Panama � il sentiero meno conosciuto.
E� il sentiero che non conoscerete mai se non svolterete l�angolo; se non sbircerete come fa un bambino curioso al di l� dell�angolo della strada che occlude la vostra vista.
Panama � una sorpresa che vi lascia a bocca aperta. Panama � come il fanciullo che scoprendo uno scrigno nella soffitta sullo scaffale pi� alto tra polverosi oggetti da buttar via, rimane sbalordito con occhi luminosi sospirando di meraviglia.
Questo � Panama. Un�attrazione fatale che � difficile spiegare.
Panama � uno stordimento �tropicale�, fatto di una miriade di colori, variet� di piante e di pesci, e aria tersa al mattino�, e alla sera, tramonti caldi come acqua che inondano il cuore e la testa.
E l�innamoramento si verifica puntuale. Gli occhi della sua gente, gli sguardi dei bambini, l�alba rossa nella baia che si fonda con distese di foreste pluviali, lussureggianti, intatte e rigogliose fino a stemperarsi nei colori di madreperla dell�Oceano. E, mentre tutto ci� accade e continua da sempre, quando sei oramai lontano, alla mente ritorna il color cannella della pelle di uomini e donne e la bellezza ancestrale di una natura primitiva appena contaminata ed innestata, magicamente, come solo un Dio pu� fare, in un istmo creolo che � oggi, un ponte tra passato e futuro, tra antico e moderno, tra razionale ed irrazionale. (E� questo che ho cercato di imprimere nelle foto.)
Le emozioni che questo angolo di mondo poco conosciuto trasmette al viaggiatore attento. Non c�e� viaggiatore che non torni da Panama appassionato ed inquieto. Panama non lascia indifferenti. O la si ama o la si odia.
E paradossalmente Panama, � ancora oggi uno di quei luoghi -forse anche mentali- dove chi ci va, desidera ardentemente che nessuno lo scopra con facilit�.
Chi ci va, vuole tenersi dentro, nascosto, come in un piccolo scrigno la sua meravigliosa scoperta. Tocca a voi maneggiare con cura lo scrigno e provare ad aprirlo.
William Stabile
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© 2003 Fabio Pulito