L’INVESTITURA DI IORIA
Grecia… Grande Tempio, un luogo sacro alla dea
Athena… un luogo di culto e di armonia, dove per bocca del Grande Sacerdote la
divinità parlava alla sua gente ed ai suoi difensori… i cavalieri d’oro; mio
fratello Micene ne era uno tra i più giusti e valorosi, ed io ebbi la fortuna
di averlo come maestro.
Ricordo che un giorno Micene mi prese da parte e mi disse:” Il Grande Sacerdote
vuole che ti inizi alle vestigia dorate del Leone fratello… ed io ubbidirò a
tale comando perché proviene dalla bocca della dea Athena. Sii fiero della scelta
che le stelle hanno voluto per te, sii fiero del ruolo che dovrai adempiere con
amore e dedizione… come io sono fiero che tu divenga mio pari fratello!”
Ero estasiato, conoscevo mio fratello ed il suo potere, ma non immaginavo che i
cavalieri d’oro arrivassero a tanto… poi, Micene sarebbe stato un ottimo
maestro… l’ho sempre stimato, sia come uomo, sia come figura di possanza e di
integerrima spiritualità…
Cominciammo gli allenamenti in Grecia, ai piedi del Grande Tempio… sotto le
dodici case dei cavalieri d’oro che erano, alcune, ancora senza custode.
“ Vedi Ioria, i cavalieri d’oro hanno una percezione stabile dell’anima che
viene chiamata come settimo senso… è qualcosa quasi di divino… un aura che può
permettere la materializzazione dello spirito e può essere portato come offesa
o difesa… imparerai presto fratello!”
Come poteva un uomo andare oltre il sesto senso, la percezione, il sapere
incondizionato?… risi, risi di fronte a queste parole che sapevano di assurdo…
“ hahaha, fratello, come puoi dire che esiste qualcosa che va oltre la
percezione?… che fa diventare materia l’immateriale?…”
“ Ioria, abbi fede, esiste questo potere… e te lo dimostrerò…”
Il corpo di Micene fu avvolto da una luce dorata… i suoi occhi brillavano come
brace…. Mi fissò… ed io mi sollevai da terra…. Compresi allora che mio fratello
non aveva scherzato, compresi allora che gli uomini in particolari condizioni
riescono a trovare nel loro io interiore una grande forza… Micene aveva
ragione, lavorando l’immateriale con la sua forza di volontà, riuscì a
sollevarmi e a scagliarmi metri indietro..
“ Micene… avevi ragione, scusami per la mia innocua derisione… non era nulla di
personale ne di preparato… pensavo che nulla superasse la percezione, ma tu mi
hai fatto ricredere”
“Ioria, non ti preoccupare, tante sono le persone che non credono o non
posseggono tale dono… perché essere custodi del settimo senso è un dono degli
Dei… e tu come me, sei avvolto da un destino che porta alle vestigia d’oro..
quindi alleggerisciti l’animo e stai pronto a seguire i miei insegnamenti!”
Lo disse con un sorriso, quel sorriso che io ammiravo ed amavo… era mio
fratello prima di tutto… “ Si Micene!, non avrai motivo di dubitare di me!”
“…ne sono certo” rispose… sempre col sorriso di una persona che non ti
tradirebbe mai…
L’addestramento fu duro, ricordo che una volta, preso dallo sconforto dissi a
mio fratello che non volevo più continuare… troppo mi aveva chiesto… ridurre in
frantumi una roccia immensa a mani nude… come fare? Il mio primo pugno si
schiantò contro la parete di granito… con il risultato di un taglio netto
all’altezza delle nocche…
“Micene, mi stai chiedendo troppo! Come posso scalfire la roccia… la mia mano,
per quanto resistente è composta da ossa… e le ossa sono più fragili del
granito…”
“Ioria, non devi essere tu a colpire la roccia, ma la tua proiezione dello
spirito… devi espandere il tuo cosmo, di modo che esso sia ancora più duro e
potente del materiale che hai di fronte…”
“ma come Micene…”
“Guardami fratello”
Di nuovo quell’energia… alzò lo sguardo ed incrociai ancora quegl’occhi… un
secondo di concentrazione… un braccio teso in avanti… e vidi chiaramente una
freccia dorata partire dalla sua mano e infilarsi nella roccia… facendola
sgretolare a formare un’enorme voragine…
“Vedi fratello” disse con aria soddisfatta: “è il cosmo ultimo che mi ha
permesso di frantumare il granito… ma io non l’ho nemmeno toccato…”
Quale prodigio, che potere… sarei diventato anch’io come lui, lui che amavo
tanto, lui, mio fratello… lui… Micene del Sagittario!
Passava il tempo ed io miglioravo sempre più, avevo appreso una tecnica
particolare che mi permetteva di lanciare o un colpo singolo o un colpo a rete…
avevo imparato già da molto piccolo come sfruttare la velocità della luce, prerogativa
di un cavaliere d’oro, a contenere il mio cosmo ed a stimare ancora di più
quell’uomo che mi istruiva con affetto paterno ed immensa pazienza…
Ma quella notte… “ Presto prendiamolo!”… pensai: “I soldati del Grande Tempio?”
…“avanti non deve lasciare la terra sacra ad Athena! Micene è un traditore.. ha
rapito la bambina!”…
Quelle parole rimbombavano nella mia testa… traditore… rapito… Micene poteva
arrivare a tanto? E per cosa poi? … mio fratello… il mio amato fratello che per
me era come un padre…
“Entriamo, suo fratello dev’essere qui!”… la porta si piegò ai calci delle
guardie e nella casa.. la mia casa… la nostra casa piombarono due soldati… “
Dov’è tuo fratello… Parla!”… “ Sei un traditore come Micene?” “Non la passerai
liscia…” “è il fratello di un traditore…”
Come pensare?… come fare… cosa dire?… sentii la rabbia crescere in me…
“ Bastaaa!”
… il mio cosmo si espanse da far impallidire le guardie… ma ad un tratto… si
stagliò la figura del Grande Sacerdote di Atene dietro a loro…
“Ioria, fratello di Micene, cavaliere d’oro del Grande Tempio dimmi dove si
trova tuo fratello”
“Io non lo so signore non lo so!”
Le lacrime rigavano le mie gote arrossate… forse più per la vergogna di essere
fratello di un traditore, che per il cospetto di Arles…
“Tuo fratello ha tradito il Grande Tempio e ha rapito la bambina in cui doveva
rinascere Athena… deve pagare con la vita… i traditori non vanno perdonati!”
Sembravano lame quelle parole… lame fredde che si conficcavano senza pietà nel
mio cuore… mi convinsi che Arles avesse ragione, era il Grande Sacerdote, era
l’Oracolo di Athena… ed era li… di fronte a me… lasciando traspirare dalla sua
maschera inespressiva un senso di tristezza e di malincuore… come se volesse
farmi capire che il sacrificio di Micene fosse necessario… avrei capito solo
dopo che in realtà Arles apparteneva alle forze oscure…
“Grande Sacerdote, io ti giuro che laverò l’onta di mio fratello Micene,
rinobiliterò il suo onore a costo della vita!”
“Ioria, confido nella tua devozione ad Athena, il tradimento di tuo fratello
sarà lavato col sangue, anche se mi dispiace e se tuo fratello era uno dei più
nobili cavalieri d’oro, non posso giustificare il suo insensato gesto… ho
provveduto a mandare Shura del Capricorno per finire questa storia… a presto
Ioria…” detto questo se ne andò… Rimasi con una tale rabbia dentro… come potevo
giustificare l’atto di mio fratello? Sapevo che Shura l’avrebbe messo in
difficoltà era pur sempre un cavaliere d’oro… ma ero sicuro che Micene non
fosse da meno.
Passarono i giorni… e con essi i mesi… continuavo il mio addestramento da solo,
cercavo di espandere il mio cosmo come mai fatto prima, forse inconsciamente
cercavo di superare Micene, a dimostrazione del fatto che sarei diventato
cavaliere d’oro e che lo avrei nobilitato dal suo fatale errore….finchè un
giorno non venni avvisato dell’irreparabile… mio fratello Micene era morto poco
dopo la sua fuga dal Grande Tempio… portando con se le vestigia del Sagittario
che non furono più ritrovate…
Lo stesso giorno della notizia venni chiamato in udienza da Arles… andai a
malincuore e sempre con quella rabbia interiore che mi contraddistingueva… cosa
voleva ora da me?…
“Ioria, ti ho fatto convocare perché è tempo che dimostri a me, alla Grecia ed
alla memoria di tuo fratello che sei degno di indossare un’armatura d’oro…”
“e cosa dovrei fare Signore?” l’occasione era quello che volevo… avere la
possibilità di conquistare le vestigia d’oro… ma con quale prova…
Arles continuò…
“Il tuo carattere è nobile e sereno, ma internamente sei nel caos… sei come un
animale in gabbia… e poi le stelle che ti contraddistinguono sono quelle del
Leone…. E quelle vestigia saranno tue se equivalerai ad un altro cavaliere
d’oro”
D’improvviso vidi spuntare da dietro una tenda, vicino all’altare del Grande
Sacerdote la figura sublime di un cavaliere d’oro… la sua armatura era
splendida… lui non era da meno… portava l’elmo in mano ed aveva una rosa rossa
in bocca…
“Hai il piacere di conoscere Aphrodite, cavaliere d’oro dei Pesci e custode
della dodicesima ed ultima casa… battiti con lui, dimostra il tuo valore… e
conquista l’armatura del Leone…avanti Ioria!”
Ora l’intento di Arles era chiaro… se avessi superato l’ostacolo del cavaliere
dei Pesci sarei diventato cavaliere d’oro, se , d’altro canto non ce l’avessi
fatta sarei sicuramente morto… e con me sarebbe svanito del tutto il ricordo
anche di mio fratello Micene…
“Cavaliere… ti sto aspettando…”
Il cavaliere dei Pesci mi guardava con aria di noia… come a dire che non potevo
mai essere un avversario degno di lui…
“ Va bene cavaliere sei pronto alla lotta?…”
Esplosi un colpo di buona potenza, che lui evitò senza molta fatica, il che si
rivolse ad Arles con queste parole
“ E’ dunque questo l’uomo prescelto per le vestigia del Leone, non vi sarete
sbagliato sul suo conto sommo Arles?”
Come osava prendersi gioco di me con quel sorriso di scherno?..
“Aphrodite, come osi?”
“basterà la fragranza delle mie rose per toglierti di torno petulante
moscerino… Rosa di fatal incanto… compi il tuo dovere!”
Mi sentivo abbandonare dai sensi… aveva forse ragione il custode dell’ultima
casa?… cosa dovevo fare? Come dovevo reagire…ah… Micene.. i tuoi insegnamenti…
fratello… il tuo onore… le mie promesse….
“Arles, l’eletto giace a terra privo di sensi… devo forse finirlo?”
“N…non… dirlo nemmeno…per…scherzo Aphrodite!”
Ero in piedi, ero colmo del settimo senso, mio fratello contava su di me.. ora
era il mio momento.. ora non potevo fallire…
“ Cavaliere!… Lightining
plasma!”
… il mio colpo tesseva una fitta serie di fili mortali a cui il
cavaliere dei Pesci non poteva sottrarsi… venne colpito… cadde a terra… dei
secondi lunghissimi passarono…finchè Aphrodite:
” come hai osato insolente ragazzino?.. che l’opera si compia, la rosa bianca
metterà fine alla tua misera esistenza!”
Ma Arles si alzò di scatto e disse :
” Cavaliere d’oro dei Pesci, placa la tua ira… l’uomo che hai davanti a te non
è più il fratello di un traditore… ma è cavaliere d’oro tuo pari… ritorna alla
tua casa… la prova è superata”
Spostò l’enorme tenda che stava in fianco al suo reale trono è apparve in tutta
la sua magnificenza lo scrigno d’oro del Leone… indossai l’armatura… ed il
primo pensiero fu per mio fratello Micene.
Ebbene si, fu proprio Arles a farmi dono delle vestigia del Leone, mettendomi
alla prova contro un altro cavaliere d’oro…al Grande Sacerdote giurai devozione
eterna dopo la mia investitura, come segno di gratitudine per avermi fatto
custode della quinta casa… avrei riconosciuto solo più tardi la dea Athena in
Lady Isabel, quella bambina che mio fratello rapì con un fine giustificato,
quella donna che aveva al suo servizio l’armatura d’oro di mio fratello Micene
ed una schiera di eroi giusti.
Questa è la mia storia, la storia di un cavaliere d’oro.