| Credevo di essere accusata soltanto di aver tolto salute e lucidit� di mente alla donna sposata all'esattore, perch� ne ero gelosa, follemente gelosa. Come se, dopo tanto tempo, potesse ancora importarmi di Albino! Mi aveva frequentato, per un certo periodo, anni addietro; ma, a dirla tutta, a letto nn valeva poi un gran che. E, per essere precisi, ero stata io a dargli il benservito. Ma lui dichiar� ai giudici che avrei voluto sposarlo: per fortuna era riuscito a defilarsi in tempo, e il matrimonio l'aveva combinato con una che con le pratiche magiche nn aveva niente a che fare. Quelli del posto, secondo la consuetudine, la notte precedente gli sponsali erano venuti a fare sotto le mie finestre la serenata dell'abbandonata, con gran fragore di pentole e coperchi, suoni di corno e fischi a non finire. Io me l'ero legata al dito e avevo deciso di farla scontare a sua moglie. Sua moglie! Con tutte le ragazze che c'erano in paese, era proprio il caso che andasse a cercarsela gi� al piano, con quel viso tirato che sembrava cartapecora e le ossa che spuntavano da tutte le parti? Lo ametto, il giorno stesso delle nozze mi cavai la soddisfazione di sussurrarle all'orecchio -attenta alle correnti d'aria, se vuoi campare in mezzo a questi monti! Scusa se ti avverto: mi sembri cos� fragilina di salute-. Tutto qui. Ma avevo visto giusto: nn aveva la tempra della montanara, e da sette anni, ormai, nn faceva che trascinarsi tra letto e lettuccio. Lui, Albino, aferm� che le era stato gettato il malocchio. da me, naturalmente. Da chi altri, se no? Eh s�, mi conosceva bene! Cos�, quando era venuto a sapere che il suoamico, il cavaliere Fino, mi frequentava... Avevo sempre sospettato che avesse cercato di mettersi in mezzo, per ostacolare la mia nuova relazione. Ma ne ebbi conferma solo quando fui messa a confronto con lui. -Lo avisai che quella era una bagascia, gli dissi e ridissi dilasciarla perdere- dichiar� al giudice. -Ma gi�, da quell'orecchio nn voleva sentirci.Nn diede ascolto neppure ad un medico di citt�, dal quale si rec� per farsi prescrivere una cura contro le coliche addominali di cui soffriva sempre pi� frequentemente. La causa? Stregoneria, disse il dottore. Ed io insistevo: il rimedio era dare un taglio netto al rapporto con quella donnaccia. Niente da fare.- Niente da fare. Mi era affezionato. Venne a trovarmi, l'ultimo carnevale e...devo dire che nn perse un colpo: n� a tavola n� a letto. Quando mi lasci� era ancora un bel po' su di giri. Mi disse: -Vorrei fosse carnevale ogni giorno dell'anno.- -Provvederemo a modificare il calendario-, risposi. Scoppi� in un'allegra risata. Non rideva solamente con la bocca, ma con gli occhi e con tutte le piccole rughe del volto. Lo vedevo felice e appagato. Ma, appena giunto a casa, a quanto venni a sapere, si abbandon� su una sedia e mand� il servo dallo speziale a prendere l'abituale rimedio. Il ragazzo and� e torn� di corsa; al suo ritirno, per�, il cavaliere aveva la testa rovesciata di lato, ed era gi� bell'e stecchito. Chiaro: dopo aver acceso la sua concupiscenza, gli avevo servito in tavola il veleno. Cos� i capi di imputazione salivano a due. Nn c'era davvero bisogno che la mia vicina si premurasse di riferire che trovavo le prediche dell'inquisitore noiose da morire. Per quanto fosse vero. Andiamo, sempre con quella storia delle streghe, anche dal pulpito! Che monotonia, con tutti gli spunti che offriva il Vangelo! Ma lei ripet� le precise parole che mi ero lasciata scappare di bocca: -Gli si seccasse la lingua a quella capocchia pelata!-. Fu questa, penso, l'accusa pi� pesante. [testo preso da: STREGHE, storie e segreti, di Tersilla Gatto Chanu] |