L'enorme patrimonio costituito dall'esperienza di governo dei Sindaci del nostro territorio viene umiliato dalle scelte scriteriate fatte a Roma.
Come saranno contenti i Sindaci di Argelato, Bentivoglio, Castel San Pietro, Malalbergo e Marzabotto. Cito solo questi degli oltre 50 Sindaci e centinaia di Assessori del Centrosinistra della Provincia di Bologna (un enorme patrimonio umano e di esperienze), non solo perché li conosco, ma soprattutto perché condivido la diffusa opinione che, in questi anni di governo delle loro comunità locali, abbiano ben operato. Una generazione di governanti chiamati oltre una decina di anni fa ad interrompere professione e carriera per rappresentare i valori della Sinistra storicamente consolidati nelle nostre realtà e pronti a spendersi per l'Ulivo da Prodi in poi. Contenti - dicevo ironicamente - di essere alle prese con regole che non consentiranno loro di ripresentarsi alla prossima tornata elettorale (con le attuali norme non è possibile fare più di 2 mandati) e con una direzione politica provinciale che in questi anni ed in queste ultime elezioni (Provincia '98, Regioni '99, Politiche 2000) non ha riconosciuto a nessuno di loro il merito, conquistato sul territorio, di misurarsi e di portare le istanze e i bisogni locali ai diversi livelli della politica. Costretti a portare acqua a candidati di volta in volta paracadutati da Bologna, o da Roma, in queste Politiche non hanno visto nemmeno il rinnovamento di chi aveva già svolto due mandati parlamentari. E' triste anche vedere che uno dei pochi dirigenti della politica non d'allevamento come Zani - e oggi a capo dei designatori emiliano-romagnoli - è fuori dal Collegio territoriale da cui è stato espresso, per essere il primo del proporzionale DS.
Prima o poi i gruppi dirigenti nazionali, regionali e provinciali della Sinistra dovranno dire agli elettori, ma anche agli eletti, come hanno inteso e come intendono formare una classe dirigente, con quali prospettive e con quali regole che non siano la cooptazione, altrimenti il sistema imploderà.
La strada intrapresa in diverse elezioni Municipali di utilizzare personale proveniente dal sindacato di riferimento, interrompendo possibili rientri al lavoro d'origine o in pre-pensionamento può essere valida, ma sicuramente non può essere un metodo da generalizzare per i limiti di prospettiva impliciti. L'apertura alla società civile è la risposta giusta, apertura alle associazioni, ad elezioni primarie e alle liste civiche di Centrosinistra portatrici di valori di solidarietà e giustizia sociale. E' anche per questa inerzia politica che non voterò al proporzionale, esercitando, di fatto, il diritto di voto in modo compiuto ; così facendo evidenzierò i limiti di questi gruppi dirigenti che il più delle volte hanno pensato ai propri salotti e non ai contenuti, a conservare e non ad innovare. Non è questa "un'astensione che mina alle radici la Democrazia" come dice la Curia di Napoli, bensì un segnale per rafforzare quella Democrazia nell'indispensabile ricerca di rinnovamento e di qualità degli interpreti prima che tutto il Paese - a tutti i livelli politici e amministrativi - sia consegnato alla Destra.