Lettere dall'Asia - La lucciola timida (Vang Vieng, Laos - Agosto 2007)

Lettere dall'Asia


La lucciola timida (Vang Vieng, Laos - Agosto 2007)

Questo pezzo � stato tratto da una pagina di diario

Vang Vieng si � sviluppata molto dall�ultima volta che ci sono stato, nel 2001. Il numero delle guest house, dei ristoranti, delle agenzie di viaggio e dei punti internet � aumentato notevolmente.

Il "tubing", ovvero la discesa lungo il fiume a cavalcioni di grandi camere d�aria, una delle attrazioni del posto, � diventato un grande business. La riva destra � tappezzata da una schiera di bar i cui gestori con i loro "arpioni" cercano di accaparrarsi il maggior numero di turisti che si vogliono bere qualche birra o tuffare dalla cima di un albero aggrappati ad una fune con maniglia. Alcuni bar mettono a disposizione dei loro clienti persino campi da pallavolo, da basket o piste per il gioco delle bocce, tutto a pochi metri da una giungla impenetrabile.

Vang Vieng � cambiata, ma la campagna che la circonda � rimasta la stessa. Le belle colline oltre la distesa smeraldo delle risaie, il groviglio in ebollizione delle piante tropicali e delle palme da cocco, i torrenti con l�acqua turchese e le grotte che custodiscono le statue buddiste: tutto � rimasto uguale. I bambini giocano ancora seminudi o si fanno il bagno nel fiume, e i polli continuano indisturbati a razzolare in mezzo alla strada. Mentre aspettiamo l�orario di apertura di una delle grotte, facciamo la conoscenza di un gruppo di ragazzi del posto.

Sono impegnati in una partita di carte. Uno dei maschi parla l�inglese, e una ragazza sorride timidamente. Ogni volta che le rivolgiamo la parola arrossisce e abbassa la testa fissando le carte da gioco. I ragazzi giocano e ogni tanto alzano la testa per farci qualche domanda. Li salutiamo quando arriva il bigliettaio.

La sera, mentre stiamo bevendo un paio di birre all�unico bar del paese, la cameriera passa per i tavoli informando la clientela che il locale chiuder� fra cinque minuti. Sono le undici e mezza. Viziati dalle opportunit� della vita notturna thailandese ci prende un momento di sconforto. Poi un ragazzotto anglofono, con la faccia rossa e paffuta, ci dice che conosce un locale aperto fino a tardi, possiamo seguirlo e ce lo indicher�.

Il locale non � altro che un bungalow resort, il cui bar continua a servire alcolici anche dopo la chiusura del cancello. Mentre il gruppo di turisti anglosassoni si raduna presso un gazebo, noi ci sediamo agli sgabelli del bar, e ordiniamo due bottiglie di Beerlao.

Al banco ci sono il proprietario � un inglese scheletrico che fuma a catena � e due ragazze laotiane. Dopo un paio di minuti mi accorgo che il volto di una delle ragazze mi � familiare. La fisso per un po� cercando di farmi venire in mente dove l�ho gi� vista, e ho come l�impressione che lei faccia lo stesso. Quasi contemporaneamente ci riconosciamo. E� la ragazza che giocava a carte all�ingresso della grotta. Parliamo un po� in thailandese. Poi due australiani si staccano dal gruppo del gazebo e si vengono a sedere accanto a noi. Ci rivolgono un paio di parole con il chiaro intento di attirare l�attenzione della ragazza.

Inizialmente lei non sembra molto interessata, mi da perfino l'impressione di essere un po' seccata. Gli australiani dicono qualcosa all�inglese, che uno di loro gi� conosce, quindi la conversazione si fa pi� confusa quando vengono coinvolte l�altra barista e la ragazza che parlava con noi. Da quel momento lei verr� gradualmente assorbita nel loro circolo, uscendo di conseguenza dal nostro. Peccato, aveva un bel sorriso.

Noi beviamo e chiacchieriamo, ma al contempo continuiamo distrattamente ad ascoltare la conversazione del gruppo che si � formato accanto a noi. Ad un certo punto ho l�impressione che gli australiani ci stiano sfacciatamente �provando�, e mi sorprendo a notare che lei non li ignora pi�. Sorride ad alcuni dei loro commenti, li ascolta attentamente e a tratti sembra persino attendere un po' ansiosamente il loro prossimo intervento. Come se sperasse che da un momento all'altro la conversazione prenda un altro corso. Per lei pi� interessante.

Dopo un po�, mentre i miei pensieri svolazzano su chiss� quale fantasia, mi ritrovo a fissare l�attenzione su una parola pronunciata da uno degli australiani. Guardo Cristian con gli occhi sbarrati e la mia sorpresa si specchia sul suo volto. Non possiamo esserci sbagliati entrambi: la parola che abbiamo sentito � �condom�: preservativo. Tendiamo le orecchie e nei minuti seguenti i nostri sospetti vengono confermati. Si tratta di una contrattazione per un rapporto sessuale. Siamo sbigottiti. In questi anni in Asia mi � capitato centinaia di volte di assistere ad incontri tra prostitute e clienti, anche qui in Laos, nella capitale. Questo genere di cose non mi turba affatto. A stare da queste parti mi � venuta presto la corazza dura e per sorprendermi proprio ce ne vuole. Eppure qui a Vang Vieng, in questo locale, da questa ragazza, non me l�aspettavo. Ormai non ci sono pi� dubbi, ma noi facciamo ancora fatica a crederci e ascoltiamo attentamente la loro conversazione.

L�inglese interviene per agevolare la transazione e cinque minuti pi� tardi consegna alla ragazza la chiave di un bungalow, assieme alla bustina di un �Durex�. La ragazza si � accorta che noi stiamo osservando la scena. Ci guarda, arrossisce, sorride imbarazzata e abbassa lo sguardo. Quindi si alza e sperando di non farsi notare fa un giro molto largo nel cortile prima di entrare nel bungalow. Un paio di minuti pi� tardi viene raggiunta dall�australiano che, non essendosi accorto dell�imbarazzo della ragazza, bussa energicamente e cerca di spalancare la porta. Lei invece lo fa entrare aprendo di quel tanto che basta a farlo passare. Scorgo nuovamente il suo viso prima che scompaia. Indossa ancora quel sorriso imbarazzato e lo sguardo colpevole. Ci sbircia di sfuggita e chiude in fretta la porta.

Una ventina di minuti pi� tardi l�australiano ritorna al bar, gonfiando il petto e lasciandosi andare a qualche commento infantile: sembra un ragazzino delle medie che ha appena strappato un bacio alla pi� bella della classe. La ragazza si trattiene nel bungalow per un po�. Dopo essere uscita non alzer� pi� la testa fino a quando ce ne saremo andati. E dietro la tendina di capelli che le nasconde il viso � ancora possibile scorgere quel suo sorriso di vergogna.

Forse non � una professionista. Ma una principiante non si sarebbe comportata in maniera cos� disinvolta durante la trattativa. Mi chiedo se quella malizia sfacciata le prostitute la acquistino con l�esperienza o se un po� bisogna avercela nel patrimonio genetico. Questa ragazza si scroller� mai di dosso il suo imbarazzo? Riuscir� un giorno ad agganciare un cliente senza vergognarsi di fronte a due stranieri che la osservano stupiti?

Chiss� se quel sorriso da bambina birichina smetter� mai di spuntare tra i bei ciuffi di capelli dietro i quali si nasconde.

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