TECNICHE DI SOFT AIR
A cura di Riccardo Affinati
IL TIRO PRATICO NEL SOFT AIR
Il Soft Air è una specialità agonistica e sportiva, già praticata in numerosi paesi del mondo, che sta muovendo i primi passi anche in Italia grazie ai numerosi circoli ed associazioni sparse lungo lo stivale.
Con sempre maggior frequenza, ormai, vengono organizzate nel nostro Paese gare ufficiali che suscitano un interesse crescente da parte degli appassionati e vedono la partecipazione entusiasta non solo dei giocatori ma anche di coloro si sentono attratti verso una disciplina sportiva e ludica, che superati i falsi preconcetti affascina completamente.
I principi fondamentali del tiro pratico nel soft air sono: precisione, potenza e rapidità di esecuzione.
Una sua peculiarità è data dal fatto che i campi di gara e gli scenari non sono standartizzati, ma al contrario, variano ogni volta. In tal modo il giocatore non può specializzarsi in un'unica tecnica ma deve adattarsi alle diversificate condizioni.
Lo stile nel soft air è libero, nel senso che le tecniche di tiro non sono imposte ma è il tiratore nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, che sceglie ed adotta le tecniche che ritiene più idonee ad affrontare le situazioni che gli si presentano durante la gara.
Questo fatto comporta quindi, la ricerca continua di tecniche sempre più efficaci.
Cionondimeno vi sono alcune di queste che sono ormai adottate dalla maggioranza dei tiratori, proprio per la loro particolare efficacia ed utilità, tanto più per risolvere una situazione di emergenza particolare.
Ricordiamo che per la pratica del soft air è richiesta, oltre ad un'arma omologata, una serie di elementi di equipaggiamento, alcuni opzionali ed altri obbligatori, come gli occhiali protettivi.
Per ogni vostro chiarimento fate sempre riferimento al manuale base, poiché questa parte dell'opera è dedicata in particolare a chi vuol approfondire le tecniche di tiro, mentre per i neofiti conterà sempre di più l'esperienza fatta sul campo ed i consigli degli amici più esperti.
TIRO IN POSIZIONE PRONA
Tale tecnica di tiro si attua in particolare quando il giocatore, essendo esposto al tiro avversario, non ha altre possibilità di riparo. Sparando distesi al suolo, inoltre, si dispone di un maggior appoggio e, principalmente, si riduce notevolmente la possibilità di essere colpiti in quanto si offre all'avversario un bersaglio ridottissimo. La posizione presenta, tra l'altro, il vantaggio di un tiro abbastanza preciso a grande distanza in conseguenza proprio dei molti punti di appoggio al suolo.
Esecuzione:
- dalla posizione verticale il giocatore dirige la propria arma verso il petto;
- contemporaneamente si abbassa in avanti effettuando un affondo sulla gamba destra e poggiando a terra la mano sinistra per bilanciare la stabilità del corpo;
- distende indietro di scatto la gamba destra, ammortizzando la discesa con la mano sinistra;
- effettua l'impugnature a due mani della propria arma ed apre il tiro.
Nel caso in cui il giocatore disponesse di un adeguato riparo, si può effettuare il tiro in appoggio sui gomiti tenendo così l'arma ancora più rialzata dal suolo.
TIRO IN POSIZIONE VERTICALE AD "S".
E' una tecnica efficacissima alle medie distanze: consente infatti, di aprire il tiro con notevole rapidità e relativa precisione, presentando nel contempo un bersaglio ridotto al tiro dell'avversario.
E' anche definita posizione ad S in quanto nella fase esecutiva il tiratore fa assumere al corpo, visto lateralmente, la forma approssimativa di una S.
- dalla posizione iniziale verticale il tiratore impugna l'arma tenendo il dito indice sul grilletto, contemporaneamente flette leggermente le gambe spostando lateralmente il piede sinistro (quel tanto per cui la distanza tra i piedi, paralleli pressoché uguale alla larghezza delle spalle);
- l'arma viene diretta sul bersaglio effettuando il puntamento, mentre ci si curva leggermente in avanti, racchiudendo le spalle, piegando le ginocchia ed arretrando il bacino;
- si apre il tiro.
Gli eventuali spostamenti laterali del tiro vanno effettuati con la semplice rotazione del tronco.
TIRO CON PISTOLA
Quella che descriviamo è la tecnica maggiormente adottata nel tiro pratico con la pistola in quanto consente di ottenere un deciso controllo dell'arma nella rapida (si spera) successione dei colpi e conseguentemente un'elevata precisione e velocità di esecuzione del tiro.
La posizione definitiva si assume con il busto leggermente ruotato rispetto al bersaglio, i piedi distanziati tra loro di circa 40-50 centimetri.
L'impugnatura viene effettuata a due mani, con la mano di appoggio che si sovrappone a quella amata fasciandola.
Il braccio armato, teso o semiteso, esercita una tensione isometrica anteriore mentre il braccio di appoggio, piegato e con il gomito basso, esercita una tensione isometrica posteriore: il gioco di forze che si viene così a realizzare permette di mantenere l'arma ferma in un assetto particolarmente stabile.
TIRO DALLA POSIZIONE PRONA CON ROTOLAMENTO
Nell'esecuzione operativa del tiro dalla posizione prona può presentarsi la necessità, per il tiratore, di acquisire un riparo più efficace o sottrarsi al tiro avversario nel caso egli venisse individuato.
Lo spostamento va effettuato con la tecnica del rotolamento:
- nella posizione definitiva a terra, con l'arma impugnata con tutte e due le mani e braccia tese, il tiratore dà inizio al mivimento con una spinta della spalla e dell'anca opposte alla direzione del rotolamento;
- prosegue il movimento per la distanza da coprire ed arresta il rotolamento divaricando le gambe appena raggiunge la posizione prona, riunisce i piedi ed apre il tiro.
Teoricamente si potrebbe aprire il tiro non appena iniziata la manovra, in pratica rotolando. In questo caso, pur non eseguendo un tiro di precisione, si effettua un tiro di sbarramento o disturbo, in attesa di raggiungere un riparo sicuro o una posizione di tiro migliore.
TIRO DALLA POSIZIONE PRONA
CON SPOSTAMENTO LATERALE DEL TIRO
Quando si è stesi in terra per cambiare la direzione del tiro dalla posizione prona potete utilizzare il seguente metodo:
- per spostare il tiro a destra, restando distesi a terra, spostare la gamba sinistra a sinistra, puntare il piede sinistro a terra, fare perno sull'addome, alzare leggermente le braccia, effettuare un colpo di reni in modo da far girare tutto il corpo verso la zona voluta; riunire i piedi ed riallineare l'arma;
- per lo spostamento a sinistra effettuare il movimento al contrario.
Fate sempre attenzione al tipo di terreno dove effettuate tali manovre, siate cauti su terreni rocciosi o che presentino pericoli particolari, come oggetti accuminati. In particolare, non fate mai uso di elementi di equipaggiamento che urtandovi potrebbero ferirvi.
TIRO CONTRO BERSAGLI IN MOVIMENTO
Nelle partite di sof air quasi mai l'avversario è fermo; anzi nella maggior parte dei casi ci si trova di fronte antagonisti in rapido e continuo movimento.
Dal momento in cui il tiratore decide di premere il grilletto, fino all'impatto del proiettile sul bersaglio, intercorrono dei tempi brevi.
Bisogna allora, nel puntamento, ricercare il "punto futuro", quel punto cioè in cui il bersaglio, muovendosi, verrà ad incrociare la traiettoria del nostro proiettile.
Ciò premesso, possiamo analizzare due condizioni:
a) l'avversario si muove in asse rispetto al tiratore;
b) l'avversario si muove in diagonale o trasversalmente:
nel primo caso il tiratore deve puntare al centro del bersaglio;
nel secondo caso egli deve spostare l'arma in funzione del movimento del bersaglio precedendolo di un tratto proporzionato alla velocità ed alla distanza (punto futuro).
Al momento del tiro il movimento dell'arma non deve essere arrestato per non variare l'anticipo dato inizialmente.
Se il bersaglio si sposta diagonalmente l'anticipo deve essere minore rispetto al movimento trasversale.
TIRO IN GINOCCHIO
Tale tecnica offre una certa stabilità del corpo ed una figura ridotta al fuoco avversario. E' utilizzabile inoltre per sfruttare la copertura di piccoli ripari quali muretti, automobili, ecc.
Tecnica:
- il tiratore flette le gambe fino a che il ginocchio destro poggia a terra in allineamento col tallone del piede avanzato ad una distanza laterale di circa 15 centimetri;
- poggia il gomito sinistro chiuso sul ginocchio corrispondente, impugnando l'arma;
- si siede con il gluteo destro sul tallone del piede corrispondente, la cui punta poggia perpendicolarmente al suolo;
- si perfeziona il puntamento e si apre il tiro.
Altra variante prevede l'appoggio di entrambe le ginocchia a terra:
- dalla posizione iniziale il tiratore, rimanendo col busto eretto, accosta e flette le gambe fino a che le ginocchia poggiano al suolo;
- porta l'arma in puntamento e contemporaneamente si siede sui talloni, con le corrispondenti punte dei piedi poggiate perpendicolarmente al suolo.
TIRO IN GINOCCHIO
Tale tecnica offre una certa stabilità del corpo ed una figura ridotta al fuoco avversario. E' utilizzabile inoltre per sfruttare la copertura di piccoli ripari quali muretti, automobili, ecc.
Tecnica:
- il tiratore flette le gambe fino a che il ginocchio destro poggia a terra in allineamento col tallone del piede avanzato ad una distanza laterale di circa 15 centimetri;
- poggia il gomito sinistro chiuso sul ginocchio corrispondente, impugnando l'arma;
- si siede con il gluteo destro sul tallone del piede corrispondente, la cui punta poggia perpendicolarmente al suolo;
- si perfeziona il puntamento e si apre il tiro.
Altra variante prevede l'appoggio di entrambe le ginocchia a terra:
- dalla posizione iniziale il tiratore, rimanendo col busto eretto, accosta e flette le gambe fino a che le ginocchia poggiano al suolo;
- porta l'arma in puntamento e contemporaneamente si siede sui talloni, con le corrispondenti punte dei piedi poggiate perpendicolarmente al suolo.
TIRO ALLA CIECA
Questa tecnica particolare è utilizzabile in diverse occasioni, ad esempio in caso di tiro dentro una finestra, un cunicolo, una stanza, oppure dietro un angolo di un edificio, un muro o riparo, prima di affacciarsi e puntare l'arma.
E' un tiro preventivo che per avere successo deve essere effettuato non con il colpo singolo, ma con una sventagliata.
Tecnica:
- si tiene l'arma con una mano o con due mani;
- si sporge esclusivamente l'arma, senza mostrare altra parte del corpo e si tira.
A seconda delle condizioni, l'arma si può tenere dritta oppure girata di 90 gradi.
TIRO ISTINTIVO
La definizione data a questa tecnica è impropria in quanto, pur essendo l'esecuzione del tiro un fatto istintivo, la sua corretta esecuzione è il risultato di un adeguato metodo addestrativo.
Infatti, proprio per le difficoltà di esecuzione che presenta, la tecnica richiede un addestramento attento e costante per poter raggiungere risultati accettabili. Si utilizza a distanze brevi in cui conta soprattutto la velocità di esecuzione del tiro.
In questa tecnica il tiro si corregge osservando i colpi sul bersaglio; bisogna inoltre curare di mantenere l'arma entro il campo visivo in modo da poter controllare la giusta convergenza tra l'asse visivo e la direzione dell'arma sulla stessa zona di mira del bersaglio.
Tecnica:
- dalla posizione verticale il tiratore impugna l'arma, flettendo leggermente le gambe spostando lateralmente il piede sinistro di quel tanto affinché la distanza tra i piedi paralleli sia pressoché pari alla larghezza delle spalle;
- curvare leggermente le spalle e dirigere in avanti l'arma, in direzione del bersaglio, fermandola all'altezza del torace;
- chiudere verso l'interno il gomito della mano il cui dito indice tiene il grilletto e aprire il tiro.
Gli eventuali spostamenti laterali del tiro vanno effettuati con la semplice rotazione del tronco sulle gambe flesse.
DISPERSIONE DEL TIRO
Nell'attuazione pratica del tiro si ha modo di osservare che, pur sparando una serie di colpi con la stessa arma, i proiettili descrivono traiettorie diverse, raggiungendo il bersaglio con impatti distribiti sopra una determinata area:
tale fenomeno è detto "dispersione del tiro" ed è determinato da vari fattori.
Ad esempio:
- stato di conservzione dell'arma;
- elasticità della canna e sistema di tiro;
- proiettili (differenza di peso dei proiettili);
- ambiente (variazioni di temperatura, umidità, vento, pioggia, ecc.);
- tiratore (condizioni fisiche, imprecisioni nel puntamento, azione di scatto, impugnatura, ecc.).
L'insieme delle traiettorie derivanti da una serie di colpi, sparati con la stessa arma sullo stesso bersaglio, costituisce il fascio di traiettorie che, dal suo aspetto conico, viene definito "cono di dispersione".
Se questo cono viene tagliato da un piano (bersaglio), l'insieme dei punti di interruzione dei fasci di traiettorie con il piano stesso forma la "rosata di tiro".
Analizzando la rosata sul bersaglio prodotta da un'arma montata su cavalletto, in modo da eliminare gli errori dovuti al tiratore, è possibile riscontrare i seguenti risultati:
- La rosa è ristretta ma lontana dalla zona di mira. I colpi risultano spostati in elevazione e/o in direzione. In questo caso il tiro è preciso ma non giusto per congegno di mira alterato.
- Le tracce dei colpi ruotano intorno alla zona di mira ma con una rosa sparsa (causa: munizioni non idonee, canna difettosa, ecc.). Il tiro è giusto ma non preciso.
- La rosa è ristretta e coincidente con la zona di mira: il tiro è preciso e giusto.
PULIZIA E MANUTENZIONE DELL'ARMA
Mantenere la propria arma pulita e lubrificata è una delle condizioni essenziali per garantirne il funzionamento e l'affidabilità.
Ai neofiti io consiglio vivamente di non smontare mai i meccanismi della propria arma di soft air, perché spesso e volentieri diventa poi impossibile ricomporla e riassemblarla.
Dopo ogni partita è pero consigliabile togliere particelle di eventuale fango o polvere.
Normalmente un'arma di soft air richiede una pulizia accurata ed una manutenzione periodica che deve essere effettuata indipendentemente dal suo utilizzo. Sia la pulizia che la manutenzione vanno eseguite scrupolosamente e con regolarità, utilizzando i manuali e le istruzioni allegate con i vari modelli di armi per soft air.
Seguite alla lettera le istruzioni delle case produttrici, e cimentatevi nella scomposizione dell'arma solamente se sapete dove mettere le mani oppure con l'aiuto di un amico più esperto.
TIRO DA SEDUTO
E' una tecnica di tiro poco pratica da un punto di vista operativo. Ciononostante vi possono essere situazioni in cui diventa conveniente o necessario sparare in questa posizione, come nel caso in cui il tiratore sia caduto a terra accidentalmente e non abbia il tempo (o non gli convenga) rialzarsi prontamente, oppure se si è in agguato o al riparo in una trincea.
La posizione delle gambe piegate al petto consente un relativo appoggio per il tiro, inoltre la figura seduta nel suo insieme offre un bersaglio abbastanza ridotto al fuoco avversario, specie se celato tra sterpaglie.
Tecnica:
- dalla posizione verticale il tiratore impugna l'arma tenendo l'indice sul grilletto;
- contemporaneamente flettere la gamba destra mentre si distende in avanti la gamba sinistra, protendendo leggermente indietro il bacino verso il basso per frenare e stabilizzare, con l'appoggio a terra, la discesa del corpo;
- continuare la discesa fino a sedersi, tirare le ginocchia al petto e puntare l'arma verso il bersaglio;
- poggiare la canna dell'arma sulle ginocchia, perfezionare il puntamento ed aprire il tiro.
Nel caso dovesse risultare difficile mantenere la posizione, bisogna allungare le gambe leggermente per trovare un maggior equilibrio.
Se necessario si provvede a modificare il puntamento in elevazione alzando o abbassando le ginocchia di quel tanto da consentire l'allineamento dell'arma al bersaglio nel punto voluto.
Nel caso in cui la struttura fisica del giocatore non consentisse di assumere la posizione delle gambe così come descritto, si può applicare la variante dello stare seduto incrociando i piedi.
TIRO DA POSIZIONE SUPINA
Quando si è sdraiati in terra con le spalle al terreno è possibile tirare con due possibili tecniche:
1) dalla posizione supina il tiratore solleva leggermente il busto aiutandosi con un piccolo colpo di reni o poggiandosi alternativamente sui gomiti:
- richiamare il ginocchio destro verso il petto;
- portare l'arma in puntamento poggiando la canna lateralmente al ginocchio destro ed apre il tiro.
2) il tiratore solleva leggermenete la testa e le spalle dal suolo:
- tira entrambi i piedi verso il bacino, alzando le ginocchia;
- dirige la'rma attraverso le gambe ed apre il tiro.
MIRARE
Mirare significa allineare il proprio occhio con la tacca di mira, mirino e superficie di mira del bersaglio.
Tali norme generali sono essenzialmente valide, pur tenendo conto che le armi da soft air non possiedono generalmente meccanismi di mira validi e che i proiettili usati (per il peso leggero) non possiedono traiettorie stabili, ma decisamente aleatorie.
Per superficie di mira si intende l'insieme dei punti bersaglio che costituiscono una zona limitata entro la quale può essere effettuata la punteria, prescindendo dalla ricerca esasperata di un preciso ed unico punto di mira; l'ampiezza di questa zona corrisponde in pratica all'area del centro del bersaglio. L'acquisizione del concetto esposto deve indurre il tiratore a desistere dalla ricerca esasperata dell'immobilità assoluta dell'arma, tra l'altro impossibile da raggiungere se non per tempi infinitesimali, in quanto, oltre ai limiti dei sistemi nervoso e muscolare anche l'interferenza dei battiti cardiaci causa piccole oscillazioni che si succedono con frequenza analoga alle pulsazioni. Il massimo grado di stabilità dell'arma non coincide, quindi, con l'immobilità assoluta, bensì con il cosiddetto "arco minimo di movimento".
la linea immaginaria che congiunge l'occhio del tiratore, con tacca di mira, mirino e superficie di mira è detta "linea di mira".
Per un corretto puntamento devono concorrere le seguenti condizioni:
- il mirino deve risultare esattamente al centro della tacca di mira;
- la cresta del mirino e le creste della tacca di mira devono essere sulla stessa linea d'orizzonte;
- le luci laterali al mirino devono essere uguali;
- il congegno di mira deve essere allineato al bersaglio nella superficie di mira.
PUNTAMENTO
Poichè l'occhio umano non riesce a mettere a fuoco contemporaneamente oggetti posti su piani diversi, ne deriva che non si può distinguere in modo nitido tacca di mira, mirino e superficie di mira simultaneamente. E' necessario, quindi, operare una scelta.
Nel puntamento ricerchiamo gli elementi che maggiormente condizionano la precisione della mira e lasciando sfuocata la superficie di mira: questa condizione ci consente di valutare con esattezza l'allineamento delle creste e l'uguaglianza delle luci laterali al mirino stesso.
Nel soft air si solleva l'arma fino a portare il congegno di mira direttamente in allineamento con la superficie di mira del bersaglio, in questo modo la linea di mira si realizza più rapidamente per cui i colpi possono essere tirati in minor tempo.
Nel soft air il puntamento ideale dovrebbe essere effettuato tenendo aperti entrambi gli occhi, anche se questo, almeno all'inizio, presenta qualche difficoltà e richiede maggior concentrazione ed esercizio.
Il puntamento con entrambi gli occhi aperti (invece del puntamento con un occhio solo) consente di non stancare troppo la vista, in special modo se si effettuano prolungate serie di tiri, inoltre tenere gli occhi aperti consente una miglior visione generale del campo d'azione.
Il mancato allineamento si corregge mediante spostamenti laterali del corpo, oppure in caso di urgenza con il solo spostamento del braccio.