno di loro alla volta…”
“Non resteremo nei limiti della
cavalleria amici.”
“Al diavolo la cavalleria Yago,
stiamo parlando di salvare il mondo, te lo rammento.”
“Stiamo parlando e non stiamo
agendo, muoviamoci cavalieri, più tempo passiamo qui, più probabilità ha il
sigillo di Spezzarsi.”
“Hai ragione Shion, ma lasciatemi
solo dire una cosa…. Rhadamantis…. È mio!”
Dauko aveva negli occhi la rabbia
più crudele che uomo potesse contenere in un corpo, e l’avrebbe fatta esplodere
proprio con l’assassino del suo maestro.
Si avviarono quindi al Sigillo,
dopo pochi minuti trovarono quello che stavano cercando… e quello che avevano
previsto: I tre Generali di Ade erano li, Aiace e Minosse ai piedi dell’otre
che conteneva Hades e Rhadamantis, con aria di superiorità aveva le braccia
incrociate e lo sguardo pieno di rancore ed odio alla vista dell’armatura di
Dauko.
“Manca poco ormai alla vostra
disfatta… preparatevi a morire cavalieri di Athena!”
“Le tue parole sono gocce che
cadono in un oceano Rhadamantis… cavalieri andiamo!”
All’incitamento di Tales tutti si
buttarono verso il sigillo; gli Spectre assunsero posa da battaglia e cominciò
il duello.
VITA E MORTE
Fulgore fece un passo
avanti, senza proferire parola, senza dire nulla; si levò il mantello e si
fermò tra il gruppo dei cavalieri d’oro e gli Spectre.
”Ho affrontato decine di voi, nemici che solo a parole sembravano imbattibili…
spero che siate fatti di altra pasta cavalieri…”
“Ti dimostrerò con i fatti quanto
possano valere i generali di Hades…”
“Bene, sarò io il tuo avversario
cavaliere, fatti avanti!”
“Conoscerai la collera di Aiace,
mortale! Volo di Garuda!”
Il colpo era portato con
demoniaca velocità e precisione che nemmeno Fulgore riuscì ad evitarlo e fu
innalzato verso il cielo per poi cadere rovinosamente a terra. Aiace quindi
disse:
“Ecco qui, un colpo scagliato
nemmeno alla massima potenza ed un santo dorato già fuori combattimento…
avanti, chi vuole sfidarmi di voi?”
“Devo ammettere che non era male
il tuo colpo, ma se pensi di potermi battere con così poco sei pazzo!”
Aiace si voltò e Fulgore era già
dietro di lui con il braccio destro all’indietro pronto a caricare il suo colpo
migliore
“Illuso! Per il sacro Leo!”
La sfera di luce investì Aiace
che fece parecchi metri a ritroso cadendo a terra di schiena e scivolando per
altrettanta distanza.
“Non male nemmeno per te
cavaliere… ho sottovalutato la tua potenza, ti prometto una cosa: prima che tu
muoia per mano mia, mi impegnerò al massimo per far vedere al mio signore
quanto valga il suo generale!”
“Non chiedo altro…”
Intanto anche Minosse era
impegnato nello scontro con Pisces, essa, nonostante sembrasse fragile
combatteva al pari di un uomo, con lo stesso impeto e la stessa cruenta
passione; le sue rose volteggiavano nell’aria, ma nessuna di queste sembrava
fermare l’ira dello Spectre che infliggeva vari colpi al cavaliere d’oro.
“Morrai Minosse, morrai per mano
di un cavaliere d’oro di Athena! Rose nere, colpite!”
Mentre il colpo stava viaggiando
verso Minosse egli esclamò con rabbia:
“I tuoi ridicoli fiori non
serviranno a fermarmi, è ora di smetterla Pisces, sei un mio avversario e come
tale cadrai! Marionetta Cosmica!”
Dei fili dalle mani di Minosse
partirono e distrussero prima tutte le rose di Pisces e poi si congiunsero con
il cavaliere della dodicesima casa.
“Ma che succede, non riesco a
muovermi…”
“Povera piccola… sei inerme ora,
il mio colpo segreto mi permette di avere il comando completo sul tuo corpo e
sul tuo cosmo…vedi i tuoi amici laggiù? Sarai tua dare morte ad uno di loro!”
“Sei folle, puoi anche torturarmi
ma non mi scaglierò mai contro un amico folle!”
“Questo lo credi tu fanciulla…”
E Minosse alzò le mani, muovendo
sapientemente i fili dalle sue dita faceva muovere il corpo di Pisces che non
riusciva a controllarsi e trasse a lei una rosa bianca.
“Maledizione, cavalieri,
allontanatevi, non riesco a controllarmi!”
“Vedi cavaliere, chi faremo
morire per mano tua?”
Ad un certo punto Lamax corse
incontro a Pisces e vibrò un fendente di Excalibur per spezzare i fili che la
legavano a Minosse.
“Non farmi ridere cavaliere
d’oro, i miei fili sono parte del mio cosmo, e quindi non materiali, non
riuscirai mai a spezzarli a meno che io non li voglia far sparire… e di certo
non lo farò!”
“Pisces! Ti aiuterò, abbi fede!”
“Lamax, allontanati da li, ti
prego, vattene!”
“Bene, sembra che ci sia del
tenero tra voi… mi fate pena cavalieri… bene Pisces, sarà lui la vittima
designata!”
“No, ti prego, Lamax scappa non
riesco a controllarmi… ti prego…”
Le lacrime sull’angelico volto di
lei, era cosciente che non sarebbe stata in grado di controllare il colpo della
rosa bianca, mortale anche per chi indossa sacre vestigia. Lamax era fermo,
studiava ogni particolare di Minosse, finchè il cosmo di Athena non l’aiuto a
capire il segreto dello Spectre.
“Scaglia la tua rosa Pisces, io
non la temo.”
E si preparò in posa di attacco
con le braccia lunghe aperte ai lati del suo corpo.
“Lamax ti prego, il mio colpo ti
ucciderà, spostati in nome di Athena!”
“Bene cavaliere, non temi il
colpo di Pisces? Allora ricevilo!”
Minosse fece in modo di far
lanciare la rosa bianca verso Lamax, il quale rimase fermo e la ricevette in
pieno petto.
“Lamax, no!”
“Tutto qui Minosse? Non
è abbastanza una rosa per uccidere un cavaliere d’oro! Ma ce ne vogliono due!”
“Ah
si? Bhè, ne ho molte a disposizione cavaliere, nel mentre la tua si sta
colorando di rosso, fra poco morrai dissanguato”
“Lamax… perché?”
“Non ti preoccupare Pisces, fra poco avrai salva la vita!”
“Tu vaneggi cavaliere, nessuno è in grado di spezzare il mio
incantesimo, e quando tu verrai trafitto nuovamente e morrai, i fili che mi legano
a Pisces si stringeranno a lei facendola a brandelli! Bene, eccoti il secondo
colpo!”
Minosse fece in modo che il cavaliere dei Pesci lanciasse la
sua seconda rosa, Lamax restò ancora immobile… e ne fu colpito… ma Pisces cadde
a terra, spezzata dal vincolo dello Spectre e si diresse su Lamax che era ora
in ginocchio.
“Ma cosa è successo?”
Il cavaliere del Capricorno alzò la testa, e nonostante il
sangue gli uscisse colando dal lato destro della bocca sorrise e disse:
“Ho notato il tuo segreto Minosse, quando fai muovere le
persone con i tuoi fili sei costretto a concentrarti su di loro e li devi
guardare… l’ho visto mentre facevi scagliare a Pisces la prima rosa bianca… ed
ora anche tu subirai lo stesso destino!”
“No, non è possibile, io ho ancora il controllo di lei…
io…io…”
Lo Spectre cadde a terra, sconfitto, due enormi tagli nel
petto lo avevano ucciso. Pisces, china sul suo salvatore lo guardò…
“Perché sacrificarti così?”
“Non si è nemmeno accorto dei miei movimenti e del mio
attacco, mentre lanciavi la seconda rosa era troppo concentrato che non mi ha
visto nemmeno arrivare… ed ha pagato.”
Cadde quindi all’indietro ma Pisces gli blocco la testa.
“Lamax io…”
“Sei bellissima cavaliere…”
… e spirò. Tutti avevano visto la scena ed avevano le lacrime
agli occhi, Lamax si era sacrificato per lei e per portare con se Minosse.
“No Minosse!”
Aiace aveva assistito alla sconfitta del suo fratello ed ora
la sua collera era immensa. Fulgore cercava di contrastarlo, ma ora non
riusciva a distinguere i suoi colpi e ne venne investito con rara potenza.
“La pagherete tutti cavalieri, la pagherete col Sangue!”
Fulgore giaceva a terra, era ormai sfinito, e Glacius era
con lui.
“Bene Aiace, seguirai la stessa sorte di Minosse, ora
incontrerai la tua fine!”
“E tu chi sei?”
“Sono Tales, cavaliere d’oro dei Gemelli… la tua meta
finale!”
“Ah si?… Volo di Garuda!”
Il cavaliere stava per ricevere il colpo quando:
“Esplosione Galattica!”
Le ondate d’aria di Aiace furono spazzate via dl potere del
colpo di Tales che cadde a terra tramortito…
“Che impeto cavaliere! Sei di pasta diversa dai tuoi
compagni… sarà un piacere ucciderti!”
Tales si girò verso Glacius e gli disse sottovoce:
“Appena mi attaccherà usa il tuo colpo migliore e
concentralo sulle sue mani, quando usa il volo di Garuda le alza al cielo, solo
allora io lo stringerò alle spalle ed insieme scompariremo nel cosmo ultimo.”
“Tales perché”
“E’ ormai troppo che lotto con la mia metà oscura, il colpo
che ha ricevuto lo ha scaraventato a terra perché sto cercando di trattenere il
buio che è in me… in questo momento ho un cosmo doppio rispetto al vostro, mi
sarà facile batterlo, ma se lo facessi senza il mio sacrificio potrei
rivoltarmi anche contro di voi e sarebbe la fine”
“Tales…”
“Fai come t’ho detto!”
“Va bene cavaliere… lo farò, a malincuore ma lo farò.”
“Bene ricordati Glacius, Athena confida in almeno uno di
noi… dobbiamo salvare la terra!”
Al che si girò verso Aiace che si stava rialzando.
“Sono pronto cavaliere, o ti sei forse già arreso?”
“Arredo io? Sei pazzo, non era il mio colpo migliore, ora
vedrai la potenza di Aiace! Volo di Garuda!”
Tales si abbassò di scatto e da dietro di lui Glacius aveva
già diretto l’anfora dell’energia cosmica in sua direzione
“Scorrete divine acque!”
Il colpo partì dal cavaliere dell’Acquario ed inesorabile si
diresse sulle braccia alzate di Aiace, congelandole all’istante; Tales si
precipitò alle sue spalle e lo avvinghiò a se bruciando il suo cosmo al
massimo.
“Ci perderemo nelle stelle Tales, fermati!”
“Addio amici, salvate Athena e la giustizia! Veglierò su di
voi dal paradiso dei cavalieri…”
Ed i due scomparirono nel cielo. Era stata un’azione veloce,
di scatto, fulminea… un altro Spectre era stato eliminato, anche se era costata
la vita ad un altro santo d’oro… rimaneva lui ora, Rhadamantis, che scese in
campo.
Seppur tutti fossero commossi Askara si fece avanti con
Kharma e Yago e disse:
“Non possiamo permettere che Lamax e Tales si siano
sacrificati per nulla cavalieri, è il momento di mettere fine a questa farsa,
Rhadamantis cedi il passo o verrai schiacciato!”
“Quelli Spectre erano ben misera cosa paragonati con me! Vi
mostrerò il vero potere del Guardiano del Sigillo… fatevi avanti anche tutti
insieme se volete!”
Askara si scagliò alla sua volta ma venne trattenuto da un
braccio.
“Askara… Rhadamantis… è mio!”
Dauko si fece largo in mezzo ai santi dorati e si trovo
faccia a faccia con il generale di Hades.
“Mi riprenderò ciò che mi appartiene Dauko, le vesti che
indossi mi spettano di diritto!”
“Non hai nemmeno il diritto di pronunciare parola a
riguardo… preparati a subire la mia ira cavaliere! E quando tornerai da Hades
portagli i miei saluti!”
Si misero in guardia l’uno di fronte all’altro, gli sguardi
intensi, pieni di rancore quelli di Rhadamantis, pieni di rabbia quelli di
Dauko. Gli altri in rispetto tutti intorno a guardarli, contavano sul cavaliere
d’oro, solo il destino avrebbe conosciuto l’esito della battaglia… fatto sta,
che ora i due si preparavano a lottare con tutta l’anima, e lo sconfitto non
sarebbe sopravvissuto.