CFZ. Alcune semplici riflessioni sociali sull�economia e sul primitivo concetto di tempo.
CFZ. Colon Free Zone.
Zona libera, ma da cosa? E noi, liberi da cosa? Non si capisce.
Liberi dalle tasse, dalle imposte!
Ma liberi di spendere si �?
E perch� dovremmo essere liberi di spendere?
Io sono libero si, per�, di non spendere.
E infatti, entro e non compro nulla.
Sembra di essere in una arena bombardata da oggetti che inevitabilmente attraggono la mia attenzione. E devo resistere mentre mi tentano.
Se fossi un leone, mi proporrebbero una criniera nuova, una coda di pura seta indiana
e una bella leonessa africana per pochi dollari, e poi, �vai alla guerra, sei pronto� � direbbero.
Colon Free Zone � la seconda area di libero scambio al mondo dopo Hong Kong.
Una zona chiusa come un lager. Circondata da alte mura dove l�orgia consumistica della nostra societ� globalizzata ha eretto il suo tempio.
Fuori, si respira area di povert� e di una ricchezza a cui gli uomini tendono il naso ma ne sentono appena il profumo. Un profumo vicino che si concretizza in una maglietta colorata e sgargiante di un ragazzo, un paio di sandali, gelatina, per capelli neri come pece, che incolla ed esalta i volti delle donne e dei ragazzini.
Dato che la citt� di Colon era ed � la pi� povera del paese, hanno pensato bene di costruire qui la Zona Libera per rilanciare l�economia. Ma i soldi, stranamente, si attaccano sempre nelle mani di chi ne ha di pi� e continua ad averne. Cos�, dopo, si suole dire che sia colpa della distribuzione del reddito.
Pi� in l�, ad un km, hanno costruito un porto con una banchina nuova - il molo 2000- dove attraccano le navi da crociera americane prima di attraversare il Canale.
Ma il bambino-turista americano, bianco, lindo e adiposo, scende e viene scortato (per evitare furti ed aggressioni) fin nell�arena a spendere per quanto tempo vuole.
E qui cambia il concetto di tempo.
L�ordine e� un concetto della nostre societ� estremamente industrializzate e perci� organizzate.
Qui non ci sono n� regole, scarse protezioni sociali, n� orari fissi di lavoro.
Si lavora e si sta nei negozi un tempo che � molto pi� tempo di quanto si stia nei nostri uffici. E� un tempo dilatato all�infinito durante la giornata. Ma sui libri di economia e politica dell�accademia, c�� scritto che si lavora meno nelle societ� sottosviluppate o in via di sviluppo. Ma a me i conti non tornano.
Le luci degli almacenes sono sempre accese e c�� sempre qualcuno che � all�interno a lavorare o all�esterno a vigilare.
Me ne accorgo quando di notte torno verso la capitale in bus da Colon.
Ma potremmo mai immaginare questi luoghi diversi da come sono? Simili a nostri forse?
Con una ricchezza �al profumo di banda larga� come la nostra?
No, non possiamo. Sarebbe un tradimento. Tradimento, credo, dell�ordine primitivo.
William Stabile
[email protected]
© 2003 Fabio Pulito