LA VITA

-Questa è la mia vita, o meglio, ciò che voglio che la gente sappia della mia vita...

27/6/78 Marco nasce da Carmela Russo e Paolo De Baggis a Roma

20/8/80 Nasce suo fratello Andrea

?/12/89 La famiglia si trasferisce in provincia di Viterbo. Scontri con gli indigeni

?/9/92- ?/7/97  Si iscrive al liceo classico di Viterbo. Dopo un avvio catastrofico con un esame di riparazione su tre materie il primo anno e due il secondo anno, giungono le prime soddisfazioni. Eccelle in storia, e consegue anche ottimi risultati in filosofia, letteratura italiana e successivamente in greco. Disastrosi risultati nelle materie scientifiche, matematica e fisica. Nella prima è l'ultimo della classe, riuscendo a prendere vari "2", ma anche, del tutto inaspettatamente, un "7e1/2" e un "8". Questi sono gli unici voti ad di sopra dell'insufficienza mai presi. Durante questi anni si avvicina alle filosofie orientali e alla letteratura mondiale con spirito curioso ma sempre critico. Scopre gli Illuministi e si converte in linea di massima ai loro valori. Partecipa alle occupazioni della metà degli anni '90, scrive alcuni articoli prettamente culturali nel giornale del liceo ed è capitano della squadra di calcetto nell'unico torneo scolastico disputato nel liceo e a sorpresa giunge al 4° posto. Si cresima, ma la cerimonia invece di trasformarlo in un "soldato di Cristo" sortisce l'effetto contrario. Conosce l'heavy-metal e successivamente il progressive rock. Dai 17 anni fino ai 22 avrà i capelli lunghi, splendidi. di questo periodo, purtroppo, non restano che pochissime foto. Prime esperienze di vario tipo che portano a maturazione la sua persona. In stato di perenne belligeranza con gran parte dei compagni di classe, anche se rispetto ad altre situazioni la sua è decisamente più rosea. Lega con numerosi personaggi "alternativi". Compra in una libreria di Viterbo una piccola grammatica della lingua giapponese; sarà una mossa che gli cambierà la vita. Nel Giugno del '97 si diploma, tra la sorpresa di alcuni, con un misero 44. Alla domanda della commissione "cosa farà dopo il liceo?" risponde "Studierò giapponese all'università". Negli anni successivi mantiene contatti di cordialità con i suoi ex insegnanti del liceo con delle visite annuali.

?/11/97 si iscrive all'università degli studi "La Sapienza" di Roma al corso di laurea in lingue e civiltà orientali come quadriennalista di Lingua e Letteratura giapponese. Grazie alle sue basilari conoscenze della lingua, passa i primi mesi quasi in ozio, e nelle esercitazioni in classe è sempre tra i migliori.

?/12/97 in vacanza a Napoli dai nonni, incontra una sua amica di infanzia che studia anche lei giapponese ma all'Istituto Universitario Orientale della città partenopea. Si rende conto che i corsi di Roma sono arretrati rispetto agli studi svolti dalla sua amica e matura l'idea di trasferirsi in quest'università.

?/2/98 si iscrive al corso di teatro organizzato nel paese in cui vive, senza neanche sapere bene il perché; è stata solo un'intuizione. In precedenza aveva sempre dimostrato una certa indifferenza per quest'arte. Riesce comunque a vincere la sua grande timidezza e viene scelto per la parte di "Lisandro" nel "Sogno di una notte di mezza estate" non tanto per meriti particolari, quanto per la sua giovane età e per una felice intuizione della regista.

?/6/98 supera la prova di giapponese scritti con un poco brillante "sufficiente", e poco dopo supera l'esame orale con un ottimo 28. Il caso volle che quel giorno i pochissimi  studentelli di primo anno sostenessero il loro esame con Maria Teresa Orsi, luminare della iamatologia italiana. Non male come inizio! E' però ormai sicuro di fare il cambiamento di università e nel mese successivo supera brillantemente altri due esami con un 30 e un 27.

?/8/98 debutta sul palcoscenico. Il luogo della rappresentazione è la piazza principale del paese, gremita come non mai. Il numeroso pubblico si aspettava una prova ridicola del gruppo ma non è così: tutti, da dilettanti, recitano molto bene e tutto si risolve in un trionfo per i nuovi "attori".

?/9/98 si iscrive all'Istituto Universitario Orientale di Napoli.

1/11/98 si trasferisce a Napoli nella casa dei nonni materni.

?/11/98 inizia i corsi nella nuova università. Si ambienta bene nella realtà di Napoli per certi versi. Fa conoscenza con i nuovi colleghi ed entra in contatto con l'associazione studentesca "Pangea", dove collabora al giornale scrivendo un articolo sul caso Ocalan, e segue i corsi di teatro. Entrambi i progetti verranno in seguito accantonati e questo segnerà la fine del sodalizio con l'associazione.

?/2/99 rinuncia ad apprendere la lingua cinese

?/4/99 fonda la squadra di calcetto "World Team", raccattando giocatori sparsi; si forma un bel gruppo ma la scarsezza tecnica della squadra è notevole, finendo il girone eliminatorio con soli tre punti, ottenuti a tavolino, una mangiata di reti all'attivo e circa trenta al passivo...

1/6/99 supera il suo primo esame, lingua inglese, con 30. A questo seguiranno altri 4 esami

?/8/99 lavora come assistente a ragazzi disabili nel monastero di "San Vincenzo"

?/10/99 E' "Vincenzo" nella commedia di Shakespeare "La bisbetica domata", messa in scena al teatro "San Leonardo" di Viterbo.

?/11/99 Segue i corsi di teatro organizzati dalla cattedra di neogreco dell'università. Tenuti da una giovanissima aspirante attrice, raccoglie attorno a sé un bel gruppetto di stravaganti personaggi. Matura intanto una certa antipatia, a suo parere corrisposta, per l'insegnante del corso.

?/2/00 partecipa ad uno stage di danza balinese all'"I.C.R.A. Project" di Napoli con Iwayan Puspayadi

?/4/00 Si taglia i capelli; sgomento tra chi lo conosce

?/4/00 entra per un provino al teatro sperimentale "Spazio libero" a Napoli. Partecipa al laboratorio teatrale incentrato su "Romeo e Giulietta" di Shakespeare. Dopo dieci giorni si va in scena, ma dimentica totalmente la parte e fa una figura davvero meschina. Per giunta, la parte non era neppure molto lunga, una manciata di battute.

?/6/00 sostiene e supera brillantemente l'esame scritto di lingua indonesiana, ma rinuncia a sostenere la prova orale perché non più interessato.

28/6/00 messa in scena di "le Troiane" di Euripide, dove fa la parte della guardia, in pratica poco più che un aiutante di scena; non ha battute.

29/6/00 messa in scena di alcuni brani di Jean Tardieu, questa volta con alcune battute, a dire il vero poche, il che lo lascia profondamente insoddisfatto.

?/11/00 partecipa, come comparsa, al musical su Freddie Mercury "The show must go on", andato in scena al teatro "L'unione" di Viterbo.

?/12/00 Partecipa alla scenetta del trio "la smorfia" in "San Gennaro", dove interpreta il sacerdote.

?/2/01 Si iscrive alla borsa di studio offerta dal governo giapponese: il risultato sarà deludente.

?/2/01 riprende un laboratorio teatrale al teatro "Spazio libero" incentrato su "Sogno di una notte di mezza estate" . Gli viene assegnata la parte di Teseo, a causa del suo viso incorniciato dalla barbetta e dai capelli leggermente lunghi, e soprattutto per il suo portamento. Il progetto non andrà in porto, ci sarà però una prova generale nella quale dimentica totalmente la parte. Dopo questa ennesima umiliazione decide di averne avute abbastanza e chiude con quel teatro a Giugno, anche a causa del progetto, caotico e confuso fino all'inverosimile, e perciò privo di interesse.

?/2/01 si acuiscono i contrasti con la regista del corso teatrale universitario, e si arriva alla rottura definitiva: insieme a lui lasceranno anche altre persone. Poi arriva il chiarimento e quasi tutti tornano sui propri passi. Finalmente gli viene assegnata una parte importante nel nuovo spettacolo, "Molto rumore per nulla" di Shakespeare. Interpreta "Leonato".

27-28/6/01 messa in scena di "Molto rumore per nulla"; è il trionfo, dà la sua migliore interpretazione di sempre fino a quel momento e riceve elogi da molti "addetti ai lavori"; per l'occasione affitta a proprie spese un bellissimo costume del '500, e si imbianca con uno spray i capelli, lasciati crescere per l'occasione come la barba.

?/7/01 "lavora" come part-time nella videoteca dell'università.

?/7/01 si attiva per ottenere la borsa di studio per il Giappone

?/9/01 inizia ufficialmente la lavorazione alla tesi incentrata sull'"Uji shui monogatari", una raccolta di setsuwa poco studiata.

?/11/01 vince una borsa di studio per il Giappone della durata di 10 mesi. L'università prescelta è la Ritsumeikan di Kyoto.

24/4/02 Parte per il Giappone

?/5/02 Viene assunto dall'istituto italiano di cultura a Kyoto

?/7/02 viaggia per l'Hokkaido e raggiunge una comunità di Ainu dove viene accolto per 3 giorni

?/11/02 Viene licenziato dall'istituto italiano di cultura, ma diversi suoi studenti continueranno a prendere lezioni private con l'antico maestro

4/2/03 Parte, grazie al contributo economico dei suoi studenti, per l'Asia sud orientale, e visita: Taiwan, Hong Kong, Macao, Tailandia, Cambogia, Laos. Di ritorno, nel mese di Marzo, parte, con la nave, per la Cina, e passerà 10 giorni a Pechino.

24/3/03 Ritorna in Italia

?/?/03 Matura l'idea di entrare in polizia

?/6/03 Recita ne "Le Baccanti" di Euripide, a Napoli

?/7/03 Presenta la domanda pe partecipare ai test preliminari della polizia

?/7/03 Termina gli esami universitari

?/8/03 Inizia a studiare russo, ma con scarsissimi risultati

?/9/03 Partecipa ai test, e ottiene 8.92 decimi, il punteggio più alto della provincia di Viterbo e uno dei migliori in assoluto

?/9/03 Entra nella ricostituita "Compagnia Teatrale Bassanese" e si iscrive a un corso di recitazione a Viterbo.

30/10-4/11/03 partecipa alle prove psicoattitudinali per l apolizia di stato e risulta, con qualche fatica di troppo, idoneo. Grande giubilo.

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Ma ora, permettete che mi presenti davvero...

Mi chiamo Marco De Baggis, ma i vassalli mi chiamano Maruko il Magnifico,e sono conte di  Gwenalltyngsotykygogopasthwyweyyswad ( Galles ), marchese di Porjionkis ( Russia ) e Tappalallanatta ( Finlandia ), duca di Cavilla y Chipis y Seguento y Pastilla ( Spagna ), imparentato per via materna con i Romanov, per via paterna con i Comneni, per via mentale con gli Arouet, per via fetale con i Saccaridi, per via auricolare con i Genetici, per via orale con i Parananti, per via anale con i Copronimi, per via cardiovascolare con i Corii. Sono l'unico artefice di questo sito, supremo monumento all'inutilità e all'ozio sfrenato, al narcisismo e alla saccenteria, alla pedanteria e alla merceria, alla galleria e all'allargheria, all'Ungheria e alla Romania, alla mania e alla follia, alla fobia e a ogni tipo di scopia, iatria e via, a mia zia e alla crestomazia, a ogni manzia e a tutti i bovini, suini, equini, inquilini, coinquilini, nasi aquilini, pini, ai trini e alle mini, ai vini toscani, ai cani morti e ai monti.

La mia modestia non mi permette di parlare troppo di me, quindi lascio la parola a chi di dovere; alla domanda "cosa ne pensi di Marco De Baggis?" hanno risposto così:

Voltaire: "Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo"

A. Einstein: "Avrei voluto nascere più tardi per aver l'occasione di conoscerlo"

F.Battiato: "E' l'incontro perfetto della cultura post-industriale decadente della fine anni '70 con le teorie ipnocretinonipposantarellistico-parallassiaticartesiopollerianopartenogeneticole della società degli anni '90 del '900"

S. Vita: "Un insopportabile nanerottolo"

G. Della Casa: "messer De' Baggis è il modello cui ogni gentiluomo dee conformarsi a cagione delle di lui squisitissime maniere, e del favellar elegantissimo"

G. Boccaccio: "Composi io adunque un'operetta in suo onore, a titolo "trattatello in laude di messer Marco De' Baggis", ma poscia che l'ebbi terminato, mi fu rubato e mai più lo ritrovai"

A. Manzoni: "La provvidenza ha voluto che egli nascesse in un'epoca buia come glorioso emblema delle umane genti progressive"

Omero: "Il paulide Marco è il primo degli eroi, splendentissimo per la virtù, invitto e caro ad Ares"

Virgilio: "Finalmente giungerà con lui l'età dell'oro"

Shikibu Murasaki: "Ogni volta che lo si scorge non è possibile evitare di pensare alla luna dietro i monti di Yoshino e, come  quando la si contempla, le maniche si bagnano perché è visibile, e ugualmente perché non si può vedere"

G. Casanova: "Egli altro non è che il mio insuperabile maestro"

 

 

 

 

  

 

 

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