Non cogliere le opportunitą di dibattito offerte dai congressi futuri di DS e Margherita potrebbe essere un'occasione perduta
Debbo riflettere se condividere o meno l'appello-provocazione di Progetto Democratico lanciato dalle pagine di Repubblica.
E' assolutamente vero che il congresso D.S. e l'iter costitutivo della Margherita-Democrazia e Liberta' , a quest'ultimo ho dato la mia adesione, rischiano di essere, e forse in parte gia' lo sono, opportunita' perdute.
Certo il congresso D.S. appare come una questione interna a quel partito, coinvolgente una minoranza degli stessi iscritti, le dichiarazioni dei tre pretendenti alla segreteria (almeno finora) non mi sembra abbiano quella necessaria forza di trascinamento ci si aspetta da leaders. Non c'e' slancio, neanche su temi che in passato hanno appassionato gli animi e costretto spesso, a torto o a ragione, nel bene e nel male, alleati ed avversari a confronti anche aspri e serrati, ma comunque a fare politica. Penso che ci si potesse aspettare un po' piu' di coraggio, anche considerando che il risultato elettorale dell'ultima tornata (il peggiore dalla fondazione) avrebbe dovuto forzare all'apertura.
Certo l'iter fondativo della Margherita-Democrazia e liberta', sembra avere un andamento carsico. Dopo gli incontri di luglio non mi sembra che ci siano segnali di alcun tipo. Forse la pesante fatica di dare regole chiare e trasparenti e' piu' dura del previsto, speriamo che sia cosi' e che presto si possa iniziare il cammino. Non vorrei che tutto si riducesse ad una passerella per piccoli e grandi "addetti ai lavori".
Tutto questo e' vero , ma e' anche vero che il principio di realta' comunque ci vincola a quello che e', e non a quello che vorremmo fosse.
Con tutti i limiti e i difetti D.S. e la "Margherita" sono gli unici partiti esistenti nell'area dell'Ulivo, potremmo dire gli unici partiti in grado di esprimere un confronto e non uno scontro con il centro-destra.
Mi chiedo allora: e' possibile declinare il "tema dell'Ulivo" , anche solo in ambito locale, senza fare i conti e rapportarsi con regole, apparati ed esponenti dei partiti che a livello nazionale provano, o quanto meno dovrebbero, esprimerlo ??
Da un lato penso che , sia una questione di sopravvivenza politica per uomini ed apparati dei D.S. e della "Margherita" accettare il rischio (ma poi che rischio c'e'?) di apertura verso mondi, associazioni, realta', persone che disposti a condividere progetti storia identita', ma non ancora appartenenze.
Dall'altro penso che per sostenere un progetto politico (e cercare un percorso bolognese per l'Ulivo e' un difficile progetto politico) si debbano sfruttare tutti gli spazi concretamente offerti , quindi anche congressi e incontri di partito (pur con tutti i loro limiti).
Quindi , se la provocazione di Progetto Democratico e' da leggere come un invito a chi ha la fatica dell'organizzazione e la responsabilita' di apparati partitici , a costruire occasioni per dibattere e coinvolgere sui temi alti e pressanti che tutti e tutti i giorni ci toccano senza arroccarsi, certo che la condivido!
Se intendo l'appello di Progetto Democratico come sollecitazione a chi vuole approfondire dibattere impegnarsi per contribuire attraverso la politica , in tutti gli ambiti disponibili (anche per migliorarli), alla elaborazione di una "visione del mondo" capace di interpretare ed efficacemente gestire le emergenze e i problemi dei nostri giorni, certo che lo condivido!
I fatti dell'estate, a cominciare dal G8 di Genova per finire con gli orrendi massacri dell'11 settembre, mi danno la sensazione che i margini si restringano, che le necessita' incalzino, che il mondo si sia fatto piccolo, e anche che il tempo si sia fatto breve.
Potremmo rammaricarci di aver perduto occasioni preziose.