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Lettera aperta ai responsabili della "Margherita"
di Agire Politicamente

Una proposta per favorire il dialogo tra le basi associative dell'Ulivo

Cari Amici,
alla vigilia del voto la nostra Associazione diffuse il manifesto "Cattolici democratici ed elezioni" di aperto sostegno all'Ulivo. Con la stessa sensibilità guardiamo al dopo elezioni, solleciti nei confronti di ogni esperienza ascrivibile all'Ulivo.
Dell'Ulivo e delle sue prospettive ci interessa tutto: dalla cruciale vicenda dei DS alla valorizzazione delle formazioni minori dell'alleanza, al dialogo coni movimenti organizzati di opinione che vi si possono riconsocere (per esempio, quello sesnsibile ai problemi della legalità nelle istituzioni). Ci ha poi incoraggiato, dopo l'insuccesso, l'immediata conferma della leadership di Rutelli, che ora ci attendiamo si stabilizzi per durare fino alla fine della legislatura.
E c'è la Margherita, l'unica grande novità del voto del 13 maggio. Al riguardo, anche in vista delle imminenti convenzioni costituenti, vi sottoponiamo alcune riflessioni e una proposta concreta.
Anche noi siamo convinti che la Margherita debba essere vissuta come una tappa verso una sempre più piena integrazione della vasta famiglia dell'Ulivo.
Tuttavia, per non fare dell'ideologia, consideriamo la Margherita un passaggio importante, un'impresa appena agli inizi, un'impresa niente affatto facile. Insomma, qualcosa che merita uno specifico sforzo realizzativo.
Allo stato esiste, fondamentalmente, un elettorato che si è reso disponibile. Sarebbe esagerato considerarlo un elettorato volatile attratto, unicamente, dalla personalità di Rutelli e dal suo ruolo di leader dell'alleanza. Una interpretazione ingenerosa per lo stesso Rutelli, che ha fermamente voluto e presentato la Margherita come una prima strategica ricomposizione di voci nell'ambito dell'Ulivo. Il ruolo di leader ha aiutato, ma evidentemente enfatizzando il messaggio della ricomposizione.
Vogliamo al riguardo essere espliciti: molti di noi hanno votato Margherita intendendo chiuso, volendo che si chiuda per sempre il doloroso contenzioso sorto, con la caduta del Governo di Romano Prodi e soprattutto con la gestione di quella crisi di Governo, essenzialmente tra Popolari e amici di Prodi, poi Asinello.
Assecondando una prima offerta in questo senso presentata dagli attori politici, è spuntato un elettorato di considerevole consistenza e, ai fini della tenuta nel tempo, assai interessante per la sua composizione largamente interclassista e intergenerazionale.
L'offerta degli attori politici si è limitata ad un semplice cartello elettorale e tutti giustamente chiedono, dopo il voto, qualcosa di più.
Al riguardo, ci sembrano possibili due scenari:


Nella prima ipotesi non useremmo il termine "federalismo": sarebbe più proprio, infatti, parlare di "confederalismo", un regime che normalmente, anche nella storia dei partiti politici, od evolve verso il federalismo o, più spesso, si risolve nella guerra tra i confederati.
In sostanza, anche con la Margherita occorre strutturare l'Ulivo come un soggetto politico al tempo stesso unitario ed espressivo delle culture di tutte le tradizioni che devono ripensare l'azione riformatrice di cui il nostro Paese ha oggi necessità per partecipare alla costruzione del futuro. Insieme a forme di dialogo costante, di stretta collaborazione nel concreto contesto delle nostre comunità e nei diversi livelli istituzionali in cui siamo presenti, a nostro parere è necessario mettere in moto un processo che porti a definire obiettivi comuni, priorità condivise, strategie e stili nei quali possiamo tutti riconoscerci, attenzioni qualificanti che ci uniscano: nord-sud del mondo, sviluppo sostenibile, qualità della vita nelle città, tempi di vita e di lavoro,politiche famigliari, garanzia delle persone in tutte le forme del lavoro, istruzione-formazione-sviluppo, universalismo dellle prestazioni sanitarie ecc.
Non è nostro compito indicare particolari percorsi verso l'integrazione nella Margherita. Rileviamo tuttavia che proprio sui valori diffusi dell'agire politico permangono, nell'ambito della Margherita, differenze consistenti. Valga per tutte la diversa percezione del sistema politico ed istituzionale e delle sue necessità. Sulla stessa riforma dello Stato sociale esistono distinzioni non irrilevanti, tra le singole formazioni della Margherita e talora anche internamente alle singole formazioni.
Le differenze, lasciate a se stesse, non sono in genere una buona cosa. Noi poi crediamo che dalla conoscenza reciproca e dal dialogociascuno esce, spesso, realmente trasformato. Ed è per l'appunto di conoscenza tra le persone e di dialogo che noi avvertiamo il bisogno.
L'incontro e il dialogo tra i dirigenti sono utili, ma è decisivo l'incontro tra le basi associative. E più questo avviene in modo capillare, meglio è.
Consideriamo le "conventions" in programma a Roma ein Regione una cosa preziosa, ma riguardano presumibilmente i gruppi dirigenti, in vista di decisioni eminentemente operative, non ci appagano pienamente.
Ecco la proposta, in realtà un regalo che potreste fare ai vostri associati ma anche a noi simpatizzanti: in ogni provincia un convegno di studio che metta a afuoco le diverse percezioni e letture della realtà politica, su 3/4 filoni tematici generali. Pensiamo a convegni residenziali per favorire al massimo i rapporti interpersonali, a convegni realmente aperti per coinvolgere ogni possibile energia intellettuale e sociale mobilitabile.
Saremmo anche in questa occasione ben lieti di poter dare una mano.

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  Commento  
La redazione di www.progettodemocratico.com esprime la propria adesione alla proposta avanzata dal Coordinamento regionale dell'Associazione "Agire Politicamente" di organizzare un convegno di studio aperto per facilitare il confronto tra le basi associative dei gruppi che si riconoscono nel processo di integrazione dei vari soggetti politici all'interno dell'Ulivo.

Pur se il nostro giudizio politico sul processo di costituzione della Margherita non è totalmente positivo, riteniamo necessario arrivare ad un momento di "conoscenza reciproca e di dialogo" tra le basi associative, per "definire obiettivi comuni, priorità condivise, strategie e stili nei quali possiamo tutti riconoscerci". Consideriamo infatti positivo ogni tentativo fatto per elaborare programmi e progetti tendenti a superare le differenze consistenti che esistono attualmente non solo nei gruppi dirigenti, ma soprattutto nella base elettorale dell'Ulivo e del centrosinistra allargato, mentre l'attuale dibattitto riguarda solo la composizione dei futuri gruppi dirigenti.

Abbiamo già perso 5 anni, bisogna cominciare da subito i lavori per riportare ad unità lo schiarameno alternativo alle Destre, oggi al governo del paese.
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