CRONACHE DEL BIANCO CONSIGLIO

biancoconsiglio.jpg

XI sec.                  Un’ombra cala sulla Grande Foresta Verde, che comincia a venire chiamata Taur-nu-Fuin, il Bosco Atro. Giungono nella Terra di Mezzo, nessuno sa dire con certezza da dove, gli Istari, esseri di grande sapienza che invecchiano con inusitata lentezza, e che gli Uomini chiamano Stregoni.

Fine XI sec.         I Saggi, ossia gli Istari e i capi degli Eldar, scoprono finalmente il perché del mutamento della Foresta: un potente essere malefico, forse uno dei Nazgûl, scomparsi dopo la sconfitta di Sauron alla fine della Seconda Era, si è stabilito su Amon Lanc, che in passato ospitava la capitale degli Elfi Silvani: un nero colle nel sud del Bosco Atro, che comincia a essere noto come Dol Guldur.

Fine XIII sec.      Esseri maligni cominciano a moltiplicarsi, forse proprio per opera di quello che ormai viene chiamato il Negromante di Dol Guldur. Le Montagne Nebbiose pullulano di Orchi, che attaccano i Nani delle Montagne; e molti dicono che davvero sono ricomparsi i Nazgûl.

1409                      Il Re Stregone di Angmar, anch’egli forse uno dei Nazgûl, invade il Reame degli Uomini di Arnor; al Nord inizia una lunga lotta tra Arnor e Angmar.

1974                      La guerra tra Arnor e Angmar si conclude con la distruzione del Reame di Arnor da parte del Re Stregone.

1975                      Il Re Stregone deve fuggire dal Nord, sconfitto a sua volta nella Battaglia di Fornost.

Inizio XXI sec.    I Nazgûl, al comando del Re Stregone, escono dalla terra di Mordor, prendono agli Uomini di Gondor la roccaforte di Minas Ithil, e la fanno loro capitale, col nome di Minas Morgul.

2050                      A Minas Morgul scompare per sempre Eärnur, ultimo Re di Gondor. Gondor comincia a essere retta dalla Casa dei Sovrintendenti.

2063                      Mithrandir, il Grigio Pellegrino, uno degli Istari che non partirono per l’Est, si reca da solo a Dol Guldur, mettendone in fuga il Negromante: è l’inizio della cosiddetta Pace Vigile, e per quattro secoli non si ha notizia di nuove azioni dei Nazgûl fuori da Minas Morgul.

2460                      L’ombra riappare nel Bosco Atro: si dice che sia tornato il Negromante, e che di nuovo cerchi di estendere il suo potere.

2463                      Dama Galadriel decide di convocare a Caras Galadhon i Saggi, convincendoli a costituire un Bianco Consiglio che sia in grado di investigare e combattere l’oscuro potere che alligna nel cuore di Taur-nu-Fuin.

2477                      Morte di Denethor, Sovrintendente di Gondor. Gli succede suo figlio Boromir.

2487                      Mordor lancia un attacco improvviso contro Osgiliath. La città, da lungo tempo in decadenza, viene conquistata e mandata definitivamente in rovina. Il ponte di Osgiliath viene distrutto. Il Sovrintendente Boromir cerca di tenere il più possibile nascosta la notizia per non mostrare al mondo la debolezza di Gondor.

2488                      Morte di Re Óin della Gente di Durin. Gli succede suo figlio Náin II.

2489                      Morte di Boromir, Sovrintendente di Gondor. Gli succede suo figlio Cirion.

2509                      Celebrían, moglie di Elrond, scompare senza lasciare traccia al Valico Cornorosso mentre va a visitare sua madre Galadriel. Gondor è invasa da un feroce popolo Esterling proveniente dalle terre a est del Bosco Atro e noto come i Balchoth. Il Sovrintendente Cirion, preso dalla disperazione, chiede aiuto persino agli Uomini del Nord che vivono alle sorgenti dell’Anduin, abili cavalieri noti come gli Éothéod.

2510                      Oltre ogni speranza, il venticinquenne Eorl il Giovane, figlio di Léod e da nove anni signore degli Éothéod, conduce tra grandi difficoltà il suo popolo a sud; il suo esercito e quello di Cirion, uniti, affrontano i Balchoth in quella che poi è stata chiamata la Battaglia del Campo di Celebrant (una terra pianeggiante tra l’Anduin e il Limterso), sconfiggendoli e scacciandoli da Gondor. Riconoscente, Cirion dona agli Éothéod quasi tutto lo spazioso e verde Calenardhon, la provincia di Gondor a nord dei Monti Bianchi e a sud del Limterso, e Cirion ed Eorl giurano eterna amicizia tra Gondor e gli Éothéod pronunciando il cosiddetto Giuramento di Eorl. I sudditi di quest’ultimo ribattezzano la loro nuova terra Rohan (terra dei cavalli), e cominciano a essere chiamati Rohirrim (signori dei cavalli). Eorl è incoronato primo Re di Rohan, e stabilisce la sua capitale ad Aldburg, nell’Estfalda.

2523                      Morte di Arahad, Capitano dei Dúnedain. Gli succede suo figlio Aragost.

2525                      Il Bosco Atro torna libero dall’oscurità che lo opprimeva. Un’orda di Orchi e altri esseri malvagi si impadronisce della Montagna Solitaria.

2538                      Gli animali del Bosco Atro distruggono pezzo per pezzo la fortezza di Dol Guldur. Alla fine dell’anno la fortezza è rasa al suolo, le sue pietre sono disperse per il Bosco, e il colle di Amon Lanc è ricoperto di giovani alberi.

2542                      Un’orda di Orchi e altri esseri malvagi esce dalla Montagna Solitaria, sconfigge gli Uomini del Lago, razzia e distrugge Esgaroth e invade il Bosco Atro. Il Bosco Atro torna oscuro come un tempo, e si sta allargando con nuovi e tetri alberi in direzione della Montagna Solitaria, che rimane in mano alle forze oscure. Gli Elfi Silvani sono ancora più in difficoltà di prima.

2543                      Radagast organizza gli animali del Bosco Atro in una strenua resistenza lungo gli Stretti della Foresta (tra Rhosgobel e l’Ansa Orientale), in modo da mantenere almeno la parte meridionale del Bosco Atro (compreso Amon Lanc) libera dalle forze oscure. Intanto Thranduil riesce a tenere lontani gli Orchi dal Reame Boscoso, che ora però è circondato da terre nemiche in tutte le direzioni.

2545                      Eorl il Giovane, primo Re di Rohan, muore in battaglia nella Landa, la regione più settentrionale di Rohan, mentre respinge uno dei tanti tentativi di invasione degli Esterling. Gli succede suo figlio Brego.

2550                      Il Drago freddo Aurvang arriva sui Monti Grigi, affliggendo i Nani e costringendoli a rifugiarsi nel più profondo delle montagne.

2553                      Parte dell’esercito del Reame Boscoso, accompagnato da un piccolo contingente di Uomini del Lago sopravvissuti, riesce a liberare da Orchi, Mannari e Ragni la porzione del Bosco Atro a nord dell’Antica Via Silvana, ma nel corso della battaglia Thranduil viene ferito e avvelenato dal capo dei grandi Ragni del Bosco Atro. Legolas riesce a salvare suo padre da morte certa ferendo il Ragno e costringendolo ad abbandonare il corpo di Thranduil, che però è ridotto in uno stato di incoscienza.

2554                      Il Drago freddo Aurvang sorprende Re Náin II in un agguato e lo divora. Gli succede alla guida della Gente di Durin suo figlio maggiore Dáin.

2555                      Re Dáin, temendo l’arrivo di altri Draghi e spaventato dalla fine di suo padre, decide di abbandonare i Monti Grigi infestati da Aurvang, e si trasferisce con tutto il suo popolo sui Colli Ferrosi.

2556                      Gli Uomini del Lago completano la ricostruzione di Esgaroth.

2560                      A Gran Burrone, Elrond riesce a risvegliare Thranduil e a guarire praticamente tutti i danni che il veleno del grande Ragno ha provocato al suo corpo.

2567                      Morte di Cirion, Sovrintendente di Gondor. Gli succede suo figlio Hallas.

2568                      Alcuni Draghi freddi si stabiliscono sui Monti Grigi, uccidono il loro simile Aurvang e si impadroniscono del tesoro da questi sottratto ai Nani.

2569                      La costruzione di Meduseld, il Palazzo d’Oro della nuova capitale Edoras, è completata da Re Brego di Rohan. Ai festeggiamenti per l’inaugurazione Baldor, figlio primogenito di Brego, fa voto di percorrere i Sentieri dei Morti: parte così per il Monte Invasato, e non fa più ritorno.

2570                      Brego, Re di Rohan, muore di dolore per la perdita del suo erede Baldor, scomparso l’anno prima ai Sentieri dei Morti. Gli succede il figlio secondogenito, Aldor.

2583                      Il Bianco Consiglio si riunisce a Gran Burrone per la sua seconda seduta.

2584                      L’esercito del Reame Boscoso, a cui si è unito anche Radagast, attraversa l’Antica Via Silvana per liberare la parte centrale del Bosco Atro, incontrando scarsa resistenza da parte dei pochissimi Orchi rimasti: evidentemente negli anni precedenti la maggior parte delle forze oscure si era trasferita poco per volta nella Montagna Solitaria. Né Mannari né Ragni né altre bestie partecipano alla battaglia, e nemmeno gli animali controllati dallo Stregone Bruno. Vinta la battaglia e liberato l’intero Bosco Atro, Thranduil cinge d’assedio con tutto il suo esercito la Montagna Solitaria, mentre Radagast lascia il Bosco e si reca alle Montagne Nebbiose, che nel frattempo sono state invase dagli eserciti di Gran Burrone e di Lórien. Elrond e Galadriel scoprono che le Montagne sono più difficili da controllare del previsto, a causa della loro enorme estensione, anche sotterranea: piccole bande di Orchi accompagnate da Troll sbucano continuamente dai mille anfratti delle Montagne Nebbiose, infliggendo notevoli perdite alle piccole pattuglie in cui è costretto a dividersi l’esercito elfico per cercare di tenere sotto controllo la sterminata catena. Ciononostante, i due sovrani elfici fanno fronte alle difficoltà e si accingono a una lenta e sistematica distruzione di Orchi e Troll, che paiono guidati da un’inafferrabile e maestosa figura: certamente non un Orco, bensì un giovane e misterioso condottiero dal nobile portamento e dagli occhi luminosi e tristi, che si fa chiamare Artatar.

2587                      Grazie alle informazioni ottenute dagli animali, Radagast riesce finalmente a localizzare il quartier generale degli Orchi delle Montagne Nebbiose: è l’antica città sotterranea di Moria.

2588                      Morte di Aragost, Capitano dei Dúnedain. Gli succede suo figlio Aravorn.

2593                      Dopo nove anni di estenuanti combattimenti, la lunga Guerra degli Elfi e degli Orchi sta giungendo alla fine: gli eserciti di Gran Burrone e di Lórien sono finalmente riusciti a scacciare Orchi e Troll da tutte le Montagne Nebbiose, a eccezione di Moria. Elrond e Galadriel radunano così tutte le loro forze alla Porta Occidentale di Moria, e si scagliano all’attacco in quella che sarà ricordata come la Battaglia delle Scalinacascate. L’Osservatore nell’Acqua e le astute tattiche di Artatar, che riesce a mantenere le sue truppe in una posizione sopraelevata per tutta la battaglia, mietono molte vittime tra gli Elfi, nonostante Orchi e Troll siano in evidentissima inferiorità numerica. Durante la battaglia Artatar riesce a portarsi al di sopra della posizione di Elrond, piomba su di lui e i due condottieri combattono corpo a corpo; Artatar ha la meglio, ma proprio mentre sta per dare il colpo di grazia a Elrond la forza dei numeri prevale, le linee di Orchi e Troll cedono e i pochissimi sopravvissuti sono condotti da Artatar in una fuga precipitosa attraverso Moria. Le truppe elfiche più fresche si lanciano all’inseguimento, ma inspiegabilmente non tornano più indietro. Quando alcuni esploratori si arrischiano a entrare nella grande città dei Nani per cercare le truppe scomparse, trovano un solo Elfo sopravvissuto, che prima di spirare ha la forza di dire solo poche parole: “Il Flagello di Durin… Non deve uscire… Chiudete le Porte!”. Elrond e Galadriel danno ordine di sprangare la Porta Occidentale e mandano subito degli esploratori a quella Orientale, che viene trovata già chiusa, mentre i pochi Galadhrim che la sorvegliavano vengono trovati uccisi: le tracce di Artatar e dei suoi pochi seguaci superstiti conducono verso il Nero Cancello di Mordor, ma raggiungerli è ormai impossibile. Le Montagne Nebbiose sono tornate sotto il pieno controllo degli Elfi, ma Celebrían non è stata ritrovata, gli eserciti elfici sono dimezzati e Moria è ancora inaccessibile a causa del Flagello, che evidentemente Artatar ha preferito rimanesse sigillato dentro Moria. E c’è di più: secondo Elrond e gli altri che hanno visto Artatar da vicino durante la battaglia, l’oscuro condottiero è, al di là di ogni ragionevole dubbio, un Elfo.

2605                      Morte di Hallas, Sovrintendente di Gondor. Gli succede suo figlio Húrin II.

2628                      Morte di Húrin II, Sovrintendente di Gondor. Gli succede suo figlio Belecthor.

2629                      Cinque Elfi Silvani provenienti dal Bosco Atro vengono sorpresi e uccisi a Umbar mentre cercano di dare fuoco alla flotta dei Corsari.

2630                      La flotta dei Corsari di Umbar compie alcune razzie sulle coste del Lindon; prima che Círdan faccia in tempo a reagire, i Corsari sono già di ritorno verso sud. Prima di rientrare per svernare a Umbar i Corsari razziano anche il Belfalas, e anche qui il Principe di Dol Amroth non reagisce in tempo.

2631                      I governanti delle terre dello Harad dichiarano che le razzie sono state compiute dai Corsari di Umbar allo scopo di ammonire i Gondoriani e i loro amici Elfi a non mandare più spie a danneggiare beni appartenenti ai popoli dello Harad. Un’ambasciata degli Haradrim raggiunge il Bosco Atro in groppa a un olifante e consegna a Re Thranduil le teste dei cinque Elfi uccisi a Umbar due anni prima. Belecthor, Sovrintendente di Gondor, dichiara guerra allo Harad e all’inizio della primavera guida di persona l’invasione, cui partecipa anche un contingente di cavalleria di Rohan comandato da Fréawine, Secondo Maresciallo del Mark e nipote di Re Aldor il Vecchio. La guerra si annuncia lunga e difficile.

2632                      Gli Haradrim stabiliscono la loro linea difensiva sul fiume Harnen, che si rivela invalicabile per le truppe di Gondor e Rohan. Nel frattempo, i Corsari di Umbar risalgono di frequente l’Anduin per compiere incursioni nel Lebennin e nel Sud Ithilien.

2633                      Gli Haradrim improvvisamente lanciano una controffensiva guadando lo Harnen all’altezza di Amrûn; le difese gondoriane vengono spazzate via, Fréawine con i Rohirrim di stanza a Tirith Amrûn tenta una carica disperata ma un olifante lo sbalza in aria, uccidendolo. Gli eserciti di Gondor e di Rohan sono costretti ad abbandonare lo Harondor in mano agli Haradrim e a ritirarsi a nord del fiume Poros, che forma la nuova linea di fronte insieme con le foci dell’Anduin. Fréaláf, fratello minore di Fréawine, gli succede come Secondo Maresciallo del Mark e prende il comando della cavalleria di Rohan, che non si stanzia sul Poros ma si dedica al pattugliamento del Sud Ithilien e del Lebennin, cercando di contrastare le sempre più frequenti incursioni dei Corsari di Umbar.

2635                      Le truppe gondoriane condotte dal Sovrintendente Belecthor cercano di guadare il Poros nei pressi di Tir Ethraid, ma le linee degli Haradrim resistono e lo stesso Belecthor, sbalzato di sella, viene impalato da uno dei pali difensivi piazzati dagli arcieri dello Harad. Gli succede come Sovrintendente di Gondor suo figlio Orodreth, che conclude immediatamente la pace cedendo agli Haradrim lo Harondor e l’isola di Tolfalas, dove i Corsari di Umbar cominciano a costruire una loro base. Fréaláf torna finalmente a Rohan alla testa dei Rohirrim superstiti.

2637                      I Corsari di Umbar cominciano a sfruttare la loro nuova base di Tolfalas come avamposto per compiere sporadiche ma pesanti razzie sulle coste del Lindon, e non trascurano di attaccare e depredare le navi di Mithlond quando le incontrano isolate. Círdan reagisce rafforzando le difese sulle coste e riunendo le navi in flottiglie il più possibile consistenti, ma le incursioni continuano. Le coste e le navi di Gondor però non vengono mai toccate dai Corsari, come concordato nel trattato di pace firmato dal Sovrintendente Orodreth e dai governanti dello Harad. Si dice che i Corsari abbiano ottenuto anche una base segreta più a nord di Tolfalas, ma Orodreth ribadisce più volte di non essere a conoscenza di alcunché di simile.

2645                      Dopo 75 anni di regno, muore a quasi 102 anni Aldor il Vecchio, Re di Rohan. Gli succede suo figlio Fréa.

2651                      Draupnir, uno dei Draghi freddi dei Monti Grigi, arriva improvvisamente sui Colli Ferrosi sorprendendo e divorando Re Dáin della Gente di Durin, suo figlio secondogenito Frór e diversi altri Nani. Thrór, figlio primogenito di Dáin, diventa Re della Gente di Durin. Grazie all’isolamento in cui si sono ritirati i Nani, per dodici anni la notizia non raggiunge il resto della Terra di Mezzo, che non aveva notizie della Gente di Durin da più di un secolo.

2654                      Morte di Aravorn, Capitano dei Dúnedain. Gli succede suo figlio Arahad II.

2659                      Morte di Fréa, Re di Rohan. Gli succede suo nipote Goldwine, figlio di Fréawine.

2663                      Re Thrór della Gente di Durin, stremato dalle lotte contro Draupnir, rompe l’isolamento e manda emissari a Sire Thranduil.

2664                      Il Bianco Consiglio si riunisce sui Colli Torrioni per la sua terza seduta.

2669                      Tobaldo Soffiatromba, detto il Vecchio Tobia, porta l’erba-pipa nella Contea e comincia a coltivarla nei suoi campi a Pianilungone.

2670                      Gandalf, Radagast, Thranduil e Arahad II si recano sui Colli Ferrosi per aiutare i Nani a liberarsi del Drago freddo Draupnir. Re Thrór è ben felice di unirsi all’impresa, e porta con sé anche suo fratello Grór e suo cugino Farin. Quando i Sette Compagni riescono finalmente a rintracciare Draupnir nelle profondità dei Colli Ferrosi, il Drago, tranquillissimo, cerca di discutere pacificamente con loro, ma Thranduil bersaglia di frecce il grande Verme senza dargli il tempo di incantarli con le sue parole, mentre Arahad si getta su di lui a spada sguainata. Il Capitano dei Dúnedain viene subito afferrato dalle possenti fauci del Drago e orribilmente divorato; i tre Nani accorrono in suo soccorso, e grazie all’aiuto dei due Stregoni e a un astuto stratagemma di Farin riescono a sopraffare Draupnir, ma non prima che il Drago abbia il tempo di uccidere anche Grór scagliandolo in un abisso. Thrór, che mena il fendente fatale al flagello della sua gente, riesce a vendicare l’uccisione di suo padre e dei suoi due fratelli, e come promesso a Thranduil mette sé stesso e il suo esercito a disposizione del Re Elfico per liberare la Montagna Solitaria dal dominio degli Orchi, a patto di poter trasferire colà gran parte della sua gente e diventare il nuovo Re sotto la Montagna. In seguito alla morte di Arahad II, gli succede come Capitano dei Dúnedain suo figlio Arassuil.

2683                      Isengrim II diventa il decimo Conte della linea Tuc e dà inizio agli scavi dei Grandi Smial.

2685                      Morte di Orodreth, Sovrintendente di Gondor. Gli succede suo figlio Ecthelion.

2689                      I Ranger dell’Ithilien trovano Saruman, magro, stremato, ferito e contuso, nel Nord Ithilien. Lo portano a curarsi a Minas Tirith, dove lo Stregone Bianco racconta di essere evaso da Minas Morgul dopo sessant’anni di prigionia.

2691                      Un esercito di circa seimila Nani proveniente dai Colli Ferrosi e condotto da Re Thrór raggiunge la Montagna Solitaria, ancora assediata dall’esercito di Thranduil. Si uniscono all’esercito nanico anche un migliaio di fanti di Rohan comandati da Éoharn dell’Estfalda e una ventina di Ranger al seguito di Arassuil, Capitano dei Dúnedain, nonché Gandalf, Radagast, Elrond e Galadriel, ma senza truppe al loro seguito. In piena estate la Coalizione, sperando di concludere la guerra prima dell’inverno, comincia l’attacco alla Montagna Solitaria, dove l’aspetta un esercito di circa sedicimila Orchi al comando del tetro Re sotto la Montagna. Nelle prime battaglie Nani e Uomini, nonostante l’inferiorità numerica, riescono ad avere la meglio grazie alle ottime tattiche predisposte da Gandalf e in qualche occasione anche da Radagast; invece Elrond e Galadriel, concordando con i due Stregoni che i loro poteri non sono necessari perché Gandalf e Radagast da soli sono perfettamente in grado di sconfiggere qualunque mago oscuro presente nella Montagna, partecipano sempre meno alle battaglie e rimangono sempre più spesso negli accampamenti di Thranduil, il cui esercito non osa inoltrarsi nelle profondità della Montagna e si limita a mantenere l’assedio. Comunque gli Orchi, arroccati all’interno della Montagna, riescono a resistere fino all’arrivo dell’inverno.

2692                      Durante l’inverno arriva alla Montagna Solitaria anche Saruman, che comincia subito a predisporre un astutissimo piano d’attacco per la primavera successiva insieme agli altri condottieri della Coalizione. I Popoli Liberi si sentono già la vittoria in pugno, e all’inizio della primavera sono pronti per attuare il loro piano, che dovrebbe dare una fenomenale spallata alle difese degli Orchi, quando inaspettatamente compare all’orizzonte un possente esercito di circa settemila Esterling abilissimamente condotto da Artatar, che attacca senza perdere tempo le forze assedianti di Thranduil. I quattromila Elfi Silvani subiscono duramente l’attacco, e andrebbero incontro a un disastro spaventoso se non fosse per Elrond e Galadriel, che riescono a salvare moltissimi Elfi provocando un’innaturale esondazione del Fiume Fluente che impedisce agli Esterling di raggiungere le truppe elfiche accampate ai piedi del versante occidentale della Montagna Solitaria. Comunque gli Esterling riescono a ricongiungersi agli Orchi lungo tutto il versante orientale, e l’assedio della Montagna è definitivamente rotto. Nei mesi successivi comincia una lunga serie di scaramucce inconcludenti sul Fiume Fluente tra Esterling ed Elfi Silvani, e tra salone e salone della Montagna Solitaria tra Orchi e Nani; i Rohirrim, molto controvoglia, rimangono con i Nani all’interno della Montagna, perché secondo i calcoli dei condottieri dei Popoli Liberi un loro spostamento sul Fiume Fluente potrebbe essere l’ago della bilancia che farebbe prevalere gli Elfi all’esterno, ma soccombere i Nani all’interno. Gandalf, che sembra dimostrare un maggiore talento tattico rispetto a Saruman, si unisce in pianta stabile a Nani e Rohirrim, mentre Saruman e Radagast fanno da consiglieri all’esercito elfico. Un altro fattore rilevante nell’equilibrio di forze sembra essere Artatar: è Gandalf il primo a notare che, negli scontri in cui l’Oscuro Condottiero è assente, le forze della Coalizione hanno quasi sempre la meglio, mentre Orchi ed Esterling sembrano in grado di resistere senza troppi problemi agli assalti quando Artatar li guida. Al momento ci sono circa cinquemila Nani, ottocento Rohirrim e venti Ranger all’interno della Montagna, fronteggiati da tredicimila Orchi; mentre sulle rive occidentali del Fiume Fluente ci sono circa tremila Elfi Silvani, e su quelle orientali ci sono circa settemila Esterling. La guerra sembra destinata a essere orribilmente lunga e logorante, almeno finché Artatar sarà libero di spostarsi liberamente tra l’interno e l’esterno della Montagna; un aspetto positivo è che, grazie alla presenza di diversi potenti maghi nelle forze della Coalizione, sembrerebbe da escludere che le forze maligne siano in grado di contrattaccare efficacemente (e in effetti Orchi ed Esterling non attaccano quasi mai, se non per riprendere qualche posizione facile da riconquistare, e in generale si limitano ad attendere e respingere gli attacchi dei Popoli Liberi).

2693                      Un’orda di circa seimila Orchi esce da Minas Morgul e marcia con decisione verso nord, attraversa il Nord Ithilien ma, giunta nelle Terre Brune, anziché continuare verso la Montagna Solitaria punta verso l’Anduin, che guada con calma a nord del Campo di Celebrant. Il saggio Celeborn schiera i suoi mille Galadhrim sul margine meridionale di Lórien, pronto a una disperata difesa del Bosco d’Oro; ma quando gli Orchi finalmente raggiungono il punto meno difendibile dello schieramento elfico, anziché attaccare immediatamente approfittando dell’assenza di Galadriel, cominciano la costruzione di una fortezza che li impegna per tutto il resto dell’anno. All’arrivo dell’inverno gli Orchi si chiudono nel loro forte, che sembra scrutare minacciosamente Lórien da sud e che per questo motivo i Galadhrim chiamano Úvostirion. Intanto alla Montagna Solitaria la guerra continua, con numerosi piccoli scontri che provocano perdite da entrambe le parti: a fine anno gli eserciti in campo sono ridotti a circa 4500 Nani, 700 Rohirrim, 12000 Orchi, 2750 Elfi Silvani e 6500 Esterling, più il pugno di Ranger di Arassuil, i tre Stregoni, i tre Signori elfici, il tetro Re sotto la Montagna e naturalmente Artatar.

2694                      Durante l’inverno Dama Galadriel lascia la Montagna Solitaria e torna a Lórien per aiutare Celeborn a difendere il Bosco d’Oro in caso di attacco degli Orchi di Úvostirion. In primavera arriva a Lórien anche un contingente di circa ottocento Elfi di Gran Burrone guidato da Elladan ed Elrohir, figli di Elrond, che viene accolto con grandissima gioia dai Galadhrim. Solo pochi giorni dopo però, mentre Galadriel, Celeborn, Elladan ed Elrohir stanno decidendo se sia il caso di attaccare o meno la fortezza di Úvostirion, fanno il loro ingresso nel forte altri duemila Orchi provenienti da Minas Morgul, e l’inaspettato arrivo di questi rinforzi toglie ai Signori elfici ogni voglia di tentare un assalto a Úvostirion. Per tutto il resto dell’anno Elfi e Orchi si osservano a distanza, ma nessuno osa accennare il minimo attacco nei confronti dell’altro. Nel frattempo alla Montagna Solitaria Éoharn dell’Estfalda esplicita i suoi dubbi sull’andamento della guerra: secondo il capitano di Rohan bisogna evitare a ogni costo le perdite inutili e rassegnarsi a una lunga guerra di trincea, rinunciando alle azioni il cui successo non sia ragionevolmente certo; inoltre, Éoharn ribadisce il desiderio dei Rohirrim di essere trasferiti all’esterno della Montagna. Sire Thranduil si offre di rimpiazzare i settecento fanti Rohirrim con trecentocinquanta dei suoi Elfi più esperti nel combattimento sotterraneo al comando di suo figlio Legolas, ed Éoharn accetta di buon grado. Re Thrór della Gente di Durin si dichiara d’accordo con Éoharn sulla conduzione della guerra, e dice apertamente che i suoi Nani sono venuti per riconquistare la Montagna Solitaria, non per fare estinguere lentamente il loro popolo; secondo il Re Nanico, va organizzata con attenzione un’offensiva in grande stile in cui tentare il tutto per tutto, e nel frattempo bisogna limitare i combattimenti al minimo indispensabile. Arassuil, Capitano dei Dúnedain, si dice d’accordo sulla programmazione di una grande offensiva, che a suo parere dovrebbe essere condotta contemporaneamente su entrambi i fronti in modo da obbligare Artatar a essere presente su un fronte solo, togliendo così il beneficio del suo genio tattico ad almeno un esercito tra quello degli Orchi e quello degli Esterling. A questo punto, di fronte al consenso di tutti i loro alleati, anche Elfi e Stregoni si dicono d’accordo, e così le azioni militari vengono consistentemente ridotte e la Coalizione si dedica alla progettazione della grande offensiva. Di conseguenza, anche le perdite sono limitate: a fine anno si confrontano sul fronte del Fiume Fluente circa 2300 Elfi Silvani e 670 Rohirrim contro 6200 Esterling, mentre all’interno della Montagna Solitaria circa 4300 Nani e 330 Elfi Silvani si oppongono a 11500 Orchi.

2697                      I settecento Elfi rimasti di stanza a Gran Burrone partono per il Minhiriath al comando di Gildor Inglorion; una volta giunti nei boschi del promontorio degli Eryn Vorn, a sud della foce del Brandivino, si congiungono con altri cinquecento Elfi del Lindon, capitanati da Galdor. Questo esercito elfico si avvicina furtivamente a una grande base segreta dei Corsari di Umbar, ben nascosta nella fitta vegetazione degli Eryn Vorn, che ospita una flotta di circa cinquanta grandi navi e circa cento navi più piccole, per un totale di circa 17500 marinai (di cui 12500 solo rematori e 5000 anche combattenti) più circa 2500 truppe da sbarco: sono proprio quei Corsari che ormai da sessant’anni razziano le coste del Lindon. Di fronte alla prospettiva di affrontare uno schieramento così poderoso, i milleduecento Elfi si ritirano ingloriosamente verso i Porti Grigi e Gran Burrone. Nel frattempo la Guerra per la Montagna Solitaria continua ininterrottamente ormai da più di sei anni, e anche le perdite continuano, lente ma costanti: a fine anno sul Fiume Fluente sono schierati circa 2000 Elfi Silvani e 600 Rohirrim contro circa 5500 Esterling, mentre all’interno della Montagna si contano circa 3800 Nani e 300 Elfi Silvani contro circa 10000 Orchi.

2698                      Dopo aver completato la ricostruzione della Torre Bianca di Minas Tirith, muore senza figli, fratelli o nipoti Ecthelion, Sovrintendente di Gondor; gli succede Egalmoth, figlio di suo cugino Belecthor, che fonda così una nuova linea di Sovrintendenti.

2699                      Morte di Goldwine, Re di Rohan; gli succede suo figlio Déor. Intanto alla Montagna Solitaria gli eserciti sono sempre più ridotti: a fine anno si preparano a svernare sulla riva occidentale del Fiume Fluente circa 1850 Elfi Silvani e 540 Rohirrim, e sulla riva orientale circa 5000 Esterling; nel frattempo, all’interno della Montagna circa 3400 Nani e 270 Elfi Silvani si confrontano con circa 9100 Orchi.

2700                      Finalmente la Coalizione lancia l’offensiva decisiva della Guerra per la Montagna Solitaria, che si combatte contemporaneamente in due epiche battaglie, una sul Fiume Fluente e una all’interno della Montagna. Nell’Ultima Battaglia del Fiume Fluente Gandalf, Elrond, Thranduil con 1850 Elfi Silvani, Éoharn dell’Estfalda con 540 Rohirrim e Arassuil, capitano dei Dúnedain, con 15 Ranger cercano di scacciare dalla riva orientale del fiume l’Oscuro Condottiero Artatar e tre generali di Rhûn al comando di 5000 Esterling. Inizialmente gli Elfi di Thranduil, su consiglio di Gandalf, si tengono a distanza e bersagliano di frecce gli Esterling, mietendo molte vittime, così gli Uomini dell’Est avanzano il più velocemente possibile il loro imponente schieramento in modo da poter giungere al più presto a contatto con le linee della Coalizione, che sono schierate a poche centinaia di metri a ovest del fiume. Una volta guadato il fiume e giunti al corpo a corpo, Artatar nota un punto debole nelle linee nemiche e dalle retrovie passa in prima linea caricando a cavallo questo punto, ottenendo di spezzare lo schieramento della Coalizione e di avere alla sua mercé le retrovie. L’Oscuro Condottiero nota Elrond, che però è troppo lontano, e poi Thranduil, più vicino, e così decide di gettarsi su quest’ultimo; il Re Elfico riesce però a uccidere il cavallo di Artatar, e approfitta della sua caduta per cercare rifugio dietro i suoi Elfi. Artatar, furioso per la fuga di Thranduil e per la perdita del suo cavallo, sfoga la sua ira sul pugno di Ranger guidato da Arassuil, che in quel momento si trova a pochi passi da lui, e riesce a ucciderne parecchi e a ferire gravemente il Capitano dei Dúnedain. Intanto molto sangue scorre in entrambi gli schieramenti; Elrond affronta in duello un condottiero Esterling e lo uccide, e un coraggioso Elfo di nome Hûlion riesce ad avvicinarsi ad Artatar e a ferirlo lievemente. Grazie alle astute tattiche di Gandalf lo scontro sembra volgere al peggio per gli Esterling, così Arassuil, incoraggiato, non potendo combattere in mischia a causa delle sue ferite prende con sé un manipolo di Elfi e li schiera lontano dalla mischia per bersagliare di frecce le truppe nemiche. Quando la battaglia sembra ormai vinta per la Coalizione, Artatar grida qualcosa di incomprensibile in una lingua di Rhûn e gli Esterling sembrano ritrovare coraggio, mietendo molte vittime tra gli Elfi e i Rohirrim. L’Oscuro Condottiero ne approfitta per attaccare alle spalle Elrond, che finalmente si trova nelle sue vicinanze, e riesce a ferirlo lievemente; nel frattempo un altro generale Esterling viene ucciso da un Elfo, mentre l’ultimo condottiero di Rhûn rimasto in vita affronta Éoharn dell’Estfalda, lo disarciona e lo uccide, gettando nello scoramento i fanti di Rohan. Intanto continua il duello tra Elrond e Artatar, che ha l’occasione di menare un fendente fatale al padre ma sorprendentemente fallisce il colpo; l’Oscuro Condottiero, frustrato, dà un ulteriore, furioso assalto a Elrond, che però riesce a evitare di essere colpito e anzi mette a segno un colpo tremendo, che però scivola sull’armatura del figlio. Nel frattempo alcune truppe di entrambi gli schieramenti sono andate in rotta, e Thranduil, vedendo che solo un quarto dei suoi Elfi è rimasto sul campo, ordina la ritirata, nonostante Gandalf ed Elrond gli urlino di continuare a combattere. I pochi Rohirrim rimasti in vita, vedendo ritirarsi gli Elfi e privi del loro comandante, si danno alla fuga, presto seguiti anche da Arassuil; alla fine si rassegnano alla ritirata anche Gandalf ed Elrond. D’altro canto gli Esterling rimasti sul campo sono troppo esausti per poter inseguire le truppe nemiche in fuga, con l’eccezione di Artatar, che si getta all’inseguimento di Elrond con negli occhi una determinazione bestiale; però nel frattempo il Mezzelfo è stato raggiunto da Gandalf, così i due amici si parano innanzi all’Oscuro Condottiero emanando una luce abbagliante che lo fa cadere a terra privo di forze e getta nel panico gli Esterling, che fuggono dal campo di battaglia cercando rifugio al di là del Fiume Fluente; diverse centinaia di soldati di Rhûn non si limitano a questo, ma si disperdono lontano, cercando di abbandonare questo campo di morte e tornare a casa. Nella Battaglia della Grande Sala di Thráin, intanto, Saruman, Radagast, Re Thrór della Gente di Durin con 3400 Nani e Legolas figlio di Thranduil con 270 Elfi Silvani attaccano il tetro Re sotto la Montagna e tre capi Orchi che guidano 9100 loro simili, per cercare di liberare la Sala che un tempo ospitò il Trono dei Re dei Nani. La battaglia inizialmente volge bene per le forze della Coalizione, che grazie alla brillante conduzione di Saruman e Radagast riescono a manovrare l’attacco dei Nani in modo da far convergere gli Orchi verso un angolo della Grande Sala, dove vengono bersagliati di frecce dagli arcieri di Legolas. Il figlio di Thranduil scaglia molte frecce contro l’oscura figura che guida le schiere degli Orchi, e finalmente una delle sue frecce va a segno e riesce a ferire lievemente il Re sotto la Montagna. I Nani in mischia accolgono l’urlo del tetro Negromante con un boato di entusiasmo, e nonostante le molte perdite nell’esercito di Thrór gli Orchi sembrano destinati a soccombere alle asce della Gente di Durin (lo stesso Re dei Nani, che si dimostra ancora una volta un guerriero formidabile, uccide uno dei condottieri degli Orchi e ne ferisce gravemente un altro), quando improvvisamente Radagast viene visto cadere a terra senza una ragione apparente. Legolas prende con sé un paio di suoi compagni e si precipita a raccogliere il corpo apparentemente senza vita dello Stregone Bruno per portarlo al sicuro all’esterno della Montagna, mentre Saruman, sconvolto dalla rabbia, si getta come un fulmine sul Re sotto la Montagna cercando di sopraffarlo. I due duellano a lungo, ma il tetro Negromante alla fine ha la meglio e scaglia lontano il corpo di Saruman, che si alza a fatica e decide di restare nelle retrovie a dirigere la battaglia, gettando nello scoramento Nani ed Elfi. Come se non bastasse, improvvisamente alte fiamme si levano al centro della mischia tra Nani e Orchi, gettando nel panico entrambi gli eserciti: molti Orchi si accalcano verso l’angolo della Grande Sala di Thráin calpestandosi a vicenda, mentre i Nani che non vengono consumati dalle fiamme fuggono precipitosamente all’esterno della Sala, nonostante Saruman e Thrór li incitino a continuare a combattere. Legolas rimane ancora per un po’ nella Sala dirigendo contro la tetra figura del Re sotto la Montagna le frecce dei suoi pochi Elfi rimasti, ma quando vede che una parte degli Orchi sopravvissuti sta cominciando a riorganizzarsi non può far altro che ordinare anch’egli di ritirarsi. Entrambe le battaglie si concludono dunque con la ritirata di tutte le forze in campo, e le posizioni degli eserciti alla fine dell’offensiva rimangono immutate, anche se dopo questo bagno di sangue i numeri in ballo sono molto più piccoli. Inoltre, pochi giorni dopo le battaglie sia i 560 Elfi Silvani sopravvissuti che i mille Esterling rimasti si ritirano dal Fiume Fluente, gli uni tornando a occupare il Bosco Atro al comando di Thranduil e gli altri marciando verso Rhûn agli ordini del condottiero Esterling sopravvissuto. Anche i cinquanta fanti di Rohan superstiti, privi del loro comandante, cominciano la lunga marcia verso casa, mentre i cinque Ranger ancora in vita si occupano del trasporto di Arassuil, gravemente ferito, e Radagast, che nonostante le cure di Elrond è ancora privo di sensi, verso Gran Burrone. Nella Montagna rimangono dunque solo 750 Nani, che Thrór non ha intenzione di sloggiare tanto presto, più Elrond e Saruman (feriti in battaglia ma presto curati) e Gandalf. Molte sale sono però ancora occupate dal Re sotto la Montagna con i suoi duemila Orchi superstiti, mentre Artatar sembra svanito nel nulla.

2704                      Alla fine di marzo Elrond abbandona la Montagna Solitaria, diretto verso ovest. A metà giugno il contingente di Gran Burrone stanziato a Lórien, guidato da Elladan ed Elrohir, abbandona il Bosco d’Oro e valica le Montagne Nebbiose; gli Orchi di Úvostirion osservano da lontano gli Elfi di Elrond che finalmente se ne vanno, ma restano al sicuro nella loro fortezza.

2705                      Galdor dei Porti Grigi mette in mare una flotta di dieci grandi navi e venticinque navi più piccole, con cui si dirige lentamente verso sud. Giunta all’altezza del promontorio degli Eryn Vorn, la flotta elfica viene attaccata da venti grandi navi e cinquanta navi più piccole dei Corsari di Umbar, ma non risponde all’attacco. Quando i Corsari finalmente abbordano le navi di Mithlond, si rendono conto che esse sono completamente deserte; l’ammiraglio di Umbar dà ordine di dare immediatamente fuoco alla flotta elfica e di fare vela al più presto verso la base segreta dei Corsari nascosta nei boschi degli Eryn Vorn, ma quando la sua flotta ci arriva trova la base in possesso di un esercito elfico condotto da Elrond, che poco prima aveva attaccato la base con 1500 Elfi di Gran Burrone e 500 Elfi del Lindon, riuscendo a sconfiggere i 1500 soldati delle truppe da sbarco e i 2500 marinai rimasti a guardia della base e impadronendosi delle trenta grandi navi e cinquanta navi più piccole rimaste in rada. L’ammiraglio dei Corsari, furibondo, tenta un attacco alla base, ma resosi conto della situazione (tolti i caduti in battaglia Elrond sembra avere a disposizione ancora 1500 Elfi, troppi per poterli sconfiggere) non può fare altro che ritirarsi e volgere le sue navi verso Umbar. Qualche tempo dopo arrivano alla base segreta mille cavalieri elfici, condotti da Galdor: sono i marinai della flotta distrutta dai Corsari, che avevano abbandonato la flotta con le scialuppe lasciandola vicino agli Eryn Vorn come esca, e giunti a terra vi avevano trovato mille cavalli lasciati per loro dall’esercito di Elrond e li avevano lanciati a rotta di collo verso la base segreta, che nel frattempo Elrond ha ribattezzato Amdirlond. Così a fine anno il Signore di Imladris si ritrova padrone di una flotta di trenta grandi navi e cinquanta navi più piccole nonché della base di Amdirlond, presidiata da un esercito di 2500 Elfi di Gran Burrone e del Lindon.

2706                      Grandi spostamenti di navi e truppe degli Alti Elfi tra Gran Burrone, Amdirlond e i Porti Grigi. A fine giugno Gandalf parte dalla Montagna Solitaria verso Gran Burrone, da cui riparte dopo qualche tempo diretto a Lórien, dove arriva durante l’autunno.

2707                      Continuano gli spostamenti di navi e truppe elfiche all’interno delle terre di Elrond.

2709                      Ancora spostamenti di navi e truppe di Elrond tra Gran Burrone, Amdirlond e i Porti Grigi. Elrond torna alla Montagna Solitaria, da cui riparte poco dopo diretto a Gran Burrone, dove arriva prima della fine dell’anno. Intanto si verificano ulteriori spostamenti di navi e truppe all’interno dei suoi reami.

2710                      Muore l’ultimo dei capitani di Isengard di origine mista gondoriana e dunlandiana, che giuravano ancora, almeno formalmente, fedeltà a Gondor; la fortezza e la torre di Orthanc diventano così a tutti gli effetti possedimenti dunlandiani.

2712                      Anche Saruman abbandona la Montagna Solitaria e si dirige ai Colli Ferrosi.

2713                      I Corsari di Umbar tentano la riconquista di Amdirlond, ma alla notizia dell’arrivo della loro flotta i pochissimi Elfi lasciati di guardia da Elrond danno fuoco alla base e si ritirano verso il Lindon.

2717                      All’inizio della primavera Re Thrór della Gente di Durin fa arrivare alcune centinaia di guerrieri dai Colli Ferrosi alla Montagna Solitaria: ora sono millecinquecento i Nani che presidiano le antiche aule dei loro antenati, o almeno quelle che non sono in mano agli Orchi. Pochi giorni dopo Gandalf lascia Lórien, diretto verso sud. Meno di due mesi dopo viene ritrovato, poco fuori dalla torre di Elostirion, la più alta delle tre Bianche Torri sui Colli Torrioni, il cadavere di Glorfindel, nobile ed eroico Elfo di Gran Burrone; la grande porta della torre è scardinata, evidentemente da una forza inaudita, e tutto quello che si trovava all’interno è distrutto o ribaltato, come per cercare qualcosa.

2718                      Morte di Déor, Re di Rohan; gli succede suo figlio Gram.

2741                      Morte di Gram, Re di Rohan; gli succede suo figlio Helm.

2743                      Morte di Egalmoth, Sovrintendente di Gondor; gli succede suo figlio Beren.

2754                      Helm, Re di Rohan, è noto per il suo carattere imperioso e severo, nonché per i suoi screzi con Freca, Signore del West-march e discendente di Fréawine, lo sfortunato eroe figlio di Re Fréa e padre di Re Goldwine, ucciso da un olifante nella battaglia di Amrûn del 2633; tuttavia, questa sua parentela è offuscata da tratti che lo rendono simile ad un dunlandiano, tra cui i capelli scuri, ereditati dalle mogli del Dunland sovente prese dai suoi antenati Signori del West-march. Freca è ricco, e ha possedimenti su entrambe le rive dell’Adorn, che costituisce il confine occidentale di Rohan; infatti ha ereditato molte terre dalle sue antenate dunlandiane. Ha costruito anche una fortezza alla sorgente del fiume, e questo per dimostrare il suo potere a Re Helm, che non si fida di lui ma lo invita comunque alle sedute del Consiglio del Regno; tuttavia Freca partecipa saltuariamente a tali sedute. Un giorno Freca arriva alla seduta seguito dai suoi uomini, chiedendo a Helm la mano della figlia del Re, Heiu, per suo figlio Wulf. Helm per tutta risposta gli dice: “Sei diventato grande dall’ultima volta che ti vidi, ma suppongo che sia soprattutto a causa del grasso”. Le parole di Helm suscitano molta ilarità fra i presenti, e Freca risponde con ira: “I vecchi re che rifiutano il bastone che si offre loro rischiano di cadere in ginocchio”. Terminata la seduta, Helm si reca da Freca e gli dice: “Il Re non permette risse nella sua casa, ma fuori si è più liberi”. Entrambi abbandonano il Palazzo d’Oro di Meduseld, e Helm dice agli uomini di Freca: “Andatevene! Non abbiamo bisogno di spettatori”. Così, una volta soli nei campi antistanti Edoras, Helm dice a Freca: “Ora, dunlandiano, hai da regolare i conti solamente con Helm, solo e disarmato; ma hai già parlato troppo, ora tocca a me. Freca, la tua follia è cresciuta come la tua pancia. Parli di un bastone! Se Helm non ama il bastone storto che gli viene tirato addosso, egli lo spezza. Così!”. E Helm sferra a Freca un pugno con tale potenza che questo cade stordito, e poco dopo muore. E così Wulf, figlio di Freca, e i suoi parenti sono proclamati nemici del Re, e sono costretti a fuggire davanti ai cavalieri mandati da Helm a cacciarli da Edoras. Dopo questo episodio, Re Helm è conosciuto col soprannome di Mandimartello.

Hosted by www.Geocities.ws

1