Antonio Montanari
IL PONTE 1987-96
  Indice del volume

1991.1.Vita della Chiesa
"Mai più' la guerra", implora il Papa

L'abbattimento del muro di Berlino aveva dato la sensazione che "finalmente la seconda guerra mondiale era finita", facendo tirare a tutti un respiro di sollievo. Adesso il mondo sta nuovamente con il fiato sospeso per la crisi del Golfo, sfociata nell'attacco militare all'Irak, la notte sul 17 gennaio 1991.
Invoca il Papa: "Dio dei nostri padri, grande e misericordioso, Signore della Pace e della vita […] mai più la guerra, avventura senza ritorno, mai più la guerra, spirale di lutto e di violenza, mai questa guerra nel Golfo Persico, minaccia per le tue creature in cielo, in terra e in mare".
Il nostro Vescovo, nella veglia di preghiera per la pace di domenica 20 gennaio in Duomo, dice: "Viviamo giorni drammatici. Siamo in ansia per queste popolazioni e per le tante giovani vite impegnate nelle operazioni militari". In unione col Pontefice, aggiunge, chiediamo a Dio "come dono la pace, il bene più alto e insieme così precario sulla terra". Contro la guerra sono pure molti laici. [1]
I Vescovi italiani celebrano, il 3 febbraio, la Giornata per la vita con un messaggio che acquista un particolare senso anche se, essendo stato preparato mesi prima, non può riferirsi alla stretta attualità, e quindi (osserva Il Ponte) non cita "le immagini disastrose della guerra del Golfo ed ancor meno la situazione esplosiva che si è andata creando". [2]

I cent'anni della "Rerum Novarum"
La Rerum Novarum compie un secolo. Giovanni Paolo II pubblica per l'occasione l'enciclica Centesimus Annus, dedicata ai problemi sociali e del lavoro, e dichiara il 1991 anno della dottrina sociale della Chiesa. Il Ponte illustra i contenuti fondamentali del documento "profetico" di Leone XIII in un articolo di don Luigi Tiberti, e in un'intervista a mons. Agostino Casaroli che si sofferma anche sull'enciclica di Giovanni Paolo II.
Un convegno nazionale a Roma tratta della "nuova evangelizzazione e della solidarietà". A Rimini il 26 marzo si tiene una analoga iniziativa, per discutere sui cent'anni della Rerum Novarum. Nel Ponte appaiono gli interventi di Giovanni Bianchi (presidente nazionale delle Acli), di Franco Marini (segretario nazionale della Cisl), e del prof. Piergiorgio Grassi. [3]
La nostra Diocesi organizza il 30 aprile una serata di preghiera e riflessione relativa all'"emergenza sociale" costituita dal mondo del lavoro e dalla nuove povertà. [4] Ed il 30 novembre, un'Assemblea ecclesiale per l'anniversario dell'enciclica di Leone XIII, incentrata sul tema: "La Chiesa di fronte ai nuovi orizzonti sociali". [5]
Richiamandosi alle "indicazioni conclusive" offerte dal Vescovo a tale Assemblea, il direttore del Ponte scrive: "La dottrina sociale della Chiesa è parte integrante ed essenziale della evangelizzazione e non una appendice facoltativa". Poi, in riferimento alle parole di mons. Jorge Maria Mejia, vicepresidente della Commissione Pontificia "Giustizia e Pace", intervenuto alla manifestazione riminese, aggiunge che l'impegno sociale del cristiano "non nasce e non si caratterizza solo come mera filantropia": "Se la carità è il comandamento tipico di Gesù e la politica è una forma elevata di carità, l'impegno sociale non può non essere considerato un banco di prova o una cartina di tornasole per verificare la serietà storica della nostra fede". [6]
Sul numero del Ponte del 10 marzo, il Vescovo ha presentato il discorso del Papa alle Chiese della nostra Regione. [7]

Le nuove frontiere
Per la ricorrenza di San Gaudenzio il Vescovo parla delle nuove frontiere dell'evangelizzazione: "È necessario che le diverse realtà ecclesiali abilitino i cristiani a porre gesti di testimonianza coraggiosa, in modo da risvegliare la coscienza degli indifferenti e dei non credenti, aprendoli alla ricerca di Dio. In un ambiente che rischia di perdere il senso della presenza di Dio, i non credenti e gli indifferenti alla fede potranno riscoprire i segni di questa presenza nei gesti di solidarietà, di condivisione, di rispetto per la vita e per la libertà, di giustizia e di onestà che i cristiani sapranno proporre". [8]
Rivolto alle autorità nel consueto incontro per la festa del Patrono, mons. De Nicolò sottolinea il significato del recente documento del Consiglio Pastorale Diocesano su "Chiesa riminese, turismo e sviluppo economico", che "considera con preoccupazione l'orientamento a fare della nostra Riviera una specie di megavillaggio turistico trasformandola in città dell'evasione e del divertimento". [9]
Il documento sul turismo citato dal Vescovo, esamina i vari aspetti dell'industria dell'ospitalità, sottolineando come il "fattore umano" venga in essa "considerato ancora marginale", per cui "in troppi casi dobbiamo registrare una concezione che dà preminenza al lavoro sull'uomo ed al capitale sul lavoro". [10]
La "Tre giorni diocesana" si sofferma sull'azione pastorale verso la famiglia alla quale il Vescovo si è rivolto con il messaggio per la Quaresima. [11] Parte il Corso di formazione per Operatori pastorali. [12] I nuovi sacerdoti del '91 sono Roberto Battaglia, Osvaldo Caldari, Marco Foschi e Paolo Lelli. Viene ordinato diacono Mauro Borghesi. [13]

I problemi della Storia
Gli eventi della Storia più recente rimbalzano sul palcoscenico del Meeting: il muro di Berlino, la piazza Tien An Men, il crollo del comunismo moscovita. Nel messaggio inviato dal Santo Padre attraverso il Cardinale Segretario di Stato, Angelo Sodano, si ricorda che "proprio il Cristo […] ha distrutto ogni muro di divisione tra i popoli, essendo Egli, come afferma San Paolo, la nostra pace, Colui che ha fatto di tutte le genti un sol popolo". [14]
Alla cerimonia di chiusura del Meeting partecipa Tenzin Gyats, XXIV Dalai Lama, guida spirituale buddista e capo del governo tibetano in esilio, che dice: "Purtroppo a volte si usa la religione per creare ulteriore discordia. Già ci sono lotte e divisioni a causa delle visioni politiche o per la ricchezza: è triste essere in contrasto per la religione. L'amore è la religione universale". [15]
Dall'Albania si riversa sulle coste italiane una serie di ondate migratorie: è "un dramma dimenticato dai politici e dai mass media, ma non dalla Chiesa". Padre Alessandro Zanotelli, illustra ai riminesi i problemi del Terzo mondo soffocato "dall'impero del denaro". [16]
Un articolo di fondo del nostro direttore parla del "caos della nostra sorella, la vicina Iugoslavia", di fronte al quale "l'Europa si rivela povera ed impotente", osservando che "con la sciagurata guerra del Golfo ci siamo abituati, o rassegnati, a ragionare con le armi. O meglio a sragionare. Come hanno fatto i serbi, soprattutto, ma anche croati e sloveni". [17] A Trarivi l'8 settembre è stata inaugurata la "Chiesa della Pace". [18]

[1] Cfr. P. Terenzi, Golfo: …i torti della ragione!, n. 3, 20/1/91; "Mai più la guerra", e Rimini contro la guerra, n. 4, 27/1; qui vedi anche F. Di Grazia, Il Papa e la coscienza dei cattolici. Sulle varie posizioni dei laici, cfr. Tama, Cari signori, mi spiace, n. 6, 10/2/91.
[2] Cfr. il testo integrale del messaggio papale nel n. 5, 3/2/91. Il nostro giornale ospita numerosi servizi ed interventi sull'argomento. Cfr. L. Ricci, Gli arabi a Rimini, Una comunità che ha paura, n. 5, 3/2/91; Intervista all'on. Nicola Sanese, "Perché ho votato ‘sì' all'intervento italiano nel Golfo", n. 6, 10/2; E. Rotelli, Intervista all'on. Mino Martinazzoli, Per l'Onu una nuova opportunità, n. 8, 24/2; Mons. C. Riva, Vescovo ausiliare di Roma, Il Magistero del Papa sulla crisi del Golfo, Gli abissi della guerra e la coscienza dell'uomo, n. 9, 3/3; G. Proni, Golfo: molto ‘rumore', poche notizie, n. 10, 10/3; F. Di Grazia, Pace e giustizia camminano insieme; e Giorgio Tonelli, Guerra nel Golfo: a colpi di tv!, n. 11, 17/3; A. Romagnoli, E se il ‘segreto militare' si diffondesse nella società civile?, n. 18, 12/5.
[3] Cfr. L. Tiberti, Il primo maggio nell'"anno della solidarietà", n. 16, 28/4/91; La persona al centro delle "cose nuove" (sintesi della Centesimus Annus), n. 17, 5/5/91; Giorgio Tonelli, Casaroli: "Due papi coraggiosi", n. 20, 26/5/91. Gli interventi di Bianchi, Marini e Grassi, assieme a quelli di Paolo Scarponi, Tiziano Arlotti, don Luigi Tiberti, sono nel n. 21, 2/6/91. Vedi infine F. Succi, Una nuova via, fra marxismo in crisi e liberismo selvaggio, n. 14, 14/4/91; ed il documento della Gioc, Vedere, giudicare, agire: il Vangelo nella Storia, n. 20, 26/5/91.
[4] Cfr. il cit. L. Tiberti, Il primo maggio nell'"anno della solidarietà".
[5] Cfr. P. Terenzi, "Centesimus Annus", ma non li dimostra, n. 41, 17/11/91; R. Gradara, L'ingiustizia abita qui?, n. 42, 24/11/91; e L. Tiberti, Il "modello riminese" interpella la Chiesa", n. 43, 1/12/91.
[6] Cfr. P. Terenzi, Dottrina sociale: una ‘sveglia' per la comunità, n. 44, 8/12/91. Nello stesso n. 4, cfr. la Relazione dell'Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale; le Conclusioni del Vescovo; e G. Angelini, Non c'è antitesi fra mercato e solidarietà, sulla relazione del prof. Stefano Zamagni. (Zamagni è nominato Consultore del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, cfr. n. 44, 8/12/91). Il testo dell'intervento di mons. Jorge Maria Mejia è nel n. 45, 15/12/91. Sui temi trattati nell'Assemblea, si veda pure la pagina dedicata all'Azione Cattolica, intitolata Sviluppo, solidarietà e pace, nel cit. n. 44; R. Ricci, Per un turismo etico, e M. Forcellini, Più etica, meno denaro, n. 46, Natale 1991 (quest'ultimo articolo, riferisce di un'inchiesta della Cisl tra i riminesi sui futuri scenari socio-economici). Cfr. infine R. Gradara, Una nuova cultura del turismo, n. 39, 3/11/91.
[7] Cfr. nel n. 10, il fondo intitolato Emilia Romagna: un futuro da aprire. Lo stesso n. 10 contiene il testo integrale del discorso del Pontefice, Un popolo che ama la vita, ma non sa quale vita amare.
[8] Il discorso del Vescovo in Duomo è riportato integralmente nel n. 37, 20/10/91, sotto il titolo Le nuove frontiere dell'evangelizzazione.
[9] Il messaggio rivolto alle autorità è nello stesso n. 37: Divertimentificio: un modello che non appartiene alla nostra gente. Cfr. pure P. Terenzi, A ciascuno il suo …compito, n. 38, 27/10/91.
[10] Il documento del Consiglio Pastorale Diocesano Chiesa riminese, turismo e sviluppo economico, è pubblicato integralmente nel n. 25, 30/6/91, con una presentazione del Vescovo; cfr. pure nello stesso n. 25, P. Terenzi, Cristiani in Riviera. Su tale documento, vedi gli interventi di P. Grassi, Modello Rimini: politici attenti!, n. 33, 22/9/91; L. Chicchi, L'impegno dei cattolici per una "nuova" Rimini, nel cit. n. 37; e di M. Filippini, Politica ed etica per la Nuova Rimini, n. 40, 10/11/91. Cfr. infine "La gente ha bisogno di legalità e moralità", documento dei Vescovi italiani, n. 42, 24/11/91.
[11] Cfr. A. Amati, Il Vangelo della famiglia, n. 20, 26/5/91; don G. Ugolini, Matrimonio: le sue basi nella fede, n. 21, 16/6; L'invito del Vescovo, n. 23, 16/6; Famiglia: fondamento della comunità cristiana, n. 24, 23/6; Famiglia: il Vangelo in mezzo alla gente, n. 25, 30/6, con la relazione di mons. S. Matteini e le "conclusioni operative" del Vescovo. Il messaggio del Vescovo per la Quaresima è nel n. 7, 17/2/91. Cfr. infine R. Gradara, In casa, una rivoluzione silenziosa, n. 32, 8/9/91.
[12] Cfr. A. Amati, Laici per una chiesa adulta, n. 35, 6/10/91.
[13] Cfr. i servizi pubblicati nei nn. 41, 17/11/91; 42, 24/11; 43, 1/12; e 44, 8/12. Si veda anche Il Vescovo: "Più attenzione per i preti giovani", n. 5, 3/2/91.
[14] Cfr. i servizi speciali, a cura di G. Angelini, nel n. 31, 1/9/91 e nel n. 32, 8/9. Cfr. pure G. Garancini, Le comuni radici cristiane, n. 32, 8/9/91. A questa edizione del Meeting, è intervenuto il presidente della Repubblica, Francesco Cossiga. Sul crollo del comunismo, cfr. M. Forcellini, Una riminese sulle barricate di Mosca, n. 31, 1/9/91.
[15] [G. Angelini], "La religione deve unire i popoli", nel cit. n. 32, 8/9.
[16] Giov. Tonelli, Albania come il Bangladesh, n. 46, Natale 1991 (sul Bangladesh, vedi P. Gheddo, Un caso di coscienza, n. 18, 12/5/91); F. Succi, "L'impero del denaro soffoca il Terzo Mondo", n. 39, 3/11/91. Cfr. pure i due servizi di L. Ricci, Fuga per la speranza, n. 11, 17/3/91; e Abbandonati in Riviera?, n. 14, 14/4. Sui problemi dell'immigrazione, cfr. la pagina speciale (a cura di L. Ricci), dedicata alla conferenza internazionale svoltasi a Rimini, nel n. 40, 10/11/91. Vedi infine M. Forcellini, Etiopia, un Paese di dolore, n. 21, 2/6/91.
[17] Cfr. P. Terenzi, Solo le armi parlano, n. 40, 10/11/91. Cfr. pure M. Ya Isa, Medioriente: chi ostacola la pacifica convivenza etnico-religiosa?, n. 46, Natale 1991: è l'intervista con Sua Beatitudine il Patriarca di Bagdad, l'iracheno Raphael I Bidwaid. Sulla Iugoslavia, vedi L. Ricci, I nullatenenti della guerra, n. 34, 29/9/91; la pagina speciale nel n. 37, 20/10/91, intitolata L'insostenibile indifferenza della politica, a cura di M. De Paoli; F. Fabbri, Convivere con la disperazione, n. 40, 10/11/91; e i servizi di I. Coso, intitolati "La Iugoslavia non esiste più", n. 44, 8/12/91, e Croazia, storia di un popolo di frontiera, n. 45, 15/12/91.
[18] Cfr. S. Santucci, Un monumento contro tutte le guerre, n 32, 8/9/91.

1991.2.Societa'
Malavita ed "Uno bianca"

È l'intera regione a vivere l'emergenza per l'ordine pubblico. A Bologna, dopo l'uccisione di due zingari il 23 dicembre '90, al quartiere Pilastro il 4 gennaio '91 vengono assassinati tre giovani carabinieri. A Torre Pedrera in aprile, una bomba molotov è lanciata contro un campo nomadi. A Rivazzurra tre carabinieri sono feriti durante un agguato che poteva provocare una nuova strage: i pallettoni usati provengono da un'armeria di Bologna, nella quale la proprietaria (Licia Ansaloni) ed il commesso (Pietro Capolungo, ex carabiniere), sono stati uccisi tempo prima. Due sparatorie avvengono a Rimini e a Cattolica, contro altrettanti cittadini campani.
A Riccione, il 6 luglio una rapina (fallita) all'ufficio postale di San Lorenzino ha il preludio nel lancio di una bomba, ed il seguito in un attentato a sette giorni di distanza, con il ferimento del direttore di quell'ufficio, Aniello Di Martino, e di suo figlio. Sempre a Riccione, vanno a fuoco misteriosamente quattro ville.
Dopo che a Cesena il 19 giugno è stato ucciso il benzinaio Graziano Mirri di 55 anni (gli assassini viaggiavano su di una vettura Uno bianca rubata a Rimini), il sen. Libero Gualtieri, presidente della Commissione parlamentare stragi, ipotizza un'azione di destabilizzazione politica operata da "schegge impazzite di apparati statali". Anche i banditi che uccidono due senegalesi a San Mauro, la notte di domenica 18 agosto, sono a bordo di un'auto Uno bianca. Le vittime hanno 27 e 29 anni. Un altro loro connazionale, di 26 anni, resta ferito gravemente, ma si salverà. Subito dopo questo episodio, gli stessi assassini si accaniscono contro la vettura di tre ragazzi che stavano rientrando a casa a San Vito: soltanto uno di loro resta ferito.
Le forze dell'ordine arrestano alcune persone di Cervia e Forlì, ritenedole coinvolte nella banda dell'"Uno bianca". Ma è un buco nell'acqua. Intanto al magistrato riminese Roberto Sapio viene rivolto, tramite l'agenzia giornalistica Ansa di Firenze, "un messaggio fra il beffeggiante e l'ironico", con il quale lo si invita "a leggersi un racconto di Edgar Allan Poe nel quale, oltre ad essere descritto un fallimento della magistratura, si ricorda che spesso la soluzione è più vicina di quanto si pensi. Insomma, i malviventi sarebbero ancora liberi e così tranquilli da permettersi il lusso di rischiare". Sapio, per avere lumi, si rivolge ad un semiologo. La telefonata all'Ansa presenta dei particolari che, letti a distanza di anni, si rivelano rispondenti alla realtà: la banda aveva la sua base a Rimini.
Nel '90 Rimini ha registrato un primato in Romagna per le rapine, una ogni quattro giorni. La città fa (ed ha) paura: di riminesi "in guerra, da soli, contro il crimine", parla l'avv. Stefano Cavallari. Secondo l'on. Franco Piro, presidente della Commissione Finanze alla Camera, Rimini è una "città piuttosto appetibile per gli interessi mafiosi". E fa alcuni nomi di ‘catanesi' che, per ottenere la residenza, avrebbero ricattato la Giunta riminese, la quale respinge le "illazioni" del deputato socialista. Piro prima riceve alcune querele, poi subisce nell'abitazione riminese un furto di documenti ed infine si dimette dall'incarico parlamentare, per motivi psico-fisici.
Il procuratore capo Franco Battaglino illustra la situazione della Giustizia riminese: quella civile "è ormai morta, quella penale moribonda". Fra procura e tribunale, mancano quattro magistrati. In maggio arriva Daniele Paci, 32 anni, come uno dei vice di Battaglino: legherà il suo nome alle indagini sulla banda dell'"Uno bianca". I processi sono in continuo aumento, come i reati: i più frequenti sono quelli finanziari, i furti (2.500 nel '90) e quelli legati alla droga. Sempre più spesso risultano coinvolti i giovani di età inferiore ai 25 anni.
Rimini ha anche un triste primato, legato alla situazione turistica, per i morti da overdose. La statistica del '91 rileva diciassette decessi, due in meno dell'anno precedente. [1]

A ritmo di coca
La droga si diffonde pure in periferia, come raccontano Manuela Raganini dalla Valmarecchia e Maurizio Casadei dalla Valconca. Il mercato della cocaina è all'assalto di Rimini: lo sostiene il sostituto procuratore Roberto Sapio, intervistato da Matteo Tassinari. Il dottor Massimo Ferrari del Centro tutela salute tossicodipendenti, spiega che anche la cocaina uccide al pari dell'eroina. [2]
In ottobre fanno clamore i trentasette arresti a Riccione di spacciatori di coca, appartenenti alla cosiddetta società bene, oltre a casalinghe, commesse, bagnini ed anche camorristi. Commenta il direttore del Ponte: "Una logica perversa rode dall'interno, come un verme, la consistenza morale e sociale del nostro territorio. La ricerca del guadagno sul divertimento (industria delle vacanze) si trasforma nella logica del guadagno per il divertimento".
L'editoriale di Terenzi, anticipando i temi di ‘mani pulite', allarga il discorso alla crisi della nostra società, nel ricordare vari fenomeni: i giornali che convolano "tranquillamente a nozze con la bugia", "ciò che ti è dovuto per legge" viene invece concesso "come un ‘piacere' personale (che richiede gratitudine)", il denaro pubblico "saccheggiato per interessi privati (nella divisione degli incarichi fra i partiti della coalizione gli assessorati vengono valutati in base a "quanto rendono")", i debiti dello Stato che "si trasformano sempre più in una voragine". Ciò che preoccupa è il futuro, scrive Terenzi che cita le parole del Vescovo secondo cui ogni scelta economico-politica è anche una scelta culturale: "Sino ad ora, puntando sul patrimonio morale ricevuto in eredità e radicato nella gente, abbiamo potuto reggere. Ma quanta riserva abbiamo ancora in deposito? Con che logica crescono i nostri ragazzi?".
Matteo Tassinari parte dagli arresti di Riccione per indagare su "droga, giovani e discoteche": se il presidente nazionale del Sindacato gestori locali da ballo, Bruno Cristofori, ‘tira fuori' la sua categoria ("La droga non entra nelle discoteche"), altri accusano senza giri di parole. Il sostituto procuratore Paolo Gengarelli che ha condotto le indagini conclusesi con i trentasette mandati di cattura, sostiene: "Ormai si è sfatata quella concezione secondo la quale nelle discoteche non circolino sostanze stupefacenti". Pier Pierucci, gestore del Rockhudson condivide: quelli che negano che "nei loro locali circoli la droga, si devono vergognare perché dicono delle menzogne". [3] Al mondo della droga pare legarsi l'assassinio di Fabrizio Franciosi, 27 anni, sammarinese, trovato morto dentro la sua auto nel parcheggio del grattacielo di Rimini il 22 novembre. È la settima vittima, registrata in cinque delitti commessi nel giro di pochi mesi.
L'8 agosto una lite sul calcio in discoteca a Rimini fra ragazzi lombardi e napoletani, è sfociata nell'uccisione di Luca Scio, sedici anni, figlio di immigrati meridionali a Milano. (L'episodio ha risonanza nazionale. Sulla Stampa Mario Deaglio scrive che "gli italiani del "modello Rimini" stanno scivolando lungo una cupa china di violenza".) Poi ci sono i due senegalesi giustiziati dalla banda della "Uno Bianca" il 18 agosto; l'omicidio a martellate di Egisto Donati, un agricoltore di 61 anni di Mulazzano; e altri due assassinati sull'A14: un barese ed un siciliano, entrambi di 36 anni, residenti a Rimini.
La mafia arriva in Romagna anche lontano dalla costa: a Forlimpopoli un calabrese che gestiva un bar in via Saffi, è colpito da quattro proiettili alla testa, sembra per un regolamento di conti. Il procuratore Battaglino sulla Gazzetta racconta, dopo aver ribadito che Rimini non è Palermo: "I mafiosi non vanno certo nel Sahara, dove si muore di fame e di sete. Il fenomeno è forse aumentato rispetto ad alcuni anni fa". [4]
Alcuni arresti nel Riminese sono legati al riciclaggio del denaro sporco proveniente da estorsioni, traffico di droga e sequestri di persona. L'inchiesta ha coinvolto nove regioni. [5]
Il questore di Forlì vuole fare un censimento di tutti i siciliani residenti in Riviera. Ma la sua circolare è revocata dal ministero degli Interni, e lo stesso questore viene trasferito in Toscana. A Rimini giunge un nuovo dirigente del Commissariato, Gennaro Arena. [6]
Don Oreste Benzi è minacciato per la sua azione a favore dei nomadi. Dopo che una nigeriana è stata ferita gravemente al volto da un connazionale, forse perché voleva uscire dal giro della prostituzione, Il Ponte pubblica un rapporto del gruppo Abele, intitolandolo "Da Lagos a Rimini per un marciapiede". È un tema che la grande stampa nazionale scoprirà con molto ritardo. [7]
Per dimostrare che queste cronache raccontano soltanto uno degli aspetti del nostro vivere, Matteo Tassinari inaugura sul Ponte una rubrica intitolata "Non Solo Nera". [7] E noi ricordiamo la splendida iniziativa di "Riminicuore", che addestra 700 persone su come salvare una vita in tre minuti. [9]

La telenovela Murri
Il 26 aprile il sindaco firma la convenzione tra Comune e la società Rimini & Rimini per ristrutturare la ex colonia marina Augusto Murri. Se ne è discusso il giorno 23 in Consiglio comunale senza però alcuna votazione formale, mentre è in corso un'indagine della magistratura, e pendono ricorsi al Tribunale amministrativo regionale. Le opposizioni ovviamente s'oppongono, ma anche la maggioranza ha qualche contrario, come i socialisti Ciuffolini e Cappellini che però non vogliono far cadere la Giunta. Il Pds Cagnoni nell'occasione chiede "una coalizione a larghissima per governare Rimini".
Proprio a Rimini, dal 31 gennaio al 3 febbraio, con l'ultimo congresso del Pci è nato il Partito democratico della sinistra. Il nuovo partito di Occhetto vuol tornare al governo della città. [10]

I poveri al Pio Manzù
La XVII edizione delle Giornate del Pio Manzù (dove Andreotti e Piro lasciano le loro cariche di presidente e vicepresidente), è dedicata alla "sindrome del vantaggio" degli Stati industrializzati nei confronti di quelli del Terzo Mondo.
I lavoro sono aperti dall'on. Gianni De Michelis: "Se i Paesi poveri fallissero nella ricerca dello sviluppo economico, questo sarebbe anche il nostro fallimento". Edward Luttwak, "uno dei pensatori più originali del panorama politico internazionale" secondo un titolo del Ponte, ammonisce: "I carri armati non diventano padelle". Alla cerimonia inaugurale, l'ambasciatore iraniano in Italia, Mamid Apoutalebi, mentre sta per ricevere un riconoscimento del Pio Manzù destinato al suo ministro degli Esteri, è colpito da uova piene d'inchiostro rosso, lanciate da tre giovani connazionali, studenti a Perugia, al grido di "Assassino, assassino, tu hai ucciso mio padre!". [11]
La cronaca spicciola è fatta anche di notizie meno drammatiche. Riccione: Martina Colombari, 16 anni, appena eletta Miss Italia, diventa il "ministro degli Esteri" della Perla Verde; a novembre arriva il nuovo sindaco, Massimo Masini. Cattolica: il primo cittadino Gianfranco Micucci propone case chiue ed un ufficio del "non far nulla". [12]

[1] Cfr. Giorgio Tonelli, Cosa sta succendo a Bologna, n. 2, 13/1/91; Non è solo microcriminalità, n. 17, 5/5/91; La Settimana, n. 3, 20/1/91 e n. 27, 21/7; Tama, "Italia modello Rimini", n. 30, 25/8/91; M. Forcellini, Quella ‘falange' romagnola, n. 25, 30/6/91; Id., Un'auto di terrore, n. 26, 7/7/91; Una base terroristica in Romagna, n. 30, 25/8/91; M. Forcellini, Dov'è la ‘falange' armata?, n. 33, 22/9/91; M. Tassinari, Il degrado è sempre più evidente, n. 11, 17/3/91; Una molotov sociale, L'ombra del razzismo sulla Riviera, e M. Tassinari, Malviventi più giovani… e depenalizzati, n. 15, 21/4/91 (sui reati finanziari, vedi Id., Malavita in colletto bianco, n. 28, 28/7/91); Id., Ai limiti della vivibilità, n. 27, 21/7/91; M. Forcellini, Rimini alla malavita, n. 30, 25/8/91; La Settimana, n. 31, 1/9/91 e n. 32, 8/9; M. Forcellini, Quando il benessere fa paura, e F. Semprini, Ordine pubblico: un problema preso sottogamba, n. 18, 12/5/91; La Settimana, n. 20, 26/5/91; N. Concolino, Tante piste di fuoco, n. 23, 16/6. Sul racket, vedi Tama, Scuole di pensiero, n. 33, 22/9/91. Per l'AIDS, si registrano questi dati: 76 decessi dal 1986, 2.500 sieropositivi e 125 casi conclamati: cfr. La Settimana, n. 44, 8/12/91. Vedi pure AIDS, la risposta di San Patrignano, n. 30, 25/8/91.
[2] Cfr. M. Raganini, Sulle strade, per prevenire, n. 19, 19/5/91; M. Casadei, Spaccio e morte in Valconca, n. 43, 1/12/91; M. Tassinari, Il mercato della cocaina, n. 20, 26/5/91; I. Strocchi, "Anche la cocaina uccide", e M. Tassinari, Cocaina status symbol?, n. 24, 23/6/91.
[3] Cfr. M. Tassinari, Cocaina: spacciatori "eccellenti", P. Terenzi, Punto, a capo; M. Tassinari, A ritmo di coca, n. 37, 20/10/91. Il discorso del Vescovo a cui si accenna, è quello rivolto alle autorità per San Gaudenzio: cfr. in "Vita della Chiesa" 1991. Vedi anche M. Tassinari-M. Forcellini, Il ‘mostro' in prima pagina, n. 23, 16/6/91. Circa l'orario di apertura delle discoteche, cfr. M. Forcellini, Quella notte ‘piccolina', e G. F. Dasi, Stato bacchettone o vuoto ideale?, n. 23, 16/6/91. Vedi pure mons. E. Tonini, Quelle notti consegnate ai giovani, n. 18, 15/5/91. Per la situazione economica del Riminese, cfr. M. Forcellini, Cresce il fatturato, ma calano gli utili, n. 12, 24/3/91. Sul problema del lavoro nero, che coinvolge un terzo degli stagionali del nostro circondario, cfr. M. Forcellini, Le stagioni del ‘nero', n. 9, 3/3/91; e F. Sancisi, Giovani, diplomate …e in nero, n. 21, 2/6/91. Cfr infine A. Canini, Tangenti: una nuova tassa?, nella "Pagina aperta" del n. 38, 27/10/91.
[4] Cfr. M. Tassinari, Sette omicidi insoluti in quattro mesi, n. 43, 1/12/91; La Settimana, n. 39, 3/11/91; Tama, Sahara Museum, n. 42, 24/11/91.
[5] Cfr. La Settimana, n. 43, 1/12/91. Cfr. pure M. Tassinari, Malavita in colletto bianco, n. 28, 28/7/91.
[6] Cfr. La Settimana, n. 42, 24/11/91; e n. 43, 1/12; M. Tassinari, Arena, nuovo vicequestore, n. 36, 13/10/91.
[7] Cfr. nel n. 41, 17/11/91. Si veda pure È finita la tratta delle nigeriane?, n. 5, 2/2/92.
[8] Cfr. Buone notizie alla ribalta, n. 24, 23/6/91. Tassinari indaga poi sul dramma sociale della prostituzione di colore, mentre Luciana Ricci esamina i rischi sanitari dell'immigrazione. cfr. M. Tassinari, Il treno dello smarrimento, n. 14, 14/4/91; L. Ricci, Clandestini, senza patria e senza medico, n. 19, 19/5/91. Cfr. anche M. Tassinari, Un colpo al cuore del racket austriaco, n. 45, 15/12/91 sulla banda di Jovan Gabrowski che controllava un giro di 20 miliardi all'anno. Tassinari è poi autore di un'inchiesta sulla Massoneria a Rimini: cfr. nei nn. 5, 27/1/91, e 6, 10/2 (con intervista ad Adolfo Morganti), dove si parla delle cinque "logge" presenti in città. Vedi pure in "Pagina aperta", n. 22, 9/6/91, l'intervento di don Filippo Di Grazia, Diavolo e massoneria dietro le sette pericolose.
[9] Cfr. la pagina speciale curata da S. Masini nel n. 15, 21/4/91.
[10] La storia della Murri è infinita come quella di una telenovela. Sul Ponte F. Semprini ne dà attenti ed appassionati resoconti, sui quali per motivi di spazio non ci è possibile soffermarci. Vedi ad esempio il suo pezzo intitolato Gioco duro sulla Murri, n. 9, 3/3/91. (Ricodiamo anche l'apertura di un'inchiesta sulla convenzione, da parte della locale Procura della Repubblica.) Per il ‘battestimo' del Pds, cfr. P. Terenzi, La "cosa" al dunque, n. 6, 10/2/91; e le pagine speciali dello stesso n. 6 e del n. 5, 3/2, con servizi di M. Forcellini, F. Succi e M. Tassinari. Un precedente storico (la svolta anarchica della conferenza italiana dell'Internazionale socialista tenutasi a Rimini nel 1872), viene rievocato in A. Montanari, L'"Orologio guasto" di Carlo Marx, n. 4, 27/1/91.
[11] Cfr. i servizi speciali di E. Gorini e E. Rotelli nel n. 37, 20/10/91. Cfr. pure l'intervista a G. F. Dasi di M. Forcellini, "Un grande successo, Rimini a parte", n. 38, 27/10/91.
[12] Cfr. nelle pagine locali del n. 33, 22/9/91; del n. 41, 17/11 e del n. 28, 28/7. Su Pierani, vedi anche Un Terzo a metà, la fronda della Quercia, n. 10, 10/3/91. Il riassunto dei fatti del 1991 è sulla pagina speciale della Settimana apparsa nel n. 1, 5/1/92.

1991.3.Cultura
La scomparsa di C. A. Balducci

Il più illustre dei collaboratori del nostro giornale, il prof. Carlo Alberto Balducci, scompare il 3 settembre ad 82 anni. "La sua finezza e sensibilità, la sua profonda competenza" gli consentivano di spaziare su vari argomenti [1], come testimoniano le "Note" da lui compilate con uno stile severo, che rispecchia una precisa concezione di vita. Per Balducci, la cultura è testimonianza di umanità, bisogno di comprensione, ricerca di valori. Ci ha donato un esempio di studio accurato, di scrittura sempre attenta a cogliere i vari aspetti della realtà o delle persone di cui parla, di un giornalismo destinato a sopravvivere all'effimera pubblicazione di un testo.
"Uomo di grande e profonda cultura, Carlo Alberto Balducci ha segnato con la sua intensa umanità l'educazione e la crescita morale e civile di tante generazioni di giovani. La Scuola gli deve molto. Rimini gli deve molto". [2] Aveva un "atteggiamento di dolcezza e di modestia, non voleva mai metterti a disagio, anche quando la sua autorevolezza culturale avrebbe potuto incutere timore". [3]
Nel corso del '91 ci lasciano anche padre Teodosio Lombardi, francescano, studioso e scrittore; l'arch. Luigi Fonti, progettista di numerose chiese nella nostra Diocesi; Paolo Scarponi che fu presidente delle Acli riminesi; lo storico prof. Currado Curradi, autore di importanti ricerche sul Medioevo; il pittore Demos Bonini; il musicologo ed editore Glauco Cosmi; ed il gen. Carlo Capanna che nel 1989 aveva concesso in esclusiva al Ponte un'importante intervista sull'arresto nel 1945 del capo repubblichino riminese Paolo Tacchi. [4]

Le glorie del Trecento
Esce "La pittura riminese del Trecento" di Pier Giorgio Pasini, un'opera di notevole interesse storico. Alla scuola pittorica che in quel secolo si costituì a Rimini, vengono dedicate in città varie iniziative, legate anche al restauro del grande affresco del Giudizio Universale che, staccato nel 1924 dal timpano di Sant'Agostino e collocato all'Arengo fino al 1986, ora trova nuova sistemazione al Museo. Una mostra spiega la storia dell'affresco ed i temi religiosi in esso illustrati.
Prendendo spunto da questa mostra, lo storico Angelo Turchini invia alla "Pagina Aperta" del Ponte una sua riflessione sulla "cultura a Rimini": "Ho il sospetto […] che si pecchi di provincialismo […]. Rimini, senza essere provincia, riesce ad essere spesso provinciale in alcuni ambiti culturali. Eppure la domanda non manca, anche se costretta all'effimero momento; la società sta cambiando, e desidera sempre più qualità nei prodotti". Inoltre "nella talora paludosa provincia riminese", pare esista un "intreccio ambiguo" che rende "opaco l'operato delle istituzioni culturali". [5]
Una conferenza del prof. Augusto Campana presenta il monumentale codice miniato conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana, e commissionato da Ferrantino Malatesti nel 1321. [6] Immagini di altro stile e tempo sono quelle esposte per ricordare il turismo del Novecento alla mostra dedicata a Marcello Dudovich; e per riproporre un pittore riminese di questo secolo, Andrea Baldini. [7] Su Liana Bonifazi Valmaggi, maestra in città di generazioni di ballerini, appare un volume, La mia danza, recensito da Giulia Vannoni. [8] Alfonso, il fumetto ideato dal riminese Romano Garofalo, viene premiato a Bordighera. [9]

I re di sabbia
Lo scrittore Gino Montesanto presenta un nuovo romanzo, Re di sabbia, ambientato in quella Romagna dove sua madre lo ha allevato da bambino. È la storia di una famiglia che corre verso il benessere senza guardare in faccia a nessuno, e che si disgrega, attirata dal mito della roba. Soltanto la figlia rifiuta di farsi coinvolgere, e pensa di andare a vivere "in mezzo a quelli che stanno per morire". Il libro di Montesanto sottolinea la crisi di una società che pensa soltanto al denaro: più che una storia inventata, sembra piuttosto la lucida fotografia della realtà sociale contemporanea, fatta di contrasti in apparenza insanabili. Da una parte i nuovi ricchi, senza cultura e senza morale. Dall'altra i nuovi e vecchi ‘infelici', sempre più dimenticati da tutti. [10]
Altri libri di cui Il Ponte parla nel corso dell'anno, sono le Testimonianze palestinesi di don Filippo Di Grazia, le memorie di don Lino Grossi, raccolte in Vita da prete, le pagine autobiografiche di don Probo Vaccarini, intitolate Sposo Vedovo Sacerdote; il diario-colloquio Come un gladiolo, tra una ragazza focomelica ed un'assistente sociale, Rita Gallegati; e la biografia della porf. Maria Massani, scritta da Egle Beraudi Zoffoli. [11]
Il riccionese Ennio Cavalli, giornalista radiofonico alla Rai, pubblica Po e Sia, una raccolta di liriche, presentata nella Perla Verde da Sergio Zavoli. [12] Dalla Valmarecchia giunge la voce di un altro "poeta emergente" e critico di penna sicura, Luca Cesari di Novafeltria. [13]
Molti scrittori antichi e moderni nati a Rimini e dintorni, vengono citati nel primo volume del Dizionario bio-bibliografico della storia della letteratura di Einaudi. Quelli contemporanei sono Raffaello Baldini, Augusto Campana, Rosita Copioli, Federico Fellini e Tonino Guerra. [14]

Della Storia e di altre cose
Nel corso del '91 escono sul Ponte numerose pagine speciali dedicate alla cultura ed alla storia locali. Grazia Bravetti Magnoni si occupa della famiglia di una volta [15]. Guido Simonetti rielabora gli scritti lasciati da Primo Bulli sulla storia del porto e della marineria di Rimini. [16]
Vittorino Zavoli ci restituisce con freschezza e vivacità il passato prossimo di "San Giuliano, un borgo che vale una città". [17] Enzo Fiorentini, tra le altre cose, racconta con il consueto brio le memorie studentesche dei giovani riminesi alunni alle Magistrali di Forlimpopoli negli anni Trenta. [18] Più recenti, perché risalgono agli anni Cinquanta, i ricordi scolastici di Tama. [19]
Sotto il titolo "Le sudate carte", si illustrano le figure degli scrittori Luigi Tonini e Giovanni Bianchi. [20] Giovanni Luisè offre in un'intervista un ritratto di "Giovanni Soncino, editore in Rimini". [21] I cento anni dal battesimo riminese della prima edizione di Myricæ di Giovanni Pascoli, sono celebrati con due servizi che illustrano episodi poco conosciuti della vita di Zvanì. [22] Giovanni Rimondini tratta di Ignazio di Loyola, pellegrino a Rimini nel 1523. [23]
Borghi celebra i dieci anni della morte di Piero Pasolini, eccezionale figura di scienziato e missionario. [24] I poeti ‘piadiaioli' si radunano a Verucchio nel nome di Eugenio Pazzini, primo vincitore nel 1956 della "Raganella d'argento" per la lirica dialettale. [25]
Krzysztok Penderecki alla quarantaduesima Sagra Musicale dirige in anteprima il suo Adagio, opera "di notevole intensità e di grande impatto emotivo". [26] Il maestro Riccardo Muti è ospite degli Amici del teatro. [27]
Uno studente del liceo scientifico Serpieri, Stefano Giovanardi, vince il secondo premio al "Concorso Philips Giovani Ricercatori", con una ricerca sugli asteroidi. [28]

[1] Così F. Succi in Dieci anni, p. 413.
[2] Cfr. F. Zavatta, L'esempio di un educatore, n. 33, 22/9/91. Cfr. pure D. Pazzini, La tensione morale fra impegno e silenzio, n. 33, cit.
[3] Cfr. A. Montanari, Testimone della fede ed uomo di cultura, n. 33, cit.
[4] Su padre Lombardi, cfr. B. Lombardi, Ha raccontato il mondo della carità francescana, n. 46, Natale 1991; su Fonti, cfr. Costruttore della casa di Dio, n. 7, 17/2/91; su Scarponi, cfr. Giorgio Tonelli, Le Acli per casa, gli amici per famiglia, n. 45, 15/12/91; su Curradi, cfr. P. G. Pasini, Col medioevo, fino all'ultimo; ed A. Montanari, L'uomo e il suo lavoro, n. 39, 3/11/91; su Bonini, A. M. Graziosi, Demos, personaggio straordinario; ed A. Montanari, "Pittore realista per farmi capire", n. 31, 1/9/91; su Cosmi, G. Vannoni, Il perenne ragazzo, ‘papà' della Sagra, n. 30, 25/8/91; su Capanna, cfr. A. Montanari, L'Oberdan della Resistenza, n. 27, 21/7/91 (l'intervista su Tacchi è nel 39, 29/10/89).
[5] È una lettera aperta al sindaco: cfr. A Rimini la cultura ha la ‘c' minuscola, n. 15, 21/4/91.
[6] Cfr. l'intervista a Pasini, intitolata come il volume, nel n. 2, 13/1/91; M. Forcellini, Una città per l'arte, n. 14, 14/4/91; P. G. Pasini, Nell'attesa del Giudizio, n. 20, 26/5/91; Id., Un codice malatestiano del Trecento, n.21, 2/6/91.
[7] Cfr. F. Farina, Dudovich, il mare di carta, n. 30, 25/8/91; P. G. Pasini, La tavolozza del conte, n. 11, 17/3/91.
[8] L'articolo, che ha il titolo del libro, è nel n. 3, 20/1/91.
[9] Cfr. A. Montanari, Alfonso, palma d'oro, n. 42, 24/11/91.
[10] Cfr. A. Montanari, Un Re di sabbia sul trono di cemento, n. 44, 8/12/91. È un'intervista con Montesanto.
[11] Cfr. A. Montanari, Dentro le mura di Gerusalemme, n. 15, 21/4/91; M. Baffoni, Vita da prete, n. 12, 24/3; P. Terenzi, Sposo, vedovo, sacerdote, n. 18, 12/5; e M. Raganini, La vita nonostante tutto, n. 6, 10/2; P. Terenzi, La storia e le opere di Maria Massani, n. 30, 25/8..
[12] Cfr. N. Concolino, La vocazione romagnola di tentare la vita, n. 16, 28/4/91.
[13] Cfr. A. Marciano, Trasportato dal fiume che è dentro di noi, n. 40, 10/11/91.
[14] Cfr. A. Montanari, Scrittori di casa nostra, n. 11, 17/3/91 (nella pagina speciale "Libri").
[15] Cfr. nel 1991 i nn. 8, 24/2; 12, 24/3, 17, 5/5; 22, 9/6; 28, 28/7; 32, 8/9; 39, 3/11; nel 1992, i nn. 2, 12/1; 12, 22/3; 24, 21/6; 30, 9/8; 41, 15/11.
[16] Cfr. soprattutto nei nn. 12, 24/3/91; 13, 31/3; 16, 28/4; 23, 16/6; 29, 4/8; 32, 8/9; e 40, 10/11. Su P. Bulli, vedi il ricordo scritto da M. Masini, Nel mare il cuore di Bulli, n. 16, 28/4/91.
[17] Cfr. nel n. 25, 30/6/91.
[18] Cfr. Quando gli studenti si lavavano alla stazione, n. 5, 3/2/91.
[19] Cfr. per il 1991 i nn. 19, 19/5; 23, 16/6; 36, 13/10; e 41, 17/11; per il 1992, i nn. 15, 12/4; 24, 21/6; 30, 9/8. Con alcune aggiunte, questi articoli sono stati raccolti nel volume di A. Montanari [Tama], Anni Cinquanta, I giorni della ricostruzione visti da un bambino, 1948-1953, Guaraldi, Rimini 1994.
[20] Gli articoli, di A. Montanari, appaiono nei nn. 14, 14/4/91, e 35, 6/10. La terza puntata, dedicata ad Aurelio De' Giorgi Bertòla (n. 3, 19/1/92), è definita da don Aldo Magnani (in una lettera pubblicata nel n. 6, 9/2), un servizio alla comunità, offerto per dettato di coscienza. Questi servizi confluiscono nel volume dello stesso Montanari, Lumi di Romagna, Il Settecento a Rimini e dintorni, Il Ponte, Rimini 1992, prima ristampa 1993.
[21] Cfr. nel n. 9, 3/3/91.
[22] Cfr. A. Montanari, Battesimo riminese per "Myricæ", n. 26, 7/7/91; Id., Nelle piccole cose la nuova poesia, n. 29, 4/8/91. Cfr. pure L. Ceccaroni, Quel 10 agosto del 1867 …e del 1931, n. 30, 25/8/91, dove si ricordano i 60 anni di sacerdozio di mons. Luigi Pascoli, nipote del poeta.
[23] Cfr. il breve saggio pubblicato nel n. 36, 13/10/91.
[24] Cfr. P. Parenti, Un fisico, conquistato da Dio, n. 11, 17/3/91.
[25] Cfr. E. Fiorentini, Il primo trebbo dedicato a Pazzini, n. 12, 24/3.
[26] Cfr. G. Vannoni, L'"Adagio" di un grande maestro, n. 34, 29/9/91.
[27] Cfr. G. Vannoni, Il segreto di Muti, n. 4, 27/1/91.
[28] Cfr. Con la testa fra le nuvole, n. 20, 26/5/91. La ricerca è stata compiuta assieme a Gianfranco Lollino. Tra le iniziative editoriali del Ponte per il '91, segnaliamo il supplemento PonteGiò (caposervizio Flavio Semprini), e Metrò (direttore "irresponsabile" Luigi Casadei). Ricordiamo infine la mostra di cinque fotografi del nostro giornale (Loretta Dell'Ospedale, Walter Dordoni, Riccardo Ghinelli, Flavio Marchetti e Ferdinando Rossi), intitolata Uno sguardo dal Ponte, come l'articolo di M. Forcellini che ne riferisce nel n. 46, Natale 1991.

1991.4.Sport
Italo Cucci, neo direttore del Corriere dello Sport-Stadio, esamina i rapporti tra Rimini (città dove è vissuto dal 1945 al '60), e lo sport: "Parlare di calcio è sempre stato una patata bollente". Nelle altre disciplina, Rimini "era una città vivissima, piena di successi, di strade segnate per primi". Un esempio: il prof. Eugenio Pagnini "ha inventato il baseball a Rimini, che è come dire che l'ha introdotto in Italia". Oggi, aggiunge Cucci, a Rimini ci sono troppe attrazioni che portano lontano dallo sport. [1]
A proposito di passato. Una delle glorie della città non viene dimenticata: è Romeo Neri, tre volte olimpionico a Los Angeles, e cinque titoli italiani tra 1928 e'33. Il suo nome vive nella società a lui intitolata, l'unica in Italia ad aver mandato sei atleti alle Olimpiadi, come racconta il pronipote Maurizio Neri. [2]
Il bilancio del Ponte sulle attività agonistiche del 1990 dice: anno disastroso per gli sport di squadra, mentre quelli singoli sono stati "delle bombe". [3] Una conferma viene in parte anche nel '91.
Nomi nuovi. Mariangela Patrignani, 20 anni, è "una delle migliori fondiste" mai espresse dallo sport riminese. Elisa Vagnini, 17 anni, di Riccione ma tesserata a Verona, si segnala con il titolo italiano indoor negli 800 m. juniores, e nelle prestazioni dei 1.500. Vengono da Viserba le sorelle Saporiti: Daniela è neo campione d'Italia nel volley femminile e nazionale; Cristina vicecampione italiana ed azzurra. Silvia Lazzari dell'Istituto Einaudi, stabilisce a Montecatini il nuovo primato di lancio del disco allievi nei campionati nazionali studenteschi. Daniele Amato dell'Accademia pugilistica Valconca, stravince a 17 anni il torneo novizi "b". Il suo compagno di squadra Alessandro Bertuccioli è campione nazionale pesi piuma dei novizi. [4] A proposito di boxe: Maurizio Stecca riporta a casa il titolo mondiale dei pesi piuma versione WBO, già conquistato due anni prima. [5]
Nel basket la "Marraviglia" torna in serie A "dopo un anno di inferno". Le pagelle di Lorenzo Lafiata promuovono tutta la squadra, dando il massimo dei voti all'allenatore Pasini (dimostratosi all'altezza del compito, dopo la retrocessione), ed al pubblico (presenza media di 3.500 persone a partita).
Bocciati invece gli spettatori della Rimini Calcio. Ma non è tutta colpa loro. Se disertano lo stadio è perché la squadra, nonostante il nuovo assetto societario, non attira e non convince. Oltre ai tifosi, manca anche il gioco. Gastone Montesi, uno dei dirigenti, è esplicito: "Nel Rimini prenderei ragazzi del posto e in grado di giocare anche per l'ideale sportivo, oltre che per i soldi. Inoltre non vorrei vedere dei ragazzi vivacchiare in albergo come dei peones con tutti i relativi costi". [6]

[1] Cfr. G. Autuori, "A Rimini troppe attrazioni portano lontano dallo sport", n. 11, 17/3/91.
[2] Cfr. A. Francioni, Ricominciando da soli, n. 36, 13/10/91.
[3] Cfr. il già cit. servizio di A. Ceccoli-S. Carlini, Un anno di sport a Rimini, nn. 1, 6/1/91.
[4] Cfr. S. Carlini, Di corsa, da Rimini a New York, n. 5, 3/2/91; G. Autuori, Cartellino azzurro, n. 7, 17/2; Id., Da Viserba una favola sportiva, n. 22, 9/6; Id., Cartellino azzurro, n. 19, 19/5 e n. 43, 1/12; Id., Una favola col lieto fine, n. 41, 17/11.
[5] Cfr. G. Autuori, Cartellino azzurro, n. 5, 3/2/91; e Id., Cartellino giallo, n. 24, 23/6/91.
[6] Sull Marr, cfr. la pagina speciale di G. Autuori-L. Lafiata, n. 21, 2/6/91; sulla Rimini Calcio, cfr. soprattutto le cronache dei nn. 11, 17/3/91; 12, 24/3; e 39, 3/11.

Antonio Montanari. "Riministoria" è un sito amatoriale, non un prodotto editoriale. Tutto il materiale in esso contenuto, compreso "il Rimino", è da intendersi quale "copia pro manuscripto". Quindi esso non rientra nella legge 7.3.2001, n. 62, "Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2001.
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