Da alcuni anni a questa parte iniziative dissennate e negligenze da parte di privati e amministrazioni pubbliche stanno mettendo a repentaglio questo luogo che, per le sue caratteristiche naturali e culturali, rappresenta tuttora qualcosa di veramente unico al mondo.
In questa pagina riportiamo di volta in volta quelle che riteniamo essere al momento le emergenze maggiori che si vengono a creare contro uno sviluppo ecocompatibile che sia rispettoso delle particolarità naturalistiche dell'isola e della cultura eoliana. Si consulti anche la sezione di Documentazione
Sospesi i lavori alle Petrazze!!!
Nel giugno 2006 l’Ass. Pro Stromboli ed alcuni soci, assistiti dall'avv. F. Basile, il Circolo Legambiente Stromboli, assistito dall'avv. N. Giudice, il sig. Gaetano Russo, assistito dell'avv. C. Randazzo hanno presentato ricorso al T.A.R. Sicilia di Catania chiedendo l'annullamento della concessione edilizia rilasciata dal Comune di Lipari alla Soc.Petrazze, in quanto l'opera autorizzata era contraria al regime normativo vigente nell'area occupata, ricadente nella zona della ex cava di lapillo (TO1).
Nell'udienza del 20/7/06 il T.A.R. disponeva consulenza tecnica per accertare la tipologia della zona in cui era prevista la realizzazione delle opere autorizzate e la sospensione dell'efficacia esecutiva della concessione sino all'esito della consulenza tecnica.
Il C.T.U., rilevato che la cartografia allegata al P.T.P delimitava la cava di lapillo ad una zona ristretta in cui non erano comprese le opere assentite, concludeva affermando che le opere stesse ricadevano in zona MA1 ed erano quindi compatibili con il regime in essa vigente; tesi che il T.A.R. accoglieva con ordinanza in data 6 /11/06, con la quale revocava la sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento concessorio.
Successivamente, su esposto di Legambiente, l'Assessorato ai Beni Culturali e Ambientali della Regione Sicilia con nota 4/01/07 dava notizia dell'avvio di procedimento volto ad adottare le dovute correzioni alla cartografia allegata al decreto di approvazione del P.T.P. delle Isole Eolie, al fine di garantire la corrispondenza con quanto approvato relativamente alla tutela della zona ex cava di lapillo in località Petrazze dell'isola di Stromboli e chiedeva alla Sovrintendenza di sospendere in autotutela il provvedimento di autorizzazione dei lavori.
Intanto la soc. Petrazze dava avvio all'esecuzione delle opere autorizzate. In relazione a ciò i ricorrenti notificavano alla soc. Petrazze, al Comune e alla Sovrintendenza diffida a proseguire nei lavori e proponevano appello avverso l'ordinanza del T.A.R. che aveva revocato la sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento di concessione edilizia. In tale sede il Consiglio di Giustizia Amministrativa, giudice d'appello, disponeva nuovamente la sospensione dell'esecutività della concessione, in attesa che la questione venisse discussa in udienza. ein attesa che la Regione provvedesse all'aggiornamento della cartografia.
Nell’udienza del 11/7/06 il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha respinto l’istanza di revoca del decreto cautelare proposto dalla Società Petrazze .
Scempio alle Petrazze

Il Comune di Lipari ha rilasciato alla ditta “Petrazze s.r.l. con sede in Stromboli in via Nunziante, Concessione Edilizia n.05/2006, per un intervento nell’ex cava di lapillo, sita in Scari-Stromboli, contrada Petrazzi, foglio di mappa n.22, con tutti pareri favorevoli, anche l’autorizzazione della Soprintendenza per i BB.CC.AA. Sezione Beni Paesistici Architettonici e Urbanistici, nota n.10141/03 del 17/03/05 approvata, a condizione, in via definitiva con nota n.8097 del 02/08/05.
Il progetto di
“recupero ambientale di un’ex-cava, valorizzazione del patrimonio culturale e delle risorse endogene attraverso la diffusione e commercializzazione dei prodotti tipici locali, recupero di sentieristica storica….” prevede la realizzazione di “tre terrazzi sfalsati , per una superficie dim q. 850, pavimentati con lastre di pietra lavica ….. e altre intenzioni tutte apparentemente lodevolissime, consiste in effetti in un intervento di distruzione di uno dei pochi posti ancora intatti dell’isola, ricco di valori scientifici, naturalistici, paesaggistici e per la cui difesa le Associazioni Ambientaliste hanno organizzato manifestazioni di vario tipo, raccolto centinaia di firme e ottenuto che, nel Decreto 23\2\01 – Piano territoriale Paesistico delle Isole Eolie la cava di lapillo diventasse ambito T01, Tutela Orientata del sistema ecologico culturale. Per questo e per i motivi qui di seguito elencati si sarebbe dovuto riflettere prima di rilasciare i pareri favorevoli e la concessione.
1) L’ex cava di lapillo rappresenta un’emergenza geologica in quanto vi si rinviene un’interessante testimonianza della storia del vulcano, che è possibile ricostruire nell’accumulo dei materiali eruttati disposti in successione temporale; si tratta della serie stratigrafica affiorante nella sezione di Scari, serie unica per spessore e accessibilità, dove la continuità di sovrapposizione dei prodotti piroclastici comprende un ampio arco temporale, la cui datazione è stata resa possibile grazie all’abbondanza di resti carbonizzati di piante qui rinvenuti. La cava è meta frequente di vulcanologi e ricercatori e oggetto di tesi di laurea e pubblicazioni.
2) L’area in oggetto, presentata nella relazione allegata alla concessione come “fortemente degradata” in realtà è l’unico tratto di spiaggia con retroterra che non è stato ancora investito dai fenomeni di degrado che caratterizzano il tratto di spiaggia a Nord del molo di Scari, dove la costruzione della via Marina ha interrotto la continuità tra la spiaggia e l’entroterra e dove le dune sono praticamente scomparse sotto baracche abusive e depositi di ogni genere.
Qui invece non c’è alcuna interruzione tra la spiaggia e l’inizio del versante, una zona estremamente interessante per il susseguirsi delle fasce vegetazionali caratteristiche, dalle xerofite a ciclo estivo, come il ravastrello e l’erba salsola, a popolamenti di Centaurea aeolica, il fiordaliso delle Eolie, in associazione con la cineraria e con l’euforbia, fino al canneto.
3) La tradizione dell’isola è quella delle spiagge libere, non privatizzate; già alcune concessioni per l’affitto di lettini e ombrelloni hanno suscitato grosse proteste; nel progetto si parla di attrezzature sulla spiaggia “amovibili per il periodo estivo…. con un piccolo pontile galleggiante per l’attracco dei gommoni”. Ci riferiamo alla famosa “spiaggia nera di Scari” importante oltre che per il valore naturalistico e paesaggistico anche per l’economia turistica dell’isola; la spiaggia a Sud del molo di Scari, infatti, è la più frequentata sia dai turisti residenti che dai giornalieri perché l’esposizione ai venti e l’andamento delle correnti permette la balneazione, per un maggior numero di giorni all’anno rispetto alle altre spiagge, in acque tranquille e sempre limpide. La spiaggia è classificata dalla Capitaneria di Porto come zona di balneazione e, pertanto, nel periodo estivo viene pattugliata dalla Guardia Costiera per impedire non solo l’attracco dei natanti ma anche l’ancoraggio a una distanza ravvicinata. Privatizzare un tratto di tale spiaggia, costruire un pontile per l’attracco dei gommoni, comporterebbe un grave danno al turismo stanziale che potrebbe scegliere altre mete.
Gli ambientalisti non sono “immobilisti”, non si oppongono alle opere di sviluppo, ma propongono uno sviluppo compatibile, che rispetti la natura l’ambiente e il paesaggio e ne assecondi tutte le potenzialità (Vedi Parco dei vulcani, vedi percorso archeologico, vedi museo all’aperto vedi ripresa della vecchia sentieristica etc, etc.). Si oppongono invece- e decisamente- all’introduzione a Stromboli di sovrastrutture devastanti.
L’area in questione sarebbe stravolta e devastata. Uno scempio!
Il giornale 109 ha pubblicato un articolo sullo scempio proposto
Lo splendido cimitero di Stromboli, con le tombe tutte orientate verso il mare, visitato dai turisti e oggetto di servizi fotografici è stato gravemente deturpato da un intervento di ampliamento; sono stati costruiti una serie di loculi in cemento che tolgono la vista del mare.
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