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La divisione della divinit� nei suoi due aspetti, quello maschile e quello femminile, credo sia tipicamente wiccan. Il Dio e la Dea, in realt�, nn sono altro che due caratteri della stessa divinit�. Si tratta, principalmente, di una suddivisione facilitativa di cui alcuni sentono la necessit�, per relazionarsi meglio con la Divinit�, x comprenderla e darle un'immagine. Lo stesso vale il darle un nome specifico. Io nn ho mai sentito la necessit� di crearmi un'immagine della mia divinit�, di darle un nome o un sesso. Ma x la maggior parte delle persone nn � cos�...e allora ci si relaziona, a seconda dei casi, con il lato maschile o quello femminile del Divino, con un suo aspetto specifico, dando un nome al Dio/alla Dea che si invoca a seconda dell'aspetto che ci interessa (invocheranno quindi Odino x la saggezza, Persefone x la rinascita...Minerva, Iside...ecc...). Ci si avviciner� a un Phanteon specifico, magari, seguendo il nostro istinto, quello che + ci affascina ed attrae. Come ho gi� detto, io nn ho mai sentito il bisogno di fare nulla di ci�. E' una scelta molto personale. Un nome, in s�, nn ha un significato, acquista il valore, il potere, che voi gli date. Secondo me, il dare un nome alla Divinit� � limitante, sia x la divinit� stessa, sia x la relazione che si viene a creare tra me e il Divino. "Una volta compreso che le mitologie di tutti gli Dei e le Dee sono solo storie il cui scopo � quello di aumentare la nostra comprensione delle forze dell'universo, queste storie perdono la loro importanza [...]. Nella vita di ognuno giunge un momento in cui i miti ed i nomi nn servono + allo scopo, quando invocare un nome o un altro vi lascia il vuoto dentro. E' in quel momento che capite di essere andati oltre la mitologia ed i nomi e siete pronti x confrontarvi con il potere faccia a faccia".* "..la mancanza di nomi nn � dannoso per la pratica dell'Arte - e, viceversa, qualunque nome usiate funzioner� a seconda di ci� che provate nei suoi confronti".*
[* da Stregoneria Verde II,pag. 23-24] |
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