Il progetto dell'Ulivo richiede una necessaria tappa intermedia.
Rimango piacevolmente stupito che un esponente politico di primo piano, segretario di
un partito, si sia interessato al tentativo di Progetto Democratico, ormai avevo perso
quasi la speranza! Trattasi inoltre del segretario regionale del maggior partito della
coalizione, ed il suo intervento mette in risalto una certa carenza di attenzione di altri
"addetti ai lavori" verso questa, seppur modesta, tribuna.
Quanto ho letto mi suscita pero' la considerazione che, se il logico argomentare di
Rossano Salicini si ferma senza arrivare alle necessarie conclusioni, la risposta che gli da
Mauro Zani ha del paradossale.
A mio avviso infatti Zani :
- come capolista in regione del partito di maggior peso nella coalizione del centrosinistra
o Ulivo che dir si voglia, a 9 giorni dalla scadenza elettorale affermando che «dopo il
13 maggio, vada come vada bisognera' lavorare ad un nuovo progetto politico» genera
inquietudini.
Che cosa vuole dire ? Che saremo chiamati a sostenere con il voto un progetto politico
vecchio ? O peggio, che non c'e' un progetto politico ? Che dopo aver raccolto il
consenso, "omeopaticamente" ci verra' costruito sopra il progetto politico che pił gli si
attaglia ? Chi elaborerą questo nuovo progetto politico e perche' non si e' mosso un po'
prima, perche' non lo rende noto ?
Interrogativi che non vengono chiariti da affermazioni di generica appartenenza alla
sinistra, o invocando senza meglio specificare «un sistema di valori, di uno
schieramento che ha a che fare con la sfera dell'etica e della morale».
- come esponente politico di primo piano in regione genera perplessita' con la sua
dichiarazione «le candidature: peggio che andar di notte». Che cosa significa ?!?
Che le segreterie dei partiti non sono soddisfatte della scelta dei candidati fatta per i
collegi un mese fa' ? Tardivo ripensamento ? Chi e' causa del suo mal pianga se stesso
!
- non si comprende dove cercare l'eroismo puerile (cosi' lo definisce Zani stesso) nella sua
candidatura come capolista nel proporzionale per i DS in Emilia Romagna .
Penso proprio che non votero' la lista guidata da Zani nel proporzionale e, per fortuna,
nel mio collegio ho come candidati il sen. Pasquino e l'on.le Parisi che sono stati ben piu'
convincenti .
D'altro canto Rossano Salicini nel suo appello, ragionato, ad esercitare compiutamente il
proprio diritto di voto astenendosi nel proporzionale mi fa valutare l'ipotesi di una sorta di
ritorsione:
visto che gli apparati di partiti si sono presi lo spazio che la legge elettorale assegnava al
territorio ed ai collegi "blindando" le candidature nel maggioritario, non ci rimane che
non sostenere le formazioni che nel proporzionale la legge elettorale, nella evidenza
concreta e nella prassi operativa, riservava nei fatti alle logiche delle segreterie.
Seducente, e legittima, ma per essere veramente efficace dovrebbe essere praticata da una
vastissima platea elettorale perche' altrimenti rischierebbe nei fatti di avvantaggiare
proprio i partiti piu' tradizionalmente strutturati a cui lo stesso Salicini, giustamente ,
imputa le maggiori responsabilita' nella gestione dell 'attuale fase politica e della
campagna elettorale.
Concretamente preferisco pensare con Cacciari, che il progetto politico dell' Ulivo
richieda una, certo non voluta, ma necessaria tappa di avvicinamento alla meta.
In questa fase, a mio avviso, occorre quindi sostenere l'Ulivo con il proprio voto, anche
nel proporzionale, dando il consenso alla piu' avanzata delle opzioni politiche disponibili
su questa linea rafforzandola.
Sfruttare al meglio le "tecnologie intermedie" senza farsi intrappolare.