La nostra storia

    Caprino Veronese è stato da sempre un laboratorio politico   per la sinistra (narra la leggenda che sei dei famosi mille Garibaldini fossero   caprinesi).    Nel secolo scorso Caprino ha contribuito alla resistenza antifascista sul Monte Baldo con decine di cittadini guidati dagli eroici Miro Marchi (a cui è intitolato il locale Circolo di Rifondazione Comunista) e Leone.  Luigi Zumiani, primo Sindaco dopo la liberazione dal 1947 al 1948 è stato eletto nelle liste del Partito Comunista.

    Anche nel dopoguerra, in un difficile contesto (il Veneto, e in particolare Verona, è sempre stato terreno fertile per la Democrazia Cristiana e per le destre) le forze di sinistra sono state particolarmente attive. Va ricordata la fortissima sezione socialista di Lubiara in cui si riconoscevano e militavano i locali "taiapiere".

    Negli anni settanta, accanto ai grandi partiti locali PCI e PSI, un gruppo di giovanissimi, in gran parte provenienti dal mondo cattolico (gli scouts), sull'onda delle proteste scatenate dal movimento del '68, danno vita al "Circolo Serrantini" che si trasformerà dapprima in PDUP ed in seguito in Democrazia Proletaria.

    La sede di DP, dapprima ubicata in via Cantore si trasferirà in seguito in   Via Gardesana dove, negli anni '80, attraverso una cooperativa, si tenterà di attivare una radio locale (Radio Parsifal); difficoltà economiche faranno purtroppo frenare gli entusiasmi facendo naufragare il progetto.

   I militanti di DP Baldo Garda saranno presenti a tutte le principali manifestazioni sindacali, pacifiste ed ambientaliste degli anni '80   come ad esempio la marcia Perugia-Assisi, la manifestazione contro la centrale nucleare di   Caorso, la battaglia contro l'abolizione della scala mobile, saranno tra i promotori della marcia   Affi-Caprino contro il riarmo  e parteciperanno ad altre mille iniziative che col tempo vorremo riuscire a catalogare nel nostro sito.

    Oltre a proporre le iniziative più specificatamente politiche relative alle problematiche che sorgevano sul territorio che andavano dall'appoggio alle numerose fabbriche in lotta (Coster, Calzaturificio    Maria Pia,  Molveno-Cometti solo per citare le realtà maggiori) alle battaglie per la salvaguardia del territorio (Parco del Baldo, stralcio della   Affi-Pai-Malcesine dai piani territoriali che ciclicamente la ripropongono,  abolizione della navigazione a motore sul Lago di Garda, ecc.), DP proponeva annualmente una festa popolare che si svolgeva a Caprino generalmente nel mese di luglio e che rappresentava una attesa occasione di incontro e confronto con la realtà locale.

    Altro strumento importante per la presenza di Democrazia Proletaria sul territorio è stato "Filo Rosso", un periodico realizzato più volte all'anno, senza una scadenza fissa, che trattava gli argomenti e i problemi della zona e che, come supplemento annuale, proponeva nel mese di dicembre un calendario che, in forma satirica, raccontava i principali "misfatti" svoltisi a Caprino (la lettura del calendario era apprezzata anche dai principali bersagli delle vignette); grazie al nostro Circolo di Rifondazione Comunista l'uscita di "Filo Rosso" non è stata mai sospesa (anche se la cadenza media è ora annuale o al massimo semestrale) e il calendario rimane un irrinunciabile appuntamento per tutti i   Caprinesi. 

    Un particolare rapporto che ci piace ricordare è quello che si è sviluppato con DP del Trentino con frequenti incontri e con la partecipazione alle iniziative che venivano proposte dalle due federazioni unite/divise dal Monte Baldo.

    DP del Baldo Garda ha sempre cercato una propria identità ed autonomia rispetto alle strutture nazionali e territoriali, tanto da essere riconosciuta federazione e non sezione, anche se la divisione tra operaisti (l'attuale segretario provinciale CISL Sergio Facchinetti) e ambientalisti (l'ex consigliere regionale Alberto Tomiolo, iscritto a Caprino, e l'ex sindaco di S.Zeno di Montagna Giuseppe Campagnari) ricalcava la realtà nazionale. 

    Verso la fine degli anni '80 le due componenti (Facchinetti e Tomiolo) si sono unite nella prospettiva di formare un nuovo soggetto politico in Italia, capace di attrarre voti su scala nazionale, prospettando lo  scoglimento di  DP e l'unione con Verdi e Radicali per dar vita ai Verdi Arcobaleno.

    Nonostante l'autorevolezza dei proponenti, a Caprino come del resto in tutta Italia, la scelta di chiudere l'esperienza di DP non raccolse moltissimi consensi e infatti numerosi militanti si rifiutarono di seguire Mario Capanna & soci in un salto nel vuoto e senza prospettive.

    Nella Federazione Baldo - Garda la scelta fu generazionale: i più anziani scelsero i Verdi Arcobaleno, i più giovani rimasero in DP (rapporto 50% circa degli iscritti).

    A livello nazionale la scissione dei Verdi Arcobaleno fu  pressochè verticistica: abbandonarono la maggior parte dei rappresentanti eletti nelle istituzioni ( 4 deputati su 8 e l'unico senatore, molti consiglieri provinciali e regionali), mentre gli iscritti a DP rimasero intorno ai 10.000 come l'anno precedente, grazie a nuove iscrizioni; la nuova formazione dei Verdi Arcobaleno si sciolse come neve al sole di lì a poco. A  Caprino la maggioranza dei Verdi Arcobaleno diventarono Verdi del Sole che Ride, poi progressisti ed infine   diessini.

    DP rimase tale fino al Congresso Nazionale di Riccione (6-9 giugno 1991) dove si decise che i grandi avvenimenti mondiali (crollo del muro di Berlino, dissoluzione dell'URSS, guerra del golfo e fine del PCI) imponevano di contribuire alla rifondazione di una forza comunista in Italia, da creare assieme ai compagni del PCI contrari alla linea scelta da Achille  Occhetto.

    Da allora DP e i più anziani militanti del PCI del Baldo-Garda, fondendo idealmente la generazione dei partigiani a quella dei movimenti  del '77,   hanno cominciato l'emozionante avventura di Rifondazione Comunista.

    Chiudendo il Congresso di Riccione del 1991, apprestandosi a sciogliere Democrazia Proletaria, il segretario nazionale Giovanni Russo Spena affermò che la sinistra comunista del futuro avrebbe dovuto caratterizzarsi per una rinnovata  critica all'economia politica, per la capacità di sviluppare movimenti popolari conflittuali e nuovi cicli di lotte. Le due questioni fondamentali erano:

  1. l'insostenibilità dell'attuale modello di sviluppo planetario, con un nord opulento, imperialista e  precoloniale;

  2. il grande interrogativo   gramsciano  sul cosa produrre, come produrre, per chi produrre;

da allora, seguendo queste indicazioni, Rifondazione Baldo Garda ha cercato e cerca di contribuire alla costruzione di una società più attenta ai bisogni delle persone combattendo il razzismo, la società capitalista    globalizzante e chi attenta ai nostri diritti fondamentali, alla nostra salute e al nostro territorio.

 

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