Antonio Montanari
IL PONTE 1987-96
  Indice del volume

1992.1.Vita della Chiesa
A cinque secoli dal viaggio di Cristoforo Colombo, scrive il direttore, la "vera America" è ancora da scoprire. L'uomo europeo deve rileggere la propria storia di conquistatore per non "ripetere, sotto forma diversa, i gravi errori del passato". La divisione odierna tra un Nord ed un Sud del mondo, fra Paesi ricchi e poveri, ricalca "schemi molto simili a quelli del tempo della conquista" spagnola. Occorre che l'Occidente esamini la sua azione di un tempo, per organizzare meglio quella presente nei territori del Terzo mondo che non gli appartengono politicamente, ma che sono sottoposti al suo controllo economico: "la compagine delle nazioni più sviluppate, ad esempio, "stanno distruggendo l'ecologia del Paesi latino-americani". [1]
Ma l'uomo europeo di oggi è chiamato ad essere consapevole anche delle tragedie contemporanee che scuotono il vecchio continente, in Albania ed in Croazia. [2]
Quale futuro ci attende? "Mentre la bandiera rossa viene ammainata dal palazzo del Cremlino, non si ammaini la bandiera della giustizia e della fraternità", scrive Terenzi nei suoi auguri di inizio d'anno." [3]
Il futuro si presenta sconvolgente ed imprevedibile proprio a livello internazionale", dichiara al Ponte mons. Ersilio Tonini: le "sfide più urgenti per la Chiesa di oggi", sono a suo parere legate alle trasformazioni politiche e sociali in corso, e debbono mirare a due scopi: formare i giovani a ‘misura mondiale', spronandoli poi a convivere con uomini di civiltà diverse. Caduto il muro di Berlino e fallito il marxismo, aggiunge mons. Tonini, "per l'Europa è l'ora di trovare l'unità non solo economica ma un'unità nei valori fondamentali". [4]

Il Potere e noi
Occorre rimeditare, scrive Terenzi in un'altra nota, il concetto di potere: da controllo e dominio su chi intendiamo controllare, a collaborazione con la vita e rispetto dell'interdipendenza. [5]
Il discorso rimanda al tema proposto del documento dei Vescovi italiani, intitolato "Educare alla legalità": la ricerca del bene comune (spiega sul Ponte il prof. Carlo Alfredo Moro), non dev'essere un fatto puramente formale, ma "comprendere ogni aspetto della moralità", e deve mirare a formare le coscienze nei diversi àmbiti della famiglia, della scuola e della comunità ecclesiale. [6]
"Il bene comune si presenta come mèta ed impegno che unifica i cittadini, al di là delle diversità dei loro interessi": la ‘città dell'uomo' è possibile costruirla soltanto se ciascuno di noi "è disposto a rinunciare a qualcosa di proprio". È il messaggio del nostro Vescovo in occasione della festa del Corpus Domini. [7]

Dopo Palermo
In seguito ai due attentati in cui vengono uccisi i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il Vescovo si rivolge ai fedeli della nostra Diocesi: "Dopo i luttuosi fatti di Palermo non sono più sopportabili le parole. Affidiamo pertanto alla preghiera la nostra volontà di superamento della situazione attuale". [8]
In un fondo redazionale, Il Ponte scrive: "Tocca a tutti impegnarci, nell'umile quotidiano, nel non cedere a tentazioni autoritarie, alla violenza subdola di chi sgambetta il prossimo suo per arrivare prima, o cerca di non compiere il proprio dovere davanti allo Stato e al Fisco. All'impegno personale di ognuno deve però accompagnarsi anche la consapevolezza che tocca alla società, continuamente e nelle forme legali, "controllare" l'operato di tutti, in primo luogo dei rappresentanti eletti dal popolo, e delle strutture pubbliche che sono l'ossatura dello Stato".
"La società siamo noi", prosegue l'articolo ricordando lo scandalo di Tangentopoli: "sostenere che tutti gli altri sono corrotti (Milano insegna), e poi lasciarsi tentare di regalare una mancia per ottenere dei modesti favori, significa già giungere ad un piccolo compromesso. Ma le grandi corruzioni, le grandi violenze e prepotenze che poi culminano nelle stragi come a Palermo, cominciano sempre da fatti modesti, da strizzatine d'occhio che sembrano cose da nulla". [9]

"I gravi problemi" del momento
A settembre il Consiglio Permanente della CEI discute la "complessa situazione del Paese, esaminando i gravi problemi che oggi si dibattono". Il cardinal Ruini si sofferma "su due "annotazioni" circa le scelte a cui l'Italia è chiamata": il "criterio di giustizia" nel distribuire i pesi del risanamento economico; e l'unità della nazione, definita un valore storico ed una possibilità di crescita nella solidarietà. [10]
Per la solennità di San Gaudenzio, il tradizionale messaggio del Vescovo alle autorità sottolinea "la gravità di una situazione generale -politica, sociale, economica- che proietta un'ombra di preoccupazione anche sul nostro territorio". Di fronte ai "sempre nuovi casi di malcostume nella conduzione della cosa pubblica", la Chiesa "non può esimersi dal ribadire e incoraggiare il necessario riferimento alla legalità, alla trasparenza, alla moralità, all'impegno di tutti per ricostruire il tessuto di una società civile, democratica, solidale". [11]
Nell'omelia della festa del Patrono, il Vescovo sollecita a scegliere "veri sentieri di libertà", come hanno fatto i Martiri: "Per trasformare la società in cui viviamo, è necessario vivificare il tessuto cristiano della nostra comunità ecclesiale. Solo una Chiesa unita, fedele al Vangelo, non omologata ai criteri del mondo, è capace di portare in modo credibile la parola che salva". [12]

A "Pagina" aperta
L'inaugurazione della libreria cattolica Pagina, il 21 settembre alla presenza del Vescovo, avviene con un intervento del prof. Angelo Turchini sul tema Cattolici e cultura a Rimini, che Il Ponte pubblica integralmente. Turchini ricorda le figure di alcuni sacerdoti e laici passati alla storia cittadina per il loro impegno di studiosi e di scrittori: don Luigi Nardi (bibliotecario alla Gambalunghiana), il canonico Zeffirino Gambetti (le cui catalogazioni sono ancora oggi, presso la stessa Gambalunghiana, di grande aiuto agli studiosi), lo storico Luigi Tonini, don Luigi Matteini, Igino Righetti ed anche Alberto Marvelli autore di un Diario molto conosciuto. [13]

Altri eventi
Il 21 marzo si svolge l'Assemblea diocesana dedicata a Chiesa, Scuola, Educazione. Dopo l'apertura dei lavori da parte del Vescovo, la "relazione fondamentale" è tenuta da mons. Giuseppe Rizzo, direttore dell'Ufficio Nazionale Educazione Cattolica, Scuola e Università della CEI. [14]
La "Tre giorni" di aggiornamento del Presbiterio Diocesano, in giugno, ha per argomento "Le vie dell'evangelizzazione". Mons. Dionigi Tettamanzi illustra al Ponte i temi del suo intervento. Il nostro giornale pubblica la relazione del Vescovo mons. De Nicolò ed un commento di don Aldo Amati. [15]
Il 9 maggio è ordinato sacerdote in Duomo, Mauro Borghesi. [16] Tra ottobre e novembre sono ordinati diaconi Marino Angelini e Davide Varasi (a Roma), Marco Casadei, Mirco Mignani, Vincenzo Rossi e Massimo Venturini (a Rimini). [17]
Il 5 dicembre una solenne commemorazione celebra il decennale della scomparsa di mons. Emilio Bianchieri, ricordato anche da un volume che riprende nel titolo il suo motto episcopale: Cor meum vigilat. [18]

Cambio di guardia
"Dopo 16 anni di direzione del giornale don Piergiorgio Terenzi lascia. Lo sostituisce don Giovanni Tonelli, redattore capo fin dal 1977": questo occhiello appare sopra il titolo di prima pagina, Resterà un "Ponte", nel numero 31 del 30 agosto 1992, in cui accanto al "comunicato del Vescovo" appare l'"ultima idea di fondo" di Terenzi ("Elogio del somaro").
Il "comunicato del Vescovo" precisa: "L'avvicendamento di colloca nel segno della continuità e dell'apprezzamento del lavoro svolto. Scrive Terenzi: "Facciamo festa insieme, anche se, forse, con motivazioni diverse. È già quasi da un anno che attendevo questa comunicazione". La Redazione firma un saluto (intitolato: "Cambia il direttore, non lo spartito"), di ringraziamento a Terenzi e di buon lavoro a Giovanni Tonelli. La breve nota si conclude con queste parole: "Anche noi confidiamo "nel segno della continuità"".
Nel numero successivo il nuovo direttore scrive: "Sedici anni sono una vita, la vita del Ponte, ma anche una grande fetta di vita del giornalismo cattolico riminese". Tonelli ricorda poi la preziosa opera di Terenzi, aggiungendo che il Vescovo ha usato "parole non formali nel ringraziarlo del servizio svolto alla Chiesa riminese". [19]
Il primo numero firmato da Tonelli pubblica in copertina due interviste esclusive che testimoniano la continuità rispetto alla direzione di Terenzi: il cardinal Roger Etchegaray parla del dramma della povertà nel Terzo Mondo, mentre il giudice Vincenzo Andreucci dichiara: "Tangentopoli interessa anche Rimini". Uno ‘strillo' di copertina annuncia all'interno la pagina speciale intitolata "Grazie don Piergiorgio", con sette interventi, tra cui quelli di Gilberto Donnini e Romolo Sardellini, rispettivamente presidente e delegato regionale della Federazione Settimanali Cattolici Italiani. [20]
A Roma in novembre, Terenzi è premiato con una targa d'argento dopo aver ricoperto per due trienni la carica di vicepresidente della stessa Federazione Settimanali Cattolici Italiani. [21]
Nel settembre 1991 Terenzi, con il consueto stile che sotto il velo di un'ntelligente ironia nasconde una profonda moralità anche civile, aveva lanciato un grido (od un sospiro amaro): "Viva le tangenti!!", scrivendo: "Chi governa ha il privilegio della tangente …nel migliore dei casi a favore del partito o del gruppo politico; nel peggiore, con abbondanti creste personali". Le sue parole anticipano di un anno lo scandalo di "mani pulite" che scoppia proprio nel 1992 a Milano. [22]

[1] Cfr. P. Terenzi, 1992, per scoprire la vera America, n. 2, 12/1/92. Al tema del cinquecentenario, il Meeting '92 dedica il nucleo centrale delle sue manifestazioni, sotto il titolo "Il giallo, il nero, l'indio e il latino in cerca di Americhe": cfr. il n. 32, 6/9/92. Sullo stesso argomento, Il Ponte pubblica altri servizi ed inchieste, tra cui lo speciale "America, Americhe: 500 anni", n. 36, 11/10. Cfr. pure lo "Speciale Missioni" I poveri del mondo chiedono solidarietà, n. 4, 26/1. L. Ricci ha scritto La storia minore: quando gli emigranti eravamo noi, n. 3, 19/1. O. Delucca ha dato un contributo storico in Così i romagnoli "scoprirono" l'America, n. 37, 18/10.
[2] L'attenzione del Ponte a queste tragedie è testimoniata da una lunga serie di articoli apparsi nel corso dell'anno. Ricordiamo L. Ricci, Ogni giorno in Tv lezione d'odio, n. 20, 24/5/92, e M. Tassinari, I figli della violenza (intervista ad Antonio De Filippis), n. 26, 5/7. Per le iniziative locali, cfr. M. Forcellini, Lontani dalle bombe, n. 21, 31/5.
[3] Cfr. P. Terenzi, La bandiera della coerenza, n. 1, 5/1/92.
[4] Cfr. F. Uraldi, Per un'Europa unita sui valori fondamentali, n. 1, 5/1/92.
[5] Cfr. P. Terenzi, Vincere non è l'unità di misura, n. 4, 26/1/92.
[6] Cfr. E. F., La legalità richiede moralità, n. 2, 12/1/92.
[7] Il testo integrale del messaggio è nel n. 25, 28/6/92.
[8] Cfr. nel n. 28, 26/7/92. Falcone muore il 23 maggio assieme alla moglie Franca Morvillo e a tre agenti. Borsellino è colpito il 19 luglio: con lui perdono la vita cinque agenti.
[9] Cfr. La trincea di una nuova moralità, n. 28, 26/7/92; cfr. pure F. Bonini, Per vincere il delitto e la desolazione, n. 29, 2/8.
[10] Cfr. Il criterio di giustizia, n. 34, 27/9/92.
[11] Il messaggio è nel n. 37, 18/10/92, sotto il titolo Il bene comune è il bene di tutti.
[12] Cfr. "Reagite all'impoverimento della qualità della vita", n. 38, 25/10/92.
[13] Cfr. A. Turchini, A pagina aperta, n. 34, 27/9/92.
[14] Cfr. D. Celli, Un'educazione che sia figlia di tutta la comunità, n. 13, 29/3/92.
[15] Cfr. P. Terenzi, Anche Rimini, terra di missione; e R. Gradara, Una "buona notizia" per la società di oggi, n. 24, 21/6/92; mons. M. De Nicolò, Quale prete per l'oggi, e sac. A. Amati, La tre giorni continua, n. 25, 28/6/92.
[16] Cfr. lo scritto autobiografico di don M. Borghesi, Il mio viaggio alla ricerca del Signore, n. 18, 10/5/92, e la cronaca nel n. 19, 17/5, firmata da Giov. Tonelli: Una strada che incomincia ora.
[17] Cfr. A. Turchini, Nuovi diaconi della Chiesa riminese, n. 43, 29/11/92.
[18] Cfr. sac. A. Amati, Il Vescovo del Concilio, n. 41, 15/11/92. Cfr. pure C. Cucci, Governò col sorriso, n. 43, 29/11; sac. F. Lanfranchi, Pronto a partire in punta di piedi, e Giov. Tonelli, Il Vescovo del Concilio, n. 44, 6/12. Nel n. 45, 13/12, sono apparsi i testi dell'Omelia del Vescovo e di una dichiarazione del nuovo sindaco di Rimini, Giuseppe Chicchi. Nel n. 46, Natale 1992, è stata pubblicata una sintesi della relazione del cardinal Antonio Javierre Ortas, Concilio Vaticano II: nuovo stile pastorale.
[19] Cfr. Giov. Tonelli, Si va a continuare, n. 32, 6/9/92.
[20] Cfr. nel n. 32 del 6/9/92. Gli altri interventi sono di Giancarlo Ramberti, Nando Piccari, don Romano Nicolini, Amedeo Montemaggi, Antonio Montanari.
[21] Cfr. Don Terenzi premiato, n. 44, 6/12/92
[22] Cfr. P. Terenzi, Viva le tangenti!!, n. 33, 22/9/91.

1992.2.Società
Tangenti, nessun dorma
A Milano, dunque, scoppia lo scandalo di "mani pulite". Per la vicenda delle tangenti, "nessuno stia alla finestra", commenta sul nostro giornale Gilberto Donnini: dalla vicenda lombarda traspare "uno ‘stile’ diffuso di fare politica ed amministrazione che pare diventato consueto non solo a Milano ma sembra pressoché dovunque". Il giudice Vincenzo Andreucci dichiara al Ponte che anche Rimini, per ora risparmiata dalle bufere giudiziarie, è interessata a tangentopoli: non esistono isole felici, anche la nostra città, con tutto l’indotto di affarismo e criminalità, piccola e grande, non può non essere interessata al fenomeno, assieme ai suoi dintorni. [1]
D’accordo con Andreucci è il procuratore della Repubblica, Franco Battaglino: "Ho ricevuto diverse segnalazioni su casi di corruzione e richieste di tangenti. Purtroppo però si tratta sempre di lettere anonime". A Coriano scoppia il caso di Laila Filippi, ex assessore all’Urbanistica di quel Comune e dirigente del Pds, accusata di concussione ed abuso d’ufficio per una pratica edilizia (nel 1994 sarà condannata a tre anni). Nel mirino degli investigatori finiscono tutte le consulenze e gli incarichi affidati dai Comuni della provincia a tecnici e liberi professionisti. Palazzo Garampi pubblica l’elenco degli incarichi professionali affidati dal 1985 al 1990. [2] Il neo direttore Tonelli osserva: "La situazione è grave. Occorre un grandioso sforzo di risanamento, che deve nascere secondo criteri di giustizia e di solidarietà. Nessuno può tirarsi indietro". [3]

Promesse, problemi e sogni
A Rimini tutti sono contenti e soddisfatti (osserva Marco Forcellini nel suo attento ed acuto osservatorio della "Settimana"), ma di passi avanti se ne sono fatti veramente pochi. Si continua a parlare di Piano regolatore generale, ma si muove soltanto qualcosa dalla Regione. La nostra è veramente "la città delle cento promesse". Alla sala Ressi ed in quella dell’Arengo sono esposti i plastici della mostra "Rimini Terzo Millennio": "molti lavori sono eleganti e sfarzosi, lontani dalla realtà sociale, nonché dal contesto urbanistico già esistente. […] Un futuro da sogno, almeno nei disegni".
Intanto, secondo dati dell’Istat, crescono più le abitazioni che le famiglie, mentre rallenta la costruzione di edifici destinati al settore turistico. Aumenta anche l’occupazione di settemila unità, grazie alla crescita del settore dei servizi, mentre segna il passo il comparto industriale, sviluppatosi soprattutto nell’entroterra.
Il settanta per cento delle commesse per appalti pubblici è conferito a ditte estranee alla nostra realtà economica, la maggior parte delle quali sono del Sud. I lavori più redditizi sono quelli statali, "in infrastrutture, in cui appalti continuano ad essere vinti quasi esclusivamente da ditte provenienti da lontano".
Famiglia Cristiana pubblica un servizio intitolato "Qualcuno compra la Romagna", che rilancia l’allarme del procuratore alla Corte d’Appello di Bologna, il quale ha presentato un’analisi sulla criminalità locale: la nostra costa è la zona a maggior rischio di tutto il territorio regionale. Le conferme giungono dalla cronache: la Guardia di Finanza scopre a Morciano una base della malavita toscana: sono quattro gli arresti eseguiti nella Valconca, i cui sindaci chiedono al ministero degli Interni che nei loro Comuni non siano più inviati "soggiornanti speciali". Si scopre poi che "la strage del 23 maggio a Palermo, nella quale hanno perso la vita il giudice Falcone, sua moglie ed i tre agenti di scorta, sembra aver avuto momenti di preparazione" proprio nella Valconca. Un boss della camorra napoletana è arrestato a Cattolica, dove aveva sistemato il suo clan specializzato in merce contraffatta, usura ed estorsioni. Presi due sardi a Morciano con un arsenale di armi da guerra, forse destinate ad esportazione in altre regioni.
Commissariato di Rimini ed Interpol indagano sulla tratta delle nigeriane: diciassette arresti. Nella vicenda sono coinvolti pure sette hotel. Anche la prostituzione austriaca si fa sentire con minacce e violenze continue, emblematiche della pericolosità di un’organizzazione che fa paura alle proprie ragazze. Rimini, da circa otto anni, è diventato un epicentro del gioco d’azzardo. I carabinieri di Bologna credono (sbagliandosi) di aver scoperto, con diciannove arresti, "una banda di delinquenti collegati alla gang della "Uno Bianca"". Detto tutto ciò, fa ancora effetto la notizia che sugli autobus di Rimini ogni anno non vengono pagati biglietti per duecento milioni?
A dicembre Rai 3 trasmette "Tenebrosa Rimini" condotta da Gard Lerner "tra risse verbali, fischi ed applausi", insomma come dice il titolo del servizio di Franco Perez, "una figuraccia meritata" per la nostra città. [4]

Lavoro
La produzione nel 1991 è calata del 2%, l’occupazione del 2,6, come negli anni Sessanta. A gennaio ’92 i cassintegrati erano 1.076, con un aumento del 145% rispetto all’anno prima nel settore ordinario, e del 4% in quello straordinario, mentre a livello nazionali i valori sono +21% e -2. Il Cerim, diretto da Primo Silvestri, spiega che nella nostra zona si alza il livello dei consumi, mentre si abbassa la propensione al risparmio ed agli investimenti. Migliorano il settore creditizio e finanziario, ma aumentano le difficoltà del piccolo commercio.
Incidenti sul lavoro: sono stati quasi novemila nel 1991. Gli ispettore dell’Usl chiudono tre cantiere per mancato rispetto delle norme di sicurezza. Il fenomeno del lavoro nero non riguarda soltanto gli stagionali, ma è presente anche nell’edilizia. Nessuna prova sul caporalato, data l’omertà che regna dovunque. L’osservatorio sulle norme antimafia rileva che in 20 aziende diverse con complessivi 193 lavoratori, 12 di questi non erano in regola e 33 erano assicurati per periodi inferiori e con retribuzioni più basse. [5]

Turismo
A Riccione un’indagine Doxa smentisce i profeti del marketing che puntano alle innovazioni: ai turisti piacciono la tradizione, la vita notturna, oltre a mare e spiaggia che sono al secondo posto nelle scelte, dopo l’amicizia con la gente del luogo. Il sindaco Masini lancia uno slogan: "Città aperta, ma non agli eccessi". A Bellaria si cerca un ‘nuovo’ turismo che non sia soltanto legato alla cultura della trasgressione la quale crea zone franche e stordisce i giovani, mettendo a rischio la loro vita: il Consiglio Pastorale della parrocchia esamina anche lo squilibrio creato dall’alternanza della fase frenetica della stagione estiva e della vita invernale. [6]
L’on. Andreotti ricorda sull’Europeo che nel 1990 "le rappresentanze di una città marittima colpita dalle mucillagini" [Rimini] andarono a denunciargli "un danno enorme che ne derivava sui redditi: "Essendomi premunito dei dati", spiega Andreotti, "potei contestar loro che la cifra di minore introito di cui parlavano era di tre volte superiore alla somma di tutte le dichiarazioni dei redditi della città stessa negli anni precedenti. Se ne andarono con la coda tra le gambe dandomi del ‘pedante burocratico’". [7]

Dopo le politiche, il nuovo sindaco
La consultazione elettorale del 5 aprile per Camera (eletti Grassi, Piro e Sanese) e Senato (Foschi e Pierani), ha ripercussioni sul Comune di Rimini. Si sperava che dalle urne uscisse qualche indicazione sulla crisi che attanagliava da qualche tempo la vita a Palazzo Garampi, dopo la fronda di Ciuffolini e Cappellini. Ma il calo del Psi (-2,8%) e la mancata rielezione di Capacci hanno dato una svolta. Nasce la nuova Giunta con Dc, Pds, Psdi. Sindaco diventa Giuseppe Chicchi, ex segretario della Quercia. Suo vice è Fabio Zavatta (Dc). Chicchi definisce qualificata la nuova maggioranza che dovrebbe consentire l’attuazione di molti punti del programma di Giunta: "Non si tratta di un compromesso storico, ma di un gesto di responsabilità per aiutare Rimini in un momento particolare". Zavatta si sofferma sulla questione morale: "Occorre più trasparenza negli appalti". [8]
Nicola Sanese sostiene che una parte della Dc "si è piegata al ricatto". Il segretario della Dc provinciale, Ermanno Vichi, gli risponde: "La novità di questi dieci anni sarà la Dc al governo della città". In ottobre Vichi si dimette: se a Roma il partito è cambiato con Martinazzoli, anche a Rimini la dirigenza del partito "deve mettersi in discussione", e cambiare per essere credibile. L’ex presidente provinciale Piergiorgio Grassi dichiara: "Si tratta di dare forma nuova ad un partito che sia davvero espressivo di quanto meglio ferve nella società civile sapendo bene che i partiti non sono più i soggetti unici della politica". [9]

La Provincia!
La prima notizia della prima pagina nel Ponte del 1992, è stata quella relativa alla firma del decreto che istituisce la nuova provincia di Rimini: un regalo che il governo ha messo sotto l'albero del Natale precedente.
Noi la inseriamo per ultima, non per andare controcorrente, ma perché il decreto del 28 dicembre ’91 non chiude la pratica, ma le apre il lungo viaggio tra le stanze del Potere ed i labirinti della Burocrazia.
Soltanto il 23 aprile 1995 si potrà votare per la prima volta per la Provincia. Nel frattempo, arrivano rappresentanti ed uffici dello Stato, mentre inizia la caccia a sede degne e funzionali. [10]

[1] Cf. G. Donnini, Tangenti: nessuno stia alla finestra, n. 18, 10/5; Giov. Tonelli, "Tangentopoli interessa anche Rimini", n. 32, 6/9. Un servizio riassuntivo è ne "La Settimana" del 1992, n. 2, 10/1/93.
[2] Cfr. M. Forcellini, La Settimana, n. 34, 27/9, n. 37, 18/10; n. 38, 25/10; n. 41, 15/11. Vedi infine nel n. 28, 24/7/94.
[3] Giov. Tonelli, Non paga più Palloni, n. 39, 1/11. Quest’articolo testimonia la continuità con la battaglia contro la corruzione iniziata dal precedente direttore Terenzi (del qual abbiamo riportato nel precedente capitolo "Vita della Chiesa" 1992 una parte dell’articolo pubblicato nel settembre 1991).
[4] Cfr. M. Forcellini, La Settimana, n. 3, 19/2/92; n. 5, 2/2; n. 7, 16/2; e n. 8, 23/2; M. Casadei, Valconca al confino, n. 19, 17/5; Id., Fratelli di tritolo, n. 22, 7/6; Id., Hanno pescato "O’ Capitone", n. 40, 8/11; Id., Com’era tranquilla la mia valle, n. 10, 8/3; M. Forcellini, È finita la ‘tratta’ delle nigeriane?, n. 5, 2/2; M. Tassinari, Quando la lucciola ha paura, n. 10, 8/3; Id., Un poker della malavita, n. 6, 9/2.; È finito il terrore?, n. 12, 22/3; F. Perez, Rimini: una figuraccia meritata, n. 46, Natale 1992. Sulla trasmissione di Lerner, cfr. pure P. Leoni, La Rimini che non fa notizia, n. 1, 3/1/93.
[5] Cfr. M. Forcellini, Cronaca di una crisi annunciata, n. 14, 5/4; Id., La Settimana, n. 18, 10/5; n. 22, 7/6.
[6] Cfr. N. Concolino, Sapore di sale, sapore di amicizia, n. 6, 9/2/92; Ead., Una città aperta, ma chiusa agli eccessi, n. 18, 10/5.
[7] Cfr. Tama, Bravo Giulio, n. 10, 8/3/92.
[8] Cfr. M. Forcellini, La Settimana, nn. 15, 12/5; 16, 19/4; 24, 21/6; 25, 28/6.
[9] Si vedano le interviste nei nn. 27, 19/7; 28, 26/7; 38, 25/10; 40, 8/11.
[10] Cfr. i servizi nei nn. 1, 5/1/92; 45, 13/12/92; 2, 15/1/95; 10, 12/3/95. Per la consultazione elettorale, vedi in "Società" 1995.

1992.3.Cultura
L’anno di Piero Della Francesca
Per celebrare il quinto centenario della morte di Piero Della Francesca, Rimini organizza una mostra (intitolata "Cortesia e geometria", con catalogo di Pier Giorgio Pasini) ed una serie di conferenze. Piero fu in città nel 1451. Mentre ferveva la trasformazione della vecchia chiesa di San Francesco nel monumentale Tempio, egli dipinse uno dei suoi più famosi capolavori, l’affresco con Sigismondo Pandolfo Malatesti in ginocchio davanti a San Sigismondo. "Ancor prima che nel rivestimento marmoreo del Tempio", scrive nelle nostre pagine Pasini, "il Rinascimento si manifestava a Rimini con tutto il suo fascino in questa superficie dipinta, a lusingare il principe, a confondere gli artisti interessati solo al fasto esteriore, ad aprire uno spiraglio di umanità nelle aride ricerche degli eruditi, e soprattutto ad annunciare un utopistico futuro determinato dalla ragione e confortato dalla poesia". [1]
Al Piero ‘riminese’, Pasini dedica anche uno splendido volume, edito dalla Banca Popolare Valconca e presentato al Grand Hotel dal prof. Federico Zeri. In un’intervista al Ponte, Pasini spiega che le idee "umanistiche" di Piero Della Francesca (secondo le quali "la vera nobiltà deriva dalla nostra capacità di ragionare"), non potevano piacere "ai signori feudali come Sigismondo, il quale, come tutti gli altri suoi colleghi, voleva un’arte senza pensieri, solo elogiativa". [2]
Sigismondo è pure il protagonista di un romanzo che l’argentino Alberto Cousté ha voluto dedicare al Signore di Rimini e che appare per i tipi di Longanesi. Secondo la scrittrice Rosita Copioli, il libro "ricrea un mondo che sembrava perduto", e rilegge un’età che ha molte analogie con il momento attuale. La presentazione del volume avviene al termine di una sessione delle Giornate malatestiane, organizzate dall’editore Bruno Ghigi, sulle quali il prof. Angelo Turchini fa un bilancio lusinghiero: "I lavori letti sono stati talora più che dignitosi, ed in alcuni casi belli". Turchini poi osserva: "Queste iniziative bisognerebbe farle più spesso, guardando fuori dalle mura cittadine", per non rimanere invischiati in quella categoria della "riminesità" che indulge a costruzioni ideologiche o mitologiche tipo Amarcord. [3]
I Malatesti ritornano anche nella mostra (al Museo della Città) su Leonardo ed il suo viaggio in Romagna nel 1502: il genio di Vinci lavorò come architetto ad abbassare e a fortificare la nostra Rocca. [4]
A proposito di Rocca. Rimondini inizia la battaglia allo scopo di difenderla dal progetto Natalini che, per costruire il nuovo teatro, "vìola la legge di tutela del castello, di cui distrugge l’Antimurale e invade il Fossato per sistemare l’inutile Arena". [5] Ed a proposito di passato. In piazza Ferrari riprendono i lavori nel cantiere archeologico aperto nel 1989, ormai denominato "La stanza del chirurgo", in riferimento agli strumenti medici rinvenuti, che costituiscono uno dei più completi esempi del mondo romano. [6]

Novità in libreria
Dalla consultazione degli archivi locali, nascono due ricerche di Oreste Delucca. La prima riguarda I pittori riminese del Trecento, un lavoro che Pasini giudica il "più sorprendente, e più utile per lo sviluppo degli studi sull’argomento": "Contro una ventina di notizie note fino ad ora, questo libro ne riporta un centinaio". [7] La seconda ricerca offre in 830 pagine l’inedito panorama delle case rurali riminesi nel Quattrocento, attraverso l’esame di 170 mila documenti notarili di Romagna e Marche. [8]
Rimini medievale. Contributi per una storia della città, edito dai Musei comunali a cura di Angelo Turchini, raccoglie i testi di sei specialisti che illustrano i nostri monumenti antichi. [9]
Gian Ludovico Masetti Zannini in un numero monografico di "romagna arte e storia", descrive Quel che passava il convento, cioè la vita religiosa e sociale dei monasteri femminili romagnoli dal 1500 al 1700. [10]
Rodolfo Francesconi in Conservazione di una storia, ricostruisce un episodio accaduto in Valmarecchia nel 1944: un ragazzo di dodici anni che offre da bere ad un soldato tedesco, viene catturato sotto gli occhi dei genitori e deportato in Germania. Solo oggi, attraverso i documenti di Auschwitz, è possibile conoscere il suo destino di vittima di una camera a gas. [11]
Il nostro Maurizio Casadei cura per l’Istituto Storico della Resistenza, il volume La Resistenza nel Riminese, una cronologia ragionata. Dopo aver riassunto gli eventi principali accaduti tra primavera ’43 e settembre ’44, elenca quanto apparso finora sull’argomento in libri e giornali locali. [12]

Riminesi indifferenti?
Tanti volumi, ma pochi lettori. Questo il giudizio raccolto dal Ponte tra i librai riminesi che raccontano gustosi aneddoti. C’è chi, ricevuto un testo in dono, chiede se è possibile cambiarlo con oggetti di cancelleria. Ma pure in altri campi le cose non sembrano andare meglio. Il rinvenimento di una necropoli lungo la via Flaminia davanti alla caserma Giulio Cesare, offre lo spunto a Stefano Sabatini, del Museo civico, per osservare: "Rimini non vuole conoscere, con la dovuta intelligenza, il suo passato". Un altro esempio: non ha suscitato alcun interesse la scoperta al colle di Covignano di una delle più antiche grotte preistoriche d’Europa, risalente ad un milione d’anni fa. [13]
Alle biblioteche della Valconca, è dedicata un’inchiesta di Stefano Fabbri che esamina tre località: San Clemente, Morciano e Montescudo. [14]
Al passato più o meno recente continua a dedicarsi Il Ponte nelle rubriche storiche. Enzo Fiorentini parla con il consueto garbo dell’arco ‘ballerino’ di via Garibaldi, costretto a molte peregrinazioni. Vittorino Zavoli esplora la varia umanità di figure caratteristiche e personaggi che vivevano lungo il Corso d’Augusto: ritornano così le passeggiate della felliniana Gradisca, il negozio della Colomba "Bascoza", il lotto clandestino della Nina, e le casse da morto del falegname Giovanni Ciavatti, che rifiutava ogni altro tipo di lavoro. I lettori si appassionano. Duilio Ganzaroli scrive per ricordare un pioniere dei cinematografi riminesi, Carlo Massa, riproponendo un vecchio articolo di Luigi Pasquini. Stefania Santucci presenta la vita di "Caplon", Primo Massari, uno degli ultimi mediatori di bestiame della Valconca. [15]
Con l’architetto Oscar Mussoni si rievoca la demolizione nel 1948 di "quella bruttura del Kursaal", come definì allora la pregevole costruzione il sindaco di Rimini, Cesare Bianchini. Guido Simonetti descrive le varie tappe della storia del nostro porto dal Medioevo alla fine del 1700. [16]
Nel bicentenario della morte, Giuseppe Garampi e Giancristofano Amaduzzi sono commemorati in due pagine speciali. Il cardinal Garampi, nato a Rimini nel 1725, lavorò all’Archivio Segreto Vaticano, partecipò alle Diete di Augusta e Francoforte e fu Nunzio Apostolico in Polonia ed in Austria. Storico ed appassionato collezionista di libri e medaglie, ha lasciato alla nostra città un patrimonio di documenti di grande valore, raccolti viaggiando in tutt’Europa. [17] Amaduzzi, originario di Savignano dove nacque nel 1740, insegnò Greco alla Sapienza di Roma e fu filosofo tra i più importanti del tempo. Pare che sia uscita dalla sua penna la Bolla papale di Clemente XIV (il santarcangiolese Ganganelli), per la soppressione dell’Ordine dei Gesuiti (21 luglio 1773). A causa della sua simpatia verso i giansenisti italiani, si procurò l’infondata accusa di eresia, dalla quale lo difese Pio VI, Papa Braschi di Cesena.
Ai Gesuiti Il Ponte dedica alcuni servizi in occasione di una mostra e di alcune conferenze che illustrano la loro presenza in città tra 1627 e 1773. Il pezzo forte è uno studio inedito di Giovanni Rimondini sui seguaci riminesi di Sant’Ignazio. [18] Alcuni servizi sono dedicati al beato Amato di Saludecio, con scritti di Piero Bargellini [19] e di Mario Molari sulle "fonti storiche". [20]

Foto in scatola
Gloria Salvatori realizza foto con una scatola di cartone sigillata, con dentro una pellicola che viene impressionata attraverso un piccolo foro. È uno strumento primordiale che suscita interesse: le immagini ‘scattate’ dalla giovane riminese, sono ospitate ad una biennale spagnola, dopo una mostra tenuta a Riccione.
Altre immagini in mostra, sono quelle di uno storico caricaturista di Rimini, il prof. Italo Roberti che in una tavola autobiografica si raffigura con tavolozza da pittore e archetto di violino, strumento che gli ha dato fama di concertista e di docente. [21]

Ricordiamo Luigi Bianchi
Luigi Bianchi che, fino alla trasformazione elettronica del sistema di montaggio del Ponte, aveva curato la nascita di tutte le nostre pagine, scompare il 13 luglio a 72 anni, lasciandoci una grande lezione di umanità. Nella vecchia sede, in uno sgabuzzino di pochi centimetri quadrati, aveva lavorato sopportando tutte le nostre impazienze e accontentando ciascuno di noi che, il martedì pomeriggio, lo assillavamo con cambiamenti all’ultimo momento, nella fase delicata e nervosa di chiusura del giornale. Lui riusciva a non perdere mai la calma, e quando la tensione era palpabile nell’aria, s’interrompeva un attimo, ci guardava da sopra gli occhiali, e per rassicurarci che neppure quella volta eravamo riusciti a turbare la sua serenità, ci raccontava una barzelletta con cui riusciva a scaricare tutta l’elettricità che si accumulava nelle due stanze della redazione di allora. [22]
Nel corso dell’anno ci lasciano lo scultore Elio Morri, lo storico Nevio Matteini, lo studioso del dialetto Gianni Quondamatteo, Decio Mercanti uno dei protagonisti della Resistenza in Romagna, ed il pittore Giulio Cumo. [23]

[1] Cfr. P. G. Pasini, Quell’affresco che annunciò il Rinascimento, n. 38, 25/10/92.
[2] Cfr. A. Montanari, La Ragione alla corte di Sigismondo, n. 46, Natale 1992. Cfr. pure Id., Sigismondo cavaliere e custode della città, n. 43, 29/11/92, sui "significati politici nascosti dell’opera", secondo gli scritti di Marilyn Aronberg Lavin (1984) e di Angelo Turchini (1986). L’intervista a Zeri è nel n. 1 del 1993: cfr. "Cultura" 1993.
[3] Cfr. A. Montanari, Sigismondo, un vinto dalla storia, n. 36, 11/10/92.
[4] Cfr. A. Montanari, Leonardo ‘riminese’ lavorò al Castello, n. 39, 1/11/92, ove si riprende uno studio di A. Turchini (1985). Cfr. anche A. Chiaretti, I fossili di Leonardo, n. 44, 6/12/92.
[5] G. Rimondini, Piazza Malatesta va bene così, n. 14, 5/4/92.
[6] Cfr. Ecco la stanza del chirurgo, n. 30, 9/8/92. Vedi in "Cultura" 1989.
[7] Cfr. P. G. Pasini, Una scuola pittorica a conduzione famigliare, n. 23, 14/6/92. Cfr. pure in "SegnaLibri", Così ci parla il nostro passato, n. 21, 31/5/92. Sulla scuola riminese, cfr. infine A. Montanari, Giuliano, da Rimini alla Gran Bretagna, n. 33, 13/9/92, ove si parla dell’identificazione, da parte di Anna Tombini, nel polittico ora di proprietà del duca di Norfolk, del quadro che si trovava a Rimini nella chiesa dei padri di San Domenico.
[8] Cfr. A. Montanari, La casa riminese del ’400, n. 34, 27/9/92.
[9] Cfr. nel cit. Così ci parla il nostro passato, n. 21, 31/5/92.
[10] Cfr. A. Montanari, "Quel che passava il convento", in "SegnaLibri", n. 5, 2/2/92
[11] Cfr. A. Montanari, Quelle strade per Auschwitz, in "SegnaLibri", n. 11, 15/3/92.
[12] Cfr. An. Mo., I tempi della Resistenza, n. 36, 11/10/92.
[13] Cfr. i due articoli di S. Giovanardi, Mamma, che ignoranza!!!, n. 7, 16/2/92; e Quanta indifferenza per la città che fu!, n. 8, 23/2.
[14] Cfr. S. Fabbri, Duemila libri per i ragazzi, n. 6, 9/2/92; Id., Due volumi per abitante, n. 9, 1/3; Id., Più libri che lettori, n. 15, 12/4.
[15] Cfr. E. Fiorentini, Quell’arco ‘ballerino’, n. 14, 5/4/92; V. Zavoli, Il Corso d’Augusto dal Fulgor ai Servi, n. 2, 12/1; Id., Il Corso d’Augusto dall’Arco a Piazza Tre Martiri, n. 14, 5/4; D. Ganzaroli in "Pagina Aperta", n. 4, 26/1; S. Santucci, Quanti premi, "Caplon", n. 11, 15/3;
[16] Cfr. A. Montanari, "Quella bruttura del Kursaal", n. 1, 5/1/92. Cfr. le quattro puntate di G. Simonetti, apparse nei nn. 38, 25/10; 40, 8/11; 41, 15/11; 45, 13/12.
[17] Cfr. A. Montanari, Garampi: dai libri alla politica tra i Grandi del Settecento, n. 7, 16/2/92; Id., Amaduzzi: una ‘talpa’ giansenista nella Roma di Papa Braschi, n. 29, 2/8. Circa il ruolo di Amaduzzi nella soppressione dell’Ordine dei Gesuiti, cfr. A. Montanari, L’insonnia di Papa Ganganelli, n. 26, 5/7/92, ove si parla delle lettere che, sull’argomento, Amaduzzi inviava da Roma a Rimini al suo maestro Giovanni Bianchi.
[18] Lo studio di Rimondini è apparso in due puntate: I Gesuiti riminesi, n. 20, 24/5/92, e La "Missione" di un riminese, n. 23, 14/6. Cfr. pure la pagina speciale a cura di A. Montanari nel n. 17, 3/5/92.
[19] Cfr. P. Bargellini, Beato Amato il primo Santo di Rimini? Bargellini ne racconta la vita, n. 17, 3/5/92.
[20] Cfr. M. Molari, 1304: il Legato del Papa per ben sei volte lo chiamò "Beato", n. 18, 10/5/92; Id., I buoi, rifiutata la strada per Rimini, si diressero a Saludecio, n. 19, 17/5; Id., Girolamo e Amato, fratelli sì, ma diversi, n. 20, 24/5; Id., Amato nel cuore della gente, n. 21, 31/5.
[21] Cfr. N. Concolino, Foto in scatola, n. 14, 5/4/92; E. Rotelli, Un click dal sapore antico, n. 45, 13/12; Dal violino alla tela, n. 16, 3/5.
[22] Cfr. "L’ultima" di Luigi Bianchi, n. 27, 19/7/92.
[23] Cfr. su Morri, P. G. Pasini, Una scultura, una vita, n. 4, 26/1/92; su Matteini, A. Montanari, Amò Rimini, studiò la Romagna, n. 4, 26/1; su Quondamatteo, A. Montanari, Nel dialetto fece rivivere le storie della gente, n. 5, 2/2; su Mercanti, A. Montanari, Voleva far fuori il duce per rientrare nel Pci, n. 12, 22/3; su Cumo, M. Masini, Un grande della ritrattistica romagnola, n. 23, 14/6.

1992.4.Sport
Quando c’è soltanto la passione. Una vicenda esemplare: le ragazze del softball partecipano al campionato nazionale, anche se lo sponsor che le aveva accompagnate ai vertici della serie A le ha abbandonate.
Telenovela Rimini Calcio: "squadra corsara" la chiama Giorgio Masinelli sottolineando, a metà campionato, che l’undici biancorosso fa le cose migliori in trasferta. Il girone d’andata si chiude al secondo posto con otto vittorie di cui cinque esterne, otto pareggi e tre sconfitte. "Peccato per quegli otto punti persi in casa", sottolinea Giuseppe Autuori nei suoi "Cartellini": in quello di fine campionato l’elogio va ai tifosi, "in effetti sono loro e solo loro i veri trombati dai vari venditori di fumo", con una società in cui i pacchetti azionari cambiano di mano come le pezze di stoffa "nelle mani delle signore sulle bancarelle del mercato di piazza Malatesta".
L’unico che può dirsi soddisfatto, aggiunge Giorgio Masinelli, è l’allenatore. Che se ne va: "Lascio il mio incarico con animo sereno e con la consapevolezza che allenare il Rimini non è una cosa da poco". La nuova squadra è molto "baby": i nuovi acquisti sono infatti tutti giovani. I risultati si fanno vedere in autunno: "Cartellino azzurro ai ragazzi della Rimini Calcio che sul campo continuano a guadagnarsi onestamente lo stipendio. E non lasciarsi coinvolgere dai giochini che inopinatamente la dirigenza biancorossa continua a produrre a pieno ritmo, è già un successo ed una speranza per quanti ancora vogliono bene a questa ‘maglietta’". [2]
La Marr dopo le delusioni iniziali si riprende e torna "a far la voce grossa", ed infine ottiene la promozione in A1 con tre partite d’anticipo: "Sembra quasi un sogno" in questa città che per lo sport ha il vecchio insufficiente palasport, il decrepito "Romeo Neri", ed una piscina comunale "buona per il pediluvio". [3]
Baseball. La Telemarket Rimini, battendo i bolognesi dell’Eurobuilding, fa suo lo scudetto con un secco tre a zero. È il "settimo sigillo" per questa disciplina in città, e giunge davvero inaspettato. [4]
La Sangrem Volley Morciano è al decimo anno di attività pallavolistica femminile. Attorno alla squadra, alleva oltre cento fra bambine e ragazze, guidate da Elvio Moretti. [5]
A giugno Rimini ospita i campionati assoluti di ginnastica artistica, organizzati dalla Romeo Neri.
Gli alunni delle Medie di Riccione vincono a Santarcangelo la fase provinciale dei Giochi della Gioventù. Li premia Alberto Tomba che litiga poi con il fotografo che lo riprende con "Miss" Martina Colombari (per la serie "educare con l’esempio"). [6<]
Sulla ‘barca’ "Chica Boba II", un 17 metri che partecipa alla regata "Colombo ’92" in partenza il 12 maggio, è impegnato Alessandro Zamagna, un riminese di 27 anni, assieme al concittadino Nino Bellini che sarà skipper in due tappe. [7]

[1] Cfr. E. Molini, In serie A senza sponsor, n. 20, 24/5/92.
[2] Cfr. i servizi nei nn. 3, 19/1; 5, 2/2; n. 24, 21/6; 25, 28/6; 29, 2/8; n. 39, 1/11.
[3] Cfr. G. Autuori, E chi li ferma più?, n. 18, 10/5/92.
[4] Cfr. I servizi di R. Leoni e G. Autuori, n. 36, 11/10/92.
[5] Cfr. M. Ciotti, Siamo piccole, ma vinceremo, n. 9, 1/3/92.
[6] Cfr. i servizi nei nn. 22, 17/5/92; 12, 22/3
[7] Cfr. M. Forcellini, Col vento della storia, n. 19, 17/5.

Antonio Montanari. "Riministoria" è un sito amatoriale, non un prodotto editoriale. Tutto il materiale in esso contenuto, compreso "il Rimino", è da intendersi quale "copia pro manuscripto". Quindi esso non rientra nella legge 7.3.2001, n. 62, "Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2001.
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