Lettere dall'Asia - L'uomo invaso, di William Stabile (Aprile 2006)

Lettere dall'Asia


Lettere dall'Asia - L'uomo invaso, di William Stabile (Aprile 2006)

L� Uomo Invaso

Il Diverso sta scomparendo.
Questo � il grande pericolo.
V. Segalen

Erano quasi le otto e i pendolari del mattino aspettavano sulla banchina quando scivol� lungo i binari della stazione con quella lenta eleganza della mano di una donna che infila un guanto di raso; ma non era una mano di una donna n� un guanto di raso e non aveva eleganza, il treno, quando si arrest� e le porte scorrevoli si aprirono e il ragazzo sali�.

Egli occup� con distrazione lo spazio sul sedile, tir� fuori dallo zaino il suo romanzo, lo apri� dove aveva fatto l�orecchia la sera prima, accost� le dita alla bocca, e la pagina stampata se ne stette li� a reclamare un�attenzione che non arriv� mai perch� le unghie furono pi� importanti.

Il ragazzo non lesse che alcune righe, ma in compenso mangi� -con il gusto disperato di un�insetto che muove le zampine in modo meccanico e nevrotico- abbastanza unghie: almeno quelle che gl�erano rimaste.

E mentre mangiava, e con gusto mangiava, il telefono cellulare che gli gonfiava la tasca interna della giacca squill�, attirando la sua attenzione e, a questo richiamo tribale, lui rispose.

Dopo aver scambiato alcune frasi veloci con la sola voce, distante, all�altro capo, s�infil� nelle orecchie le cuffie dell� IPod, e le infil� come la freccia che vibra quando centra il bersaglio: concentrando tutte le sue forze per non perdere la minima nota di suono.

Dopo due fermate era sceso dalla carrozza di pendolari del mattino e non era riuscito a leggere una pagina del suo libro.

Iniziava la sua giornata di lavoro...

Tormentarsi e farsi tormentare.

E� l�uomo d�oggi: l�Uomo Invaso.

Questo sembra essere il destino; un destino comune alla maggior parte di noi che viviamo in citt� simili ad alveari, dove gli indici economici sono legati esclusivamente ai livelli di consumo.

Non si pretende di pi� da se stessi, non si chiede di pi� dalla vita.

Ci si accontenta di quello che si ha e ci danno, nello svolgimento di una vita cadenzata dai tempi del prossimo acquisto, consapevoli, a stento, della circolazione del proprio sangue.

Non si vola pi� alto. Non si vanno a scoprire sentieri diversi. Non si gira l�angolo e non si gira il tavolo.

Dov�� finito il coraggio?

C�� ancora qualcuno tra noi che impugna il testimone della ribellione?

Il viaggio in treno potrebbe essere ancora un momento di passaggio e di calma riflessione -se non si sale per farli saltare come hanno fatto qui a Londra-, invece, sui treni, possiamo vedere le azioni e i comportamenti simili di soggetti diversi.

Non vuole essere la solita critica al capitalismo e alla societ� di massa.

Anche questa puzza come un vecchio cappotto nell�armadio di naftalina.

Qui, � l�uomo stesso che � in gioco!

E� il fallimento umano.

Il fallimento di uno stile di vita che l�uomo ha creato; della societ� vista e intesa in senso corporate (corporativo), delle multinazionali o anche, senza voler approfondire l�argomento, della vita d�ufficio.

Perch� tutti noi ne siamo artefici -spesso involontari-, e ne siamo pure consapevoli: non c�� lavoro o compagnia che ci possa dare la felicit�. Non c�� acquisto alcuno che tenga di fronte al desiderio dell�uomo di ricercarsi e di scoprire un senso.

Se in passato, il libro cercato, desiderato, acquistato, preso in prestito, regalato e letto, � sempre stato un simbolo di ��ricerca�� e allo stesso tempo uno strumento di conoscenza del s�, oggi, anche questo valore � sminuito e svuotato di significato.

� necessario acquistare libri il cui valore dura il tempo di una fermata? Non ci sono, forse, troppi cattivi libri e tanta scarsa comunicazione?

Si esce dal lavoro e ci si getta nel treno e sul libro alla ricerca di ��un qualcosa...��, e, come scrive Nicanor Parra: in una realidad que tiende a desaparecer. Vogliamo fare una riflessione, qui, sui mondi parelleli, inesistenti e virtuali della Playstation.

E� perch� la nostra realt� non ci piace, o ci fa paura?

L�acquisto e il possesso del libro � diventato manicale come l�acquisto e il possesso di un qualsiasi altro oggetto d�uso comune.

E� forse vero, allora, che bisogna averlo tra le mani per colmare il grande vuoto interno?

Ecco come tutto viene passato e, effettivamente percepito, come interessante, culturale o educativo.

E spesso, ritenendo di fare una scelta libera e consapevole, si cade in una scelta determinata da altri.

Siamo noi gli uomini che si muovono nelle nostre citt�, quelli che vediamo tutti i giorni, i soli uomini possibili?

Ci riconosciamo nelle azioni e nell�immagine dell�uomo d�oggi?

Una corsa verso un treno, cellulare alla mano, una cuffia nelle orecchie, un libro solamente sfogliato, e forse..., tanto vuoto e tanta paura.

Cosi sono passati i tempi di quando per poter colpire al cuore si regalava un libro a cui si attribuiva un preciso valore.

��Le parole che non posso dirti sono qui, impresse nero su bianco su queste pagine, ti comprendo, sai! siamo vicini ed accomunati, e questo � il patto che ci lega...queste pagine��.

Chi lo riceveva era tuo.

Sono passati i tempi in cui ci si emozionava quando si voltava la pagina della copertina, e la rosa elegante e sinuosa della Mondadori appariva ai nostri occhi, e tra le spine, il motto: IN SU LA CIMA.

William Stabile
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