Poema in terza rima, iniziato nel 1307, composto di tre Cantiche (Inferno, Purgatorio, Paradiso) che comprendono 100 canti complessivi: 34 l'"Inferno", 33 ciascuno il "Purgatorio" e il "Paradiso". Argomento dell'opera è il viaggio compiuto da Dante nell'Oltretomba. Tre guide conducono il poeta: Virgilio nell'Inferno, e parte del Purgatorio, fino all'Eden; Beatrice, la donna amata da Dante in gioventù e il cui ricordo lo ha distolto dal traviamento, conduce il poeta fino all'Empireo, alla Rosa celeste; e San Bernardo che mostra a Dante la gloria di Dio. Il viaggio dura circa una settimana e ha inizio nella notte del Venerdì Santo, l'8 aprile 1300.
Orlando furioso
L'edizione dell'opera presentata all'interno della nostra biblioteca è la terza, quella definitiva in 46 canti del 1532, ed è tratta dall'edizione cartacea Garzanti, Milano, 1992 (XIII edizione). L'opera prende le mosse dall'Orlando innamorato del Boiardo; "le donne, i cavalieri l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese" sono descritti magistralmente dal poeta con toni sfumati e ironici.
PASCOLI
In questa serie di articoli pubblicati nel 1897, Pascoli tentò di esporre la sua teoria poetica attraverso la figura del "fanciullino", simbolo di tutto lo stupore infantile, di tutta l'ingenua fantasia e della curiosità dei nostri primi anni di vita: un periodo che può sopravvivere nell'età adulta e che costituisce la radice stessa della poesia
Stampati a Lucca nell'aprile del 1903, i "Canti di Castelvecchio" furono definiti dallo stesso Pascoli come 'Myricae autunnali' ed infatti il loro testo di apertura, "La Poesia", descrive come 'umile' lo spirito della musa pascoliana, riprendendo in pieno l'atmosfera di semplicità tipica della raccolta di poesie precedente.
Numerosi i componimenti che colgono esistenze animali e naturali ('l'ordine latente' del libro era costituito da una corrispondenza tra le stagioni ed i sentimenti umani) e la dimensione ristretta e domestica spesso si erge a paradigma universale.
Pubblicata a più riprese tra il 1891 e il 1903, questa raccolta contiene molti di quei componimenti nei quali si scorge l'inizio della poesia novecentesca italiana.
Myricae costituiscono alcuni dei primi esempi di "poesia pura": impressioni veloci, ricchezza e complessità di simbolismi. In queste brevi poesie (così chiamate dai tamerici, dei piccoli fiori) la sintassi tradizionale e la solenne letterarietà lirica vengono frantumate a favore della preziosità della parola, ricercata nel toscano e nel romagnolo dei contadini e dei paesani.