Lo scandalo delle candidature di oggi alla luce delle speranze di 5 anni fa.
Con questo messaggio vorrei abbozzare una riflessione, e comunque -a scanso
di equivoci- dire forte e chiaro quello che penso.
I criteri che hanno guidato la scelta dei candidati nel centrosinistra così
come nel centrodestra sono stati vergognosi.
In entrambe le coalizioni le decisioni sono state prese a Roma,
paracadutando sulle realtà locali i vari nominativi, senza tenere in alcun
conto le istanze territoriali, e senza fare neanche uno sforzo di
coinvolgimento dei cittadini.
E' una realtà che è sotto gli occhi di tutti: non vorrei però che qualcuno
pensasse che siccome io faccio parte degli eletti in un organo politico,
allora difendo e giustifico "il sistema". No, anch'io sono rimasto
sconcertato, anch'io provo un senso di rabbia. Però non credo che si debba
"mollare", col non-voto, col disinteresse, etc.
Ora più che mai è necessario impegnarsi, senza compromessi, e dicendo forte
e chiaro la propria opinione, credendo in progetti (per esempio l'Ulivo) che
paiono morti: si tratterà di un lumicino in un periodo di grande buio, ma un
lumicino importante per tenere vive le speranze per il futuro.
Vorrei proporvi qui di seguito un "decalogo" per le candidature, che
l'associazione "il Mosaico" propose nel "lontano" 1996, alla vigilia delle
elezioni di quell'anno: letto oggi sembra davvero un'utopia...
Per come sono andate le cose in questi giorni è davvero uno schiaffo verso
chi guida le due coalizioni, ma non mi anima un intento polemico, ma solo la
voglia di crederci ancora.
DEMOCRAZIA NELLE CANDIDATURE:
UN PATTO DI RESPONSABILITÀ
I programmi sono importanti, ma non più delle persone chiamate a
realizzarli.
In vista delle elezioni (più o meno vicine) si discute dei programmi, ma
come sempre le manovre per definire le candidature avvengono nell'ombra.
Così, nella premura del successo elettorale, si finisce per chiudere gli
occhi sulla qualità dei candidati, trascurando la fondamentale esigenza di
trasparenza e rinnovamento del personale politico, di cui la nostra
democrazia ha urgente e profondo bisogno.
Per ridare credibilità alla partecipazione politica è invece essenziale che
ci sia un coinvolgimento della base anche nell'individuazione, nel confronto
e nella scelta delle candidature.
Un primo passo nell'esercizio di questo nostro diritto-dovere di cittadini
ed elettori è chiedere che da subito venga rispettato un insieme di criteri
di chiarezza e di impegno, sia da parte di chi intende essere candidato che
soprattutto da parte di coloro che concretamente andranno ad effettuare le
scelte.
In coerenza con gli stessi principi ispiratori dell'Ulivo, noi sottoscritti
chiediamo che nella scelta delle candidature del centrosinistra venga data
piena risposta ai 10 punti che seguono, come soglia minima per consentire un
confronto davvero democratico.