IL MISTICISMO EBRAICO: LA PAROLA TRA VITA E MAGIA
CATALOGO DELLA MOSTRA
(solo testo)


Dal 25 Gennaio al 2 Febbraio 2002

9.00 - 23.00

Museo Ebraico di Bologna

La mostra vede finalmente in Italia alcuni dei pi� pregiati Tabot
etiopici,
nonch� un manoscritto originale del Talmud babilonese.

Durante l'esposizione una serie di conferenze di
approfondimento

- La Gematria: l'arte magica dei numeri Prof. N. Della Verde
- La Cabalah: la parola diventa vita Prof. A. Kemet
- La Torah: analisi di un testo divino Prof. G. Nicolai
- Il Talmud: storia e origini Prof.ssa G. De Vitiis


La mostra non rester� aperta il sabato, fatta esclusione per il giorno
della
chiusura.




ESTRATTI DALLE CONFERENZE


Dalla matematica all�alchimia ebraica
Prof. N. Della Verde



Dalla gematria (l'antico artificio magico di tradurre in numeri le parole e le parole in numeri), alla cabala; dal culto pitagorico e taoista del numero alle credenze che attribuivano speciali poteri a certi numeri e che sono giunte sino a noi lasciando tracce profonde nelle superstizioni popolari, il rapporto dell'uomo con la cifra � sempre stato segnato da una sorta di sospetto, di reverente diffidenza, di timore.
La conquista dell'astratto concetto di numero � stata cos� lunga e faticosa e difficile che l'uomo non ha mai saputo, in fondo, capacitarsene interamente; e ha finito, come troppo spesso in verit� gli capita, per strappare da s� la propria creazione e considerarla una sorta di entit� magica esistente per s�, da temere e adorare:
"Benedetto tu sia, numero divino, tu che generi gli uomini! O sacra tetraktis, tu che contieni la radice e la fonte della creazione sempiterna! Infatti il numero divino comincia con la profonda, pura unit� finch� arriva al sacro quattro; poi genera la madre di tutto, la sacra decade che tutto comprende e tutto limita, la primigenia che mai devia e mai � stanca, e possiede la chiave di tutte le cose".

Tale era la preghiera che i pitagorici rivolgevano alla serie dei primi quattro numeri che rappresentavano i quattro elementi: fuoco, aria, acqua, terra.
In modo non troppo dissimile la cosmologia taoista del contemporaneo Lao Ts� si basava sui numeri:
"Il Tao produsse l'uno / l'uno produsse il due / il due produsse il tre / il tre dette vita a tutti gli esseri"

e i pi� antichi babilonesi avevano assegnato un nome a ciascuno dei 60 numeri che costituivano la base del loro sistema sessagesimale, del quale restano tracce tuttora vitali e operanti nel nostro modo di misurare gli angoli e il tempo.

La Cabala � quella particolare scienza o filosofia ebraica che si occupa dell�interpretazione mistica delle sacre scritture e di speculazioni metafisiche sulla Divinit� ed il mondo spirituale. La Cabala � di due generi: teorico e pratico. La Cabala teorica si divide nella letterale e in quella dogmatica. La Cabala dogmatica altro non � che il riassunto delle dottrine metafisiche insegnate dai dottori Cabalistici. Essa � in altre parole il sistema di filosofia ebraica. La Cabala letterale rappresenta una maniera mistica di spiegazione delle cose sacre per mezzo di un uso particolare delle lettere che costituiscono le parole. Ci sono tre rami principali della Cabala letterale, che vengono definite Gematria, Notaricon, e Temurah.

Gematria � una maniera di definire le parole secondo un certo valore dato alle lettere delle quali queste sono composte. Gli ebrei, come altre nazioni antiche, non disponendo di alcun numero nella loro lingua, hanno fatto uso delle lettere del loro alfabeto al posto dei numeri, ove ciascuna lettera ha un valore numerico. Gematria � la sostituzione dei numeri, o altre lettere, per le lettere dell' alfabeto Ebraico, secondo un sistema dell' insieme. Lo scopo � di derivare le comprensioni nelle scritture sacre, o ottenere le interpretazioni del testo.



La Parola: il vento della Creazione
Prof. A. Kemet



Nel misticismo ebraico, come abbiamo avuto modo di constatare in questi giorni, l'enfasi esoterica � riferita alla parola.
Questo perch�?
A questa domanda si pu� rispondere constatando che nella Genesi � descritto l'atto di creazione dell'universo che parte da Dio, un Dio che crea la Luce.
Ma come la crea questa luce?
Chiamandola. Ecco quindi che la parola tesse le trame dell'universo. Il soffio di vita che separa la Luce dalle Tenebre � il soffio di Dio stesso che percuote la creazione con la sua voce e le da forma.
Non mi soffermer� ora sul discorso delle Sephirot, analizzate dall' esimio Direttore del Museo, ma vorrei invece farvi notare un'altra cosa: Adamo.
Adamo riceve l'ordine da Dio di dare il nome alle bestie. Ecco che assistiamo a due creazioni. La creazione dell'Universo ad opera della Parola di Dio e la creazione delle Bestie ad opera di Adamo. Perch�, ci pare suggerire la Genesi, non vi � esistenza se non vi � un nome.
Perci� la linea � tracciata. La magia � veicolata dalla parola.
Non stupisce dunque, in questo senso, l'enfasi della ricerca del Nome di Dio, il mitico tetragramma che � l'intimo nome di Jeova stesso. Se dare un nome vuol dire assicurare l'esistenza, � ovvio che quel nome sia fonte dell'esistenza stessa delle creatura nominata. Perci�, in questa prospettiva, conoscere il nome di Dio vorrebbe dire avere potere su tutto quello che ha creato e, forse, anche su di lui.
Ma veniamo ora alla Parola, a questo conglomerato arbitrario di senso. Perch� invaghisce cos� tanto questi  mistici? Perch� incatena la loro volont�?
La parola � potere no? Pu� bastare come spiegazione?
Potrebbe, se solo non vi fosse altro. La parola � innanzitutto un respiro. Un respiro modulato dalle corde vocali. Un respiro che fa vibrare l'aria attorno e ci restituisce il significato. Vi � una connessione, dunque, che ha ben poco di mistico: l'aria e la vita. Come se le parole non siano che boccate d'aria sprecate per dire qualcosa. Perch� affascinano cos� tanto allora?
Il loro nucleo di significato, tanto labile quanto lato, porta con se una nostra, seppur piccola morte. Ogni parola � un respiro, ogni respiro ci porta pi� vicini alla nera signora. Forse � questo il mistero. Forse � questo quel piccolo ed insignificante particolare che molti scordano. E poich� persino Dio ha parlato, persino lui ha sprecato quel suo alito divino, poich� persino lui ha assaporato un breve sentore di morte, ecco che il gioco � fatto.
La dicotomia Vita-Morte ci torna in mente e si ripropone di nuovo. Quasi che nessuno le potesse scappare. Quasi che solo la magia della parola abbia potere su questa diade universale. In una girandola che � la vita, la parola si pone come una delimitazione ed un monito.
"Io sono la vita" ci dice Dio.
Ed egli � dunque il respiro dell'Universo, e ne � anche, incommensurabilmente, la morte.



La Regina di Saba e le chiese d� Etiopia
Prof.ssa G. De Vitiis



Il sovrano dell'Impero d�Etiopia era il "re dei re" ovvero il Negus Neghesti discendente dalla stirpe regale di Menelik, figlio di Salomone e della Regina di Saba. Su questo mito o leggenda o verit� si � fondato per millenni il potere e l'orgoglio della dinastia pi� longeva della terra che ha retto l'Impero etiopico fino al XX secolo quando il Negus Hail� Selassi�, diretto discendente di Menelik e duecentoventicinquesimo della sua stirpe, fu l'ultimo Negus.
Dalla storia che, in questo caso, coincide con la leggenda, Saba regina di Axum volle conoscere di persona il re Salomone e mettere alla prova la sua saggezza e proverbiale sapienza. Di questo viaggio vi � segno nel Talmud, nel Corano, nel Vangelo (Antico Testamento) e naturalmente nel Kebra Nagast che � il Libro fondamentale della storia dell'Impero degli Altopiani realizzato in Etiopia nel XIV secolo e tramandato fino ai giorni nostri sotto la vigile sorveglianza del clero locale che ne cura la conservazione dei manoscritti originali. La storia dice che la Regina venuta a Gerusalemme per sottoporre enigmi al Re, se ne invagh� tanto da dare al sovrano un figlio a cui fu dato il nome di Menelik che significa "Figlio dell'uomo saggio" e che portava nella stirpe le tracce di una volont� divina come quella del popolo di Israele. La discendenza Salomonica fa degli Etiopi un popolo eletto e Menelik fece proprio il simbolo ebraico del Leone di Giuda che elev� a vessillo del suo Regno. Una volta adulto, volle a sua volta visitare Israele e conoscere Salomone; quando era sul punto di ritornare ad Axum, gli fu affidata o trafug� dal Tempio di Gerusalemme, l'Arca dell'Alleanza.
La leggenda dice che l'Arca dell'Alleanza non giunse subito ad Axum, ma impieg� diversi anni se non secoli peregrinando tra l'Egitto ed il Sudan prima di giungere in Etiopia dove ancora oggi sarebbe conservata il una piccola e segreta cappella.
Il Timkat � la ricorrenza pi� sacra del calendario copto. I preparativi sono lunghi e la festa incomincia dalla sera della vigilia e continua per tutta la notte in cui si susseguono interminabili processioni con canti e suoni ed il tutto termina all'alba. Durante la processione vengono portate ed esposte le tavolette lignee realizzate ad immagine di quelle dell'Arca dell'Alleanza, le Tabot.
Queste vengono traslate dal Maqdas che � la parte pi� segreta del Santuario, alle tende bianche montate sui bordi di qualsiasi luogo d'acqua sia esso fiume, lago, pozza, etc. per la cerimonia del Battesimo. Nel momento in cui il primo raggio di sole si affaccia dalle cime delle montagne ed illumina l'acqua di un pozzo a forma di croce, l'Abuma immerge una croce nell'acqua e vi spegne una candela consacrata. L'acqua cos� � santificata e lo stesso gesto o procedura si ripete davanti ad ogni chiesa dell'altopiano. Dopo la santificazione l'Abuma spruzza l'acqua sui fedeli. La tensione generale si allenta ed i Diaconi gridano la loro gioia mentre i fedeli si bagnano e rinnovano le promesse del battesimo. Finito il rito, le Tabot, sempre portate sulla testa dai monaci e sempre celate da pesanti broccati, vengono fatte rientrare nei Maqdas. La festa prosegue e per tre giorni, ogni villaggio � paralizzato. I Sacerdoti si muovono sotto ombrelli multicolori che rappresentano la volta celeste, i fedeli sono in abito bianco che � il colore tradizionale del Timkat mentre i preti sfoggiano preziosi damaschi.




Mischnah e Gemarah: dicotomia della Legge
Prof. G. Nicolai



IL TALMUD deriva il suo nome dalla parola LAMUD - insegnato, e significa L'Insegnamento. Per metonimia, si vuol significare il libro che contiene l'Insegnamento, il quale insegnamento si chiama Talmud, cio� il libro dottrinale che da solo espone e spiega completamente tutta la conoscenza e l'insegnamento del popolo ebreo. Per quanto riguarda l'origine del Talmud, i rabbini ritengono che il suo primo autore sia Mos�. Essi sostengono che, oltre alla legge scritta - trasmessa da Dio a Mos� sul Monte Sinai sulle tavole di sasso e denominata Torah Scheibiktab - Mos� abbia anche ricevuto la sua interpretazione, o legge orale, chiamata Torah Shebeal Peh. Secondo loro, questo � il motivo per cui Mos� rimase per tanto tempo sul monte. Infatti, essi sostengono, un giorno solo sarebbe stato sufficiente per ricevere da Dio la legge scritta.

La Mischnah � il fondamento e la parte principale di tutto il Talmud. Questo libro fu accettato da tutti gli ebrei e fu riconosciuto come codice autentico della loro legge. Veniva spiegato nelle loro Accademie di Babilonia - a Sura, Pumbaditha e Nehardea - e nelle loro Accademie di Palestina - a Tiberiade, Iamnia e Lydda. Con l'andar del tempo le interpretazioni aumentarono e le dispute e le decisioni dei dottori della legge riguardanti la Mischnah furono scritte e questi scritti costituirono un'altra parte del Talmud chiamata Gemarah.
Nel Talmud queste due parti sono disposte in maniera tale per cui la Mischnah serve per prima come una specie di testo della legge e la Gemarah serve poi da analisi delle varie opinioni per giungere alle decisioni definitive.

Non tutti i precetti della Mischnah, comunque, venivano discussi nelle scuole ebree. Non si commentavano quelli che non potevano essere applicati a causa della distruzione del Tempio, e quelli che potevano essere osservati solo nella Terra Santa. La loro spiegazione veniva rimandata alla venuta di Elia e del Messia. Per questo motivo, nel Gemarah, alcune parti del Mischnah mancano. Per quanto riguarda l'interpretazione della Mischnah del rabbino Jehuda, ciascuna delle scuole di Palestina e di Bab ilonia segu� il suo metodo particolare, e in questo modo si venne a creare una duplice Gemarah - la versione di Gerusalemme e quella di Babilonia. L'autore della versione di Gerusalemme fu il rabbino Jochanan, che fu capo della sinagoga di Gerusalemme per ottant'anni. Nell'anno 230 A.D., egli port� a termine trentanove capitoli di commenari sulla Mischnah. La Gemarah babilonese, comunque, non fu compilata da una sola persona e nemmeno in una volta sola. Il rabbino Aschi la cominci� nel 327 A.D. e vi lavor� per sessant'anni. Continu� il rabbino Maremar nell'anno 427 A.D., e l'opera fu portata a termine dal rabbino Abina nell'anno 500 A.D. circa. La Gemarah babilonese � composta da trentacinque capitoli di interpretazioni.

Questa duplice Gemarah, assieme con la Mischnah, d� vita ad un duplice Talmud: la versione di Gerusalemme che a causa della sua brevit� e difficolt� di comprensione non � molto usata; e la versione babilonese che � sempre stata tenuta in altissima considerazione dagli ebrei di tutti i tempi.



GLOSSARIO


Tabot  Oppure Tapet, o Theba, secondo il testo sacro ebraico degli etiopi falasha, denominato Kebra Nagast, sarebbe l�Arca dell�Alleanza, sottratta al Tempio di Gerusalemme da Menelik, figlio della regina di Saba e di re Salomone, intorno al 600 a.C., poco prima dell�invasione di Nabucodonosor, culminata con la distruzione del Tempio e la successiva deportazione del popolo d�Israele.
Talmud Termine ebraico avente il significato di studio od insegnamento. Rappresenta il titolo di due vaste opere ebraiche: Talmud palestinese e Talmud babilonese, in cui i dottori della Legge ('amorraim) di Palestina e di Babilonia riunirono la dottrina tradizionale ebraica nel corso del III-V secolo a.C. I testi del Talmud comprendono la Misnah e la Gemarah, serie di osservazioni, discussioni, sentenze, aneddoti e parabole suggeriti agli 'amorraim dallo studio della Misnah stessa. Il Talmud palestinese (IV secolo), molto conciso, oscuro ed incompleto, � ricco di leggende e di considerazioni d'ordine morale. Talmud per antonomasia, per la sua diffusione ed autorit�, � considerato il Talmud babilonese (V secolo), ben otto volte pi� esteso di quello palestinese. Vi prevale l'elemento giuridico e ritualistico.
  Torah 
Termine ebraico avente il significato di legge. Lo si trova nei testi biblici vetero-testamentari, ed � espressione della costante volont� divina nei riguardi dell'uomo, e quindi norma insostituibile di ogni rapporto dell'uomo con Dio.
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