Appello contro l'astensione.
In questi giorni di vigilia elettorale ci sono ancora molti elettori di sinistra che s'interrogano sulla possibilità o meno di recarsi alle urne. Vorrei rivolgermi a ciascuno di loro. Naturalmente so che gli inviti possono suonare tardivi o vacui alle orecchie di chi si sente deluso o scoraggiato. Tuttavia, dopo che Berlusconi si è paragonato a Napoleone, sento il bisogno, irresistibile, di rivolgermi ai tanti che, a sinistra, ancora esitano. Cari compagni e cari amici, ma davvero non farà per voi e per tutti noi, alcuna differenza se il 13 maggio dovesse passare questa destra populista e pseudo liberista?
Io credo di sì. Credo che la differenza vi sia. E che sia grande. Per questo vi chiedo sommessamente di pensarci ancora. Può darsi, anzi è certo che il centro-sinistra non sia riuscito a fare tutto ciò che sarebbe stato necessario per avere la vostra piena fiducia. Ma non dovete dimenticare che nel 1996 fu vittoria risicata, di stretta misura. Numeri appena sufficienti a votare la fiducia ad un governo. E poi le difficoltà politiche nel centro-sinistra, il difficile cammino verso l'Europa nella difesa rigorosa dei ceti più deboli ed esposti. E oggi un paese diverso.
Un'Italia pronta ad avviare una nuova stagione di crescita, non solo economica, ma civile. Buttare via tutto quest'impegno e questo lavoro ed anzi consegnarne i frutti a Napoleone, mi sembra drammaticamente sbagliato e perverso. Prima di decidere, incontriamoci. Parliamo, proviamo a confrontarci su ciò che si dovrà fare in futuro.
Non sarà tempo perso.