Il futuro dell'Ulivo lo decidono solo gli iscritti ai partiti?
Preso atto che il Paese si presenta orientato, almeno formalmente, al bipolarismo e che il blocco di governo appare confortato da una maggioranza parlamentare indiscutibile, ci sembra importante aprire da subito un dibattito sulle prospettive dell'opposizione.
Il progetto di costruire una coalizione basata su due soggetti politici di pari dignità ha senso solo come tappa intermedia necessaria, ma pensare di cristallizzare le divisioni dell'Ulivo tra un partito della famiglia socialdemocratica europea e una formazione cattolico-democratica è un espediente sterile che rischia di non essere compreso dal nostro elettorato. Pur nella diversità di opinioni se sia opportuno o meno aderire ad una nuova formazione partitica, è chiaro che un Ulivo che sia soltanto una somma di aggregazioni, senza l'apporto fondamentale della società civile, delle associazioni, dei singoli, resta un guscio vuoto.
Esiste un diffuso bisogno di ripensare i metodi di produzione del consenso, di selezione della classe politica e di individuazione delle tematiche e dei programmi: le garanzie di libertà, uguaglianza, giustizia e trasparenza trovano espressione in regole e procedure spesso solo formali e condizionate dalla necessità di salvaguardare gli interessi di alcune forze economiche e politiche. Di fatto il principio della delega, così come è praticato attualmente, si dimostra impotente a stabilire un rapporto di effettiva comunicazione tra società civile e potere pubblico.
Crediamo che non si possa abbandonare il disegno di fondere tradizioni e diversità, di rinunciare alle appartenenze senza cancellare la propria identità. Bisogna invece essere in grado - soprattutto a livello locale - di aprire un dibattito ampio e libero tra le numerose realtà associative di base e i singoli cittadini sui nodi programmatici principali sui quali imperniare una proposta di governo alternativa a quello mercanile-conservatrice-neoliberista delle Destre.
Per questo motivo la redazione di Progetto Democratico (www.progettodemocratico.com) cercherà di aprire spazi di confronto liberi e non predeterminati, in cui i singoli, le associazioni e i partiti possano liberamente trovare la possibilità di un confronto vero, basato sulla forza delle idee e dei programmi, più che sulle dispute sui valori e sulle poltrone.
Seguiremo pertanto attivamente la fase congressuale dei DS e costitutiva di "Democrazia e Libertà", cercheremo di intervenire nel dibattito e sulle scelte di politica locale, nella speranza di poter incontrare lungo questo percorso altre persone, associazioni, realtà con cui lavorare insieme.