Indicazioni della Santa Sede al Cammino Neocatecumenale per la celebrazione della Messa

 CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 1° gennaio 2006 - Una recente lettera della Santa Sede stabilisce le norme che a partire da ora il Cammino Neocatecumenale dovrà seguire nella celebrazione dell’Eucaristia.
 Il documento giunge al termine di un processo di dialogo tra la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e i responsabili del Cammino neocatecumenale, i cui Statuti sono stati approvati "ad experimentum" per un periodo di cinque anni da Giovanni Paolo II con un decreto vaticano del 29 giugno 2002.
 La lettera, datata 1° dicembre e che porta la firma del Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, è rivolta agli iniziatori e responsabili del Cammino Neocatecumenale, Kiko Argüello, Carmen Hernández e padre Mario Pezzi.
Nelle indicazioni della Santa Sede si afferma che le comunità catecumenali devono seguire “i libri liturgici approvati dalla Chiesa, senza omettere né aggiungere nulla”.
Allo stesso tempo, la lettera accetta i diversi adattamenti che il Cammino Neocatecumenale ha introdotto nella celebrazione della Messa come parte del suo itinerario liturgico-catechetico.
Il documento “riconosce la pratica esercitata dall’inizio del Cammino Neocatecumenale negli anni Sessanta di celebrazioni speciali, anche se aperte a tutti, della Messa domenicale in piccole comunità”, ha affermato in alcune dichiarazioni a ZENIT Giuseppe Gennarini, responsabile del Cammino negli Stati Uniti e incaricato del Cammino per le relazioni con la stampa.
Per quanto riguarda la celebrazione della Messa domenicale, la Congregazione vaticana chiede al Cammino Neocatecumenale di mettersi in dialogo con il Vescovo diocesano perché si manifesti nella celebrazione liturgica la testimonianza di inserimento nella parrocchia di queste comunità.
“Almeno una domenica al mese le comunità del Cammino Neocatecumenale devono perciò partecipare alla Santa Messa della comunità parrocchiale”, spiega.
Sono permesse le “monizioni previe alle letture”, sottolineando che devono essere “brevi”, seguendo l’“Institutio Generalis Missalis Romani”.
Per quanto concerne l’omelia, si afferma che “è riservata al sacerdote o al diacono”, ricordando che interventi occasionali di testimonianza da parte dei fedeli laici possono aver luogo secondo quanto stabilito dall’Istruzione Interdicasteriale “Ecclesiae de Mysterio”, approvata “in forma specifica” dal Papa Giovanni Paolo II e pubblicata il 15 agosto 1997.
“È lecita la proposta di una breve didascalia per favorire la maggior comprensione della liturgia che viene celebrata e anche, eccezionalmente, qualche eventuale testimonianza sempre adeguata alle norme liturgiche e offerta in occasione di liturgie eucaristiche celebrate in particolari giornate (giornata del seminario o del malato, ecc.) se ritenuta oggettivamente conveniente, come illustrativa dell’omelia regolarmente pronunciata dal sacerdote celebrante”, si afferma.
Tuttavia “queste didascalie e testimonianze non devono assumere caratteristiche tali da poter essere confuse con l’omelia”, si specifica.
“La possibilità del ‘dialogo’ nell’omelia (cfr. ‘Directorium de Missis cum Pueris’, n. 48) può essere, talvolta, prudentemente usata dal ministro celebrante come mezzo espositivo, con il quale non si delega ad altri il dovere della predicazione”, aggiunge il testo.
La lettera consente il gesto dello scambio della pace prima dell’offertorio, in base al permesso che il Cammino Neocatecumenale aveva già ricevuto.
Sul modo di ricevere la Santa Comunione, la lettera dà al Cammino Neocatecumenale “un tempo di transizione (non più di due anni) per passare dal modo invalso nelle sue comunità di ricevere la Santa Comunione (seduti, uso di una mensa addobbata posta al centro della chiesa invece dell’altare dedicato in presbiterio) al modo normale per tutta la Chiesa di ricevere la Santa Comunione”.
Il testo termina mostrando riconoscenza al Signore per i frutti che ha dato alla Chiesa mediante le molteplici attività del Cammino Neocatecumenale.
Il Cammino Neocatecumenale è “al servizio dei Vescovi diocesani e dei parroci come una modalità di riscoperta del sacramento del Battesimo e di educazione permanente nella fede”. Attualmente è presente in oltre 900 diocesi del mondo, con circa 17.000 comunità in 6.000 parrocchie.

 Dalle sue comunità sono usciti almeno 1.500 seminaristi; mentre si sono già ordinati più di 1.000 sacerdoti

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