poesia di Giorgio Caproni

 

 

Versi controversi  -

 

Erba felice.

 

                        Mare

           Sempre di fortuna.

 

                             Luce.

 

      Vivi spari di luce

Neli occhi ingombri di boschi

E di gabbiani…

 

                           A un passo…

A un passo da dove?…

 

                                         Il dove

Non esiste?…

                  

                       Esiste

fra la palpebra e il monte-

tutta quest’erba felice

di nessun luogo…

 

                            Tutto

Questo inesistente mare

Così presente…

 

                     Godilo…

 

-          Godilo e non lo cercare

se non vuoi perderlo…

 

                                     Là,

fra la palpebra e il monte.

 

              Come l’erba…

 

                         Là in fronte

A te, anche se non lo puoi arrivare…

 

                  Negalo se lo vuoi trovare…

 

Inventalo…

             

                         Non lo nominare…          

 

 

 

ESTO QUEREMOS

 

Poesia di della poetessa Nicaraguese Mariana Yonusg Blanco tratta da: “Io nasco donna e basta” (La piccola Editrice, 1992

 

Tomar el cielo por asalto

Expropiar el porvenir

Aniquilar la muerte

Destrozar a golpes y dentelladas rabiosas

El dique que contiene la vida

Para que ésta fluya y fluya

Y lo inunde todo,

absolutamente todo!

Tenemos el firme proposito

De implantar la alegria

Como unica forma de vida :

la unica muerte posible

serà morir de dicha.

Tenemos el firme proposito de defender la luz

Por nostros y por ustedes

Los que vienen,

Los que tienen que venir infaliblemente

Hombres puros, sencillos y buenos

Hombres nuevos.

 

 

 

QUESTO VOGLIAMO

 

 

 

 

 

 

Prendere d’assalto il cielo

Espropriare il futuro

Sconfiggere la morte

Distruggere a colpi e morsi rabbiosi

La diga che racchiude le vita

Affinché questa scorra e scorra

E inondi tutto

Assolutamente tutto!

Abbiamo il fermo proposito

Di instaurare l’allegria

Come unica forma di vita:

l’unica morte possibile

sarà morire di felicità.

Abbiamo il fermo proposito

Di difendere la luce

Per noi e per voi

Che verrete

Che dovrete venire

Infallibilmente

Uomini puri, semplici e buoni

Uomini nuovi.

 

 

)

Queste poesie in versione francese e nella traduzione in italiano sono di René Char

 

Enfonce-toi dans l’inconnu qui creuse. Oblige-toi à tournoyer

 

Epouse et n’épouse pas ta maison

 

Amer avenir,amer avenir, bal parmi les rosiers…

 

 

 

 

 

 

Sprofonda nell’ignoto che scava. Costringiti a roteare

 

Sposala la tua casa e non sposarla.

 

 

Amaro futuro, futuro amaro, ballo tra i rosai…

 

Poesia di Paul Celan

 

Tu tieni, io so, per me.

(Sopra il Meno i

gabbiani, sopra

Il Meno):  

 

Giacimi accanto, allora

A me, giacimi

Accanto, giacimi.

 

Muriel Rukeyser (1913-1980)

 

Attendere. Molto simile alla vita reale.

Attendere in riva al mare il passaggio dei pesci

Attendere di fronte alla pagina la poesia

Attendere che la vita di un uomo sia, sia.

 

Alejandra Pizarnik (1939-1972)

 

E ancora oso amare

Il suono della luce in un ora morta,

il cuore del tempo su un muro abbandonato.

 

Ho perso tutto nello sguardo.

Così lontano il chiedere. Così vicino sapere che manca.

 

Poesia di Anne Sexton

 

11 Dicembre

 

Poi a letto penso a te,

la tua lingua metà oceano, metà cioccolata,

alle case dove entri con disinvoltura,

ai tuoi capelli di lana d’acciaio,

alle tue mani ostinate e

come rosicchiamo la barriera perché siamo due.

 

Come vieni e afferri la coppa di sangue,

mi ricombatti e bevi la mia acqua salata.

Siamo nudi. Ci siamo denudati fino all’osso

E insieme nuotando risaliamo

Il fiume, l’identico fiume chiamato Possesso

E si profonda. Nessuno è solo.  

 

Ghiannis Ritsos

Mezzanotte

 

Leggera, vestita di nero, - non s’udì affatto il suo passo.

Attraversò la galleria. Il semaforo spento. Mentre saliva

La scala di pietra le gridarono: “Alt”. Il suo volto

Vaporava bianchissimo nel buio. Sotto il grembiule

Teneva nascosto il violino. Chi va là?”. Non rispose.

Rimase immobile; le mani in alto; tenevano stretto

Il violino tra le ginocchia. Sorrideva.

 

Gottfried Benn

 

Venite

 

Venite, parliamo tra noi

Chi parla non è morto,

già tanto lingueggiano fiamme

intorno alla nostra miseria.

 

Venite, diciamo: gli azzurri,

venite, diciamo: il rosso,

si ascolta, si tende l’orecchio, si guarda

chi parla non è morto.

 

Solo nel tuo deserto,

nel tuo raccapriccio di sirti,

tu il più solo, non petto,

non dialogo, non donna,

 

e già così presso agli scogli

sai la tua fragile barca –

venite, dissertate le labbra,

chi parla non è morto.

 

Antonio Machado

 

  Tu verdad? No la Verdad,

y ven conmigo a buscarla.

La tuya, guardatelà.

 

 

  La tua verità? No la Verità,

e vieni con me a cercarla.

La tua, tienitela

 

Alda Merini

 

Mi sono innamorata

Delle mie stesse ali d’angelo,

delle mie nari che succhiano la notte,

mi sono innamorata di me

e dei miei tormenti.

Un erpice che scava dentro le cose,

o forse fatta donzella

ho perso le mie sembianze.

Come sei nudo, amore,

nudo e senza difesa:

io sono la vera cetra

che ti colpisce nel petto

e ti da larga resa.

 

Paura dei tuoi occhi,

di quel vertice puro

entro cui batte il pensiero,

paura del tuo sguardo

nascosto velluto d’algebra

col quale mi percorri,

paura delle tue mani

calamite leggere

che chiedono linfa, paura dei tuoi ginocchi

che premono il mio grembo

e poi ancora paura

sempre sempre paura,

finchè il mare sommerge

questa mia debole carne

e io giaccio sfinita

su te che diventi spiaggia

e io che divento onda

che tu percuoti e percuoti

con il tuo remo d’Amore.

 

 

                  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

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