Prologo
In
un tempo lontano, in un’era dispersa nel mito, due grandi potenze si lottavano
per il dominio in quello che era il mondo degli Oleompos, i cui dei erano
disinteressati a sancire la vittoria ad uno dei due regni.
La contesa
era delle più misere e stupide, una striscia di terra chiamata Tryo, il cui Re
Nator era alleato di coloro che provenivano dal Mare, gli Avenui, popolo di
mercanti, che all’occorrenza sapevano anche impugnare le armi per affrontare e
sconfiggere i nemici che solcavano le acque.
Il
regno che si opponeva a loro, però, era l’antica monarchia di Luribia, di cui
uno dei figli era divenuto lo sposo della principessa Tusia, figlia di Nator.
Questo matrimonio aveva fatto scoppiare la guerra, il legame di sangue era più
forte di decenni di pace e scambi? Forse si, per ciò che pensava il re di
Luribia, Priaso, ma questo non era accettabile per gli abitanti di Aven, i cui
ambasciatori erano stati torturati ed uccisi prima che la dichiarazione di
guerra arrivasse alle loro orecchie.
Il
re di questo popolo di mare, Ruganpos, aveva dovuto mandare diversi soldati e
uomini normali a combattere ai confini di Tryo, ma questo non bastava, ormai da
un anno la guerra serpeggiava in tutte le terre conosciute ed il monarca si
decise infine a chiedere consiglio ad un oracolo.
Andò
dal saggio Eumas, votato al dio Possiodos, Signore dei Mari, cui gli Avenui
avevano costruito diversi templi. “Manda nel grande Mare d’Occidente un
vascello, Ruganpos di Silingia, che uomini coraggiosi e fidati lo guidino fino
ai confini delle terre, così da trovare ciò che tutti gli uomini desiderano, le
tre Grandi ricchezze che gli dei hanno lasciato agli uomini, mandali lì e
troverai la via per la vittoria”, vaticinò l’oracolo.
“Dimmi,
sommo Eumas, sai chi dovranno essere questi uomini e quanto tempo mi è concesso
per questa prova?”, domandò titubante il Re, “Devi scegliere gli uomini
migliori. Cerca colui che ha vissuto in eterno per l’ira di una divinità,
l’uomo che Vede Tutto, la Donna maledetta dal Nero Vaso, il Gigante, il
Cacciatore, l’uomo che il nostro Dio ha dannato ed infine una persona normale,
qualcuno in cui tu abbia la più completa fiducia, il guerriero più forte che
esiste fra i comuni mortali. Ma muoviti, Ruganpos, poiché anche il tuo nemico
ha avuto questo stesso suggerimento dal suo dio, il potente Porian, l’Occhio
che dal Cielo riscalda”, concluse l’oracolo, prima di congedare il Re.
Ruganpos uscì dalla caverna dell’Oracolo quel giorno e chiamò subito le sue
guardie ed i messaggeri rimasti, “Andate a cercare il costruttore di Navi, il
capo delle mie guardie e gli altri uomini che vi elencherò, anche se doveste
viaggiare per tutto il globo dovete trovarli”, ordinò il Re, in quello che
poteva essere il giorno che avrebbe sancito la futura vittoria degli Avenui, o
la loro più sonora e decisiva sconfitta.