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Ieri, oggi, domani
di Eliseo Fava

Quali le conseguenze del voto per Bologna?

La discussione sui risultati elettorali ha coinvolto, inevitabilmente, anche la Giunta Guazzaloca nei confronti della quale si è abbattuta una grandinata dal centro-sinistra e si è sentito un sordo brontolìo di tuono da destra. Ha cominciato Arturo Parisi, che ha rimproverato l'appoggio aperto del Sindaco al professor Tura che testardamente ha ritentato di contendergli il seggio parlamentare nel Collegio n. 12 di Bologna. In effetti già in occasione delle Supplettive dell'ottobre 1999, Giorgio Guazzaloca aveva combinato a Parisi lo scherzetto di rubargli il centro della scena, irrompendo nel caffè di Corte Isolani in occasione della visita dell'allora Presidente del Consiglio Massimo D'Alema, portandosi appresso - come era solito fare l'indimenticato Carlo Campanini con Walter Chiari - uno stralunato Tura.
Allora Parisi si trattenne; stavolta è sbottato.
Subito si sono fatti vivi alcuni consiglieri comunali di minoranza che hanno decretato la conclusione per fallimento dell'esperienza amministrativa di Guazzaloca.
A difendere il Sindaco sono stati soltanto alcuni esponenti della Tua Bologna, mentre a destra i capi hanno faticato a tener buoni i loro subalterni che reclamavano con tempestività nuovi posti e maggiore visibilità.
In effetti a due anni dalla sconfitta di Silvia Bartolini si avvicina il momento in cui fare un bilancio di metà mandato: sull'operato della Giunta, della maggioranza che la sostiene e della minoranza che si oppone.
Non so come si sentono rappresentati gli elettori che votarono Guazzaloca dai consiglieri che siedono a Palazzo d'Accursio e non è certo affar mio. Di certo io mi sento mal rappresentato dalla opposizione: il gruppo DS è costituito in gran parte dalla squadra sconfitta di Alessandro Ramazza, che ha saputo dare una discutibile dimostrazione di spirito goliardico nel recente tentativo di filibustering in Consiglio comunale; il gruppo dei Democratici è stretto tra una malcelata difesa delle scelte della ex-Amministrazione Vitali e una subordinazione sostanziale alle scelte del più numeroso gruppo DS; lo stakanovista Sabbi fa quello che può; Rifondazione pendola tra l'austero Zamboni e il terribile Monteventi.
In merito all'incisività delle azioni della minoranza, recentemente un mio amico che lavora a Bruxelles osservava: "E' debole, si sente poco; forse è colpa dei giornali ... ma soprattutto sembra assente lo spirito dell'Ulivo, quella capacità di proposta, quella voglia di fare..."

A me sembra mancare soprattutto, sia alla maggioranza che alla minoranza, un progetto per il futuro della città: con il solito pragmatismo emiliano si preferisce procedere alla giornata, annunciando da un lato provvedimenti che non si sa quando saranno realizzati (negli ultimi due decenni l'attesa media era compresa tra i cinque e gli otto anni) e denunciando dall'altra, con uno stanco rituale, limiti e soprusi nell'azione di governo.
Alla fine mi sorge un dubbio: "Vuoi vedere che dopo aver fatto affidamento per mesi e mesi sullo stato di salute di Guazzaloca per una auspicata rivincita, ora che il Sindaco si è ben ripreso ci sia qualcuno sicuro che, fra tre anni, Palazzo d'Accursio cada maturo, per abbandono, nelle proprie mani?"
Nessuna illusione: i cittadini bolognesi sono molto più forti e saggi di quanto si pensi..


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[Guazzaloca Giorgio]
[Parisi Arturo]
[Tura Sante]

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