Antonio Montanari
IL PONTE 1987-96
  Indice del volume

1990.1.Vita della Chiesa
Il Papa ad Argenta
La presentazione della visita del Papa ad Argenta, nel cui Duomo è sepolto di don Giovanni Minzoni, ucciso dai fascisti il 23 agosto 1923, permette a mons. Ersilio Tonini di ricordare la realtà recente del martitio della Chiesa italiana: "736 sono i sacerdoti che hanno perso la vita durante e dopo la guerra, dei quali 440 cappellani militari, gli altri 296 uccisi durante e dopo la guerra, vittime delle parti in lotta nella fase della Resistenza e subito dopo". [1]
Argenta, dice Giovanni Paolo II il pomeriggio del 23 settembre, "diventa quasi il luogo della ‘confessione’ corale di quel corteo di sacerdoti che, come don Minzoni sono caduti nell’esercizio generoso del loro ministero", per il quale "entrarono in urto con uomini che traevano ispirazione dall’una o dall’altra delle ideologie totalitarie e neo pagane, che hanno segnato dolorosamente questo nostro secolo". [2]
Alle tragedie di questo secolo, si richiama il messaggio del Vescovo di Hiroshima, mons. Joseph Atsumi Misue, inviato agli organizzatori del premio Satyagraha di Riccione: "Noi non dobbiamo più ripetere una simile storia di orrori, perché la vita di ognuno di noi è unica ed in rapporto con l’eterno". [3]
Contro la pena di morte scrive sul Ponte un giudice del Tribunale di Rimini, Vincenzo Andreucci, richiamandosi al Vangelo: ogni reo ha la sua dignità "di uomo, direi figlio di Dio", per cui non sono ammissibili "trattamenti inumani e degradanti", come la tortura, l’ergastolo e l’uccisione. [4]

"Tre giorni" sull’identità sacerdotale
La "Tre giorni diocesana" di aggiornamento del clero ha per argomento L’identità del prete in una società che cambia, come annuncia il titolo della presentazione scritta da mons. Fausto Lanfranchi, Vicario Foraneo. Seguono sul Ponte altri interventi introduttivi di don Biagio Della Pasqua, Per una nuova evangelizzazione; di don Dino Paesani, Fraternità sacerdotale; di don Giuseppe Celli, Dal prete tuttofare al parroco pastore; e di don Giancarlo Del Bianco su Vicariato, insieme in servizio sul territorio. [5]
Tocca al direttore tirare le prime conclusioni: "Il sacerdote non è un battitore libero o un libero professionista. La sua azione ha senso nella misura in cui è un’azione comune ed esprime, pur con tonalità diverse, una pastorale comune". Poi Mons. Lanfranchi traccia un bilancio su di un’esperienza "da ricordare": la "Tre giorni" è stata "una grande lezione di convivenza sacerdotale: senza contrasti, senza opposizioni: un presbiterio che vive nell’unità la diversità dei carismi e dei doni. Tutti si sono sentiti a pieno titolo membra di questa Chiesa". [6]

La Chiesa e la città
"La Chiesa è chiamata a dare un ‘carattere umano’ all’industria delle vacanze": non esiste solo l’aspetto economico del problema, ma anche l’esigenza di recuperare quelle energie capaci di "creare e realizzare condizioni di vero riposo, di piacevole evasione, di distensione fisica e sprituale". Partendo da queste riflessioni del Centro Pastorale per il Turismo, si svolge in Diocesi domenica 18 marzo una Giornata dedicata all’ospitalità. [7]
Il 16 luglio avviene il primo incontro fra Marco Moretti, nuovo sindaco di Rimini, ed il Vescovo mons. De Nicolò: "Si è trattato di un colloquio non formale e molto aperto sulle problematiche in atto nella società riminese". Il Vescovo, precisa un comunicato ufficiale, "ha apprezzato molto la sensibilità del sindaco per l’azione che la Chiesa svolge nella società e nella città. Il sindaco ha dimostrato apprezzare gli intenti della Chiesa sul piano culturale, anche a lungo termine". [8]
Nel primo anniversario della sua consacrazione episcopale, mons. De Nicolò concede al Ponte una lunga intervista, in cui tra l’altro dichiara: "C’è già tanto impegno e testimonianza della carità nella nostra Chiesa: occorre, ad ogni modo, superare la tentazione della delega, perché ogni parrocchia, ogni realtà ecclesiale sia permanentemente attenta" all’evangelizzazione. [9]
Mons. Antonio Riboldi, presente a Rimini per un convegno dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, dice al Ponte: "Posso confermare che la mafia, qui a Rimini, ha già esteso un proprio tessuto sociale. Non bisogna commettere l’errore di considerare mafia o camorra solo quella che spara, che organizza attentati ai magistrati o politici. È mafia ciò che deriva dalla cultura del guadagno facile e immediato, cioè quel guadagno che non guarda in faccia nessuno". [10]
Al Meeting intervengono "Lech Walesa, Joseph Ratzinger, Elena Bonner Sacharova, Jerome Lejeune, Giulio Andreotti, Dietrich Genscher, Hitachi Motoshima, Nijole Sadunate e centinaia di personaggi, siano essi filosofi, teologi, giornalisti, storici, scienziati o testimoni della vita". [11]
Mons. Aldo Amati viene nominato nuovo Vicario Generale. Nato nel 1939 ed ordinato sacerdote nel ’63, è stato cappellano a Cattolica, Vicerettore e Rettore al Seminario di Rimini ed infine parroco di San Mauro Pascoli, oltre a ricoprire altre cariche in Diocesi. [12]
Nel corso dell’anno sono ordinati cinque nuovi sacerdoti (Guido Benzi, Luca Fantini, Antonio Moro, Paolo Pasolini, Andrea Turchini), e un diacono, Osvaldo Caldari. [13] Cambiano volto le parrocchie del Centro storico di Rimini, diventando quattro da sette che erano. [14] Viene inaugurata "Casa Sant’Anna", opera di accoglienza per donne in stato di gravidanza o con bambini piccoli, prive di alloggio o di assistenza. [15]

[1] Cfr. mons. E. Tonini, Morire per vivere in Cristo, n. 32, 23/9/90.
[2] Il discorso del Pontefice nel Duomo di Argenta è intitolato Testimoni nella verità sull’uomo: cfr. nel n. 33, 30/9/90, che contiene anche il discorso di Giovanni Paolo II pronunciato nella piazza di Argenta (ricordando le precedenti visite nella nostra regione), ed un servizio di Giorgio Tonelli, Segnali di fede sulla strada dei martiri.
[3] Cfr. nel n. 28, 5/8/90, ove è presentato anche il messaggio dei sindaco di Nagasaki, Hitachi Motoshima, Impegniamoci per l’abolizione totale delle armi.
[4] Cfr. V. Andreucci, Quinto, non uccidere, n. 2, 14/1/90.
[5] Gli articoli citt. sono nei nn. 18, 20/5/90; 19, 27/5; 20, 3/6; 21, 10/6; e 22, 17/6.
[6] Cfr. P. Terenzi, Preti in un mondo che cambia, n. 23, 24/6/90; e mons. F. Lanfranchi, Una Tre giorni da ricordare, n. 24, 1/7/90. Cfr. pure T. Giungi, Vivere oggi il Vangelo in Emilia Romagna, n. 8, 4/3/90.
[7] Cfr. Dare un’anima al turismo, n. 10, 18/3/90.
[8] Cfr. Impegno comune per una Rimini migliore, n. 26, 22/7/90. Sul tema, cfr. poi nel n. 36, 21/10/90, il messaggio alle autorità e l’omelia del Vescovo per la festa del Patrono. Sul nuovo sindaco, cfr. in "Società" 1990.
[9] Cfr. Un anno dopo, n. 35, 14/10/90. Con il n. 35, si inaugura il formato attuale del Ponte, e giunge a compimento la prima ‘rivoluzione’ informatica nel sistema di composizione e montaggio del giornale. Sulla visita del Vescovo alla nuova sede del Ponte, cfr. Con gli amici, per Il Ponte, una festa!, n. 36, 21/10/90. Sulle novità grafiche del Ponte, cfr. pure i nn. 35, 14/10/90; e 41, 25/11.
[10] Cfr. M. Tassinari, "Anche qui c’è la cultura della mafia", n. 34, 7/10/90. Cfr. pure l’intervista a don Luigi Ciotti sui problemi del mondo giovanile nella realtà contemporanea, nel n. 38, 4/11/90.
[11] Cfr. Giov. Tonelli, Cambierà ora la formula del Meeting?, n. 31, 9/9/90, ove appaiono il discorso del Vescovo e quello del Cardinale Ratzinger. Altri servizi sono nei due numeri precedenti.
[12] Cfr. l’annuncio nel n. 23, 24/6/90 e la biografia di mons. Amati, scritta da P. Terenzi, nel n. 24, 1/7/90.
[13] Cfr. i servizi nei nn. 21, 10/6/90; 43, 9/12; e 44, 16/12.
[14] Cfr. l’articolo di mons. A. Amati, Vicario Generale, nel n. 40, 18/11/90. Nello stesso n. 40, A. Turchini narra "i precedenti storici" ne La prima soppressione è del 1587. Un’altra nota storica sulla Chiesa locale, di differente argomento, è in P. Grassi, La Rerum Novarum a Rimini (1891-1914), Così finì la "sindrome di Porta Pia", n. 44, 16/12/90.
[15] Cfr. la pagina speciale Casa Sant’Anna, con scritti di Alberto Marsciani e Gisella Baiocchi, n. 43, 9/12/90.

1990.2.Societa’
I problemi dei giovani
"Esiste un’infezione spirituale che contamina la vita di tanti giovani", e che si rivela nel fenomeno delle discoteche, dietro il quale "c’è una concezione di una libertà senza misure che diventa suicidio". Mons. De Nicolò sul Messaggero riprende il grido d’allarme di mons. Tonini, secondo cui"bisogna dire che l’iniquità, peggio, che il cinismo regna onorato tra noi". [1]
La cronaca nazionale aveva registrato, alcuni giorni prima, nella notte tra sabato 24 e domenica 25 marzo, diciassette vittime della strada: "La nostra società, in questi anni", aveva scritto Il Ponte, "sta legalizzando delle forme di suicidio collettivo che si consumano in un gioco di scaricabarile", tra le varie forze economiche, politiche e sociali in campo. Il Consiglio Regionale approva una legge, proposta dall’assessore Chicchi, che proibisce in Emilia Romagna la vendita di alcol dopo le due di notte, se entro tre mesi il Governo nazionale non attuerà i controlli promessi sulle strade. [2]
Il sindaco di Riccione si esprime contro ogni limite d’orario nell’apertura delle discoteche. "Il ‘tirar a far tardi’ è un grande affare economico", scrive Giovanni Tonelli. "Per venti denari giocano con la vita dei giovani", sostiene mons. Tonini. Il sindaco di Bellaria, su Panorama, si schiera con Pierani: la Riviera non deve rinunciare al suo volto "di costa libertaria, aperta, non ottusa, non repressiva". [3]
L’alcolismo giovanile sta diventando "una bomba silenziosa", su cui a Riccione il circolo Acli "Don Giovanni Montali" organizza un convegno, al quale partecipa anche l’assessore Chicchi: "È impossibile avviare una lotta politica contro l’alcolismo, quando in Italia si spendono 400 miliardi per la diffusione pubblicitaria di bevande alcoliche". [4] Sempre a Riccione, una marcia silenziosa dei ragazzi del Bios-Club ricorda le vittime della droga, che finora nel Riminese sono state cinquantuno, partendo dal 1979. Saranno diciannove quelle del solo 1990. [5]

L’emigrazione
"Lavoro agli italiani, botte agli africani", "A morte i negri". Sono scritte apparse sui muri di Rimini. Qualcuno risponde: "L’idiota mascherato, a morte i razzisti". [6] Qualche altro, esegue. L’anno si chiude con la sparatoria al Blue Line, un bar di Marina Centro, dove muore un tunisino, e con la pesante aggressione ad un altro africano a San Giuliano Mare. Sono i primi episodi di una lunga serie di violenze. [7]
La Chiesa riminese s’impegna sempre più per una "cultura della solidarietà e della condivisione", come testimonia il messaggio del Vescovo "sul problema dei lavoratori immmigrati", pubblicato nel Ponte in occasione della festa del Primo maggio. [8]
L’immigrazione in Riviera viene esaminata in due inchieste dell’Istituto di Ricerce Sociali, che analizzano anche l’atteggiamento della stampa locale, la quale tratta l’argomento soprattutto con le notizie di cronaca ‘nera’. Dei circa mille extracomunitari presenti, provenienti da 48 nazioni, la metà è in cerca di lavoro. Sono soprattutto uomini (oltre il 93%). La classe d’età più folta è quella che va dai 25 ai 29 anni (rappresenta il 32%), seguita da quella che oscilla tra 30 e 34 anni (27%). Delle 860 richieste di regolarizzazione, 542 sono già state concesse al 16 marzo. [9]
 
L’ombra della mafia
"La droga che arriva in Riviera è collegata alla camorra di Napoli e Milano". Lo rivelano le operazioni di alcune Questure e un’inchiesta palermitana di Giovanni Falcone che fa arrestare a Rimini un esponente di spicco della "piovra" siciliana. La Polizia di Bologna (che cattura due fratelli catanesi, ritenuti presunti capi della "banda delle Coop"), non ha dubbi: "Sulla Riviera romagnola sono sempre più numerosi i tentacoli delle organizzazioni criminali siciliane. La mafia investe sulla costa. E Rimini era diventata base per il riciclaggio di denaro "sporco", e nascondiglio per latitanti e banditi accusati di feroci rapine".
Già prima di questi episodi, il magistrato riminese Roberto Sapio ha detto che la nostra città aveva avuto un passato "di smistamento della droga e di possibile riciclaggio del cosiddetto denaro sporco". Il Questore di Forlì non è d’accordo: "La presenza di qualche latitante oppure di banditi siciliani non significa che la mafia sia radicata in Riviera".
Due giovani siciliani sono arrestati a Misano con armi ‘clandestine’. A Miramare due napoletani (di 30 e 14 anni), vengono bloccati mentre stanno per compiere un attentato in un palazzo di quattro piani.
A Rimini è legata indirettamente anche la storia di Lyubisa "Manolo" Urbanovic (28 anni). Arrestato a Riccione per un furto d’auto, fornì false generalità e non fu riconosciuto, mentre era ricercato per rapine, stupri, omicidi. Venne rimesso in libertà. E in grado di uccidere ancora: a suo carico la Giustizia pone otto morti. Così, "il ‘grande’ delinquente (che uccide lontano dalla Riviera), finisce nelle statistiche della nostra ‘piccola’ criminalità, a causa di un furto d’auto". [10]
Tra malavita e "facili consumi", Rimini s’interroga sulla propria immagine. È peggio della fama di cui gode, sentenzia l’immancabile Sergio Zavoli. Guardandosi allo specchio, Rimini scopre di non avere un’identità, aggiunge Cinzia Fiori sul Corriere della Sera, definendola città a due facce, l’antico borgo e la marina tutta cemento selvaggio che fa venire la nostalgia del passato: "Siamo all’amarcord di Amarcord". Fellini, sempre Fellini. Il quale definisce Rimini una "bellissima donna ferita al volto" dalle alghe. Per una lettrice dell’Espresso, siamo invece la "patria della piada e dei cassoni".
Rimini si rivela capitale non solo del turismo europeo, ma anche di numerose attività illecite che mettono in movimento capitali non indifferenti. Dopo il centro storico e la zona balneare, c’è una "terza città", quella della malavita, in cui si esercita la prostituzione, si smercia la droga, si compiono reati di vario tipo, dallo scippo ai furti. "È qualcosa di ‘trasversale’ che coinvolge un po’ tutte le zone". [11]
Nel campo della prostituzione, emerge un fenomeno nuovo: l’importazione di ragazze africane, "sfruttate e disperate", come rivela un’inchiesta del Ponte. [12]

Progetto "Nuova Città"
Il 7 giugno il Senato approva definitivamente la riforma delle autonomie locali. Anche Rimini potrà diventare provincia. Il sogno nel cassetto si avvera. Intanto, dalle elezioni amministrative del 6 maggio, che confermano il pentapartito a Palazzo Garampi, è nato il nuovo Consiglio Comunale. Il Centro-sinistra ha 26 seggi su 50: Dc, 15; Psi, 7; Pri 2, Psdi e Pli 1 ciascuno. Il Pci è a quota 19, perdendone 3 rispetto alla passata legislatura. Gli altri seggi sono toccati a Msi (due), Verdi del sole che ride, Lista Verde per l’Adriatico e Pro Rimini, uno per ciascuna lista. [13]
Il futuro sindaco Marco Moretti (Psi) non ama il termine "pentapartito", ma parla di un "bicolore fra laici e Dc". La nuova Giunta (eletta il 28 giugno), si presenta con un documento programmatico che s’intitola "Nuova città". Il Ponte intervista la mamma di Moretti, Lucia Bezzi, che confida: "Non vorrei che la politica lo rovinasse". [14] Per chiudere il capitolo elettorale di Rimini, ci sono volute quasi tre settimane in più del previsto. Per colpa dei risultati regionali (con la caduta del monocolore Pci), "il tavolo delle trattative" non era soltanto in città, ma anche a Bologna, secondo la filosofia dello stesso Pci cittadino che considerava di dover risolvere i problemi locali "su scala sovracomunale". [15]
La tornata elettorale di maggio, a livello nazionale, fa registrare due fenomeni spiegabili come "voto di punizione": la Lega Lombarda ottiene nella regione in cui è nata una "prepotente affermazione", il 20% dei suffragi. C’è poi un "alto numero di astenuti, schede bianche o nulle". A novembre, la Lega Lombarda sbarca a Rimini. [16] Ennio Grassi subentra alla Camera alla dimissionaria Giovanna Filippini che ha scelto la carica di Consigliere regionale. [17]
Mentre si continua a sognare la metropolitana costiera, si discute su dove situare la nuova fiera: suscitano polemiche le ipotesi che circolano in Municipio, di collocarla a Rimini Nord verso il casello autostradale. [18] La novità dell’anno, in campo turistico, è "l’armata rossa delle vacanze" proveniente dai Paesi dell’Est europeo. [19]

Gardini e Cardellini
Per volontà del ravennate Raul Gardini, marito di Idina Ferruzzi, arriva da Roma il Messaggero riminese, con una redazione quasi tutta ex Carlino, capitanata da Andrea Basagni e dalla "sua ombra, il fido Silvano Cardellini, corsivista di politica del foglio bolognese". L’Unità intitola: "Gardini acquista la redazione intera. Annientato il Carlino a Rimini". Andrea Barbato in Cartolina su Rai3 parla di "cannibalismo editoriale".
I fatti. La sera di lunedì 19 febbraio, i carlinisti riminesi pronti alla fuga, si incontrano con il direttore del Messaggero, Mario Pendinelli, nella lussuosa sede di via Cairoli 11. Raggiunto l’accordo economico, rientrano in redazione, chiudono la pagina del giorno dopo (in apertura un fondino involontariamente autobiografico: L’ultima volta, riferito però alla falce e al martello, non a penna e pennarello da cronisti legati alla testata bolognese); prendono armi e bagagli, e traslocano subito, dopo che, per formalità più che per cortesia, il capo Basagni ha telefonato alla direzione centrale. Sembra la pagina manzoniana del capitolo ottavo dei Promessi sposi, quello della "notte degl’imbrogli e dei sotterfugi" (nessun s’offenda), con Basagni e Cardellini come Renzo e Lucia, Pendinelli come Padre Cristoforo, ed infine, nell’ombra, un "terribile uomo" (Raul Gardini), le cui mani "arrivavano spesso dove non arrivava la vista degli altri". Terribile sì con la concorrenza, ma anche tanto ricco da offrire ingaggi che si dicono favolosi.
Pendinelli concede al Ponte due parole: "Per principio non do interviste. Il giornalista parla attraverso il giornale, attraverso le cose che scrive". Da alcuni suoi collaboratori si apprende che il quotidiano romano vuol "dare voce nazionale ai problemi delle nostre città", riportandoli anche nell’edizione nazionale.
L’unico giornale italiano che pubblica con ritardo la notizia della fuga della redazione del Carlino al Messaggero, in un servizio oltretutto da Milano, è La Stampa. Il suo corrispondente locale è lo stesso Cardellini. Dal foglio torinese si apprende che ai giornalisti del Messaggero è stato suggerito di non frequentare gli stessi ristoranti degli ex colleghi. [20]

[1] Cfr. La Settimana, n. 13, 8/4/90.
[2] Cfr. Giovani: e li lasciano morire così, n. 12, 1/4/90; La Settimana, n. 14, 15/4/90; n. 12, 1/4/90; M. Tassinari, Alcol a tempo, n. 12, 1/4/90. Da dati regionali, si apprende che in Emilia Romagna le giovani vittime di incidenti stradali sono state, nel 1985, 273, così suddivise per fasce di età: 173, tra i 18 e i 24 anni; 78, tra 14 e 17; 22, sotto i 13 anni: cfr. La Settimana, n. 9, 11/3/90.
[3] Cfr. Giov. Tonelli, La "febbre" di Pierani lascia il giovane solo; La Settimana, n. 21, 10/6/90, e n. 22, 17/6; Tama, Rivali, n. 23, 24/6/90. La lunga risposta di Pierani è nel n. 23, 24/6/90. Cfr. pure Giorgio Tonelli, Quando un divieto aiuta a far crescere, n. 35, 14/10/90. Si veda anche M. Forcellini, Ultimo tango all'alba, n. 5, 3/1/91: "La Regione ripropone la chiusura dei locali notturni alle due, ma la Riviera è contraria".
[4] Cfr. M. Tassinari, Alcolismo giovanile, una bomba silenziosa, n. 13, 8/4/90; Id., Soli in un bicchiere, n. 14, Pasqua 1990. Cfr. pure L. M., La Riviera fra trasgressione ed infelicità, n. 1, 7/1/90.
[5] Cfr. Giov. Tonelli, Droga: volti dietro quelle croci, n. 13, 8/4/90; e La Settimana, n. 10, 18/3/90. Dal 1979 al 1988, come si è già visto, i morti per droga nel Riminese erano stati 40. A fine ’90, saranno 71. Contro i 10 del 1988, i decessi del 1989 sono stati 12 (8 riminesi e 4 forastieri). Dei 19 decessi del 1990, 7 sono di giovani locali, 10 di forastieri e 2 di stranieri. Cfr. A. Montanari, Un anno di droga, rapine …e tentacoli, n. 2, 13/1/91. Le vittime dell’Aids dal 1985 al ’90 sono 39: cfr. La Settimana, n. 26, 22/7/90.
[6] Cfr. La Settimana, n. 10, 18/3/90.
[7] Cfr. A. Montanari, Malessere metropolitano, n. 1, 6/1/91.
[8] Cfr. nel n. 15, 29/4/90, ove si trova pure la nota di R. Gradara, Oltre il primato della efficienza, sulla festa del lavoro. Al tema dell’immigrazione Il Ponte dedica vari servizi: cfr. la pagina speciale nel n. 23, 24/6/90, ed i servizi di L. Ricci, Non basta un tetto per fare una casa, e di O. Delucca, Albanesi anche noi, nel n. 38, 4/11/90.
[9] Cfr. F. Succi, Terzomondiali: è in arrivo il "mercato nero", n. 13, 8/4/90; e S. Zanetti, Identikit dell’emigrazione, n. 14, 15/4/90.
[10] Cfr. La Settimana, n. 27, 29/7/90, n. 17, 13/5 e n. 32, 23/9; A. Montanari, Malavita in Riviera per tutte le stagioni, n. 37, 28/10; Id., Mafia s.p.a. sulla Riviera, n. 38, 4/11; Tama, Vista, n. 33, 30/9; e La Settimana, n. 18, 20/5. Urbanovic viene arrestato poi in Iugoslavia: cfr. La Settimana, n. 3, 20/1/91.
[11] Cfr. L. Ricci, Rimini, città di facili consumi, n. 43, 9/12/90; Tama, Neve?, n. 1, 7/1; La Settimana, n. 15, 29/4, e n. 19, 27/5; Tama, Solo piade, n. 15, 29/4.
[12] Cfr. F. Carvelli, Nere, sfruttate e disperate, n. 30, 2/9/90.
[13] Cfr. La Settimana, n. 22, 17/6/90; M. Forcellini, Provincia di Rimini: ormai è fatta, n. 22, 17/6/90; Rimini: ci sono i numeri per il Pentapartito, n. 17, 13/5/90;
[14] Cfr. La Settimana, n. 23, 24/6/90; G. Mazzoni, "Speriamo che la politica non me lo rovini", n. 25, 8/7/90. Tra i progetti di Moretti c’è quello di proporre al presidente delle FF. SS. Lorenzo Necci, la stazione di Rimini come un esperimento per la stazione del futuro: cfr. LaSettimana, n. 36, 21/10/90.
[15] Cfr. A. Montanari, Ma il tavolo delle trattative è altrove, n. 18, 20/5/90. Questo articolo suscita una forte polemica: cfr. in Pagina Aperta dei nn. 19 e 20 (del 27/5 e 3/6). Sulle Giunte comunali del circondario riminese, cfr. M. Forcellini, Di tutti i colori, n. 25, 8/7/90. Sui socialisti riminesi a congresso, cfr. F. Semprini, Rimini a tutto campo, n. 44, 16/12/90. Sul congresso locale del Pci, vedi le due pagine speciali nel n. 6, 18/2/90; la cronaca nel n. 8, 25/2 di M. Marziani, E con Chicchi il Pci risogna Palazzo Garampi; e l’intervento di M. Pasquinelli, Pci: una ‘cosa’ senza strategia e con un futuro oscuro, n. 12, 1/4/90.
[16] Cfr. Vince il voto di punizione, n. 17, 13/5/90; e M. Forcellini, Un movimento contro tutti, n. 40, 18/11/90.
[17] Cfr. La Settimana, n. 22, 17/6/90. Nel corso del ’90 a Rimini si tengono il congresso nazionale dell’Msi (cfr. nel n. 3, 21/1), e la conferenza programmatica del Psi nazionale (cfr. nel n. 12, 1/4).
[18] Cfr. M. Forcellini, La metropolitana costiera, n. 1, 7/1/90; Id., Alla ricerca del ‘baricentro’ perduto, n. 44, 16/12; e Id., La Fiera? Facciamola verso San Marino, n. 7, 17/2/91; G. Angelini, Battaglia sulla Fiera, n. 35, 6/10/91. Sulla metropolitana, cfr. pure M. Forcellini, La metropolitana si avvicina, n. 44, 8/12/91.
[19] Cfr. M. Forcellini, L’armata rossa delle vacanze, n. 31, 9/9/90.
[20] Cfr. A. Montanari, Il Messaggero prosciuga il Carlino; e L. Mari, Sua Maestà il lettore, n. 7, 25/2/90; [A. Montanari], Penne all’arrabbiata ne La Settimana, e Tama, Addio, Monti, n. 8, 4/3/90. Il riassunto dei fatti del 1990 è sulle pagine speciali della Settimana apparse nel n. 1, 6/1/91.

1990.3.Cultura
"Un tesoro ritrovato".
Il titolo dice tutto. Il 12 luglio riapre dopo mezzo secolo il Museo di Rimini. Scrive Pier Giorgio Pasini: "Ora è finalmente pronto l’edificio che permetterà di organizzare nuovamente in museo" le opere d’arte e le testimonianze storiche di provenienza locale che si sono accumulate nel corso dei secoli. [1] Si tratta dell’ex Collegio dei Gesuiti, conosciuto comunemente come vecchio Ospedale. La prima sezione visitabile è dedicata ai capolavori tra 1500 e 1700. Il lapidario romano è riproposto nel cortile vicino all’ingresso.

Il Vicino Oriente al Pio Manzù
La sedicesima edizione delle Giornate internazionali del Pio Manzù esamina i rapporti religiosi, politici ed economici fra Paesi ricchi, Africa e Vicino Oriente, alla vigilia di quella che sarà chiamata "la guerra del Golfo". È proprio a Rimini che l’intervento contro l’Iraq di Saddam Hussein (gennaio 1991), viene preannunciato dal ‘falco’ Edward Luttwak a metà ottobre ’90: "L’ipotesi più probabile è che si bombardino i punti strategici irakeni più importanti mettendo così Saddam Hussein in condizione di non attaccare e di scendere a patti". [2]
Igor Man, editorialista della Stampa, spiega che nell’invasione del Kuwait, "una mossa troppo arrischiata", Saddam forse credeva di poter aver via libera dagli americani. Arrigo Levi, commentatore del Corriere della Sera, si dichiara d’accordo con Edward Luttwak: "C’è la possibilità di un conflitto parziale […]. Gli americani useranno le forze di terra come uno scudo protettivo, mentre la "spada" dell’operazione sarà l’aviazione". [3]
Il Patriarca latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine Michel Sabbah, presente alle Giornate del Pio Manzù, concede un’intervista esclusiva al Ponte, sui problemi della Palestina: "La fratellanza tra Israele e i Palestinesi si attuerà solo nella giustizia e nella sovranità di ciascuno dei due popoli". [4]
Di Africa si parla, sempre in ottobre, anche a Riminicinema, dove è ospitata la produzione "nera" più recente. [5]

Cose di casa
Continua sulle colonne del Ponte il racconto della storia delle nostre città e dei nostri paesi, grazie anche alle nuove pagine locali [6]. Manlio Masini raccoglie i Frammenti di storia della marina di Rimini. [7] Oreste Delucca spiega le Scoperte archeologiche riminesi. [8] Alla penna di Grazia Bravetti Magnoni tocca di narrare I santi della terra, viaggio nel mondo della religiosità e delle tradizioni popolari romagnole. [9]
Viterbo Tamburini inizia un’originale ricerca sulla pubblica beneficenza a Rimini. [10] Enzo Fiorentini fa rivivere altri personaggi e figure del passato, mentre Vittorino Zavoli rilegge la piccola cronaca dell’Ottocento e la ‘geografia’ umana delle vecchie strade della città. [11]
Nel numero 39 nasce il supplemento "Libri", con la presentazione di una ristampa anastatica, edita da Ghigi, della Storia dei funghi dell’agro riminese di Giovanni Antonio Battarra, apparsa nel 1755. [12]
Un noto veterinario riminese, esperto in omeopatia oltre che poeta dialettale, il dottor Mario Aluigi, ritiene di aver scoperto un "immunostimolatore vegetale" che potrebbe servire nella lotta contro cancro ed aids. Il ‘farmaco’, ottenuto da materiale di origine vegetale sottoposto ad ebollizione, ed iniettabile in vena, avrebbe già dato buoni risultati su due pazienti. [13]

[1] Cfr. P. G. Pasini, Un tesoro ritrovato, n. 25, 8/7/90.
[2] Cfr. F. Semprini, Due crisi "regionali", un problema mondiale, n. 36, 21/10/90. Lo stesso numero ospita due pagine speciali dedicate alle Giornate del Pio Manzù.
[3] Cfr. E. Rotelli, "Saddam Hussein ha fatto una mossa troppo arrischiata"; F. Semprini, "L’Irak sarà messo in ginocchio dall’aviazione americana", n. 37, 28/10/90.
[4] Cfr. F. Di Grazia, Palestina: pace ma nel rispetto dei diritti, n. 36, 21/10/90. Nello stesso n. 36, si trova una sintesi della relazione del Patriarca, intitolata Sperare contro ogni speranza.
[5] Cfr. M. Pioppo, Fra Rambo e Bruce Lee, nasce il nuovo cinema africano, n. 35, 14/10/96.
[6] Si vedano come esempio i servizi sulle "Biblioteche del Rubicone", a cura di A. Magnani e A. Rosati, nei nn. 37, 28/10; e 45, Natale 1990.
[7] Le puntate sono apparse nel 1990 nei nn. 1, 7/1; 3, 21/1; 5, 11/2; 7, 25/2; 9, 11/3; 11, 25/3, 14, 15/4; 17, 13/5; 19, 27/5; 22, 17/6; 29, 26/8; 31, 9/9; 34, 7/10; 37, 28/10; 39, 11/11; 42, 2/12; 44, 16/12; e nel 1991 nei nn. 2, 13/1; 6, 10/2; 10, 10/3; 13, Pasqua; 18, 12/5; 21, 2/6; 26, 7/7; 29, 4/8; 34, 29/9.
[8] Cfr. i nn. 2, 14/1/90; 5, 11/2; 7, 25/2; e 9, 11/3.
[9] Cfr. i nn. 2, 14/1/90; 5, 11/2; 9, 11/3; 14, 15/4; 19, 27/5; 23, 24/6; 29, 26/8; 32, 23/9; e 38, 4/11.
[10] Cfr. per il 1990 i nn. 23, 24/6; 27, 29/7; 31, 9/9; 37, 21/10; 41, 25/11; per il 1991, i nn. 4, 27/1; 17, 5/5; 23, 16/6; 32, 8/9; 36, 13/10; 41, 17/11; per il 1992, i nn. 2, 12/01; 8, 23/2; 12, 22/3; 24, 21/6; 27, 19/7; 37, 18/10; per il 1993, i nn. 2, 10/1; e 32, 5/9. Si veda pure il volume dello stesso autore, Pieta e Liberalità, Il Ponte, Rimini 1994.
[11] Tra i vari loro scritti, citeremo ad esempio soltanto, per motivi di spazio, le pagine sul carnevale, ospitate nel n. 7, 25/2/90.
[12] La pagina "Libri" è a cura di A. Montanari. Nel ’90 ne escono due numeri. Esce in sette numeri nel corso del ’91 (20/1, 17/2, 17/3, 5/5, 16/6, 10/11, Natale). Dal 10/11/91 diventa "SegnaLibri".
[13] Cfr. La Settimana, n. 5, 11/2/90.

1990.4.Sport
La nuova pista di atletica allo stadio comunale viene inaugurata in occasione dei campionati nazionali di atletica della Libertas. Alla regata Rimini-Corfù-Rimini si chiude l’edizione più combattuta e veloce di quelle finora disputate: "Rainbow" batte "Angelica III" del riminese Pietro Palloni per soli 17 minuti. Ma Palloni si è fermato per soccorrere un altro equipaggio in difficoltà per il vento forza otto, mentre "Rainbow" tirava diritto. [1]
Lo spadista Alessandro Leardini, 32 anni, due figli, albergatore, maestro di scherma al Circolo di Rimini e discepolo di Voltolini, dopo il campionato italiano, conquista l’argento ai mondiali a squadre di Rotterdam.
A novembre, Rimini ospita i campionati italiani di scherma, l’edizione più gigantesca mai allestita finora nel mondo, con sessantaquattro pedane, e quindicimila metri quadrati di superficie attrezzata. [2]
Basket. La Marr saluta l’A2, dopo la sconfitta di Treviso, ma ha la soddifazione di vedere tre suoi giocatori (Ferroni, Ruggeri e Semprini), agli europei. Baseball. All’ultimo assalto, sfugge il tricolore alla Ronson Lenoir. [3]
Graziano Calvaresi, 24 anni, residente a Villa Verucchio, diventa campione italiano dei diecimila metri piani. [4]
Rimini Calcio. L’allenatore Ferrario, subentrato a Mascalaito, viene a sua volta sostituito da Vittorio Spimi, mentre Eraldo Pecci è il nuovo presidente della società. [5]
La novità redazionale dell’anno, è la nuova impostazione della pagina sportiva del Ponte, affidata a Giuseppe Autuori, cronista brillante e penna rovente, come testimoniano i suoi settimanali ‘cartellini’ che pescano nell’attualità motivi di riflessione, talora sorridente, talora amara, come nella vicenda della Pallamano Rimini: una società radiata dalla Federazione tra l’indifferenza degli ambienti sportivi e giornalistici della città. [6]

[1] Cfr. i servizi nel n. 21, 10/6/90.
[2] Cfr. Leardini trova l’argento a Rotterdam, n. 31, 9/9/90; e I campionati più grandi del mondo, n. 43, 9/12/90.
[3] Cfr. G. Bianchi, La Marr ricomincia dalla B…1, n. 15, 29/4/90; Giau, Nella Marr, tre campioni d’Europa, n. 30, 2/9/90; R. Leoni, Sculacciati da Paperone, n. 39, 11/11/90.
[4] Cfr. M. Raganini, Una vita di corsa, n. 42, 2/12/90.
[5] Sulla crisi della squadra, si vedano le cronache di inizio d’anno; per le nuove nomine, cfr. Giorgio Masinelli, "Spettacolo assicurato", parola di Pecci, n. 27, 29/7/90: ma la ‘storia’ non finisce qui, perché ci sono altre puntate della "telenovela dirigenziale" e della "cordata" riminese alla società, capeggiata dal Sindaco (cfr. le notizie dell’ultimo trimestre).
[6] Cfr. nel n. 40, 18/11/90; sull’argomento vedi S. Carlini, La pallamano riminese cancellata, n. 39, 11/11/90. Sull'intero 1990, cfr. A. Ceccoli-S. Carlini, Un anno di sport a Rimini, nn. 1 e 2 del 6 e 13/1/91.

Antonio Montanari. "Riministoria" è un sito amatoriale, non un prodotto editoriale. Tutto il materiale in esso contenuto, compreso "il Rimino", è da intendersi quale "copia pro manuscripto". Quindi esso non rientra nella legge 7.3.2001, n. 62, "Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2001.
Pagina 2556/28.01.2018