Prefazione
alla Seconda Parte 162
3COM
163
ALCATEL
178
ALLIED TELESYN
193
AVAYA COMMUNICATIONS
208
CISCO SYSTEMS
223
EICON NETWORKS
238
EMC2
253
ENTERASYS NETWORKS
268
EXTREME NETWORKS
283
FOUNDRY NETWORKS
298
HEWLETT - PACKARD
313
MARCONI BROADBAND ROUTING AND SWITCHING
DIVISION 328
MOTOROLA MULTISERVICE NETWORKS DIVISION
343
NORTEL NETWORKS
358
RAD DATA COMMUNICATIONS
373
SIEMENS
388
ZHONE TECHNOLOGIES
403
PREFAZIONE
(Torna su)
Il mercato Enterprise sta affrontando una
fase evolutiva derivata dalla diffusione di Internet, di IP e di una nuova
generazione di apparati dati per reti fisse e mobili che stanno cambiando
profondamente lo scenario tecnologico e applicativo.
La visione che spesso si ha in azienda di
tutto questo non sempre è chiara. Di cosa si parla? Ci sarà un reale
beneficio dall’adozione di queste tecnologie? Gli standard sono
consolidati? Le architetture sono definite? Che grado di libertà si avrà
nell’espandere una rete convergente?
Sono solo alcune delle domande che sempre
più spesso l’ICT manager e chi deve decidere gli investimenti tecnologici
si pone. Convegni, seminari e analisi non sempre aiutano a decidere perché
ogni nazione ha le sue specificità e una tecnologia o architettura di rete
dipende da aspetti locali come la disponibilità di linee, tariffe,
fornitori e personale di supporto.
Quello che appare necessario quindi, in
questa fase evolutiva, è soprattutto fare chiarezza. Capire di che
tecnologia e architettura si parla, quali sono i mattoncini hardware e
software che la costituiscono, come è possibile migrare da una rete
convenzionale a una convergente e con quali benefici e problemi è quanto
serve per poter affrontare una scelta specifica. Peraltro, un approccio
volto a illustrare solo gli aspetti tecnologici risolve in limitata parte
il problema.
Una rete non va solo acquistata ma anche
installata e mantenuta e la rete stessa può essere di proprietà o parte di
un servizio offerto da un Service Provider o da un Carrier. Orientarsi e
scegliere è spesso difficile.
Oltre ad aspetti tecnici e sistemistici
appare, quindi indispensabile analizzare quali sono gli apparati e le
architetture disponibili sul mercato, gli operatori presenti a livello
nazionale e i fornitori di reti private.
Tutti gli aspetti illustrati
costituiscono le parti fondamentali del rapporto, che analizza nella sua
prima parte aspetti connessi alle architetture che si stanno consolidando
e nella seconda parte le piattaforme tecnologiche disponibili. Delle
piattaforme viene analizzata l’architettura di riferimento e gli apparati
principali che la costituiscono.
EXECUTIVE
SUMMARY (Torna
su)
Si vanno
oramai consolidando le strategie concernenti le architetture delle reti di nuova
generazione basate su IP che consentono la convergenza delle diverse reti
aziendali in una sola rete IP sicura, affidabile e di semplice gestione. Da
buona parte del largo pubblico IP (nel caso di Internet) e telefonia sono
percepiti come servizi gratuiti, a causa dell’interesse ad attrarre
l’attenzione generale che caratterizza alcuni fornitori di applicazioni Web.
Ma l’aspetto che maggiormente interessa le prospettive di medio e lungo
termine, in un ambito aziendale, è quello connesso al fatto che la convergenza
di voce e dati consente di rendere più potenti le applicazioni di rete e di
crearne di nuove. In particolare, queste nuove applicazioni dovranno supportare
adeguatamente i nuovi modelli organizzativi e la distribuzione territoriale
fisica o virtuale delle aziende.
Il
vantaggio principale della Telefonia IP risiede proprio nella capacità di
potenziare le possibilità di comunicazioni in tempo reale, aggiungendo alle
consuete modalità di interazione anche la multimedialità e il conseguente
abbattimento (o perlomeno una forte riduzione) delle barriere che si frappongono
all’utilizzo efficace delle risorse aziendali o pubbliche, necessarie allo
svolgimento della propria attività.
Volendo
identificare l’obiettivo ultimo di tale onda evolutiva delle tecnologie di
rete si può affermare che questo è volto a consentire la realizzazione di un
sistema avanzato di comunicazione multimediale ad alta capacità di banda,
fruibile dall’utilizzatore con la stessa semplicità di utilizzo delle attuali
reti telefoniche commutate.
Perché
allora non si procede rapidamente con la sostituzione delle attuali reti se i
vantaggi che si prospettano sono potenzialmente enormi? Il principale elemento
di freno a una rapida adozione delle nuove tecnologie di rete risiede
sostanzialmente nell’interoperatività, uno degli aspetti che anche per le
reti convenzionali ha sempre richiesto sviluppi, definizione di standard, di
test e di adeguati sistemi di management, per verificare la corrispondenza degli
apparati a quanto specificato a livello di comitati internazionali. In
condizioni ideali, cioè in una realtà in cui non fossero già presenti
infrastrutture a commutazione di circuito, la strada più facile consisterebbe
nell’installare telefoni IP e connetterli a reti basate sul trasporto di
traffico IP, in cui i terminali verrebbero gestiti tramite appositi sistemi o
funzioni di call server.
Come
tutti possiamo constatare, la realtà è completamente diversa e ancora per
alcuni anni sono le esistenti infrastrutture a commutazione di circuito che
continueranno ad avere un ruolo centrale, se non nelle nuove implementazioni, di
sicuro per quanto riguarderà la maggior parte del traffico trasportato e degli
utenti connessi. È in questo periodo di interregno, stimabile al momento in 4-5
anni, che sarà essenziale garantire la coesistenza tra reti TDM e reti IP. Sarà
parimenti necessario far sì che, da una parte, i servizi di fonia su IP possano
coesistere con le reti di telefonia a commutazione di circuito e, d’altro
canto, permettere che applicazioni tipiche di IP, come la messaggistica
unificata o l'e-commerce, siano utilizzabili sulle reti di fonia
tradizionali.
Se
l’esigenza di predisporre opportunamente le reti Fonia e Dati esistenti in
azienda o distribuite sul territorio nazionale è assodata, il problema è
quindi come procedere in modo non distruttivo rispetto alla realtà esistente,
per approdare alla Telefonia IP. All’estremo di una gamma di diverse modalità
praticabili vi sono due alternative possibili come punto di partenza di una
migrazione verso la telefonia su IP e l’architettura di rete conseguentemente
necessaria.
A un
estremo si ha un approccio volto ad adeguare, tramite interventi pianificati e
focalizzati, la rete telefonica a commutazione di circuito esistente con
l’obiettivo di ottenere i vantaggi dell'IP senza cambiare la topologia e la
filosofia di base della rete medesima. All’altro estremo vi è un approccio
che parte dalla rete IP e che consiste nel potenziarla con servizi adeguati, in
modo da permetterle l’erogazione di servizi e applicazioni (CTI, call center e
così via) di telefonia.
Se a
prima vista le due opzioni possono sembrare mutuamente esclusive, a una analisi
più approfondita si osserva che, poiché le aziende hanno tipicamente in
esercizio sia una infrastruttura di fonia che una dati, se quest’ultima, come
è probabile, utilizza IP, si apre la possibilità di operare contemporaneamente
sulle due realtà o perlomeno valutarle entrambe in modo più distaccato. Anche
se i fornitori puntano a far emergere in fase propositiva delle rispettive
tecnologie convergenti i possibili risparmi derivanti dall’utilizzo delle
stesse risorse trasmissive, la telefonia su IP ha diversi aspetti positivi, che
supereranno nel medio termine quelli relativi al puro beneficio economico sul
breve termine. Ciò deriva dal fatto che solo con una rete in cui sia possibile
abbinare negli stessi apparati di rete e applicativi (server, call center, ACD,
PABX e così via) la comunicazione voce e video con Internet e i dati, è
possibile espandere le applicazioni di e-business, migliorare il CRM, integrare
applicazioni aziendali amministrative o di messaggistica, nonché sviluppare
nuovi servizi.
In ogni
caso, anche se appaiono prioritari, ai vantaggi di medio termine ci si deve
arrivare e i risparmi economici ottenibili nell’immediato non vanno
trascurati. Con una rete integrata tramite IP per la gestione di voce e dati, si
possono, infatti, ottenere sin dall’inizio benefici economici derivanti dal
convogliamento su IP della telefonia a lunga distanza. Questo sia per ciò che
riguarda l’interazione con l’esterno sia per ciò che riguarda il traffico
entrante dei clienti, che può essere raccolto su punti di accesso periferici e
poi convogliato o tramite una propria rete privata oppure tramite Carrier e VPN
o Internet sino al punto di destinazione desiderato, PABX o contact center che
sia.
Come
sopra accennato, è sui vantaggi del medio termine che comunque si intravede il
successo di una politica volta a basare su IP le proprie applicazioni di fonia e
dati.
Oltre
all’indipendenza del terminale dalla sua posizione fisica (con il terminale
che viene riconosciuto automaticamente dalla rete in base al suo indirizzo IP e
quindi utilizza ovunque in cui esista un attacco LAN o IP), sul terminale stesso
diventa possibile fruire di servizi. Tra questi, servizi di messaggistica
unificata, di integrazione di applicazioni voce, dati e video, di servizi
avanzati di CRM, di servizi in ambito mobile. Il tutto, allo stato attuale della
tecnologia e delle previsioni per ciò che riguarda i suo passi evolutivi a
breve e medio termine, mediante algoritmi di codifica evoluti e un trattamento
della voce compressa, che appaiono in grado di garantire un’elevata qualità
delle comunicazioni di fonia, con una limitata occupazione di banda. Occupazione
che può scendere senza perdita di qualità sotto i 10 Kbps e con limiti verso
il basso non ancora del tutto esplorati.
Ma perché
con l’IP e non con il Frame Relay (o un MUX)?
Negli
anni passati l’integrazione di fonia e dati o il convogliamento sullo stesso
mezzo fisico è stato più volte sperimentato, anche con concreti benefici
economici, e la trasmissione della voce su reti di multiplexer o su reti Frame
Relay ha avuto ampia diffusione, sia come piattaforme aziendali sia come servizi
erogati da Carrier specializzati. Cosa c’è allora di nuovo nell’IP, che
porta a vederlo con un interesse superiore alle realizzazioni del passato anche
recente?
La
differenza, sostanziale, risiede nel fatto che una rete IP presenta una maggiore
flessibilità nella realizzazione delle connessioni e permette di estendere la
funzionalità di dispositivi usuali, quali i centralini telefonici, a utenti
remoti, utilizzando una singola connessione IP di tipo logico, anziché fisico
come avviene nelle reti TDM.
In una rete IP, le chiamate individuano il destinatario
tramite algoritmi di allocazione dinamica degli indirizzi IP e servizi di
directory che associano un utente a un indirizzo logico invece che a un preciso
indirizzo fisico o a una porta della rete dati o di fonia.
Se gli
aspetti positivi di una rete convergente si dispiegheranno completamente con la
convergenza anche delle applicazioni, i vantaggi si prospettano però anche per
i livelli bassi del modello di riferimento definito dall’ISO per la
realizzazione di sistemi aperti e riferito come OSI.
Le reti
aziendali si basano, infatti, tuttora su un sistema di cablaggio per la fonia e
uno per i dati. Anche quando l’infrastruttura fisica viene realizzata
utilizzando un sistema di cablaggio strutturato, il suo utilizzo prevede
comunque che una parte dei doppini (delle canaline, dei permutatori e così via)
venga riservato a un utilizzo per la fonia e una parte (separata dalla prima)
per i dati. In ogni caso non sempre è poi possibile eliminare quei problemi,
come la diafonia, che spesso causano un disturbo delle trasmissioni dati e che
affliggono i settori dediti alla gestione della rete, perché si tratta di
problemi di difficile individuazione e soluzione.
Con la
realizzazione di reti basate su IP in grado di trattare congiuntamente fonia e
dati, questa barriera sparisce, perché alla base del concetto di rete
convergente IP vi è non solo l’utilizzo dei canali logici per il trasporto
dei pacchetti dati (che contengano sia effettive applicazioni dati che la fonia
pacchettizzata), ma anche l’utilizzo congiunto delle infrastrutture fisiche.
In pratica, con la telefonia trasportata su IP diventa possibile convogliare il
traffico voce e dati in una unica rete IP unificata che utilizza la medesima
infrastruttura fisica.
I
benefici appaiono immediati e consistenti. Innanzitutto si può avere una
sensibile riduzione delle coppie fisiche che risulta necessario stendere e poi
le stesse sono utilizzabili indifferentemente per l’una o l’altra delle
applicazioni. Non si corre più il rischio di avere attacchi di fonia, dove in
un certo momento servono quelli dati o viceversa. Tutti gli attacchi sono
indifferentemente utilizzabili.
Oltre a
un minor investimento per il cablaggio risultano poi evidentemente ottimizzate
anche le modalità di gestione e la relativa strumentazione di supporto.
Un
ulteriore vantaggio deriva dalle stesse modalità con cui in una rete
convergente IP vengono realizzate le funzioni di fonia. Queste, pur se
utilizzano il backbone aziendale costruito con gli stessi switch utilizzati per
le LAN, sono realizzate mediante apparati, riferiti come server, che
implementano le funzionalità che ci siamo abituati a vedere realizzate dai
centralini telefonici. Il vantaggio è che queste applicazioni basate su server,
per la natura stessa dei server e del concetto client/server, possono essere
distribuite in rete.
Una
distribuzione funzionale sull’intera rete permette di ottimizzare tutta una
famiglia di funzionalità, che hanno l’obiettivo di ottimizzare il trasporto
in rete dei dati in generale ma soprattutto della fonia.
Tra
queste si possono annoverare le funzioni di gestione del traffico che
controllano l'inoltro a destinazione dei pacchetti e il trattamento in tempo
reale delle priorità dei vari flussi di traffico, processi tipicamente
telefonici di gestione delle chiamate. Questi e altri processi possono operare
all’unisono in un contesto IP con un controllo distribuito su tutta la rete,
che fa sì che la medesima presenti una qualità di tipo telefonico e cioè
risulti in grado di supportare il traffico voce in real time.
Ma le
reti aziendali sono pronte e quali problemi si devono fronteggiare?
A
livello aziendale i motivi per realizzare una rete innovativa come quella IP si
possono scontrare con aspetti economici e tecnici che possono agire nel senso di
procrastinarne lo sviluppo. Soprattutto in realtà in cui la rete esistente sia
entrata in esercizio da poco o in cui non sia stata del tutto ammortizzata, può
essere preferita una fase di attesa, in modo da poter disporre di nuovi servizi,
che permettano di compensare i mancati ammortamenti o che rendano possibile una
consistente espansione dei propri affari con applicazioni sviluppate su una
piattaforma sicura, sia sotto il profilo delle prestazioni trasmissive sia della
riservatezza delle transazioni.
Il
problema prestazionale si riscontra laddove, per esempio, pur avendo negli anni
passati realizzato una rete aziendale basata su IP, si sia utilizzata una
tecnologia che risulta ora non adeguata sotto il profilo prestazionale, per
esempio una LAN a 10 Mbps basata su hub invece che su switch. Oppure una rete
basata su switch a 10 Mbps che non può essere aggiornata con velocità,
perlomeno per la dorsale, di 100 Mbps o di un 1 Gbps.
D’altro
canto, quando queste reti sono state progettate, il problema della qualità del
servizio di tipo telefonico e del real time spinto che caratterizza la fonia non
era nemmeno apparso all’orizzonte.
Un
discorso analogo lo si può fare per la sicurezza dei dati, per reti sviluppate
quando l’e-business era un concetto ancora abbastanza oscuro.
In un
quadro di rete convergente, invece, funzioni come la qualità del servizio
(QoS), che controllino la politica di realizzazione e gestione delle risorse da
abbinare a ogni sessione, diventano indispensabili, mentre un adeguato livello
prestazionale (elevato come capacità di commutazione) assume una valenza
primaria, perché è inutile controllare le risorse e la qualità se poi
comunque si trasmette la voce con ritardi eccessivi rispetto al contesto
applicativo.
Architettura,
qualità del servizio e un adeguato livello prestazionale degli apparati sono
gli aspetti principali da considerare, assieme agli standard disponibili e
necessari alle proprie applicazioni, quando ci si pone l’obiettivo di adeguare
le proprie infrastrutture di comunicazione.
In questo scenario, se il 2001 appare come
l’anno in cui si concretizzerà la migrazione verso IP delle tecnologie di
comunicazione sia a livello aziendale sia di fornitore di servizi, perché ciò
si tramuti in realtà rimangono da sciogliere aspetti connessi
all’accettazione delle tecnologie proposte, all’esistenza di offerte
alternative di mercato che tranquillizzino gli operatori aziendali, alla
definizione degli standard su scala mondiale e alla qualità dei servizi
erogati. L’aspetto tecnologico è però solo uno dei fattori da considerare.
Esiste un problema connesso alla migrazione e alla definizione di un percorso
che porti in azienda all’utilizzo delle nuove architetture e tecnologie di
rete partendo da quanto installato.
Ciò implica soluzioni di migrazione, di
adattamento e interconnessione di sistemi LAN e WAN convenzionali con sistemi
basati in modo nativo su IP. Questo sia a livello di apparati di rete in senso
stretto, come switch di backbone e di accesso, sia in riferimento a apparati
specifici come call center, PABX, server di rete e apparati di desktop.
In un contesto così complesso, appare,
inoltre, evidente l’importanza che assume la piattaforma di gestione e una sua
adeguata dotazione funzionale. Un aspetto importante è poi correlato a quanto
serve per lo sviluppo e la gestione di soluzioni di rete aperte e la relativa
sicurezza operativa. Infine, non va trascurato l’aspetto progettuale e di
supporto, in un momento in cui continua la concentrazione delle aziende sul
proprio core business e diventa quindi importante riuscire a individuare, non
solo il fornitore di tecnologie che meglio corrisponde alle proprie esigenze
aziendali, ma anche la società a cui verrà devoluta la successiva
installazione e manutenzione dell’impianto.
Potete vedere alcune pagine di esempio del Report, in
formato Immagine gif oppure Documento Word, selezionando sui riferimenti
corrispondenti.