...la persecuzione nn dur� giorni, nn mesi e nn anni. Nn si concluse nel giro di una guerra o di scontri armati fra due o + potenze. La persecuzione dur� trecento anni. Tre secoli di roghi e di forche: dal '400 al '700. La Chiesa riconobbe la potenza delle antiche credenze popolari e, come reggitrice nn di fede ma di una religione antagonista, assunse le antiche credenze e la religione della Grande Dea nella propria demonologia; le ritenne tanto pericolose x la propria struttura gerarchica e di potere, da caricarle di valenze negative x giustificarne l'annientamento. Di quelle antiche credenze, la Chiesa consegn� le ceneri all'Illuminismo, che le seppellir� in una sucessiva cultura in cui il corpo, svuotato dalla sua spirituale ricchezza, diverr� spregevole materia, la Natura diverr� agglomerato di atomi e di cellule, il bosco diverr� legna da ardere. L'Illuminismo seppell� nel terreno dell'ignoranza e del pregiudizio i riti e i culti connessi con la Natura e insieme ai processi x stregoneria, alle torture, ai roghi e al sapere delle donne perseguitate li condann� all'oblio.
Il patriarcato tolse ogni valore, ogni positivit� all'antica maga e guaritrice, attribuendole poteri tutti negativi e riducendola a strega.
Alle verit�, ai simboli, ai riti, alle antiche tradizioni aventi come tempio la Natura, la Cristianit�, che aveva come tempio la Chiesa, oppose, in un crescendo durato secoli, i propri riti, i propri culti, le proprie verit�.
Le donne sapienti erano figlie del regno della Natura, figlie di antiche credenze, tradizioni, superstizioni. Esse divennero figlie del mondo della cristianit�, che con il suo irresistibile apparato raggiunse le donne fin nel + sperduto villaggio di montagna. Antiche credenze e antichi saperi connotavano la cultura delle donne accusate di stregoneria. Fate, gnomi, esseri elementari, divinit�, vennero assediati da un vero e proprio esercito di preti, santi, beati, devoti, predicatori, esorcisti, eremiti. Il regno delle fate e della Natura e il regno della chiesa confusero, nell'immaginario popolare, i propri territori. Eppure nel regno delle fate e della Natura giorno e notte, caldo e freddo, vita e morte, bene e male erano parte di un ciclo unitario in trasformazione perenne e in movimento continuo. Nessun dio aveva impugnato la spada x separare, dividere, sconnettere. Nel regno della natura nn ci sono addii. Il regno della Chiesa si ergeva, potente, x separare. Separ� il bene dal male. Dio da Satana. La purezza dagli istinti naturali e sessuali. Il corpo dall'anima. Se il regno della Natura apparteneva ad una sfera personale e intima, profonda e libera, il regno della Chiesa configurava le norme e la struttura della vita di tutti i gg, controllandola fin nel letto matrimoniale.
Nella frattura sotterranea, segreta, insanabile, che continuava a opporre il mondo delle antiche credenze a quello della cristianit�, vennero accesi i roghi delle donne accusate di essere streghe.
Questo formidabile controllo sociale, passato attraverso l'Inquisizione, volle strappare alla notte il suo fascino, il suo mistero, il suo magico incanto. I convegni e i voli notturni delle donne nn avevano in s� nulla di satanico, nn si profanavo ostie, nn si adorava il Demonio, nn si calpestava la croce. Sarebbe stato compito delle Inquisizioni attribuire al volo notturno e ai convegni la connotazione del satanico sabba.
Vita e rinnovamento e rigenerazione, veggenza e ispirazione poetica, senso religioso del ciclo vita-morte-vita e ricchezza simbolica connessa con gli alberi sacri costituiscono una visione del mondo che venne stravolta e sgretolata nell'immagine della strega che vola aggrappata alla scopa, figura nera, stagliata lugubremente contro l'esangue disco lunare. Strega portatrice di malefici. Di morte.
Andavano in esilio le cerimonie funebri delle antiche credenze, occasione di festa xch� inizio della rigenerazione nel vitale ciclo vita-morte-vita.
La morte, nn + inserita nel ciclo spirituale della Natura, fece il suo ingresso nel mondo materiale, impugn� la falce e indoss� la maschera del teschio ghignante di sotto al cappuccio monacale, oppure sfoggi� il volto sfigurato della strega, che si abbatte sull'uomo calando dalle tenebre con ali di pipistrello. La morte, un tempo sorella e compagna di vita, costretta ad assumere un volto terrificante, rivestiva con la maschera del terrore le apparizioni degli spiriti dei defunti.
Con la Cristianit� il tempo si fece lineare: a un inizio corrispondeva bruscamente la fine del percorso.
Al disprezzo della vita si aggiungeva quello, gi� fin troppo diffuso, x la donna e x il suo corpo e x ci� che essa rappresentava.
Nelle antiche credenze le nozze erano ritenute un rito sacro unificante il mistero dell'accoppiamento e la festa nuziale, dopo il passaggio dei preti missionari la chiesa separ� il senso spirituale delle nozze dalla festa nuziale dell'accoppiamento, costringendo il primo in un sacramento e chiudendo le porte alla seconda. Privata del carattere sacro la festa nuziale degrad� in baldoria, i riferimenti alla "prima notte" divennero oggetto di lazzi licenziosi e di scherno.
La gioia di vivere se ne andava cos� poco per volta in esilio.

La Grande Dea della Natura si ritir� sempre + nel folto delle foreste, devastate, depredate, bruciate.

[testo estrapolato da "dalla parte delle streghe" di Vanna de Angelis]
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