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15.08.
(domenica) Usare
mezzi di trasporto publico in balcani significa scegliere l'attesa come un
destino ma siccome non avevo l'altra scelta allora non mi e' rimasto niente
altro che accetare le cose cosi come sono ed esercitare la pazienza,
ricordando raccomandati metodi zen, letti chissa quando in una di quelle
riviste che aiutano l'uomo moderno a soportare meglio lo stress dei giorni
nostri. Piu o meno, questa e' la pratica: «chiudete gli occhi ripetendo
dentro di se parola che descrive l'emozione negativa che vi sta prendendo.
Ripeto: inpazienza, impazienza, inpazienza, inpazienza....» I buddisti dicono
che in questo modo create la distanza neccesaria tra di se e l'emozione
negativa e cosi la superate. Cosi passava
la sera di 15.agosto, tra 21,00h e 22,00h, aspettando il bus in ritardo che
portava Ramona da Spalato a Mostar. A momenti tra le passeggiatine da una
parte di stazione ad altra e esercizi zen, scambiavo sms messagi con
sopranominata, sapendo che nel suo abbraccio si scoglierano tutte inpazienze e
insicurezze di questo mondo, che insieme ci imbarciamo in una dimensione piu
calma e tenera, che gli nostri passi diverrano sempre piu morbidi (cosa ci
fanno le nuvole sotto i nostri piedi?), ed anche le ombre sui muri che
solitamente si incrocciano (u ostrim kutovima izgledati zaobljenije)... cioe
che tutto il mondo che ci circonda commincera ad accarezzarsi... oppure solo a
me sembrava cosi... non e' piu importante... anche se con ritardo bus e'
arrivato... e cosi fu.
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